SPI CGIL e l’acqua pubblica

Si è concluso il 29 aprile il 18° Congresso Nazionale dello SPI-CGIL. Dal sito nazionale del Sindacato Pensionati Italian leggiamo:

Un congresso ricco di dibattito, di contributi, di testimonianze. Rivolto al futuro del Paese, al ruolo del sindacato pensionati ma con un occhio attento ai valori e alla memoria; con la presenza (tra i congressisti o con messaggi in video) di alcuni grandi protagonisti della nostra Storia, da Giovanna Marturano a Tonino Guerra.

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha pronunciato l’intervento conclusivo: “Siamo una forza che guarda avanti”.

Una tappa che lo SPI sembra indicare chiaramente, e che accogliamo con la massima approvazione, è quella contenuta nel titolo 3 – Eguaglianza e Democazia, di cui vi forniamo un estratto:

“… Dobbiamo perciò lavorare per scalzare il liberismo dalla posizione egemone che ha conquistato negli ultimi decenni e costruire, intorno ad una diversa prospettiva, la più ampia alleanza politica e culturale. Ad esempio è importante ridare valore ai beni comuni, lottare per togliere “rilevanza economica” all’acqua, liberandola dall’ossessione del mercato, per affermare uguaglianza e democrazia, così come chiede la campagna referendaria promossa dal forum italiano dei movimenti per l’acqua.”

E’ con altrettanta soddisfazione constatare come lo SPI stia calando queste belle intenzioni nella pratica della campagna referendaria nella nostra provincia, contribuendo anche ad articolare la rete dei referenti sul territorio.

Partenza sprint!

testata CS

COMUNICATO STAMPA

Centomila firme in 48 ore, parte alla grande la raccolta firme per i referendum

Il Comitato Promotore: “Un risveglio civile che parte dall’acqua”

Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica.

Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.

Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l’elenco completo è su www.acquabenecomune.org).

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.

Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.

Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua.

Festa di Liberazione dell’Acqua

In occasione della maratona del 25 aprile a Padova promuoveremo la raccolta firme per il referendum anche attraverso volantinaggio alle numerose persone che saranno presenti in Prato. Contemporaneamente “bar Macondo” , via Umberto I° 68 ci metterà a disposizione un  tavolino esterno nel loro spazio pubblico perchè noi si possa anche raccogliere le firme per tutta la mattina.

Quindi vi aspetto numerosi e gioiosi, ( no musi e perdigiorno), anche per avviare la nostra nobile campagna referendaria gustando ottimi prodotti di qualità, da agricoltura biologica e del mercato ecquo e solidale.

Nel pomeriggio sarà possibile firmare invece presso il banchetto in piazza delle erbe, organizzato dal P.R.C.

Parte la campagna referendaria!

La vulgata vuole che il privato sia bello. Il pubblico, invece, è brutto, ovvero sprecone, inefficiente, inaffidabile. Ma da quando le municipalizzate sono diventate società per azioni e i privati hanno potuto mettere le mani sul bene comune più prezioso: l’acqua, le cose non sono andate proprio bene. Gli investimenti sono crollati (da 2 miliardi a 0,7), l’occupazione pure (meno 30%). Unici aumenti, e che aumenti, le tariffe (fino a un più 62%).

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