Federutilities? Meglio FEDERCOMMUNITIES

Oggi la Città di Napoli offre a tutto il Paese l’esempio di una gestione dell’acqua totalmente pubblica: Acqua Bene Comune (ABC) – Napoli – Azienda Speciale.

La Città partenopea è la prima grande città ad obbedire al referendum che ha sancito il principio base: sull’acqua non si può fare profitto.

Ed è quanto ha fatto Napoli decidendo di gestire la propria acqua con uno strumento giuridico che per sua natura non può fare profitto.

Da Napoli oggi può partire lo slancio coraggioso a ripubblicizzare la gestione del servizio idrico integrato, uscendo dall’abbraccio mortale del privato, delle multinazionali, delle multiutilities e delle banche.

Oggi sull’accqua ci giochiamo tutto, anche la nostra stessa democrazia.

Per questo, partendo dal basso, dalle nostre comunità locali, facciamo partire una cascata di azioni positive che obblighi il nostro nuovo governo a proclamare “sorella acqua” la “nostra Madre” un diritto fondamentale contenuto nell’articolo 2 della Costituzione Repubblicana.

24 e 25 Aprile, Liberiamo l’acqua!

Il oggi 24 e domani 25 Aprile, giorno della Liberazione, i comitati territoriali per l’Acqua Bene Comune si mobiliteranno in tutta Italia per riaffermare la liberazione del servizio idrico dalle logiche di profitto come deciso dagli italiani il 12 e 13 giugno 2011.

Lo facciamo nella giornata simbolica della Liberazione perché sappiamo che l’aspirazione ad una società giusta, equa e libera dalla dittatura è stato ciò che ha mosso la resistenza e, i suoi stessi principi, hanno continuato a vivere in tutte le lotte sociali, di generazione in generazione.
Come abbiamo fatto 3 anni fa, quando iniziammo la raccolta firme per il referendum, prendiamo questa come data simbolica per affermare che quella battaglia è stata vinta ma la guerra è ancora lunga. Infatti ancora oggi la percentuale in bolletta per i profitti garantiti, ovvero la speculazione sull’acqua e il servizio idrico, non è stata abolita; anzi, la tariffa, ricalcolata dall’AEEG, ha semplicemente nascosto sotto un’altra definizione quello stesso meccanismo.

Sappiamo che questi sono giorni difficilissimi, dovuti alla situazione istituzionale ma, ancor di più, di fronte ad una crisi economica e sociale che sta facendo precipitare il Paese. Per questo ci mobilitiamo ancora un volta contro le gestioni private, la “tariffa-truffa” dell’AEEG e per l’applicazione dell’esito referendario, cercando sempre la massima cooperazione e relazione con chi si batte per la difesa dei beni comuni e le altre lotte sociali.

Sappiamo che è ora di riaffermare gli ideali e le speranze che portarono alla liberazione e costruire, oggi, un’alternativa necessaria.

Liberiamo l’acqua!

Roma, 24 aprile 2013