Comunicato

Dall’ottobre 2016, durante la campagna di obbedienza civile, il Comitato 2SI Acqua Bene Comune decide di raccogliere le firme su una proposta di deliberazione consiliare di iniziativa popolare per la tutela di interessi collettivi, che a norma dell’art.16 dello Statuto del Comune di Padova, può essere presentata se sottoscritta da almeno 500 cittadini residenti.

La proposta contiene 3 punti che si ritengono fondamentali e in sintonia con il referendum, per rendere più sociale e più equa la tariffa e la gestione del S.I.I.

  1. la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti la morosità e la sospensione della fornitura del servizio: la riduzione di flusso può avvenire solo dopo sentenza di un ente terzo, se tutti i tentativi di conciliazione non hanno avuto buon esito. Le utenze disagiate non sono da considerarsi morose, ma rientrano nel punto 3
  2. al fine di rendere la tariffa più equa, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare: l’intera bolletta (acqua, fognatura e depurazione), oltre ad essere divisa in scaglioni, deve essere calcolata pro-capite senza che ci sia un aumento di costo per nessuna utenza civile. Per far questo si dovrà diminuire il profittodel gestore
  3. la creazione di un fondo di riserva alimentato dagli utili di AcegasApsAmga e dai dividendi Hera che il comune riceve come socio: il fondo serve a pagare l’intero importo della bolletta delle utenze civili economicamente disagiate, cioè quelle stabilite dalla delibera di Arera per il bonus sociale idrico

Il 23 ottobre 2017 il Comitato deposita la proposta di deliberazione firmata da 916 cittadini. Insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo e Altragricoltura che presentano le firme su un progetto di recupero dell’area dell’ex Foro Boario. Due proposte per gestire dal basso due Beni Comuni cittadini: acqua e territorio.

Da questo momento comincia la maratona del Comitato a sostegno della delibera.

  • Con alcuni consiglieri di Coalizione civica (una parte della maggioranza) viene formato un gruppo per seguire i vari passaggi istituzionali; vengono convocate due commissioni del Consiglio, la II (politiche economiche e comunicative) e la V (politiche del territorio dell’ambiente e delle infrastrutture) per discutere la delibera alla presenza di funzionari ATO, AcegasApsAmga e del comitato; insieme a molti consiglieri richiediamo che sia reso pubblico il bilancio del Servizio Idrico.
  • durante il 2018 il comitato tiene viva la mobilitazione con vari mezzi: due manifestazioni sotto il palazzo comunale, articoli sui giornali locali, per denunciare il blocco dell’iter della proposta di delibera, interrogazione in Consiglio comunale da parte della Consigliera di Coalizione Civica.
  • Il 10 gennaio 2019, alla presenza di tre Commissioni, la II°, la V° e la VI° (Commissione Sociale), si svolge la discussione definitiva: sono presenti funzionari Ato, Hera, AcegasApsAmga e il Comitato che, appoggiato dai consiglieri di Coalizione Civica e dal consigliere del M5S, denuncia un utile di parecchi milioni di euro da parte del gestore sull’acqua e reitera la richiesta – che ad oggi non ha ricevuto risposta – che sia reso pubblico il bilancio della gestione del SII per i 12 comuni del padovano gestiti da AcegasApsAmga.
  • Il 28 gennaio 2019 (1) finalmente in Consiglio comunale la delibera viene approvata, con il voto di tutta la maggioranza (compreso il PD che, di fronte alla prospettiva di votare con la destra, ci aveva contattato per un accordo dell’ultimo minuto) e con il voto anche del consigliere del M5S; la minoranza lascia l’aula e la sua rappresentanza si astiene.
  • Seguono alcuni passaggi istituzionali: la delibera viene inviata agli 11 comuni gestiti da AcegaApsAmga, la delibera viene illustrata nell’assemblea Ato Bacchiglione con tutti i 136 comuni gestiti da 3 gestori.
  • Per tutto il 2019 non si vedono fatti concreti, nonostante i molti incontri: ci troviamo di fronte ad un muro di gomma; si continua a dire che l’acqua non fa profitti, ma si nega il bilancio; per cui il 28 gennaio 2020, nell’anniversario dell’approvazione della delibera, il Comitato organizza un ennesimo presidio con conferenza stampa per ricordare al sindaco Giordani e alla sua amministrazione che l’impegno preso nei confronti dei cittadini va portato a termine.
  • Nell’ultimo incontro di Luglio 2020 AcegasApsAmga si dice disposta, a titolo di liberalità, a concedere 20.000 euro per le utenze deboli. Facciamo presente che il MON (Margine Operativo Netto) del 2018 del settore idrico dei 12 comuni padovani, compresa Padova, più Trieste e Udine è di €. 46.372.000,
  • Mentre per i 12 comuni padovani – il Conto Economico redatto dall’Ato Bacchiglione si vede che:
ANNO201820192020
MOL (milioni)12,62913,29410,855
Risultato di esercizio (milioni)6,6297,3165,162
  • Sul sito di AcegasApsAmga il bilancio del 2019 e quello del 2020 non vengono pubblicati.
  • Sul sito Hera pubblicano solo quello consolidato dove si vede che il MOL (Margine Operativo Lordo) di tutto il S.I.I. di Hera è continuamente in aumento, come da Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021 (2)
ANNO201820192020
MOL (milioni)249,7265,3265,8
  • Durante il 2020 abbiamo continuato con presidi sotto il Comune e davanti alla sede del gestore, ma né l’amministrazione comunale, né il gestore hanno fatto qualcosa per mandare avanti la delibera approvata
  • Il Comitato non demorde e non finisce qui. Il Sindaco, il vice sindaco e la giunta che hanno votato la delibera, dovranno anche farla applicare, dato che, visti i risultati di bilancio, la sua applicazione non mette assolutamente in pericolo l’equilibrio economico finanziario del servizio idrico integrato, ma solo il margine di utile del gestore. Utile, che dopo il referendum del giugno 2011 non ci dovrebbe più essere.
  1. Delibera approvata dal Consiglio comunale n. 2019/0007 del 28/1/2019
  2. Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021

TESTO DEL DISPOSITIVO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE

N. 2019/0007 di Reg. Seduta del 28/01/2019

IL CONSIGLIO COMUNALE

Preso atto dei pareri riportati in calce (***) espressi sulla proposta di deliberazione, ai sensi dell’art. 49 e dell’art. 97, c. 4, lett. a) del D.lgs. 18/8/2000 n. 267,

DELIBERA

1 Che il delegato del Sindaco, in sede di Assemblea del Consorzio di Bacino Bacchiglione, proponga:

A- la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti alla morosità e alla sospensione della fornitura del servizio, come segue:

1.L’erogazione del quantitativo minimo vitale non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede a installare un apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire la fornitura giornaliera essenziale per persona tenendo conto anche della pressione di erogazione dell’impianto.

2.Nel caso di inadempimento dell’utente, fermo restando quanto previsto dal comma 1, il soggetto gestore del servizio idrico integrato può procedere alla limitazione della fornitura idrica a condizione che:

2.1 dopo un primo. sollecito bonario, abbia preavvertito l’utente mediante comunicazione avente valore legale recante l’indicazione del giorno a partire dal quale procederà alla limitazione della fornitura;

2.2 la limitazione della fornitura avvenga almeno trenta giorni dopo il ricevimento della comunicazione di cui alla lettera 2.1;

2.3 ci sia stata la verifica delle condizioni sociali ed economiche dell’utente da parte dei Servizi Sociali del Comune;

2.4 ci sia stato il tentativo di conciliazione presso la “commissione di conciliazione”;

2.5 siano passati almeno 30 giorni dall’esito del tentativo di conciliazione, durante il quale l’utente può rivolgersi all’autorità giudiziaria, come garantito dal codice civile articoli 633 e seguenti;

2.6 il presente comma 2 si applica anche nel caso di utenze domestiche condominiali.

3.In caso di mancato rispetto delle condizioni previste dal presente articolo, l’utente ha diritto al riallaccio della fornitura indipendentemente dall’adempimento della controprestazione.

B- Al fine di rendere più equa la tariffa della bolletta, agevolando tutte le utenze domestiche comprese quelle dei nuclei familiari numerosi, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare.

C- La creazione di un fondo di riserva, a carico dell’ente gestore del servizio idrico integrato, a sostegno delle utenze disagiate, alimentato attraverso l’utile d’esercizio.

D- Considerato che i dividendi dell’Ente Gestore HERA vengono distribuiti tra i soci e quindi anche al Comune di Padova, una parte venga accantonata dai Servizi Sociali per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate del Servizio Idrico Integrato e per interventi per l’efficientamento del servizio o per altre migliorie nella fruizione del bene comune acqua.

2. Il competente Capo Settore provvederà all’esecuzione ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 107 del D.lgs. 267/2000.

Testo dell’accordo definitivo COMITATO-ACEGAS sulla restituzione delle autoriduzioni

AcegasApsAmga, nelle bozze di lettere che ci ha recapitato, ha accettato la rateizzazione bimestrale, come da noi fermamente richiesto nel corso dell’ultimo incontro del 12 ottobre 2017. Per il resto, ci viene confermato quanto avevamo già pattuito (nel corso dei precedenti):

a-abbuono delle autoriduzioni praticate negli anni 2012-2013;

b-rinuncia alla riscossione di interessi e di eventuali oneri accessori;

c- per importi superiori a 50€, possibilità di rateizzare l’importo a credito in 3-6-8 rate con cadenza bimestrale (a seconda del debito da rimborsare, v. oltre); oppure, in alternativa, pagamento in un’unica soluzione, scontato del 5% (entro il 30 novembre 2017).

Nello specifico:

1- A breve, ogni utente ex autoriduttore riceverà una lettera (specifica, cioè adattata al suo caso) da AcegasApsAmga nella quale, dopo il cappello di prammatica (sentenze del TAR e del C.d.S. che “legittimano” quanto fatturato dal gestore in questi anni e, dunque, la riscossione delle autoriduzioni…), troverà sia il suo estratto conto aggiornato al 30 sett.2017, sia le modalità da seguire per saldare il debito, se in un’unica soluzione o, se si sceglie di rateizzarlo, in quante rate pagare.

2- Cosa dobbiamo fare al ricevimento della lettera del gestore?

Innanzitutto, controllare (come più volte scritto) che l’importo a nostro debito (risultante dall’estratto conto) corrisponda effettivamente alle autoriduzioni effettuate.

Dopodiché spedire al gestore (entro il termine del 30 novembre 2017) la lettera ricevuta dopo aver barrato la casella relativa all’opzione prescelta, vale a dire se intendiamo avvalerci dello sconto del 5% pagando in un ‘unica soluzione o, invece, della rateizzazione. Dove indirizzarla?

via e-mail: info.pd@acegasapsamga.it via fax: n. 049-8701541

2.1  Se scegliamo lo sconto del 5%, dobbiamo accludere alla lettera da rimandare ad Acegas anche la ricevuta dell’unico versamento, il tutto (ripetiamolo) entro il termine del 30 novembre 2017.

Come effettuare il versamento?

-Bonifico sull’IBAN IT92N0760102400000054062286

-Oppure, compilando un bollettino postale (bianco), con n. di c.c.p. 54062286 intestato ad Hera Spa – Viale Berti Pichat 2/4 – 40127 Bologna, scrivendo nella CAUSALE: Cod. cliente 100……… “AUTORIDUTTORE”

2.2 Se invece abbiamo scelto la rateizzazione, una volta barrata la casella Piano rateale, dobbiamo limitarci a rispedire la lettera (via e-mail o fax) ad Acegas (sempre entro il 30 nov.) senza pagare alcunché. Sarà poi cura di Acegas inviarci nuova comunicazione con tutte le istruzioni del caso per dare corso al pagamento delle rate (dunque, riceveremo i 3, 6, 8 bollettini -a seconda dell’importo “dell’insoluto”- e le indicazioni relative alle scadenze bimestrali dei versamenti).

Dunque, chi sceglie il pagamento rateale comincerà, verosimilmente, a pagare la prima rata ai primi di dicembre!

N.B.: Solo nel caso in cui l’importo da pagare sia inferiore o uguale a 50€ (c.d. franchigia), l’utente non dovrà compilare e rispedire alcuna lettera, ma solo (sempre entro il 30 novembre) la ricevuta del versamento dell’intero importo, dunque senza sconto del 5%.

Inoltre, come già concordato e illustrato nella precedente mail, le possibili rateizzazioni sono:

– per debito maggiore di € 50 ma inferiore o uguale a € 300 = riparto in 3 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 300 ma inferiore o uguale a € 1000 = riparto in 6 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 1.000 = riparto in 8 rate, sempre con cadenza bimestrale.

Infine, sembra che alcuni autoriduttori abbiano, in passato (magari in occasione di un sollecito), saldato le loro quote di autoriduzione, restituendo, però, più del dovuto. Ebbene, anche costoro riceveranno dal gestore una lettera ad hoc, nella quale verrà loro riconosciuto l’importo di cui risultano a credito.

ATTENZIONE: se al ricevimento della lettera insorgessero dubbi o incertezze, contattateci pure o, meglio, venite ai nostri   sportelli di C.so Australia o di via Cavallotti.

Per concludere.

L’Obbedienza Civile è stata la nostra principale battaglia per l’attuazione dei referendum del 2011 per l’acqua bene comune (non la sola, come ricordano i tanti che hanno beneficiato dei rimborsi della tariffa depurazione delle acque reflue…). E’ stata combattuta da tutt@ noi nella consapevolezza dei rischi insiti in essa ma con la convinzione di porre in essere una battaglia di principio, di democrazia, di civiltà alla quale sentivamo di non poterci sottrarre. Così, siamo riusciti, per anni, a tener testa a un gestore del calibro di Acegas-Hera (una delle maggiori multiutility quotate in borsa) sottraendogli -nonostante i solleciti di pagamento, le minacce di sospensione del servizio…- quella componente di profitto che non gli spettava e che, sappiamo, continua a non spettargli. Ma la disparità delle forze in campo, la solitudine nella quale abbiamo operato anche all’interno del FIMA, l’aggressione del “politico” e, consentitemi, l’assenza di una “sinistra” degna non ci hanno lasciato scampo. Se, alla fine, due vergognose sentenze ci costringono a pagare, del “ben tolto” ne restituiamo una parte, rateizzata con cadenza bimestrale e senza interessi e, come si diceva, con la consapevolezza di essere ancora, e sempre, dalla parte della ragione. Insomma, abbiamo combattuto una battaglia di cui essere orgogliosi e ne usciamo tutte e tutti a testa alta!

Lunedì 23 ottobre 2017, insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo (che si batte, da tempo, per la riqualificazione dell’area dell’ex Foro Boario), latore di un progetto di ripubblicizzazione dei Beni Comuni cittadini, abbiamo presentato all’Ufficio Protocollo di Palazzo Moroni, a Padova, più di 900 firme a sostegno di una Proposta di Delibera consiliare di iniziativa popolare affinché il diritto all’acqua, l’accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero siano effettivamente goduti da ogni essere umano di questo territorio. Perché il reddito cessi di essere misura dell’accesso, conditio dell’effettiva disponibilità della risorsa idrica.

Presto la nostra Proposta di delibera, unitamente a quella presentata dal comitato Cattedrale D’Avanzo, passerà al vaglio della commissione consiliare competente. Contiamo sulla partecipazione di tutt@ affinché le due Proposte possano completare il loro iter e giungere al voto dell’aula (vi terremo informati).

Insomma, si apre una nuova pagina nella storia dei Beni Comuni cittadini. Contiamo, come sempre, di scriverla insieme a VOI tutt@.

Intanto, un abbraccio e un grazie, di cuore.

Perché si scrive acqua, si legge democrazia!

alessandro

NO allo SGOMBERO di AltragricolturaNordEst. La solidarietà degli autoriduttori

foto Altragricoltura
AltragricolturaNordEst 
è, da più di tre anni, uno dei nostri Sportelli Acqua Bene Comune, oltre ad essere la sede storica del nostro Comitato.

Ma, soprattutto, è una delle più importanti e vitali esperienze, attive sul nostro territorio, di un modo altro e diverso di produzione e consumo; perché opera al di fuori delle logiche delle multinazionali e della grande distribuzione; perché il cibo, esattamente come l’acqua, non è una merce!

Contro l’annuncio dello sgombero della sede di C.so Australia da parte delle autorità comunali sentiamo il dovere di opporci con tutte le nostre forze.

Di seguito l’appello di  Rossella e Luciano di AltrAgricoltura:

Care e cari amic*,
contro lo sgombero organizzato dall’amministrazione comunale per AltrAgricoltura Nord est abbiamo programmato per DOMENICA 10 GENNAIO 2016 dalle ORE 12:00 un momento conviviale aperto a tutti, un pranzo veloce con contorno di tante altre iniziative.
Lo scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti comunali, vi invitiamo quindi a portare tutti i fogli firme che avete raccolto!
Oltre alla raccolta firme è importante che trascorriamo delle ore in compagnia e condividiamo dei momenti di confronto per la situazione di Altragricoltura odierna e futura.
Inizio ore 12:00 con brunch condiviso in cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). Seguiranno poi altre attività, tra le quali laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze…
Vi invieremo volantino dettagliato, pubblicizzate e seguiteci su fb www.facebook.com/GasAltragricoltura/
Saluti
Rossana e Luciano

ACEGAS STAI SERENA… La conferenza stampa del Comitato di sabato 24 ottobre

Si è svolta in Prato della Valle la partecipata conferenza stampa del Comitato Due Sì per l’Acqua Bene Comune di Padova .

Al centro degli interventi le novità riferite alla Campagna di Obbedienza Civile, che vede numerosi cittadini, autoridursi la bolletta dell’acqua per affermare il risultato del referendum e la mobilitazione per ottenere la restituzione dei rimborsi delle quote riferite alla depurazione e all’allacciamento fognario illegittimamente fatte pagare a più di 4000 utenze che non usufruiscono del servizio.

Primo intervento: l’inaccettabile modalità con cui AcegasApsAmga – Hera sta cercando di intimorire gli autoriduttori, chiedendo di pagare le quote autoridotte, mentre non sta dando i rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

Secondo intervento: la vergognosa situazione riferita ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario. Solo 900 rimborsati su 4000, senza contare chi rimborsato si vede rimettere in fattura depurazione e fognature, un servizio di cui non usufruisce. Gli utenti, appoggiati dal Comitato, adiranno vie legali.

Vedi il video

Terzo intervento: aggiornamento giuridico, riferito al fatto che il Consiglio di Stato, investito della questione delle tariffe idriche, ha nominato un gruppo di esperti per affrontare il quesito, a dimostrazione di quanto la materia sia controversa.

Vedi video

Quarto intervento: la proposta di costruire insieme alla cittadinanza, a forze sociali, sindacali e partiti una campagna per lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Vedi il video

Alla Conferenza stampa ha portato il proprio contributo anche la “Marcia del riscatto delle comunità rurali” , che sta attraversando l’Italia, per publicizzare le mobilitazioni all’abrogazione della legge dell’IMU sui terreni agricoli che vede coinvolti 3500 comuni con una forte economia rurale. Agricoltura Nord Est che ha ricevuto la Marcia ha inoltre publicizzato le campagne contro il TTIP (trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Comunità Europea e Stati Uniti, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”) e l’introduzione degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sui piatti delle nostre tavole. Info https://www.altragricolturanordest.it/dettaglio.asp?Id=3011

Vedi video https://www.youtube.com/watch?v=rvukjE2qF0M

Alla conclusione le richieste del Comitato:

– Rispetto al Comune di Padova: il Comitato chiede a tutte le forze politiche che condividono la battaglia per la difesa dei risultati del referendum di presentare una mozione in Consiglio Comunale per chiedere cosa intende fare il Comune di Padova di fronte alle intimidazioni attuate da AcegasApsAmga – Hera nei confronti degli autoriduttori e al mancato rimborso per gli utenti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto al Consiglio di bacino e a AcegasApsAmga – Hera: il Comitato chiederà un incontro perchè smettano le intimidazioni agli utenti e vengano immediatamente risolte tutte le pratiche riferite ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto alla cittadinanza, alle forze sindacali, politiche, associative: il Comitato fa appello perchè si dia avvio ad una campagna generale volta a far tornare la gestione dell’acqua nelle mani dei cittadini padovani attraverso lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime scadenze.

In particolare siete tutt@ invitati:

  • LUNEDI’ 16 NOVEMBRE 2015 il nostro Comitato sarà tra gli ospiti della serata di Oblò – Rassegna di docufilm e fumetti alla Multisala Astra, Via T. Aspetti a Padova, nella serata “Difendiamo la Terra”

https://www.yabasta.it/spip.php?article2079

  • SABATO 12 DICEMBRE 2015 dalle ore 18.30 alle 21.30 presso Circolo Sportivo Hub piazza Gasparotto a Padova all’APERI/CENA  NATALIZIA con un ricco buffet, musica e teatro. Per far il punto sulla nostra mobilitazione … e soprattutto per passare un piacevole momento insieme.

I fondi raccolti sono a sostegno delle iniziative del Comitato. Per organizzare tutto al meglio fateci sapere la vostra partecipazione o scrivendo una mail o telefonandoci oppure passando ai nostri banchetti e sportelli.

NON MANCARE! INSIEME ABBIAMO FATTO TANTO E TANTO POSSIAMO FARE!

Comitato Prov. 2 SI Acqua Bene Comune di Padova

Il TAR respinge il ricorso sulla tariffa dell’acqua La mobilitazione continua

Oggi, 27 marzo 2014,  è stata diffusa la sentenza del TAR Lombardia con cui si stabilisce che il ricorso promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Federconsumatori contro il metodo tariffario del servizio idrico elaborato dall’Autorithy per l’Energia Elettrica e il Gas non è stato accolto.

Prendiamo atto delle motivazioni della sentenza, ma ci tocca constatare che la lettura prodotta dal TAR Lombardia è appiattita sulla teoria economica dominante riproponendo l’assunto per cui il servizio idrico è sottoposto alle logiche del mercato e del profitto.
Come movimento per l’acqua ci teniamo, quindi, a denunciare la gravità di questa decisione in quanto assume un significato che va ben al di là del contenuto specifico del ricorso e attiene maggiormente a principi quali il rispetto degli strumenti di democrazia diretta garantiti dalla Costituzione, ovvero il referendum, e il rispetto della volontà popolare. Infatti, ribadiamo che il metodo tariffario predisposto dall’AEEG viola palesemente l’esito del secondo referendum sul servizio idrico del giugno 2011, quello che ha abrogato la remunerazione del capitale investito nelle tariffe.

Come movimento per l’acqua proseguiremo la mobilitazione e le campagne volte alla piena e reale attuazione degli esiti referendari, attraverso la Campagna di Obbedienza Civile e quella per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e valuteremo, entro breve, l’opportunità di ricorrere in Consiglio di Stato.
Roma, 27 Marzo 2014.                                                                       Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Da “IL MANIFESTO” 28 MARZO 2014
Il Tar cancella il referendum, l’acqua resta ancora una merce di Riccardo Chiari

Diritti negati. Sentenza choc dei giudici amministrativi. Il Forum dei movimenti: “Decisione gravissima, noi andiamo avanti”

Nono­stante il vit­to­rioso refe­ren­dum dell’estate 2011, il Tar della Lom­bar­dia ha riget­tato il ricorso del Forum dei movi­menti per l’acqua e della Feder­con­su­ma­tori con­tro l’inserimento nel sistema tarif­fa­rio della voce “costo della risorsa finan­zia­ria”. Una voce che di fatto ha ripor­tato in bol­letta, sia nel 2012 che nel 2013, la remu­ne­ra­zione del capi­tale del 7% can­cel­lata dal voto di 27 milioni di ita­liani. “Come sem­pre pren­diamo atto della sen­tenza — com­menta Cor­rado Oddi del Forum – certo non pos­siamo non notare che la deci­sione si muove lungo le diret­trici del pen­siero eco­no­mico domi­nante. Quello ‘main­stream’ per cui l’acqua è una merce, e il ser­vi­zio idrico va con­se­gnato al mercato”.

Di fronte alla sen­tenza dei giu­dici ammi­ni­stra­tivi, i movi­menti per l’acqua non arre­trano di un mil­li­me­tro: “Riba­diamo che il metodo tarif­fa­rio pre­di­spo­sto dall’Authority per l’energia elet­trica e il gas viola pale­se­mente l’esito del secondo refe­ren­dum sul ser­vi­zio idrico del giu­gno 2011, quello che ha abro­gato la remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito nelle tariffe”. Dal canto suo il Tar lom­bardo, nel moti­vare la sua deci­sione, ritiene che dopo il refe­ren­dum — senza l’intervento dell’Authority – sarebbe seguita l’applicazione del vec­chio, ancor più sfa­vo­re­vole metodo tariffario.

In det­ta­glio i magi­strati ammi­ni­stra­tivi scri­vono: “L’ipotetico annul­la­mento della deli­bera 585/2012 (quella dell’Authority che rego­lava “tran­si­to­ria­mente” la tariffa del ser­vi­zio idrico inte­grato, ndr) non por­te­rebbe di per sé a un risul­tato utile per le asso­cia­zioni, essendo invece fon­data la pos­si­bi­lità dell’applicazione del ‘vec­chio’ metodo tarif­fa­rio. Qua­lora l’Autorità non avesse adot­tato il nuovo metodo, suc­ces­sivo al noto refe­ren­dum abro­ga­tivo, avreb­bero avuto comun­que vigenza le pre­ce­denti tariffe, mag­gior­mente sfa­vo­re­voli ai con­su­ma­tori di quello attuale. Non essendo imma­gi­na­bile una sorta di vuoto nor­ma­tivo tarif­fa­rio, avrebbe avuto in ogni caso appli­ca­zione il regime del Dm del 1996, in attesa dell’intervento di rego­la­zione”. Attri­buito nell’autunno 2011 all’Aeeg.

Fra le tante, a man­care nella sen­tenza del Tar è la spie­ga­zione di come l’Authority per l’energia elet­trica e il gas, for­mal­mente indi­pen­dente ma i cui mem­bri sono di fatto nomi­nati da governo e par­la­mento, possa ela­bo­rare un (pur tran­si­to­rio) metodo tarif­fa­rio che fa rien­trare dalla fine­stra, sotto la voce “oneri finan­ziari”, quella remu­ne­ra­zione del capi­tale can­cel­lata da un refe­ren­dum che ha rile­vanza costi­tu­zio­nale. Di qui la duris­sima presa di posi­zione del Forum: “Come movi­mento per l’acqua denun­ciamo la gra­vità di que­sta deci­sione, in quanto assume un signi­fi­cato che va ben al di là del con­te­nuto spe­ci­fico del ricorso, e attiene mag­gior­mente a prin­cipi quali il rispetto degli stru­menti di demo­cra­zia diretta garan­titi dalla Costi­tu­zione, ovvero il refe­ren­dum, e il rispetto della volontà popolare”.

La mobi­li­ta­zione, assi­cu­rano i movi­menti per l’acqua, non si fer­merà, e non è escluso (anzi) un ricorso al Con­si­glio di Stato con­tro la sen­tenza del Tar lom­bardo. Intanto però si pro­cede “secondo l’assunto per cui il ser­vi­zio idrico è sot­to­po­sto alle logi­che del mer­cato e del pro­fitto”, vedi la recente deli­be­ra­zione con la quale l’Aeeg ha appro­vato meto­do­lo­gia e pro­ce­dure per le tariffe 2014–2015. In rispo­sta, il Forum andrà avanti nelle cam­pa­gne di “obbe­dienza civile” per non pagare in bol­letta la remu­ne­ra­zione del capi­tale, e per l’effettiva ripub­bli­ciz­za­zione del ser­vi­zio idrico.

 

 

TRUFFA DEPURAZIONE: su Acegas-Aps fioccano centinaia e centinaia istanze di rimborso

4800  UTENZE DEL PADOVANO COSTRETTE A PAGARE PER ANNI  IL SERVIZIO DEPURAZIONE ACQUE REFLUE MAI EROGATO HANNO DIRITTO AL RIMBORSO.

A PADOVA LA PRIMA AFFOLLATISSIMA ASSEMBLEA PUBBLICA.

“Sarà per colpa della crisi o dell’inqualificabile comportamento di Acegas-Aps, sta di fatto che assemblee così non se ne vedevano da tempo”. E’ stato il lapidario commento degli instancabili attivisti del Comitato Prov. Due Si per l’Acqua Bene Comune, che ha avuto l’indubbio merito di portare alla luce questa sconcertante vicenda. Così, martedì 11 febbraio 2014, più di 200 persone si sono stipate come sardine nella pur ampia sala del Consiglio di Quartiere n. 4 di Voltabarozzo per presentare  il conto agli imbarazzati dirigenti della multiutility da poco incorporata in Hera, colà convenuti su invito del presidente Bettella, che ha patrocinato l’iniziativa.

I quali, inutile dirlo, ne sono usciti piuttosto malconci. Perché il cahier esibito dal Comitato (l’illegittima esazione in bolletta del canone depurazione in assenza del relativo servizio, la mancata pubblicazione degli elenchi delle utenze coinvolte, l’omessa comunicazione in bolletta delle informazioni utili a esercitare il diritto di rimborso, come da decreto ministeriale etc., v. scheda) era di quelli che non ammettono repliche.   E il conto, come si diceva, si annuncia salato: l’istanza che ogni utente truffato ha diritto di presentare (il cui modello è disponibile presso gli sportelli e i banchetti del Comitato o richiedibile all’indirizzo di posta in calce), chiede il rimborso di un pregresso di dieci anni dalla data della presentazione, oltre la consueta rivalutazione monetaria ed interessi legali.

“Ed è solo l’inizio”, assicurano gli attivisti, “perché a breve replicheremo con altre assemblee”.

Pubblichiamo gli elenchi delle vie interessate al rimborso, distinguendo tra rimborso totale (cioè dell’intero canone versato) elenco D e parziale (nel caso in cui l’allacciamento all’impianto di depurazione sia in via di progettazione o realizzazione) elenco B, mentre più sotto l’intero dossier sulla vicenda.

ELENCO D (RIMBORSI TOTALI)

Adriatica – Arditi – Australia (Corso) – Attendolo – Azzoni – Comelico (vicolo) – Conegliano – Contarini – Della Faggiola – Erizzo – Falcone – Faliero – Fieramosca – Fonda – Friuli – Grimani – Irpinia – Locchi – Loschi – Madonnina – Malipiero – Mastropiero – Mercantini – Mocenico – Monegario – Monferrato – Montebelluna – Nani – Nantes – Orseolo – Papadopoli – Partecipazio – Pastò – Pico della Mrirandola – Piccolomini – Pisani – Polveriera – Pozzoveggiani – Premarini – Priuli – Sambonifacio – San Giacomo – San Martino – Santuliana – Savorgnan – Steno – Vasco – Vasco de Gama – Versilia – Vittorio Veneto – Zacco – Zeno.

ELENCO B (RIMBORSO PARZIALE)

Adige – Appia – Borghetto – Calabria – Camin – Campolongo – Canaletta – Cigolo (Vicolo) – Cinquantottesimo Fanteria – Colli – Colombo – Conf. M. Ortone M. Rosso – Corazza – Del Gallo – Del Piovego (Lungargine) – Donati (Lungargine) – Elettronica (Viale) – Emilia – Fogazzaro – Foscolo – Fraccalanza – Franklin – Gambato – Gambetta – Giarre (Vicolo) – Giusti – Gramsci – Guazzi  – Lago Dolfin – Latisana – Lazzaretto – Levante ferrovia – Lungoargine – Malachin – Malpileo – Manca – Micca – Monte Lonzina – Monteortone – Monterosso – Montesanto – Monti – Nievo – Oberdan – Olmo di Camin – Ormaneto – Osteria Vecchia – Pezzolo – Pilo – Provenza – Onte Fabbrica – Quaranta – Romana – Rovetta (Lungargine) – Rubicone – Sabbionari (Lungargine)

Sabbioni – San Bartolomeo – San Daniele – San Lorenzo – Sant’Eufemia – Santa Giustina – Santa Maria – Santonini (Vicolo) – Sardegna – Sartorio – Schiaparelli – Sella – Sette Fratelli Cervi – Sottomarina – Stazione  – Toscana – Treponti – Venezuela – Vergani – Vinciguerra.

Gli SPORTELLI del Comitato ai quali rivolgersi per produrre istanza di rimborso e aderire alla campagna di Obbedienza Civile (autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di remunerazione del capitale eliminata dai referendum 2011 e ancora applicata dai gestori) sono:

-ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux), il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30 tel. 328.9254183 – 049.692171

-ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran teatro GEOX)  Tutti i giorni, da lunedì                                                             al venerdì, orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554 – 049 7380587

 

SCHEDA

Convinte che il loro impianto fognario fosse allacciato al sistema di depurazione, come certificato ogni volta in bolletta dalla presenza della relativa quota, migliaia di famiglie del padovano oggi scoprono che quel sistema funzionava solo sulla carta; insomma, di avere pagato per anni un servizio inesistente.
Come è stato possibile?

1- La legge Galli
Come sovente accade nel Belpaese l’illecito origina da una disposizione legislativa. Si, perché fino al 2008, a fronte della mancata erogazione del servizio depurazione da parte del gestore (a Padova la società Acegas-Aps, da poco incorporata nella multiutility emiliana Hera s.p.a), l’esazione della relativa quota ha avuto, incredibilmente, copertura legale. Ad offrirla era la legge 36/1994, nota come “legge Galli” (e cioè la legge che ha riorganizzato il settore idrico con l’introduzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ex A.T.O.) che, all’art.14, comma 1, recitava:

La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione”.

2- Corrispettivo, non tributo
Fino al 2008, si diceva. Perché in quell’anno la Consulta accoglie la questione di legittimità costituzionale sollevata da un giudice di pace della provincia campana che denuncia l’irragionevolezza della norma citata, muovendo dal presupposto che la tariffa del servizio idrico integrato, come le sue componenti (servizio di depurazione incluso), ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo. Quindi, se non c’è prestazione del servizio, non può esserci controprestazione pecuniaria! Così, con sentenza 335/2008, pubblicata in G.U. il 15 ottobre 2008, l’Alta Corte dichiara la incostituzionalità proprio del 1° c. dell’art.14 della legge Galli.
Ma Acegas-Aps si sente legibus solutus e, dunque, la ignora! Né si pone il problema dei rimborsi, vista l’efficacia retroattiva (ex tunc) di quel tipo di giudizio… Morale, gli utenti continuano a pagare!
Che nome dare a questo comportamento, truffa, appropriazione indebita?

3- Corsi e ricorsi del diritto: la truffa dei rimborsi
Sta di fatto che nei primi mesi dell’anno successivo (febbr. 2009) la legge n.13, nel recepire la sentenza dell’Alta Corte ne attenua di molto la portata e corre puntualmente in soccorso dei gestori:  una volta premesso che gli oneri di progettazione e di realizzazione degli impianti di depurazione concorrono alla determinazione della tariffa del s.i.i., stabilisce che gli utenti che non beneficiano del servizio depurazione sono tenuti egualmente al pagamento del canone “a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purché alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati” (art. 8 sexies).
In sintesi, non si paga se non ci sono gli impianti ma se c’è un progetto bisogna pagare! Unico obbligo per questi ultimi è di aggiornare gli utenti sullo stato di avanzamento dei lavori.
Lo stesso articolo, poi, sembra finalmente porre ai gestori il problema dei rimborsi, obbligandoli a restituire (“anche in forma rateizzata”, ci mancherebbe!) quanto indebitamente trattenuto entro il termine massimo di cinque anni a decorrere dal 1° ottobre 2009 (dunque, entro il 30 sett. 2014). Ma attenzione: dall’importo del rimborso -la cui determinazione compete alle Autorità d’Ambito- la legge consente di stornare “gli oneri derivanti dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento delle opere avviate”.
In tal modo, si gettano le premesse perché anche il rimborso diventi automaticamente una truffa!

4- Ancora inadempienze: l’informazione agli utenti
Per completezza espositiva, facciamo menzione della norma che, per così dire, chiude il cerchio di una vicenda che, ormai è chiaro, sa di inefficienza e illegalità,  vale a dire del decreto attuativo 30 settembre 2009 (perché previsto dalla stessa L. n. 13 cit.), pubblicato in G.U. solo l’8 febbraio 2010, il quale, nel dettagliare gli oneri a carico del gestore del s. i. i. per procedere alla dovuta restituzione, non tralascia quello di informativa all’utenza, che va dalla pubblicazione degli elenchi degli aventi diritto sui propri siti web, alla comunicazione diretta in bolletta circa le modalità di consultazione, fino alla comunicazione dei dati relativi al programma per la costruzione e l’attivazione degli impianti di depurazione (artt. 1,4).
Acegas-Aps ancora una volta lo ignora, di comunicazione in bolletta neanche a parlarne (solo di recente ha pubblicato gli elenchi sul proprio sito www.gruppo.acegas-aps.it), mentre il canone depurazione sembra essere magicamente sparito solo a decorrere dalle ultime due fatture. Perché, ed è questo il punto, il rimborso si attiva solo a seguito di istanza da parte dell’utente avente diritto e quindi diventa essenziale esserne a conoscenza. A tal fine, nonostante il termine di prescrizione ordinaria decennale (ex art.2946 c.c.) a favore del quale si è pronunciata la Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti, è preferibile che l’utente produca istanza prima possibile, per non cadere nella trappola della prescrizione quinquennale agitata dai gestori.

5- Sindaci e gestori: un abbraccio mortale
Ma grave è soprattutto che l’Amministrazione comunale non sia in grado di tutelare gli interessi dei cittadini di fronte alla forza dei gestori privati del servizio idrico e delle banche che li sostengono.
“Viene spontaneo pensare -denunciano gli attivisti del Comitato Prov. 2 SI per l’Acqua Bene Comune di Padova, grazie ai quali siamo venuti a conoscenza di questa megatruffa- che i Comuni, essendo loro stessi soci di quelle gestioni, entrino in conflitto d’interessi, e ogni volta ne escano semplicemente approvando e favorendo l’interesse e il profitto dell’azienda”. E ancora:  “é un copione che abbiamo visto all’opera in più occasioni, dal vergognoso voto in Consiglio Comunale pro-fusione (sett. 2012) a quello, più recente, ma non meno scandaloso, con il quale i primi cittadini, convenuti in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, hanno approvato (alla quasi unanimità) gli aumenti tariffari (passati e futuri) imposti dal nuovo Metodo Tariffario Transitorio (MTT) targato AEEG, che nega, in nuce, la volontà referendaria”.
“D’altra parte -aggiungono i referendari- questa vicenda dovrebbe seminare più di un  dubbio tra i corifei dell’efficienza del privato, soprattutto in tema di gestione di beni comuni naturali: perché l’attenzione, le cure ma soprattutto l’ingente mole di investimenti di cui  necessitano, l’equità e la qualità del servizio, il risparmio della risorsa, per non parlare delle inevitabili ricadute ambientali del servizio… mal si addicono a una gestione che ha come faro prioritario il profitto, l’utile da distribuire all’azionista”.
Cosicché, a vent’anni esatti dall’ex legge Galli, quelle opere di depurazione sono ancora da cantierare (o completare), né è dato sapere che fine abbia fatto quel fondo vincolato alla loro realizzazione.

6- Come se ne esce?
La risposta ormai la sappiamo: applicando la volontà che 27 milioni di italiani depositarono nelle urne referendarie di quella tarda primavera del 2011 e che politica, istituzioni, ATO e gestori hanno fin qui scandalosamente ignorato e combattuto: e cioè riportando alla sovranità dei cittadini, dei lavoratori, delle comunità locali la gestione dei s.p.l., depurandola – e qui cade a proposito-   da qualsivoglia logica di mercato e di profitto.
Difficile? “Intanto ci proviamo con la campagna di Obbedienza Civile -rispondono gli attivisti- e nel dirlo invitano la cittadinanza a stornare dalle bollette dell’acqua la quota di remunerazione del capitale che ancora vi figura (18,82%), nonostante sia stata cancellata a partire dal 21 luglio 2011. Perché -e concludono- é proprio la persistenza del profitto tra i criteri gestionali  la causa di scandalose vicende come questa e, insieme, l’ostacolo più grande sulla strada della ripubblicizzazione”.

Alessandro Punzo

 

C.S. Protocollo d’intesa Comuni Emiliani e di Padova con i Sindacati a proposito di Hera

COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dalla stampa locale che è stato siglato un protocollo tra i Sindacati ed Enti locali interessati alla fusione tra AcegasAps ed Hera
Ma chi ha siglato il protocollo d’intesa con i Sindacati? Gli Enti locali o il Consiglio di Amministrazione della nuova società?
Non è una domanda peregrina. Come ben si sa la logica di una SpA è un po’ diversa da quella di un Ente Locale e troppo spesso ci è stato ripetuto che “questo è il mercato, bellezza” per giustificare scelte di privatizzazione e opacità rispetto alla possibilità di informazione e  controllo non solo dei cittadini, ma addirittura dei Consigli Comunali! Perciò non essendo una decisione del consiglio di amministrazione di Hera, il protocollo è semplicemente e solamente una lista di proposte
Cosa vuol dire “l’impegno a mantenere la maggioranza del gruppo in mano pubblica”? Non è stato ripetutamente assicurato ad es. dal Sindaco Zanonato che solo chi è in malafede parla di privatizzazione strisciante?
Come mai il sindacato ha voluto farlo mettere per scritto? La certezza precedente è crollata? A noi del Comitato sembra una foglia di fico su un’operazione che, come abbiamo più volte e con forza denunciato, ha messo nelle mani della finanza i nostri servizi pubblici.
Ci chiediamo come mai non sia stata presa l’unica decisione immediatamente attuabile: inserire nel protocollo l’impegno alla restituzione, a partire dal 20/7/2011, di quanto è stato prelevato illecitamente dalle tasche dei cittadini e cioè la quota corrispondente al 7% di remunerazione del capitale che sulla bolletta Acegasaps pesa per il 17,19%. Centinaia di cittadini a Padova, l’hanno richiesto, la legge, la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato l’hanno ribadito, ma evidentemente per i firmatari del protocollo non è importante! Anzi dimostra al contrario che i firmatari sono per lasciare impunemente il profitto in bolletta. Infatti scrivono di impegni futuri di parte degli utili come:

1)il reivestimento in infrastrutture industriali, che però, come stabilito dalla tariffa, si attua già non con l’impegno di utili, ma con precisi piani industriali;

2)nei servizi pubblici locali, cosa significa? Che si fa utile con la bolletta dell’acqua e una parte si investe nei trasporti?, ma i sindacati non dovrebbero costringere con la lotta a far si che la Regione non tagli i finanziamenti ai trasporti pubblici?;

3)nell’abbattimento delle tariffe per le famiglie disagiate, cosa che esiste già e che si attua con una differenziazione della tariffa stessa.

Invitiamo i sindacati a unirsi a noi del Comitato per convincere i 143 sindaci facenti parte del Consiglio d’Ambito Bacchiglione a rifiutare la nuova tariffa dell’acqua varata dall’Aeeg perchè non rispetta gli esiti referendari e lascia la Remunerazione del Capitale Investito cambiandola solo di nome, oltre ad aggiungere altri nuovi parametri che aumenteranno la tariffa stessa.
In attesa, noi del Comitato, come in tutta Italia, continuiamo il nostro impegno nella Campagna di Obbedienza Civile contestando la bolletta e applicando la riduzione del 17,19% dell’importo finale. Solo con la mobilitazione dei cittadini potremo garantire che acqua e servizi pubblici locali ritornino ad essere bene comune.

Comitato Provinciale 2 SI per l’acqua bene Comune – Padova

martedì 19 febbraio 2013: incontro con i candidati

RISPETTARE L’ESITO DEI REFERENDUM DEL 2011:
SI, FORSE ..?
IL COMITATO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE  PADOVA INTERROGA I CANDIDATI
SIETE INVITATE/I
MARTEDI’ 19 FEBBRAIO h.21
SALA ROSSINI (sopra il Caffè Pedrocchi) Padova
PER PORRE DOMANDE E DISCUTERE CON I CANDIDATI/E  DELLE LISTE DELLE FORMAZIONI IMPEGNATE NEI REFERENDUM DEL 2011 Pd, Sel, Rivoluzione Civile, M5S

A DUE ANNI DAL REFERENDUM IN CUI MIGLIAIA DI CITTADINE E CITTADINI PADOVANI HANNO VOTATO PER LA FUORIUSCITA DELL’ACQUA E SERVIZI LOCALI DALLE LOGICHE DI MERCATO E PROFITTO,  IL COMITATO PROVINCIALE  2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE INTERROGA I CANDIDATI  ALLE ELEZIONI , DELLE FORZE POLITICHE CHE HANNO SOSTENUTO LA CAMPAGNA REFERENDARIA

COME SI CONCILIA LA CHIARA VOLONTA’ ESPRESSA DA CITTADINE/I  CON SCELTE, COME LA FUSIONE ACEGAS-APS CON HERA, CHE ADOTTANDO LE LOGICHE DEL GIGANTISMO FINANZIARIO, PORTANO ALLA  STRISCIANTE PRIVATIZZAZIONE DI SERVIZI ESSENZIALI COME ACQUA E RIFIUTI? COME CAMBIA LA POSSIBILITA’ DELLE COMUNITA’ LOCALI  DI PARTECIPARE REALMENTE ALLA GESTIONE, CONTROLLARE E DECIDERE SULLA QUALITA’ DEI SERVIZI E, PER I LAVORATORI, SULLA QUALITA’ DEL LAVORO?

COME SI CONCILIA IL RISULTATO REFERENDARIO, (CONFERMATO DALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE E DAL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO) CON LE DECISIONI DEI VARI GOVERNI E DELL’AUTHORITY SULLE TARIFFE DI CANCELLARLO REITRODUCENDO LA GARANZIA DEL PROFITTO PER I GESTORI, ?

COME SI CONCILIA LA VOLONTA’ DI CAMBIARE ROTTA ESPRESSA DALLA CENTRALITA’ DATA AI BENI COMUNI E QUINDI DI IMMAGINARE E COSTRUIRE UN FUTURO BASATO SULLA GIUSTIZIA AMBIENTALE E SOCIALE  CON SCELTE ECONOMICHE E POLITICHE CHE RIPROPONGONO SPERIMENTATE E FALLIMENTARI LOGICHE MERCANTILI  COME BASE DELLA GESTIONE DELLE RISORSE E DEL TERRITORIO?

HANNO GIA’ ASSICURATO LA LORO PRESENZA: F.Corso, G. Endrizzi,  A. Lucarelli,  A.Zan ed altri candidati.

Intervengono WWF, COMITATO LASCIATECI RESPIRARE,  ISDE-Medici per l’Ambiente, Legambiente, Comitato difesa ambiente salute Padova Est

Idv: vergogna a Padova

l’Idv sta tradendo il risultato referendario appoggiando la fusione AcegasAps-Hera

In questi giorni in maniera forsennata si sta andando verso la fusione di Acegas Aps Hera, un’operazione fortemente contraria per spirito, contenuto e forma al voto espresso con il referendum. Un’operazione che si sta facendo senza la minima partecipazione reale della città. Il ruolo che l’Idv presente a Padova con tre consiglieri e due Assessori (Silvia Clai alla Partecipazione e Giovanni Battista Di Masi Assessore alla casa) ha in questa operazione è gravissimo

I fatti:

– alla riunione della giunta comunale l’Assessore Giovanni Battista di Masi IDV ha avvallato la delibera a favore della fusione mentre l’Assessore alla Partecipazione Clai ha preferito non essere presente

– nella riunione dei capigruppi l’IDV si è astenuta sulla proposta di rinviare la discussione al Consiglio Comunale, a differenza di Sel e Rifondazione, permettendo così di accellerare la votazione a favore della fusione

Quello che l’IDV sta facendo è inaccettabile: in primo luogo perchè si avvalla che la scelta sulla fusione passi letteralmente sopra i cittadini tra l’altro da parte di un partito che detiene adirittura (!) l’Assessorato alla Partecipazione con l’Assesore Silvia Clai. In secondo luogo perchè in merito alla fusione votare contro è l’unico atto coerente con chi per chi dice di aver fatto proprio il risultato referendario.

Non è un fatto locale ma un è un fatto di rilevanza nazionale nazionale di cui l’intero partito deve rispondere. Lunedì 24 settembre al Consiglio Comunale si voterà la fusione AcegasAps-Hera, la richiesta dei cittadini, dei comitati è chiara: deve essere proposta ed approvata una mozione di sospensione della votazione per avviare in città la più ampia consultazione dei cittadini in tutte le forme, anche attraverso il referendum consultivo. Se si andrà comunque al voto chiediamo che ci sia il voto contrario alla fusione, come richiesto dai Comitati in tutte le città coinvolte nell’operazione.

Saremo presenti al Consiglio Comunale perchè nessuno possa nascondersi con astensioni, assenze “strategiche” per non assumersi la propria reponsabilità.

Padova, 21 Settembre 2012.

Comitato Provinciale Due Sì per l’acqua bene comune Padova

Risposta a Cesare Pillon su HERA

Risposta a Cesare Pillon sulla fusione AcegasAps – Hera

 

Molti punti non tornano nelle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Acegas Aps sulla fusione (per incorporazione) con Hera.

Su tutte però una risulta di una chiarezza immediata: sono i consigli di amministrazione che dettano le scelte della politica, i consigli comunali poi saranno chiamati a ratificare l’accordo deciso dai due consigli di amministrazione.

E’ l’emblema di quanto sta accadendo oggi: i “mercati” decidono le scelte dei Governi, che si inchinano ai loro voleri massacrando decenni di conquiste di civiltà nel campo del lavoro, della sicurezza sociale, della cultura e così via. E per che cosa? C’è un’unica certezza: garantire guadagni sicuri ai signori della finanza che detengono il reale potere politico.

Nel nostro caso solo cieca fiducia in regole ( crescita & competitività) che si sono rivelate un fallimento globale. Verrebbe da consigliare qualche buona lettura: N. Roubini per cominciare!

La gestione attraverso SpA tutela, come ci è stato ribadito in un incontro con i vertici Acegas Aps, l’interesse  dei soci ai dividendi, se poi però questo porterà a “grandi operazioni internazionali” fallimentari (es. Serbia, Bulgaria …) pagheranno i cittadini che magari dovranno accontentarsi di servizi più scadenti per ripianare i debiti.

Ora si potrebbe imboccare un’altra strada e operare perché, alla scadenza della concessione, il servizio venga gestito attraverso la costituzione di una Azienda Speciale. Questa sarebbe una scelta politica che vedrebbe il Comune protagonista e non passivo esecutore di scelte “tecniche”.

Stiamo parlando infatti di “servizi pubblici locali”, cioè servizi che non solo devono rispondere alle esigenze di territori specifici e limitati, ma che soprattutto devono essere sottoposti al controllo di efficacia da parte delle comunità di riferimento.

Colpisce in modo particolare una affermazione sul rispetto della sentenza della Corte Costituzionale che ribadisce il non obbligo della privatizzazione dei servizi pubblici locali. Afferma Pillon “e se domani il governo varasse una nuova normativa? Se noi fossimo amministratori che valutano solo il quotidiano…” Forse Pillon non si rende conto dell’enormità della sua affermazione. 27 milioni di cittadini e una sentenza della Corte Costituzionale sono per lui ” il quotidiano” e l’amministratore delegato di un Consiglio di amministrazione può farsene un baffo!

Quel che è peggio è che anche i sindaci di Padova e Trieste sembrano farsene un baffo, dimenticando che prima di tutto devono rispettare la volontà dei cittadini, oltretutto ribadita e rafforzata da una sentenza della Corte Costituzionale!

Non basta la garanzia sacrosanta del mantenimento dei posti di lavoro, ci mancherebbe non venisse data!!!, non può però sfuggire ai Sindacati che in gioco c’è una partita più grande e che il rischio di veder vanificati, in nome di esigenze di efficienza imprenditoriale, anche qualità e quantità del lavoro è sempre dietro l’angolo. Quando le sedi decisionali reali si allontanano, si allontana anche la possibilità e capacità di controllo e meno certe sono le garanzie. I casi in questo campo sono molteplici!

E’ per questo che il Comitato provinciale 2 si per l’acqua bene comune ha convocato l’11 settembre alle 21 in sala Nassirya un incontro tra tutti coloro che intendono opporsi, anche utilizzando lo strumento del referendum consultivo, a queste logiche che stanno sempre di più indebolendo la nostra democrazia e minando il nostro futuro.

 

Giuliana Beltrame

del Comitato provinciale 2 sì per l’acqua bene comune – Padova