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	<description>Comitato per l&#039;acqua pubblica - provincia di Padova</description>
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		<title>Ministro Zanonato, una linea chiara contro il Veneto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 20:48:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non potendo convertire al Nucleare la centrale a Porto Tolle, l&#8217;obiettivo di Zanonato è subito stato chiarito dallo stesso ministro, e non stupisce che fosse la reviviscenza della conversione a carbone del mostro sul Delta del Po. Al di là dello scontro tra greenpace e il comitato dei lavoratori della centrale (link al corriere del]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non potendo convertire al Nucleare la centrale a Porto Tolle, l&#8217;obiettivo di Zanonato è subito stato chiarito dallo stesso ministro, e non stupisce che fosse la reviviscenza della conversione a carbone del mostro sul Delta del Po.</p>
<p>Al di là dello scontro tra greenpace e il comitato dei lavoratori della centrale (<a title="Corriere del Veneto - Zanonato vuole il carbone" href="http://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2013/7-maggio-2013/centrale-porto-tolle-greenpeace-blocca-ministro-zanonato--2121025414202.shtml" target="_blank">link al corriere del veneto</a>), giustamente su fronti opposti, farebbe piacere per una volta veder presa in considerazione la situazione complessiva. L&#8217;italia in tutti questi anni non si è data un vero piano energetico, e in questo quadro investimenti sulla produzione di energia da fonti che dobbiamo reperire all&#8217;estero (carbone, petrolio, gas, uranio) cozza con gli investimenti analoghi ma per fonti di energia disponibili sul territorio (sole, vento, biomasse), e giustamente a molti piacerebbe avere indicazioni su quale strategia l&#8217;Italia vuole adottare, in primis Enel.</p>
<p>Nello specifico di Porto Tolle, a parte la mostruosità di una centrale a carbone in un parco naturale, anche se in misura attenuata vale quello che valeva per l&#8217;ipotesi della centrale nucleare: serve acqua per il raffreddamento, che viene reimmessa nel Delta inquinata se non altro termicamente. In caso di siccità, ormai così frequente negli ultimi anni, bisognerà scegliere tra spegnere la centrale e il condizionatore per i blackout o lasciar bruciare i raccolti e far pagare ai contadini lo stipendio dei 220 lavoratori della centrale.</p>
<p>I toni aspri dello scontro tra lavoro ed ecologia sono costruiti e fomentati da quanti non vogliono capire che non c&#8217;è nessuna possibilità perché questo modello di sviluppo ci possa sostenere, nel futuro a medio ma anche a breve termine. La barricata è costituita dalla mancata progettazione, per volontà politica, dei percorsi di reimpiego dei lavoratori che operano in settori ormai insostenibili da un punto di vista ambientale, dei percorsi di rivisitazione dei modelli di sviluppo che non possono avere un futuro, per il semplice motivo che l&#8217;estensione cementificabile ha il limite fisico della superficie della Regione, l&#8217;insalubrità dell&#8217;aria ha il limite biologico della soppravvivenza dei suoi abitanti.</p>
<p>Possiamo anche salvare i posti dei lavoratori della centrale in questo modo, ma che prospettiva daremmo ai loro discendenti?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il buon Flavio si vede dal mattino</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 21:11:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come l&#8217;Idra di Lerna, il nucleare in Italia non muore mai. Ucciso e poi sepolto da due Referendum Popolari ancora qualche testa rispunta da sottoterra ad opera di persone che non hanno ancora saputo cogliere il tempo di oggi, non solo in termini di energia, ma in termini di democrazia, socialità, senso della cittadinanza. La]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come l&#8217;Idra di Lerna, il nucleare in Italia non muore mai. Ucciso e poi sepolto da due Referendum Popolari ancora qualche testa rispunta da sottoterra ad opera di persone che non hanno ancora saputo cogliere il tempo di oggi, non solo in termini di energia, ma in termini di democrazia, socialità, senso della cittadinanza.</p>
<p>La linea di demarcazione, il discrimine della questione energetica in Italia, così come di molte altre questioni relative ai fondamenti della civiltà odierna, ovvero le questioni sui beni comuni, è traccciata non tanto sugli aspetti tecnici, pure rilevantissimi, quanto sulla dimensione sociale prima e democratica poi.</p>
<p>Il contesto sociale in cui si deve dibattere è un contesto di partecipazione reale della nazione, dei suoi cittadini, alle decisioni che ne segnano la sorte. La scelta del nucleare è una scelta impostata sul centralismo privato, segretato, militarizzato. Rifiutare il nucleare significa rigettare un modello di profitto per gruppi internazionali incontrollabili che innestano le loro attività di lucro nella struttura intima, nel nucleo esistenziale della civiltà. Altro esempio ne è la privatizzazione dell&#8217;acqua, ma anche quella dei trasporti, della scuola, della santià, etc. Rifiutare il nucleare significa abbracciare tutto quello che socialmente si muove verso la compartecipazione, la consapevolezza, la finanza pubblica, partecipata e trasparente, e quindi di dimensioni controllabili.</p>
<p>Il contesto democratico è la diretta conseguenza di questa sete sociale di comprensione. Una democrazia che si è data delle regole per tutelare i deboli, che vengono calpestati ogni volta che il loro volere collettivo è in contrasto con gli interessi di corpi privati, piccoli o grandi che siano. Il referendum sull&#8217;acqua e sul nucleare del 2011 ha mandato un segnale così forte di autodeterminazione, di contrasto a tali interessi, che non è passata una settimana e si è scatenata la speculazione sul debito italiano. Lo stesso Monti a Sky Tg 24, parlando d&#8217;altro ovviamente, in un grafico mostrava come il famoso spread abbia cominciato le sue montagne russe a metà di giungo del 2011.</p>
<p>Non stupisce se il Ministro della Repubblica Flavio Zanonato apra il suo &#8220;ministero&#8221; (ovvero il suo <strong>servizio</strong> alla Repubblica) difendendo il nucleare in sè, non è stato uno scivolone, un fraintendimento, ma una indicazione chiara, di quella che è da sempre la sua linea programmatica, quella con cui ha lavorato anche in Padova: fusione Acegas Aps, speculazione sulla Lehman Brothers (6 MILIONI di euro in fumo), fusione Acegas Aps/Hera.</p>
<p>State pur certi che non sarà Zanonato a difendere il risultato referendario, non sarà lui a spingere per una ripubblicizzazione dell&#8217;acqua, ad una gestione partecipata delle fonti di energia, non sarà il nostro ex-sindaco a battersi per la trasparenza sulle grandi opere e contro il proiect financing che distrugge il nostro territorio o indebita le sue popolazioni per trent&#8217;anni. Solo i cittadini possono farlo, perché vivono la loro città, il loro paese, il loro territorio, l&#8217;aria che respirano e l&#8217;acqua che bevono, e pensano ai figli che vorranno almeno respirare la stessa aria e bere la stessa acqua, calpestare la stessa terra dei loro genitori.</p>
<p>Lavoriamo tutti insieme per consegnare quello di cui godiamo, che amiamo e ci sostiene, alla prossima generazione. Ne va della nostra stessa vita. Zanonato, nel suo piccolo, ci indica una via: basta andare dall&#8217;altra parte.</p>
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		<title>Federutilities? Meglio FEDERCOMMUNITIES</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 12:58:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi la Città di Napoli offre a tutto il Paese l’esempio di una gestione dell’acqua totalmente pubblica: Acqua Bene Comune (ABC) – Napoli – Azienda Speciale. La Città partenopea è la prima grande città ad obbedire al referendum che ha sancito il principio base: sull’acqua non si può fare profitto. Ed è quanto ha fatto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Oggi la Città di Napoli offre a tutto il Paese l’esempio di una gestione dell’acqua totalmente pubblica: Acqua Bene Comune (ABC) – Napoli – Azienda Speciale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La Città partenopea è la prima grande città ad obbedire al referendum che ha sancito il principio base: sull’acqua non si può fare profitto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ed è quanto ha fatto Napoli decidendo di gestire la propria acqua con uno strumento giuridico che per sua natura non può fare profitto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Da Napoli oggi può partire lo slancio coraggioso a ripubblicizzare la gestione del servizio idrico integrato, uscendo dall’abbraccio mortale del privato, delle multinazionali, delle multiutilities e delle banche.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Oggi sull&#8217;accqua ci giochiamo tutto, anche la nostra stessa democrazia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo, partendo dal basso, dalle nostre comunità locali, facciamo partire una cascata di azioni positive che obblighi il nostro nuovo governo a proclamare “sorella acqua” la “nostra Madre” un diritto fondamentale contenuto nell’articolo 2 della Costituzione Repubblicana.</span></p>
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		<title>24 e 25 Aprile, Liberiamo l&#8217;acqua!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 08:42:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il oggi 24 e domani 25 Aprile, giorno della Liberazione, i comitati territoriali per l&#8217;Acqua Bene Comune si mobiliteranno in tutta Italia per riaffermare la liberazione del servizio idrico dalle logiche di profitto come deciso dagli italiani il 12 e 13 giugno 2011. Lo facciamo nella giornata simbolica della Liberazione perché sappiamo che l&#8217;aspirazione ad]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il oggi   24 e domani 25 Aprile, giorno della Liberazione, i comitati territoriali per  l&#8217;Acqua  Bene Comune si mobiliteranno in tutta Italia per riaffermare la   liberazione del servizio idrico dalle logiche di profitto come deciso   dagli italiani il 12 e 13 giugno 2011.</strong></p>
<p>Lo   facciamo nella giornata simbolica della Liberazione perché sappiamo  che  l&#8217;aspirazione ad una società giusta, equa e libera dalla dittatura è   stato ciò che ha mosso la resistenza e, i suoi stessi principi, hanno   continuato a vivere in tutte le lotte sociali, di generazione in   generazione.<br />
Come  abbiamo fatto 3 anni fa, quando iniziammo la raccolta firme per  il  referendum, prendiamo questa come data simbolica per affermare che   quella battaglia è stata vinta ma la guerra è ancora lunga. Infatti   ancora oggi la percentuale in bolletta per i profitti garantiti, ovvero   la speculazione sull&#8217;acqua e il servizio idrico, non è stata abolita;   anzi, la tariffa, ricalcolata dall&#8217;AEEG, ha semplicemente nascosto sotto   un&#8217;altra definizione quello stesso meccanismo.</p>
<p>Sappiamo che  questi sono giorni difficilissimi, dovuti alla  situazione istituzionale  ma, ancor di più, di fronte ad una crisi  economica e sociale che sta  facendo precipitare il Paese. Per questo ci  mobilitiamo ancora un volta  contro le gestioni private, la  “tariffa-truffa” dell&#8217;AEEG e per  l&#8217;applicazione dell&#8217;esito referendario,  cercando sempre la massima  cooperazione e relazione con chi si batte  per la difesa dei beni comuni  e le altre lotte sociali.</p>
<p>Sappiamo  che è ora di riaffermare gli ideali e le speranze che  portarono alla  liberazione e costruire, oggi, un&#8217;alternativa necessaria.</p>
<p>Liberiamo  l&#8217;acqua!</p>
<p>Roma, 24 aprile 2013</p>
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		<title>C.S. Protocollo d&#8217;intesa Comuni Emiliani e di Padova con i Sindacati a proposito di Hera</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 18:31:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Apprendiamo dalla stampa locale che è stato siglato un protocollo tra i Sindacati ed Enti locali interessati alla fusione tra AcegasAps ed Hera Ma chi ha siglato il protocollo d&#8217;intesa con i Sindacati? Gli Enti locali o il Consiglio di Amministrazione della nuova società? Non è una domanda peregrina. Come ben si sa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>COMUNICATO STAMPA</h3>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;">Apprendiamo dalla stampa locale che è stato siglato un     protocollo tra i Sindacati ed Enti locali interessati alla fusione     tra AcegasAps ed Hera<br />
<strong>Ma chi ha siglato il protocollo d&#8217;intesa     con i Sindacati? Gli Enti locali o il Consiglio di Amministrazione     della nuova società?</strong><br />
Non è una domanda     peregrina. Come ben si sa la logica di una SpA è un po’     diversa da quella di un Ente Locale e troppo spesso ci è     stato ripetuto che “questo è il mercato,     bellezza” per giustificare scelte di privatizzazione e     opacità rispetto alla possibilità di informazione e      controllo non solo dei cittadini, ma addirittura dei Consigli     Comunali! Perciò non essendo una decisione del consiglio di     amministrazione di Hera, il protocollo è semplicemente e     solamente una lista di proposte<br />
Cosa vuol dire     “l’impegno a mantenere la maggioranza del gruppo in mano     pubblica”? Non è stato ripetutamente assicurato ad es.     dal Sindaco Zanonato che solo chi è in malafede parla di     privatizzazione strisciante?<br />
Come mai il sindacato ha voluto     farlo mettere per scritto? La certezza precedente è crollata?     A noi del Comitato <em> <span style="text-decoration: underline;">s</span></em>embra una foglia di fico su un’operazione che,     come abbiamo più volte e con forza denunciato, ha messo nelle     mani della finanza i nostri servizi pubblici.<br />
Ci chiediamo     <strong>come mai non sia stata presa l’unica decisione immediatamente     attuabile</strong>: <span style="text-decoration: underline;">inserire nel protocollo l’impegno alla     restituzione, a partire dal 20/7/2011, di quanto è stato     prelevato illecitamente dalle tasche dei cittadini e cioè la     quota corrispondente al 7% di remunerazione del capitale che sulla     bolletta Acegasaps pesa per il 17,19%</span>. Centinaia di cittadini a     Padova, l’hanno richiesto, la legge, la Corte Costituzionale e     il Consiglio di Stato l’hanno ribadito, ma evidentemente per i     firmatari del protocollo non è importante! Anzi dimostra al     contrario che i firmatari sono per lasciare impunemente il profitto     in bolletta. Infatti scrivono di impegni futuri di parte degli utili     come:</p>
<p>1)il reivestimento in infrastrutture industriali, che     però, come stabilito dalla tariffa, si attua già non     con l&#8217;impegno di utili, ma con precisi piani industriali;</p>
<p>2)nei servizi pubblici locali, cosa significa? Che si fa     utile con la bolletta dell&#8217;acqua e una parte si investe nei     trasporti?, ma i sindacati non dovrebbero costringere con la lotta a     far si che la Regione non tagli i finanziamenti ai trasporti pubblici?;</p>
<p>3)nell&#8217;abbattimento delle tariffe per le famiglie disagiate,     cosa che esiste già e che si attua con una differenziazione     della tariffa stessa.</p>
<p>Invitiamo i sindacati a unirsi a noi del Comitato per     convincere i 143 sindaci facenti parte del Consiglio d&#8217;Ambito     Bacchiglione a rifiutare la nuova tariffa dell&#8217;acqua varata     dall&#8217;Aeeg perchè non rispetta gli esiti referendari e <strong>lascia     la Remunerazione del Capitale Investito cambiandola solo di nome,     oltre ad aggiungere altri nuovi parametri che aumenteranno la     tariffa stessa.</strong><br />
In attesa, noi del Comitato, come in tutta     Italia, continuiamo il nostro impegno nella Campagna di Obbedienza     Civile contestando la bolletta e applicando la riduzione del 17,19%     dell&#8217;importo finale. Solo con la mobilitazione dei cittadini potremo     garantire che acqua e servizi pubblici locali ritornino ad essere     bene comune.</p>
<p>Comitato Provinciale 2 SI per     l’acqua bene Comune &#8211; Padova</span></p>
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		<title>Lucarelli: Acqua bene comune e difesa dei Servizi pubblici locali, subito un testo di legge attuativo della volontà referendaria del 12 e 13 giugno 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 10:32:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La prima iniziativa che mi impegno e presentare in Parlamento &#8211;  afferma Alberto Lucarelli, candidato alla Camera per Rivoluzione Civile &#8211; è una proposta di legge di attuazione dell&#8217;esito referendario del 12 e 13 giugno 2011 a tutela dei Servizi pubblici locali, dell&#8217;Acqua pubblica e dei Beni comuni. Un testo che vincoli l&#8217;Autorità dell&#8217;energia e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La prima iniziativa che mi impegno e presentare in Parlamento &#8211;  afferma Alberto Lucarelli, candidato alla Camera per Rivoluzione Civile &#8211; è una proposta di legge di attuazione dell&#8217;esito referendario del 12 e 13 giugno 2011 a tutela dei Servizi pubblici locali, dell&#8217;Acqua pubblica e dei Beni comuni. Un testo che vincoli l&#8217;Autorità dell&#8217;energia e del gas a fissare le tariffe dell&#8217;acqua in attuazione del secondo quesito referendario, ovvero senza margini di profitto; e che  imponga ai gestori, così come affermato di recente dal Consiglio di Stato, di restituire ai cittadini quanto indebitamente percepito dal luglio del 2011”.<br />
“Occorre un testo – aggiunge Lucarelli &#8211; che imponga alle Regioni di disegnare gli Ambiti territoriali ottimali secondo una logica di tutela dell&#8217;ambiente, del territorio e del rischio idrogeologico, l&#8217;esatto opposto di quanto si sta procedendo con delimitazioni degli ambiti secondo logiche clientelari, affaristiche e di sfruttamento dei Beni comuni. Occorre, dunque, un testo che rimetta in discussione tutte le concessioni delle risorse idriche, affidando la gestione delle stesse a soggetti di diritto pubblico, con il coinvolgimento diretto dei cittadini”.<br />
“Questa iniziativa in sede legislativa – conclude Lucarelli &#8211; rispetta la volontà di 27 milioni di italiani che al Referendum hanno votato contro la privatizzazione dei Beni comuni e dei Servizi pubblici locali. Occorre una legge che metta in sicurezza i processi avviati, come quello di Napoli,  e metta in condizione di  procedere tutti gli altri Comuni che hanno manifestato la volontà di avviare un percorso di gestione pubblica dell&#8217;acqua e del sistema idrico integrato”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;AUTORIDUZIONE E&#8217; GIUSTA!</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 12:48:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[AcegasAps]]></category>
		<category><![CDATA[autoriduzione]]></category>
		<category><![CDATA[autority]]></category>
		<category><![CDATA[Hera]]></category>
		<category><![CDATA[Obbedienza civile]]></category>

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		<description><![CDATA[AUTORIDURRE LE BOLLETTE DELL&#8217;ACQUA PER DIFENDERE IL RISULTATO DEL REFERENDUM E&#8217;GIUSTO Il Consiglio di stato conferma con il suo parere l&#8217;illeggitimità della formulazione delle bollette La recente sentenza del Consiglio di Stato conferma quanto i comitati affermano da tempo: nelle bollette viene trattenuta illegittimamente la quota di remunerazione del capitale investito eliminata dal referendum. Dal]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>AUTORIDURRE LE BOLLETTE DELL&#8217;ACQUA PER DIFENDERE IL RISULTATO DEL REFERENDUM E&#8217;GIUSTO</h3>
<p>Il Consiglio di stato conferma con il suo parere l&#8217;illeggitimità della formulazione delle bollette La recente sentenza del Consiglio di Stato conferma quanto i comitati affermano da tempo: nelle bollette viene trattenuta illegittimamente la quota di remunerazione del capitale investito eliminata dal referendum. Dal luglio 2011 questa quota andava abolita! Subito dopo il risultato referendario che ha dimostrato l&#8217;ampia volontà dei cittadini italiani di eliminare i profitti e il mercato dalla gestione del servizio idrico, e&#8217; partita una mobilitazione volta a concretizzare questo risultato, contro i tentativi di privatizzazione strisciante dell&#8217;acqua come a Padova la scelta, presa senza consultare la città, della fusione di Acegas Aps con Hera. Di fronte alla costante illegittimità rappresentata dal mantenimento della quota di remunerazione del capitale investito anche a Padova è iniziata l&#8217;autoriduzione delle bollette, così come in tutta Italia, con la convinzione che il risultato dei referendum andava difeso in prima persona con la Campagna d&#8217;obbedienza civile. La situazione in cui oggi ci troviamo con i tentativi dell&#8217;Autority dell&#8217;Energia di modellare una tariffa transitoria che faccia rientrare dalla finestra quello che il referendum ha cancellato e cioè i profitti garantiti sull&#8217;acqua, diventa ancora più grave di fronte al parere del Consiglio di stato. Invitiamo tutti i cittadini ad autoridurre le bollette dell&#8217;acqua fin da subito e a richiedere a gran voce il rimborso di tutto quello che c&#8217;è stato illegalmente trattenuto.</p>
<p>Ricordiamo che sono attivi a Padova gli sportelli dove è possibile praticare l&#8217;autoriduzione delle bollette:</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>martedì dalle 17.00 alle 19.00 presso ADL-Cobas Viale Cavallotti</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>dal lunedì al venerdì dalle ore 12.30 alle 15.00 presso Altragricoltura Corso Austrialia 61</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>mercoledì dalle 18.30 alle 20.00 presso Sportello Sociale Rifondazione ViaBettella 2</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>Comitato provinciale due Sì per l&#8217;acqua bene comune</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>martedì 19 febbraio 2013: incontro con i candidati</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 12:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RISPETTARE L’ESITO DEI REFERENDUM DEL 2011: SI, FORSE ..? IL COMITATO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE  PADOVA INTERROGA I CANDIDATI SIETE INVITATE/I MARTEDI’ 19 FEBBRAIO h.21 SALA ROSSINI (sopra il Caffè Pedrocchi) Padova PER PORRE DOMANDE E DISCUTERE CON I CANDIDATI/E  DELLE LISTE DELLE FORMAZIONI IMPEGNATE NEI REFERENDUM DEL 2011 Pd, Sel, Rivoluzione Civile,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>RISPETTARE L’ESITO DEI REFERENDUM DEL 2011: </strong><br />
<strong>SI, FORSE ..?</strong><br />
<strong>IL COMITATO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE  PADOVA INTERROGA I CANDIDATI</strong><br />
SIETE INVITATE/I<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>MARTEDI’ 19 FEBBRAIO h.21 </strong></span><br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>SALA ROSSINI (sopra il Caffè Pedrocchi) Padova</strong></span><br />
PER PORRE DOMANDE E DISCUTERE CON I CANDIDATI/E  DELLE LISTE DELLE FORMAZIONI IMPEGNATE NEI REFERENDUM DEL 2011 Pd, Sel, Rivoluzione Civile, M5S</p>
<p>A DUE ANNI DAL REFERENDUM IN CUI MIGLIAIA DI CITTADINE E CITTADINI PADOVANI HANNO VOTATO PER LA FUORIUSCITA DELL’ACQUA E SERVIZI LOCALI DALLE LOGICHE DI MERCATO E PROFITTO,  IL COMITATO PROVINCIALE  2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE INTERROGA I CANDIDATI  ALLE ELEZIONI , DELLE FORZE POLITICHE CHE HANNO SOSTENUTO LA CAMPAGNA REFERENDARIA</p>
<p>COME SI CONCILIA LA CHIARA VOLONTA’ ESPRESSA DA CITTADINE/I  CON SCELTE, COME LA FUSIONE ACEGAS-APS CON HERA, CHE ADOTTANDO LE LOGICHE DEL GIGANTISMO FINANZIARIO, PORTANO ALLA  STRISCIANTE PRIVATIZZAZIONE DI SERVIZI ESSENZIALI COME ACQUA E RIFIUTI? COME CAMBIA LA POSSIBILITA’ DELLE COMUNITA’ LOCALI  DI PARTECIPARE REALMENTE ALLA GESTIONE, CONTROLLARE E DECIDERE SULLA QUALITA’ DEI SERVIZI E, PER I LAVORATORI, SULLA QUALITA’ DEL LAVORO?</p>
<p>COME SI CONCILIA IL RISULTATO REFERENDARIO, (CONFERMATO DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE E DAL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO) CON LE DECISIONI DEI VARI GOVERNI E DELL’AUTHORITY SULLE TARIFFE DI CANCELLARLO REITRODUCENDO LA GARANZIA DEL PROFITTO PER I GESTORI, ?</p>
<p>COME SI CONCILIA LA VOLONTA’ DI CAMBIARE ROTTA ESPRESSA DALLA CENTRALITA’ DATA AI BENI COMUNI E QUINDI DI IMMAGINARE E COSTRUIRE UN FUTURO BASATO SULLA GIUSTIZIA AMBIENTALE E SOCIALE  CON SCELTE ECONOMICHE E POLITICHE CHE RIPROPONGONO SPERIMENTATE E FALLIMENTARI LOGICHE MERCANTILI  COME BASE DELLA GESTIONE DELLE RISORSE E DEL TERRITORIO?</p>
<p>HANNO GIA’ ASSICURATO LA LORO PRESENZA: F.Corso, G. Endrizzi,  A. Lucarelli,  A.Zan ed altri candidati.</p>
<p>Intervengono WWF, COMITATO LASCIATECI RESPIRARE,  ISDE-Medici per l&#8217;Ambiente, Legambiente, Comitato difesa ambiente salute Padova Est</p>
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		<title>Idv: vergogna a Padova</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 16:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Locali]]></category>
		<category><![CDATA[AcegasAps]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Battista Di Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Hera]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
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		<description><![CDATA[l&#8217;Idv sta tradendo il risultato referendario appoggiando la fusione AcegasAps-Hera In questi giorni in maniera forsennata si sta andando verso la fusione di Acegas Aps Hera, un&#8217;operazione fortemente contraria per spirito, contenuto e forma al voto espresso con il referendum. Un&#8217;operazione che si sta facendo senza la minima partecipazione reale della città. Il ruolo che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>l&#8217;Idv sta tradendo il risultato referendario appoggiando la fusione AcegasAps-Hera</h3>
<p>In questi giorni in maniera forsennata si sta andando verso la fusione di Acegas Aps Hera, un&#8217;operazione fortemente contraria per spirito, contenuto e forma al voto espresso con il referendum. Un&#8217;operazione che si sta facendo senza la minima partecipazione reale della città.  Il ruolo che l&#8217;Idv presente  a Padova con tre consiglieri e due Assessori (<strong><span style="text-decoration: underline;">Silvia Clai</span> alla Partecipazione e <span style="text-decoration: underline;">Giovanni Battista Di Masi</span> Assessore alla casa</strong>) ha in questa operazione è gravissimo</p>
<p><strong>I fatti:</strong></p>
<p>- alla riunione della giunta comunale l&#8217;Assessore Giovanni Battista di Masi IDV ha avvallato la delibera a favore della fusione mentre l&#8217;Assessore alla Partecipazione Clai ha preferito non essere presente</p>
<p>- nella riunione dei capigruppi l&#8217;IDV si è astenuta sulla proposta di rinviare la discussione al Consiglio Comunale, a differenza di Sel e Rifondazione, permettendo così di accellerare la votazione a favore della fusione</p>
<p>Quello che l&#8217;IDV sta facendo è inaccettabile: in primo luogo perchè si avvalla che la scelta sulla fusione passi letteralmente sopra i cittadini tra l&#8217;altro da parte di un partito che detiene adirittura (!) l&#8217;Assessorato alla Partecipazione con l&#8217;Assesore Silvia Clai. In secondo luogo perchè in merito alla fusione votare contro è l&#8217;unico atto coerente con chi per chi dice di aver fatto proprio il risultato referendario.</p>
<p>Non è un fatto locale ma un è un fatto di rilevanza nazionale nazionale di cui l&#8217;intero partito deve rispondere.  Lunedì 24 settembre al Consiglio Comunale si voterà la fusione AcegasAps-Hera, la richiesta dei cittadini, dei comitati è chiara: deve essere  proposta ed approvata una mozione di sospensione della votazione per avviare in città la più ampia consultazione dei cittadini in tutte le forme, anche attraverso il referendum consultivo. Se si andrà comunque al voto chiediamo che ci sia il voto contrario alla fusione, come richiesto dai Comitati in tutte le città coinvolte nell&#8217;operazione.</p>
<p><strong>Saremo presenti al Consiglio Comunale perchè nessuno possa nascondersi con astensioni, assenze &#8220;strategiche&#8221; per non assumersi la propria reponsabilità.</strong></p>
<p>Padova, 21 Settembre 2012.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Comitato Provinciale Due Sì per l&#8217;acqua bene comune Padova</strong></p>
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		<title>Risposta a Cesare Pillon su HERA</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2012 10:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Locali]]></category>

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		<description><![CDATA[Risposta a Cesare Pillon sulla fusione AcegasAps – Hera &#160; Molti punti non tornano nelle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Acegas Aps sulla fusione (per incorporazione) con Hera. Su tutte però una risulta di una chiarezza immediata: sono i consigli di amministrazione che dettano le scelte della politica, i consigli comunali poi saranno chiamati a ratificare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta a Cesare Pillon sulla fusione AcegasAps   – Hera</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti punti non tornano nelle dichiarazioni   dell’amministratore delegato di Acegas Aps sulla fusione (per   incorporazione) con Hera.</p>
<p>Su tutte però una risulta di una chiarezza   immediata: sono i consigli di amministrazione che dettano le scelte   della politica, i consigli comunali poi saranno chiamati <span style="text-decoration: underline;">a   ratificare</span> l’accordo deciso dai due consigli di amministrazione.</p>
<p>E’ l’emblema di quanto sta accadendo   oggi: i “mercati” decidono le scelte dei Governi, che si   inchinano ai loro voleri massacrando decenni di conquiste di   civiltà nel campo del lavoro, della sicurezza sociale, della   cultura e così via. E per che cosa? C’è   un’unica certezza: garantire guadagni sicuri ai signori della   finanza che detengono il reale potere politico.</p>
<p>Nel nostro caso solo cieca fiducia in regole (   crescita &amp; competitività) che si sono rivelate un   fallimento globale. Verrebbe da consigliare qualche buona lettura: N.   Roubini per cominciare!</p>
<p>La gestione attraverso SpA tutela, come ci è   stato ribadito in un incontro con i vertici Acegas Aps,     l’interesse  dei soci ai dividendi,   se poi però questo porterà a “grandi operazioni   internazionali” fallimentari (es. Serbia, Bulgaria …)   pagheranno i cittadini che magari dovranno accontentarsi di servizi   più scadenti per ripianare i debiti.</p>
<p>Ora si potrebbe imboccare un’altra strada e   operare perché, alla scadenza della concessione, il servizio   venga gestito attraverso la costituzione di una Azienda Speciale.   Questa sarebbe una scelta politica che vedrebbe il Comune protagonista   e non passivo esecutore di scelte “tecniche”.</p>
<p>Stiamo parlando infatti di “servizi pubblici   locali”, cioè servizi che non solo devono rispondere alle   esigenze di territori specifici e limitati, ma che soprattutto devono   essere sottoposti al controllo di efficacia da parte delle   comunità di riferimento.</p>
<p>Colpisce in modo particolare una affermazione sul   rispetto della sentenza della Corte Costituzionale che ribadisce il   non obbligo della privatizzazione dei servizi pubblici locali. Afferma   Pillon “e se domani il governo varasse una nuova normativa? Se   noi fossimo amministratori che valutano solo il   quotidiano…” Forse Pillon non si rende conto   dell’enormità della sua affermazione. 27 milioni di   cittadini e una sentenza della Corte Costituzionale sono per lui   ” il quotidiano” e l’amministratore delegato di un   Consiglio di amministrazione può farsene un baffo!</p>
<p>Quel che è peggio è che anche i   sindaci di Padova e Trieste sembrano farsene un baffo, dimenticando   che prima di tutto devono rispettare la volontà dei cittadini,   oltretutto ribadita e rafforzata da una sentenza della Corte Costituzionale!</p>
<p>Non basta la garanzia sacrosanta del mantenimento   dei posti di lavoro, ci mancherebbe non venisse data!!!, non   può però sfuggire ai Sindacati che in gioco   c’è una partita più grande e che il rischio di   veder vanificati, in nome di esigenze di efficienza imprenditoriale,   anche qualità e quantità del lavoro è sempre   dietro l’angolo. Quando le sedi decisionali reali si   allontanano, si allontana anche la possibilità e   capacità di controllo e meno certe sono le garanzie. I casi in   questo campo sono molteplici!</p>
<p>E’ per questo che il Comitato provinciale 2   si per l’acqua bene comune ha convocato l’11 settembre   alle 21 in sala Nassirya un incontro tra tutti coloro che intendono   opporsi, anche utilizzando lo strumento del referendum consultivo, a   queste logiche che stanno sempre di più indebolendo la nostra   democrazia e minando il nostro futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giuliana Beltrame</p>
<p>del Comitato provinciale 2 sì per   l’acqua bene comune &#8211; Padova</p>
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