il min. Clini ci dà ragione!

COMUNICATO STAMPA

 

Ministro Clini: Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha ragione

 

Dopo più di un’ora di occupazione della sede del Ministero dell’Ambiente, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha ottenuto l’incontro con il Ministro dell’Ambiente C. Clini.

Al Ministro sono state poste alcune precise richieste in merito ai referendum sull’acqua dello scorso giugno e al rispetto degli esiti dello stesso, sia in riferimento alla gestione pubblica e partecipativa dell’acqua, sia riguardo all’abrogazione dalla tariffa pagata dai cittadini della quota relativa alla “remunerazione del capitale investito”, ovvero i profitti del gestore.

Al termine del confronto, il Ministro Clini – dichiarandosi d’accordo con le richieste poste dai movimenti per l’acqua – ha preso i seguenti specifici impegni:

a) l’invio in giornata di una nota all’Autorità dell’Energia e Gas e a tutte le istituzioni competente, al fine di precisare – nelle more dell’approvazione di qualsivoglia nuova norma in merito – l’inesigibilità da parte dei soggetti gestori della quota di tariffa relativa all’adeguata remunerazione del capitale investito;

b)
l’inserimento, all’interno delle Linee Guida del DPCM di trasferimento delle funzioni all’Autorità dell’Energia e Gas, di una precisa indicazione per il rispetto dell’esito referendario in materia tariffaria sull’acqua;

c)
l’immediato avvio di un percorso di confronto con il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua in merito alle proposte relative al finanziamento del servizio idrico, con la prossima convocazione di un incontro congiunto con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, nell’esprimere soddisfazione per i risultati dell’incontro, vigilerà sul rispetto e la realizzazione degli impegni presi.

Le dichiarazioni di Clini su Twitter: https://twitter.com/#!/minambienteIT

La diretta dell’occupazione https://twitter.com/#!/AcquaBeneComune

OBBEDIENZA CIVILE

Riprendiamo l’aggiorrnamento del sito in occasione della campagna di obbedienza civile, la decisione del popolo dell’acqua di restare nella legalità del rispetto del referendum, in contrapposizione all’illegalità dei gestori e degli ATO che ancora non hanno adeguato le tariffe rimuovendo la quota parte della remunerazione obbbligatoria del capitale investito (il famoso 7%).

Di seguito i riferimenti per zona:

Bassa Padovana sportelli e referenti:

MONSELICENSE – Sede Adl Cobas di Ca’ Oddo, il lunedì, mercoledì e venerdì
dalle 16.30 alle 18.30 – Bottega “Colibrì” di via Roma, il lunedì dalle 9
alle 12 e il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19

Referente: Francesco Miazzi mail: fmiazzi@gmail.com

Massimo Maffezzoni mail: m.maffez@tin.it

ESTENSE – Banchetto di piazza Maggiore sabato mattina – Bottega del mercato
equo-solidale di piazza Trento il lunedì dalle 9 alle 12.30 e il giovedì
dalle 16 alle 19, Sportello sociale contro la crisi di Piazzale C’Pesaro il
sabato dalle 15 alle 18.

Referente: Beatrice Andreose mail: beadeste@katamail.com

MONTAGNANESE – Ponso (bar Centrale e bar Lella di Bresega) – a Santa
Margherita d’Adige (parrucchiere Doppia Immagine di via Umberto I 65) –
Megliadino San Fidenzio TABACCHI (angolo Cimitero) – Montagnana Bar Osteria
QUA DA SANDRO Via Campanella 2

Referente: Stefano Saoncella mail: stefano.saoncella@libero.it

Arriva la ‘ndrangheta

COMUNICATO STAMPA

Vile atto intimidatorio contro un attivista calabrese, la solidarità del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


Nella giornata di ieri è stato fatto trovare sulla porta di casa di Sergio Gambino, attivista calabrese per l’acqua bene comune, un cartuccia di lupara.

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua esprime totale solidarietà e vicinanza a Sergio, a tutti i militanti e le militanti del “Coordinamento Acqua Pubblica Bruno Arcuri” e dell’Associazione “Il Brigante” che nelle Serre Vibonesi si battono per la difesa dei beni comuni e per l’acqua pubblica, in particolare sulla questione dell’inquinamento nell’invaso dell’Alaco, simbolo del fallimento della gestione privatistica del servizio idrico.

Il vigliacco atto mosso contro uno di noi è la dimostrazione di quanto la lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico vada a colpire interessi particolari e pericolosi potentati economici che operano nel nostro Paese.

Il 12 e 13 giugno abbiamo avuto la dimostrazione di essere maggioranza nel Paese nella difesa dell’acqua e dei beni comuni. Tutti insieme possiamo dimostrare che un’altra Italia è possibile. Iniziamo il 26 novembre a Roma, nella grande manifestazione per il rispetto del voto referendario.

Roma, 18 novembre 2011



Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
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CGIL: sostegno manifestazione nazionale 26 novembre a Roma

Dalla CGIL nazionale il sostegno alla manifestazione di sabato. Il segretario nazionale Susanna Camusso ha gentilmente fatto recapitare il seguente breve ma significativo messaggio alla segreteria nazionale del Forum:

Cari tutti,
vi confermo il sostegno della CGIL, come già avvenuto per le precedenti manifestazioni per l’Acqua pubblica, sulla base della nostre autonome posizioni che guardano alla gestione pubblica del servizio idrico e il rispetto della volontà referendaria sancita il 12/13 giugno da oltre 27 milioni di cittadini italiani.
Sarà nostra cura invitare le strutture nazionali e territoriali a dare un contributo attivo alla riuscita della manifestazione in oggetto.
Cordiali saluti

Susanna Camusso

Tale messaggio non arriva certo inaspettato, visto il contributo importante della CGIL in tutte le fasi di organizzazione e promozione del Referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Tuttavia, in un momento come questo di manovre politiche e proclami che si affannano a parlare di liberalizzazione e privatizzazione, non possiamo non registrare con soddisfazione che c’è una spinta anche della CGIL a chiedere un distinguo tra liberare l’Italia da caste e corporazioni di privilegi, e spogliare invece i cittadini di ogni bene pubblica perché “i mercati ce lo impongono” oppure “l’europa ce lo impone” oppure “la bce ce lo impone”.

Spazi per la riduzione dei costi degli apparati pubblici ce ne sono, a partire dai privilegi degli eletti-nominati (non invece dal loro numero che ridurrebbe solo la rappreesentanza popolare), per finire con le spese militari e le nomine arbitrarie di dirigenti superpagati ma spesso inadeguati (per non dire incompetenti) delle società controllate dallo stato, o per meglio dire dai partiti. Proprio nella crisi deve emergere cosa è vitale per la popolazione, e va mantenuto stretto e saldo nelle mani del pubblico, e cosa è superfluo, o inessenziale, e può essere ceduto per fare la cassa che è ormai diventata inevitabile. Forse si possono costruire meno autostrade, si può stendere meno asfalto e colare meno cemento, o comprare meno caccia bombardieri e spendere meno soldi in armamenti, e tenerci l’acqua, i trasporti, la scuola, il servizio sanitario. L’opposto sarebbe controproducente, perché è difficile bere il catrame, o mangiare la polvere da sparo. In questo la CGIL è compagna di strada, e lo dimostra ancora una volta.

26 novembre: il Veneto ci sarà!

Il 26 novembre il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ha convocato una manifestazione a Roma “Per il rispetto dell’esito referendario, per un uscita alternativa dalla crisi”.

Un appuntamento aperto alla partecipazione plurale per continuare ad affermare quello che in 27 milioni abbiamo voluto esprimere con i referendum del 12 e 13 giugno: la difesa dell’acqua, dei beni comuni e della partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese.

La manifestazione di Roma è un occasione importante per sottolineare come il tentativo di inficiare il risultato dei referendum in difesa dell’acqua sia emblematico di uno scenario più ampio dentro il quale vogliono imporci come ricette di uscita dalla crisi gli stessi meccanismi che l’hanno prodotta: il predominio del mercato come unico regolatore sociale.

Vorremmo andare a Roma insieme a tante e tanti dalla nostra regione per portare la ricchezza di mobilitazioni in difesa del territorio e del tessuto sociale, perchè pensiamo che solo uniti possiamo non solo difendere l’acqua e i beni comuni ma soprattutto riaffermare, tanto più in questo momento politico, la necessità di una partecipazione attiva che si contrapponga a chi vorrebbe decidere sul nostro futuro collettivo con il rischio di una gigantesca espropriazione di democrazia.

Facciamo appello a chi pensa che uscire dalla crisi a livello locale e globale sia affermare con la partecipazione di tutti la difesa dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, il contrasto alle logiche di privatizzazione dei servizi pubblici locali per essere con noi insieme a Roma in uno spazio comune aperto dallo striscione “DAL VENETO UNITI PER I BENI COMUNI”.

 

Coordinamento Veneto Comitati Acqua Bene Comune

Grazie agli sforzi congiunti del Forum Nazionale e del Coordinamento Regionale Veneto il contributo richiesto per persona per il viaggio ammonterà al massimo a 20 euro.

Informazioni e prennotazioni per la partenza da Padova con il Comitato Provinciale Due Sì per l’acqua bene comune Padova:

Sandro Punzo, tel. 328.9254183, mail acquabenecomune.pd@libero.it

 

Si scrive Maxiemendamento, si legge Privatizzazione

COMUNICATO STAMPA

Il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua sta seguendo da settimane il rimpallo tra BCE e Governo italiano sulle misure da attuare che seguono una politica di cosiddetta austerity per pareggiare il debito. Tra queste norme vi è un attacco forte al risultato referendario di giugno: pur escludendo formalmente il servizio idrico si ripropone un intervento di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali. L’anticostituzionale Maxiemendamento presentato mercoledì non fa altro che confermare questa tendenza. La verità è che le politiche di austerity colpiranno i cittadini e le cittadine italiane, lasciando tranquilli i poteri forti che da anni ci stanno proponendo la ricetta delle privatizzazioni, della messa a profitto dei beni comuni e delle nostre stesse vite. Riteniamo inaccettabili questi provvedimenti e sappiamo che vogliono ignorare la richiesta della popolazione italiana di cambiare rotta ed uscire da questo sistema. Per questo il 26 novembre, con la Manifestazione nazionale a Roma, saremo di nuovo piazza per difendere il risultato referendario, chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico e lanciare la campagna di “Obbedienza civile”: se il referendum continuerà ad essere ignorato, verrà praticata dal basso l’abolizione dei profitti garantiti dalle bollette, obbedendo così al mandato della maggioranza assoluta dei cittadini italiani. Siamo convinti che l’acqua sia un paradigma e che il popolo italiano questo lo sappia e che, per la prima volta dopo anni, si sia espresso chiaramente. Chi fa finta di non vederlo o di dimenticarlo non fa altro che mettersi nel campo di chi impoverisce, privatizza e precarizza la nostra società. Noi abbiamo detto che bisogna cambiare. Con noi l’hanno detto 27 milioni di italiani. Indietro non si torna.

Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06 6832638 ;
Fax. 06 68136225
Lun.-Ven. 10:00-19:00

Assemblea pubblica a Roma il 10 novembre


 

Giovedì 10 novembre, ore 17
al Teatro Valle Occupato
“L’acqua non è un debito”
Assemblea pubblica


PER L’ACQUA E LA DEMOCRAZIA

Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare è ferma nei cassetti del Parlamento e gli enti locali continuano a gestire il servizio idrico come prima.
Non solo. Grazie ai diktat della BCE, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni. Governo e poteri forti resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
L’ACQUA NON E’ UN DEBITO
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. Ma i poteri forti ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua
restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito
e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società.
“OBBEDIENZA CIVILE” PER UN’ALTRA USCITA DALLA CRISI
Vogliamo lanciare la campagna di “Obbedienza civile”, che, obbedendo al voto referendario della maggioranza del popolo italiano, esiga da subito l’eliminazione dalle tariffe della parte relativa ai profitti garantiti. Se ciò non avverrà procederemo all’autoriduzione collettiva delle stesse.
Perché i beni comuni e i diritti sociali vengono prima delle banche e dei capitali finanziari.
VI ASPETTIAMO TUTTE E TUTTI
Vogliamo che la manifestazione sia il luogo di tutte e di tutti come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua: radicale nei contenuti e per la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione. Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
E un futuro diverso per tutte e tutti.



Paolo Carsetti

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.orgwww.referendumacqua.it

 


Paolo Carsetti

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.orgwww.referendumacqua.it

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

 

PER IL RISPETTO DELL’ESITO REFERENDARIO, PER UN’USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI

Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un’inversione di rotta rispetto all’idea del mercato come unico regolatore sociale.

Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali – ad eccezione del Comune di Napoli – proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.

Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO
E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.

Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell’acqua a Marzo 2012.

Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 26 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.

Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.

Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.

Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.

Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Puglia: L’Acquedotto è ancora una SpA.

Puglia. L’Acquedotto è ancora una SpA.

Il secondo quesito referendario non è stato attuato e le tariffe non sono state ridotte.
Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” prende spunto dalle recenti affermazioni del Capogruppo del PD alla Regione, il quale insiste sulla necessità di dare reale attuazione  all’esito referendario che “impone l’obbligo di una rideterminazione della tariffa con l’esclusione della quota, pari al 7%, relativa alla ‘remunerazione del capitale investito”,  sollecitando tutte le forze politiche che siedono nel Consiglio Regionale ad adoperarsi, senza tentennamenti, per la piena attuazione della volontà così chiaramente espressa dai cittadini con i Si ai referendum.

E all’Assessore Amati – che respinge la richiesta del suo capogruppo affermando che “non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato,  compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo” (https://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=11468&opz=display) ricordiamo che la “remunerazione del capitale investito” non è un costo come del resto ben sa l’AATO che, nel documento di  “RIMODULAZIONE PIANO D’AMBITO 2010-2018 (CAPITOLO)”-, afferma che “La remunerazione del capitale investito rappresenta il ristoro economico e l’incentivo riconosciuto al soggetto gestore per il finanziamento degli interventi mediante l’impiego di mezzi propri”. Allo stesso tempo si fa presente all’Assessore Amati – che nella stessa nota afferma che “L’unica attività consentita in futuro all’Autorità Idrica Pugliese sarà quella di rimodulazione tariffaria sulla capacità reddituale dei Cittadini, senza modificare il piano degli investimenti […]” – che la remunerazione del capitale non incide sul piano degli investimenti che, peraltro viene “recuperato” in tariffa attraverso l’ammortamento e che, comunque, non potrebbe essere imposta da un soggetto di diritto pubblico nel quale l’acquedotto pugliese dovrebbe trasformarsi.

Siamo altresì ancora in attesa che trovi concretizzazione l’impegno assunto dal Capogruppo del SEL alla Regione che, in un comunicato del luglio scorso, aveva annunciato di volersi
adoperare “per ricollegare le attese del Comitato e dei referendari all’azione della Giunta regionale”.

In questa fase così drammatica della nostra Nazione, nella quale, indifferente alle esigenze espresse dai cittadini, la politica sembra sempre più arroccata a difendere i propri  privilegi e sembra incapace di costruire un vero dialogo con le persone, chiediamo con forza e determinazione che sia ripreso il percorso per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese.
NON E’ PLAUSIBILE che dopo quasi sette anni di mandato legislativo della attuale maggioranza di governo regionale – che per ben due campagne elettorali ha fatto della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato in Puglia il proprio cavallo di battaglia – l’ACQUEDOTTO PUGLIESE sia ancora una SOCIETA’ PER AZIONI.

Continuiamo e continueremo con inflessibile fermezza a chiedere, a nome degli elettori pugliesi – che in stragrande maggioranza hanno dimostrato adesione al SI all’acqua pubblica –  che gli impegni e le dichiarazioni di principio si traducano in atti concreti.
Per questo ci associamo all’auspicio del Prof. Alberto Lucarelli affinché “dalla Puglia, prima paladina dell’acqua pubblica in Italia, arrivi un ulteriore segnale di sostegno alla
volontà degli oltre 27 milioni di italiani che hanno votato per il referendum, ad esempio, riproponendo i contenuti della legge elaborati dal tavolo tecnico”.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”- Forum Italiano
dei Movimenti per l’Acqua

Gli italiani non credono più alle bugie di Federutility

COMUNICATO STAMPA

Il fallimento della Staffetta dell’Acqua: gli italiani non credono più alle
bugie di Federutility*

A partire dal mese di settembre Federutility ha organizzato la cosiddetta
“Staffetta dell’Acqua” che partita da Genova nell’ambito del Festival
dell’Acqua doveva toccare Reggio Emilia, Torino, Venezia, Ancona, Firenze,
Potenza, Palermo, Udine, Assago, Milano, Roma e Bari.

La Staffetta dell’Acqua, definita “in continuità coi referendum”, ha avuto
un fine truffaldino e mistificatorio. A Federutility aderiscono infatti
molte Società per Azioni (anche quotate in borsa) che nulla hanno a che
vedere con la gestione pubblica dell’acqua, essendo quelle che speculano e
fanno profitti sull’acqua. Non a caso Federutility e le sue associate sono
stati tra i più convinti oppositori ai referendum del 12 e 13 giugno.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e i comitati locali che lo
compongono hanno dunque contestato ogni appuntamento della Staffetta
dell’Acqua. In ogni tappa i comitati per l’acqua pubblica erano molto più
numerosi, colorati e rumorosi dell’evento stesso. Manifestazioni sempre
allegre e pacifiche ma determinate ad informare i cittadini sulla mancata
attuazione della volontà popolare e dei referendum e a sbugiardare gli
ingannevoli messaggi pubblicitari di Federutility.

A Firenze la Questura ha incomprensibilmente deciso di denunciare 5 persone
(guarda caso 5 referenti provinciali del comitato referendario) per violenza
privata nei confronti del tedoforo Pietro Mennea. Una decisione insensata e
volta solo a scoraggiare le contestazioni alle successive tappe della
staffetta.

Così non è stato, tanto che gli organizzatori hanno preferito annullare gli
ultimi due appuntamenti di Roma e Bari, dove i comitati territoriali erano
di nuovo pronti alla contestazione, per evitare altre brutte figure e il
totale naufragio di una iniziativa fallimentare dal punto di vista
comunicativo. Un successo di tutti i comitati territoriali che si sono
attivati nelle città in cui ha fatto tappa la staffetta.

Speriamo sia chiaro agli organizzatori della staffetta dell’acqua
“privatizzata” che i cittadini italiani non sono più disposti a credere ai
loro inganni: ormai è chiaro che Federutilty rappresenta quelle imprese che
continuano a fare profitti sull’acqua e, mentre cercano di accreditarsi come
sostenitori del referendum, in realtà ne ignorano (o boicottano) l’esito.

Ora gli amministratori e gli imprenditori che gestiscono il servizio idrico
devono preoccuparsi solo di una cosa: dare seguito alla volontà espressa il
12 e il 13 giugno dalla maggioranza assoluta del Paese, portando l’acqua
fuori dal mercato ed eliminando la possibilità di fare profitti sull’acqua,
restituendo questo bene alla categoria dei beni comuni, cui naturalmente
appartiene. Su acqua e referendum indietro non si torna: continueremo a
lavorare fino alla completa ripubblicizzazione del servizio idrico.

Roma, 25 ottobre 2011


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
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