L’acqua non si taglia! A Padova una Proposta di delibera consiliare

Preceduta da una conferenza stampa davanti alla sede del Comune di Padova, sabato 1° ottobre 2016 è iniziata in città la raccolta firme per una Proposta di delibera consiliare di iniziativa popolare, perché, in caso di morosità, agli utenti del servizio idrico integrato non venga interrotto il flusso dell’acqua.

 E’ una misura di civiltà -affermano gli attivisti del Comitato Provinciale Acqua BeneComune di Padova- perché il diritto all’acqua, che vuol dire innanzitutto accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero, non può poi dipendere dal reddito di cui si dispone. Così,  ci è sembrato urgente, anche alla luce del generale quadro di crisi economica, proporre al Consiglio comunale (e poi all’organo di Bacino) una modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato del gestore cittadino AcegasApsAmga-gruppo HERA, affinché misure quali l’interruzione della fornitura idrica e la risoluzione del contratto (che, di fatto, vanificherebbero quel diritto) non abbiano più efficacia”.

Completano la Proposta la rimodulazione degli scaglioni tariffari sul numero  dei componenti il nucleo familiare e, infine, la creazione di un fondo a sostegno delle famiglie disagiate alimentato dagli utili incassati dai gestori (c.d. tariffazione sociale).

Già, gli utili.

Perché a cinque anni dai vittoriosi ma inapplicati referendum sull’acqua del 2011, quegli utili -benchè cancellati dal 2° quesito referendario- figurano ancora illegittimamente (e scandalosamente) in bolletta. E vi figurano -come noto- grazie a un metodo tariffario-truffa prontamente scodellato dal governo Monti all’indomani della consultazione referendaria (2012), contro il quale, da più di un anno, pende ricorso davanti al Consiglio di Stato (la sentenza dovrebbe arrivare nella primavera del 2017). Per non parlare degli abnormi incrementi tariffari fin qui registrati: in pochi anni le bollette dell’acqua sono lievitate ben oltre il 40% !!

Così, alla storica campagna di Obbedienza civile -e cioè l’autoriduzione della bolletta dell’acqua proprio di quella componente tariffaria di profitto (19,50% per la tariffa 2016!)- oggi gli attivisti affiancano questa nuova e civile impresa.

Le firme da raccogliere sono cinquecento ma, grazie alla disponibilità di (alcune) forze politiche e associazioni cittadine, l’obiettivo di andare ben oltre il numero fissato dalla norma statutaria (art. 16) dovrebbe essere agevolmente raggiunto. Dopodiché, la parola passerà ai Consiglieri… Qual è l’orientamento della maggioranza?

Recentemente, in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, l’amministrazione patavina (insieme a quelle di Brugine e di Arzergrande) si è pronunciata contro l’ulteriore incremento del 6% della proposta tariffaria per gli anni 2016-2019. Un cadeau di Bitonci ai suoi concittadini per farsi perdonare la scelta della sua maggioranza di alienare tredici milioni di azioni Hera di proprietà del Comune? Nemmeno poi tanto, dal momento che a nulla è valso il “peso” (in termini di voto ponderato) dei tre comuni (Padova, in particolare) per bloccare l’incremento tariffario in questione. Perché in tempi di spending review e di tagli dei trasferimenti agli enti locali, è cosa dura rinunciare al surplus di dividendi che la nuova tariffa avrebbe portato nelle casse degli altri 40 e passa sindaci presenti in Assemblea (che, al completo, è composta da 140 sindaci-soci di quattro gestori, tre a totale capitale pubblico o in house -Centro Veneto Servizi, Alto Vicentino Servizi e Acque Vicentine- e uno a capitale misto e quotato in borsa, AcegasApsAmga-gruppo HERA).  I quali, non vi hanno punto rinunciato.

Intanto, notizia dell’ultima ora, nel popolare quartiere Paltana (di Padova), AcegasAps-HERA piomba il contatore dell’acqua a una famiglia con prole per una morosità di (soli, tanti?) 480 €!

Alessandro Punzo

NO allo SGOMBERO di AltragricolturaNordEst. La solidarietà degli autoriduttori

foto Altragricoltura
AltragricolturaNordEst 
è, da più di tre anni, uno dei nostri Sportelli Acqua Bene Comune, oltre ad essere la sede storica del nostro Comitato.

Ma, soprattutto, è una delle più importanti e vitali esperienze, attive sul nostro territorio, di un modo altro e diverso di produzione e consumo; perché opera al di fuori delle logiche delle multinazionali e della grande distribuzione; perché il cibo, esattamente come l’acqua, non è una merce!

Contro l’annuncio dello sgombero della sede di C.so Australia da parte delle autorità comunali sentiamo il dovere di opporci con tutte le nostre forze.

Di seguito l’appello di  Rossella e Luciano di AltrAgricoltura:

Care e cari amic*,
contro lo sgombero organizzato dall’amministrazione comunale per AltrAgricoltura Nord est abbiamo programmato per DOMENICA 10 GENNAIO 2016 dalle ORE 12:00 un momento conviviale aperto a tutti, un pranzo veloce con contorno di tante altre iniziative.
Lo scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti comunali, vi invitiamo quindi a portare tutti i fogli firme che avete raccolto!
Oltre alla raccolta firme è importante che trascorriamo delle ore in compagnia e condividiamo dei momenti di confronto per la situazione di Altragricoltura odierna e futura.
Inizio ore 12:00 con brunch condiviso in cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). Seguiranno poi altre attività, tra le quali laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze…
Vi invieremo volantino dettagliato, pubblicizzate e seguiteci su fb www.facebook.com/GasAltragricoltura/
Saluti
Rossana e Luciano

Padova – Nella Giornata Mondiale per l’Acqua rilanciamo l’Obbedienza Civile e la difesa dei Beni Comuni di questa città

Sta tutto lì, condensato in quei ventitré metri di striscione calato dal Palazzo della Ragione, nel cuore della città di Padova, il senso della battaglia del combattivo Comitato Due Sì per l’Acqua Bene Comune che, nella Giornata Mondiale per l’Acqua (22 marzo 2014), ha voluto far sentire la sua voce per invitare tutte/i ad aderire alla campagna di Obbedienza Civile (autoriduzione delle bollette) per il rispetto dei referendum di giugno 2011.

Si, perché nonostante siano trascorsi quasi tre anni dai referendum sull’acqua che hanno affermato a chiare lettere i principi della ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali e la loro fuoriuscita dalle logiche di mercato e di profitto, i gestori (come Acegas-Aps, gruppo Hera) continuano, illegittimamente, a gonfiare le nostre bollette dell’acqua della componente tariffaria di profitto eliminata dal 2° quesito referendario come se, appunto, i referendum non vi fossero stati, come se il loro risultato (suffragato dal voto di 27 milioni di concittadini!) non avesse l’efficacia vincolante della leggeLa percentuale da portare in detrazione sul totale fatturato in bolletta, ricordano gli attivisti, é del 18,82%.

Negli interventi è stata anche ricordata l’iniziativa contro la truffa della  mancata depurazione delle acque reflue e dei relativi rimborsi che spettano a chi, per anni, senza beneficiare dei servizi di depurazione e fognatura è stato incredibilmente e illegalmente costretto a pagarli (v. il Dossier). Argomento, questo, al centro di una affollata assemblea tenutasi venerdì 21 marzo nella zona sud della città (Sala Polivalente, Voltabrusegana), nel corso della quale gli attivisti hanno anche stigmatizzato il disinteresse, se non l’ostilità, delle istituzioni locali nei confronti delle iniziative volte a tutelare gli interessi della cittadinanza e la difesa dei beni comuni. Il primo incontro, molto partecipato anch’esso, si é svolto invece nella zona sud ovest (Voltabarozzo).

In cantiere una terza pubblica assemblea in zona Mandria. Sono già centinaia i cittadini che stanno chiedendo il rimborso e che, attraverso questa battaglia, hanno conosciuto ed iniziato a praticare l’autoriduzione delle bollette.

Il Comitato ha voluto anche lanciare, per lunedì 24 marzo, l’appuntamento al Consiglio comunale di Padova (ore 19.30), perché è in discussione la fusione tra Aps Holding e BusItalia. L’operazione ricorda, per la tempistica e per l’assenza di un reale percorso democratico di consultazione della cittadinanza, l’altra sciagurata fusione, quella tra Acegas-Aps e il colosso emiliano Hera. Anche la logica è la stessa: privatizzare e spogliare la città del controllo sui servizi per metterli in mano ad una gestione aziendalistica, privatistica e di mercato.

QUI il video della manifestazione

Di seguito il volantino distribuito nell’iniziativa

22 marzo Giornata Mondiale per l’Acqua
AUTORIDUCI CON NOI LE BOLLETTE DELL’ACQUA
RISPETTIAMO I RISULTATI DEI REFERENDUM: L’ACQUA E’ UN BENE COMUNE, NON UNA MERCE !

I servizi devono restare della città per questo ti invitiamo lunedì 24 marzo alle ore 19.30 ad essere al Consiglio comunale per dire NO ALLA FUSIONE APS-BUSITALIA.
Oggi, nella Giornata Mondiale per l’Acqua, invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a portare avanti con noi la campagna di Obbedienza Civile che consiste nell’autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di profitto cancellata dai referendum (per Acegas il 18.82%).  Infatti, i referendum di giugno 2011 furono pensati per affermare un principio basilare: sull’acqua (bene comune essenziale alla vita) nessun gestore deve fare profitti.
Ma con i referendum abbiamo voluto anche dire che i servizi devono restare realmente pubblici e non asserviti alle logiche della privatizzazione e della mercificazione.
A Padova abbiamo già visto i danni prodotti dalla fusione di Acegas Aps con Hera: la gestione del servizio idrico e dei rifiuti è solo determinata da logiche aziendali e di profitto.
Ora la stessa cosa sta avvenendo con i trasporti ed in fretta e furia si vorrebbe approvare la fusione di Aps con BusItalia togliendo alla città il controllo sulla gestione della mobilità e affidandola a maggioranza ai privati, alle logiche dei business e dei profitti.
Eh no! Basta con queste decisioni prese sulla nostra testa in tutta fretta come vorrebbe la Giunta accelerando la fusione.
Per questo invitiamo tutti a dire NO ALLA FUSIONE ed ad essere al Consiglio Comunale lunedì sera.
Riaffermiamo il valore dei referendum in cui  il 95.8% dei votanti (praticamente 27 milioni) si dichiarò a favore dell’abrogazione della norma che assicurava ai gestori il 7%  di remunerazione sul capitale investito e contro la gestione privatistica dei servizi.
A  quasi 3 anni dai referendum, i gestori continuano illegittimamente a fare profitti sull’acqua, continuando a farci pagare la quota abolita dai referendum!!
Ecco dunque, il senso della campagna di obbedienza civile: rispettare i referendum.
Aderire è semplice:   vieni ai nostri SPORTELLI o ai nostri BANCHETTI  con la bolletta in scadenza e  noi ti compileremo un nuovo bollettino postale con l’importo autoridotto come da legge.
Oggi c’è un motivo in più per aderire all’Obbedienza Civile: Acegas-Aps/Hera  è responsabile di una nuova truffa, poiché trattiene in bolletta il canone di depurazione anche a quegli utenti che, benché allacciati al sistema fognario, non hanno mai beneficiato di quel servizio!
Il motivo é sempre lo stesso: far crescere a spese degli utenti i suoi profitti !!

CONTATTACI PER AVERE INDIETRO IL RIMBORSO SULLA DEPURAZIONE

Abbiamo dalla nostra la legge, facciamola rispettare: TI ASPETTIAMO!!!!!!!!!!!!!

ED ECCO  COME FARE L’AUTORIDUZIONE DELLA BOLLETTA E DOVE TROVARCI

La cosa più semplice (almeno la prima volta che si autoriduce) è venire a uno dei nostri SPORTELLI e/o BANCHETTI, portando con te la bolletta in scadenza e da pagare. ATTENZIONE: se la bolletta è domiciliata in BANCA oppure in POSTA, devi dare immediatamente ladisdetta (bastano pochi minuti), per effettuare direttamente il pagamento autoridotto.

Ecco dove si trovano i nostri SPORTELLI (tecnico-legali):

ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux),  il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30 tel. 328.9254183 (Alessandro) oppure                               049.692171049 (Ufficio)

ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran Teatro GEOX) Tutti i giorni, da lunedì al venerdì,

orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554049 – 049 7380587049

Ecco dove si trovano i nostri BANCHETTI (dalle ore 10,30 alle ore 12,30/45):

AL  SABATO

– mercato in Piazza delle Erbe, lato fontana;

– Prato della Valle, ang. sottoportico Via Umberto I°

AL MERCOLEDÌ

– mercato alla Guizza, piazzale Cuoco (tel. 346.7358255 – 328.6334574 – 334.7515209)

Presso  i  nostri  SPORTELLI  e  BANCHETTI,  potrai:

1. firmare la raccomandata a mano RECLAMO/ISTANZA DI RIMBORSO all’Acegasaps  con la quale: metti in mora il gestore e chiedi di essere rimborsato per la componente tariffaria versata in più su ogni bolletta a decorrere da luglio 2011 (la porteremo noi ad ACEGAS come raccomandata a mano), oltre ad avvisare che comincerai l’autoriduzione delle bollette;

2. compilare il nuovo Bollettino Postale, indirizzato ad ACEGASAPS (c/c n. 4366), con l’importo in scadenza autoridotto per la quota del 18,82% (quota pari alla remunerazione del capitale investito, che è ingiustamente addebitata, come sancito dal referendum, dalla Corte Costituzionale, dal Tar Toscana e dal Consiglio di Stato);

3. ricevere informazioni tecniche e legali.

IMPORTANTE: nel caso tu voglia COMPILARE DA SOLO la raccomandata e il bollettino autoridotto, o versare in banca (c/c IT61K 06225 12107 07400476390K), ricordati di:

indicare nella causale  ADESIONE CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE e,  subito sotto,codice utenza e n. bolletta (comeriportati sul bollettino in scadenza);

comunicarci (via mail o tel.) gli estremi del versamento (e di farlo ad ogni successiva autoriduzione) quali: cognome e nome, n. tel./mail, numero e data bolletta, n. contratto, importo come da fattura e l’importo autoridotto. Ciò perché il Comitato deve avere un quadro complessivo degli auto riduttori e deve poter contattare gli aderenti alla Campagna per decidere insieme le iniziative da intraprendere.

a.p.

Comitato Prov. 2 Si per L’Acqua Bene Comune- Padova

E-mail: acquabenecomunepd@gmail.com

www.acquabenecomunepadova.org

 

 

 

TRUFFA DEPURAZIONE: su Acegas-Aps fioccano centinaia e centinaia istanze di rimborso

4800  UTENZE DEL PADOVANO COSTRETTE A PAGARE PER ANNI  IL SERVIZIO DEPURAZIONE ACQUE REFLUE MAI EROGATO HANNO DIRITTO AL RIMBORSO.

A PADOVA LA PRIMA AFFOLLATISSIMA ASSEMBLEA PUBBLICA.

“Sarà per colpa della crisi o dell’inqualificabile comportamento di Acegas-Aps, sta di fatto che assemblee così non se ne vedevano da tempo”. E’ stato il lapidario commento degli instancabili attivisti del Comitato Prov. Due Si per l’Acqua Bene Comune, che ha avuto l’indubbio merito di portare alla luce questa sconcertante vicenda. Così, martedì 11 febbraio 2014, più di 200 persone si sono stipate come sardine nella pur ampia sala del Consiglio di Quartiere n. 4 di Voltabarozzo per presentare  il conto agli imbarazzati dirigenti della multiutility da poco incorporata in Hera, colà convenuti su invito del presidente Bettella, che ha patrocinato l’iniziativa.

I quali, inutile dirlo, ne sono usciti piuttosto malconci. Perché il cahier esibito dal Comitato (l’illegittima esazione in bolletta del canone depurazione in assenza del relativo servizio, la mancata pubblicazione degli elenchi delle utenze coinvolte, l’omessa comunicazione in bolletta delle informazioni utili a esercitare il diritto di rimborso, come da decreto ministeriale etc., v. scheda) era di quelli che non ammettono repliche.   E il conto, come si diceva, si annuncia salato: l’istanza che ogni utente truffato ha diritto di presentare (il cui modello è disponibile presso gli sportelli e i banchetti del Comitato o richiedibile all’indirizzo di posta in calce), chiede il rimborso di un pregresso di dieci anni dalla data della presentazione, oltre la consueta rivalutazione monetaria ed interessi legali.

“Ed è solo l’inizio”, assicurano gli attivisti, “perché a breve replicheremo con altre assemblee”.

Pubblichiamo gli elenchi delle vie interessate al rimborso, distinguendo tra rimborso totale (cioè dell’intero canone versato) elenco D e parziale (nel caso in cui l’allacciamento all’impianto di depurazione sia in via di progettazione o realizzazione) elenco B, mentre più sotto l’intero dossier sulla vicenda.

ELENCO D (RIMBORSI TOTALI)

Adriatica – Arditi – Australia (Corso) – Attendolo – Azzoni – Comelico (vicolo) – Conegliano – Contarini – Della Faggiola – Erizzo – Falcone – Faliero – Fieramosca – Fonda – Friuli – Grimani – Irpinia – Locchi – Loschi – Madonnina – Malipiero – Mastropiero – Mercantini – Mocenico – Monegario – Monferrato – Montebelluna – Nani – Nantes – Orseolo – Papadopoli – Partecipazio – Pastò – Pico della Mrirandola – Piccolomini – Pisani – Polveriera – Pozzoveggiani – Premarini – Priuli – Sambonifacio – San Giacomo – San Martino – Santuliana – Savorgnan – Steno – Vasco – Vasco de Gama – Versilia – Vittorio Veneto – Zacco – Zeno.

ELENCO B (RIMBORSO PARZIALE)

Adige – Appia – Borghetto – Calabria – Camin – Campolongo – Canaletta – Cigolo (Vicolo) – Cinquantottesimo Fanteria – Colli – Colombo – Conf. M. Ortone M. Rosso – Corazza – Del Gallo – Del Piovego (Lungargine) – Donati (Lungargine) – Elettronica (Viale) – Emilia – Fogazzaro – Foscolo – Fraccalanza – Franklin – Gambato – Gambetta – Giarre (Vicolo) – Giusti – Gramsci – Guazzi  – Lago Dolfin – Latisana – Lazzaretto – Levante ferrovia – Lungoargine – Malachin – Malpileo – Manca – Micca – Monte Lonzina – Monteortone – Monterosso – Montesanto – Monti – Nievo – Oberdan – Olmo di Camin – Ormaneto – Osteria Vecchia – Pezzolo – Pilo – Provenza – Onte Fabbrica – Quaranta – Romana – Rovetta (Lungargine) – Rubicone – Sabbionari (Lungargine)

Sabbioni – San Bartolomeo – San Daniele – San Lorenzo – Sant’Eufemia – Santa Giustina – Santa Maria – Santonini (Vicolo) – Sardegna – Sartorio – Schiaparelli – Sella – Sette Fratelli Cervi – Sottomarina – Stazione  – Toscana – Treponti – Venezuela – Vergani – Vinciguerra.

Gli SPORTELLI del Comitato ai quali rivolgersi per produrre istanza di rimborso e aderire alla campagna di Obbedienza Civile (autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di remunerazione del capitale eliminata dai referendum 2011 e ancora applicata dai gestori) sono:

-ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux), il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30 tel. 328.9254183 – 049.692171

-ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran teatro GEOX)  Tutti i giorni, da lunedì                                                             al venerdì, orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554 – 049 7380587

 

SCHEDA

Convinte che il loro impianto fognario fosse allacciato al sistema di depurazione, come certificato ogni volta in bolletta dalla presenza della relativa quota, migliaia di famiglie del padovano oggi scoprono che quel sistema funzionava solo sulla carta; insomma, di avere pagato per anni un servizio inesistente.
Come è stato possibile?

1- La legge Galli
Come sovente accade nel Belpaese l’illecito origina da una disposizione legislativa. Si, perché fino al 2008, a fronte della mancata erogazione del servizio depurazione da parte del gestore (a Padova la società Acegas-Aps, da poco incorporata nella multiutility emiliana Hera s.p.a), l’esazione della relativa quota ha avuto, incredibilmente, copertura legale. Ad offrirla era la legge 36/1994, nota come “legge Galli” (e cioè la legge che ha riorganizzato il settore idrico con l’introduzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ex A.T.O.) che, all’art.14, comma 1, recitava:

La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione”.

2- Corrispettivo, non tributo
Fino al 2008, si diceva. Perché in quell’anno la Consulta accoglie la questione di legittimità costituzionale sollevata da un giudice di pace della provincia campana che denuncia l’irragionevolezza della norma citata, muovendo dal presupposto che la tariffa del servizio idrico integrato, come le sue componenti (servizio di depurazione incluso), ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo. Quindi, se non c’è prestazione del servizio, non può esserci controprestazione pecuniaria! Così, con sentenza 335/2008, pubblicata in G.U. il 15 ottobre 2008, l’Alta Corte dichiara la incostituzionalità proprio del 1° c. dell’art.14 della legge Galli.
Ma Acegas-Aps si sente legibus solutus e, dunque, la ignora! Né si pone il problema dei rimborsi, vista l’efficacia retroattiva (ex tunc) di quel tipo di giudizio… Morale, gli utenti continuano a pagare!
Che nome dare a questo comportamento, truffa, appropriazione indebita?

3- Corsi e ricorsi del diritto: la truffa dei rimborsi
Sta di fatto che nei primi mesi dell’anno successivo (febbr. 2009) la legge n.13, nel recepire la sentenza dell’Alta Corte ne attenua di molto la portata e corre puntualmente in soccorso dei gestori:  una volta premesso che gli oneri di progettazione e di realizzazione degli impianti di depurazione concorrono alla determinazione della tariffa del s.i.i., stabilisce che gli utenti che non beneficiano del servizio depurazione sono tenuti egualmente al pagamento del canone “a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purché alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati” (art. 8 sexies).
In sintesi, non si paga se non ci sono gli impianti ma se c’è un progetto bisogna pagare! Unico obbligo per questi ultimi è di aggiornare gli utenti sullo stato di avanzamento dei lavori.
Lo stesso articolo, poi, sembra finalmente porre ai gestori il problema dei rimborsi, obbligandoli a restituire (“anche in forma rateizzata”, ci mancherebbe!) quanto indebitamente trattenuto entro il termine massimo di cinque anni a decorrere dal 1° ottobre 2009 (dunque, entro il 30 sett. 2014). Ma attenzione: dall’importo del rimborso -la cui determinazione compete alle Autorità d’Ambito- la legge consente di stornare “gli oneri derivanti dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento delle opere avviate”.
In tal modo, si gettano le premesse perché anche il rimborso diventi automaticamente una truffa!

4- Ancora inadempienze: l’informazione agli utenti
Per completezza espositiva, facciamo menzione della norma che, per così dire, chiude il cerchio di una vicenda che, ormai è chiaro, sa di inefficienza e illegalità,  vale a dire del decreto attuativo 30 settembre 2009 (perché previsto dalla stessa L. n. 13 cit.), pubblicato in G.U. solo l’8 febbraio 2010, il quale, nel dettagliare gli oneri a carico del gestore del s. i. i. per procedere alla dovuta restituzione, non tralascia quello di informativa all’utenza, che va dalla pubblicazione degli elenchi degli aventi diritto sui propri siti web, alla comunicazione diretta in bolletta circa le modalità di consultazione, fino alla comunicazione dei dati relativi al programma per la costruzione e l’attivazione degli impianti di depurazione (artt. 1,4).
Acegas-Aps ancora una volta lo ignora, di comunicazione in bolletta neanche a parlarne (solo di recente ha pubblicato gli elenchi sul proprio sito www.gruppo.acegas-aps.it), mentre il canone depurazione sembra essere magicamente sparito solo a decorrere dalle ultime due fatture. Perché, ed è questo il punto, il rimborso si attiva solo a seguito di istanza da parte dell’utente avente diritto e quindi diventa essenziale esserne a conoscenza. A tal fine, nonostante il termine di prescrizione ordinaria decennale (ex art.2946 c.c.) a favore del quale si è pronunciata la Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti, è preferibile che l’utente produca istanza prima possibile, per non cadere nella trappola della prescrizione quinquennale agitata dai gestori.

5- Sindaci e gestori: un abbraccio mortale
Ma grave è soprattutto che l’Amministrazione comunale non sia in grado di tutelare gli interessi dei cittadini di fronte alla forza dei gestori privati del servizio idrico e delle banche che li sostengono.
“Viene spontaneo pensare -denunciano gli attivisti del Comitato Prov. 2 SI per l’Acqua Bene Comune di Padova, grazie ai quali siamo venuti a conoscenza di questa megatruffa- che i Comuni, essendo loro stessi soci di quelle gestioni, entrino in conflitto d’interessi, e ogni volta ne escano semplicemente approvando e favorendo l’interesse e il profitto dell’azienda”. E ancora:  “é un copione che abbiamo visto all’opera in più occasioni, dal vergognoso voto in Consiglio Comunale pro-fusione (sett. 2012) a quello, più recente, ma non meno scandaloso, con il quale i primi cittadini, convenuti in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, hanno approvato (alla quasi unanimità) gli aumenti tariffari (passati e futuri) imposti dal nuovo Metodo Tariffario Transitorio (MTT) targato AEEG, che nega, in nuce, la volontà referendaria”.
“D’altra parte -aggiungono i referendari- questa vicenda dovrebbe seminare più di un  dubbio tra i corifei dell’efficienza del privato, soprattutto in tema di gestione di beni comuni naturali: perché l’attenzione, le cure ma soprattutto l’ingente mole di investimenti di cui  necessitano, l’equità e la qualità del servizio, il risparmio della risorsa, per non parlare delle inevitabili ricadute ambientali del servizio… mal si addicono a una gestione che ha come faro prioritario il profitto, l’utile da distribuire all’azionista”.
Cosicché, a vent’anni esatti dall’ex legge Galli, quelle opere di depurazione sono ancora da cantierare (o completare), né è dato sapere che fine abbia fatto quel fondo vincolato alla loro realizzazione.

6- Come se ne esce?
La risposta ormai la sappiamo: applicando la volontà che 27 milioni di italiani depositarono nelle urne referendarie di quella tarda primavera del 2011 e che politica, istituzioni, ATO e gestori hanno fin qui scandalosamente ignorato e combattuto: e cioè riportando alla sovranità dei cittadini, dei lavoratori, delle comunità locali la gestione dei s.p.l., depurandola – e qui cade a proposito-   da qualsivoglia logica di mercato e di profitto.
Difficile? “Intanto ci proviamo con la campagna di Obbedienza Civile -rispondono gli attivisti- e nel dirlo invitano la cittadinanza a stornare dalle bollette dell’acqua la quota di remunerazione del capitale che ancora vi figura (18,82%), nonostante sia stata cancellata a partire dal 21 luglio 2011. Perché -e concludono- é proprio la persistenza del profitto tra i criteri gestionali  la causa di scandalose vicende come questa e, insieme, l’ostacolo più grande sulla strada della ripubblicizzazione”.

Alessandro Punzo

 

ACQUA BENE COMUNE: INDIETRO NON SI TORNA

ACQUA BENE COMUNE

INDIETRO NON SI TORNA

 

Come successo per molti altri Referendum della storia Repubblicana, il piano per ribaltare il risultato del 12 e 13 Giugno era già pronto:

  1. Festivall dell’acqua, organizzato da Federutiliy. Adesso Caltagirone sarebbe per l’acqua pubblica?
  2. Art. 4 manovra economica: per la privatizzazione dei servizi si passa dall’imposizione normativa (cancellata dai referendum) al ricatto economico. I soldi non ci sono, ma si trovano per munificare le amministrazioni che vendono i loro servizi ai privati.
  3. Staffetta dell’acqua, sempre Fedderutility. Spiace che un simbolo nazionale come Mennea corra sponsorizzato da chi dall’acqua vuole trarre profitti.
  4. “Mi auguro che troveremo presto il modo di mettere in discussione il referendum sull’acqua nei prossimi mesi”. (Ministro M.Sacconi)

 

Con il referendum è stata vinta una battaglia, abbiamo bloccato la corsa verso il baratro, ma la resistenza è forte, le forze in campo sproporzionate. Per questo motivo c’è bisogno che ogni cittadino che ha a cuore l’Acqua come Bene Comune si rimbocchi ora più che mai le maniche e contribuisca alla concretizzazione del risultato del Referendum per il quale è andato a votare, si è speso, ha lottato.

  • E’ in discussione lo statuto regionale: aiutaci ad introdurre un articolo sull’Acqua Bene Comune e sulla tutela del suolo.
  • E’ in discussione la legge regionale di riordino degli ATO (enti di controllo del servizio idrico integrato, ora costituiti dai sindaci, ma cancellati dal Ministro Calderoli): aiutaci a sostenere proposte di compartecipazione.
  • Dov’è finito il 7% cancellato dai referendum? Chiedilo al tuo sindaco
  • Sostieni le iniziative per inserire anche nello statuto del tuo comune la protezione dell’Acqua come Bene Comune e la classificazione del servizio idrico integrato come servizio NON a rilevanza economica.
  • Sostieni le iniziative per il riassetto in senso compartecipativi delle attuali gestioni del servizio idrico integrato (Etra, Acegas-APS, Centro Veneto Servizi, etc…)

Restate sintonizzati su questo sito, a breve tutti gli strumenti per fare un po’ di pressione sui nostri “rappresentanti” politici…

Iniziative Fratelli dell’Uomo sull’acqua

Riceviamo da Viviana Cocchi responsabile della sede veneto di Fratelli dell’Uomo onlus, e volentieri rigiriamo, un nutrito elenco di attività nell’ambito del progetto “Ri-ambientiamoci, nuovi stili di vita, diritti e culture. Seconda edizione”.

 

Fino ad aprile 2011 al Liceo Classico Tito Livio di Padova continuano i laboratori sull’acqua di Fratelli dell’Uomo

Continuano le iniziative ad aprile, cominciate il 22 marzo – in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua – dall’Associazione Fratelli dell’Uomo sul territorio di Padova, sede Veneta.

Fratelli dell’Uomo ha avviato il progetto “Ri-ambientiamoci: nuovi stili di vita, diritti e culture. Seconda edizione” (realizzato grazie al sostegno della regione Veneto) con i laboratori “Acqua e stili di vita: piccole gocce di consumo critico” dedicato alle classi del ginnasio del Liceo Tito Livio di Padova.

Per info: Fratelli dell’uomo, tel. 049.8725439, e-mail: veneto@fratellidelluomo.orgwww.fratellidelluomo.org

 

Giovedi 31 Marzo: inaugurazione dello sportello di Fratelli dell’Uomo “Ri-ambientiamoci”, un angolo eco e bio

A partire da giovedi 31 marzo e per tutti i giovedì (dalle 12.00 alle 15.00 su appuntamento) fino a Luglio 2011, l’Associazione Fratelli dell’Uomo aprirà presso il Centro Informagiovani del Comune Padova (Centro culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71, Padova) lo sportello “Riambientiamoci” per dare consulenza gratuita alla cittadinanza, soprattutto ai giovani, in ambito di tutela ambientale e sostenibilità, con un’attenzione particolare agli stili di vita del cittadino e al consumo critico dell’acqua. Lo sportello, nato in collaborazione con il Centro Informagiovani e Informambiente del Comune di Padova, viene realizzato grazie al contributo della Regione Veneto poichè parte del progetto di Fratelli dell’Uomo “Ri-ambientiamoci: nuovi stili di vita e culture. Seconda edizione”.

Per appuntamenti, chiamare il Centro informagiovani 049 8204742 oppure inviare una e-mail a informagiovani@comune.padova.it

Per ulteriori info: Fratelli dell’uomo, tel. 049.8725439, e-mail: veneto@fratellidelluomo.orgwww.fratellidelluomo.org

 

Sabato 7 Maggio: inaugurazione all’Auditorium di Rubano della mostra fotografica itinerante “L’acqua ai tempi della sete” di Fratelli dell’Uomo

Una mostra, nata da un concorso fotografico pubblico di Fratelli dell’Uomo, che racconta con gli sguardi della” gente comune” la percezione che essi hanno dell’acqua come elemento trasversale ed unificante in tutti i luoghi della terra.L’inaugurazione, aperta a tutta la cittadinanza, avverrà sabato 7 maggio alle 21.00 presso l’Auditorium dell’Assunta di Rubano con la visita guidata alla mostra e a seguire un concerto Gospel; la mostra sarà poi visitabile a partire da domenica 8 maggio fino a domenica 15 maggio, con visite guidate nella settimana per le scuole del Comune di Rubano.  La mostra, in collaborazione con il Comune di Rubano, viene realizzata grazie al contributo della Regione Veneto poichè parte del progetto di Fratelli dell’Uomo “Ri-ambientiamoci: nuovi stili di vita e culture. Seconda edizione”

Per info: Fratelli dell’uomo, tel. 049.8725439, e-mail: veneto@fratellidelluomo.orgwww.fratellidelluomo.org

 

A Maggio Fratelli dell’uomo presenta il cineforum degustativo “La fame vien mangiando: cinema e cibo”

4 proiezioni serali pubbliche e gratuite per la cittadinanza sul tema biodiversità e alimetazione, con una forte attenzione al mondo del biologico e dei produttori locali; ogni serata verrà introdotta da esperti che contestualizzeranno la proiezione, seguirà poi un momento di degustazione di prodotti biologici del consorzio AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e una tavola di discussione rispetto alle tematiche affrontate. Il programma prevede:

– 4 Maggio: serata Rirurali con “La grande seduzione”, assaggio di polenta e….cosa è sopravvissuto dal mare?

– 11 Maggio: serata Terra con “La sporca verità sul contadino John”, degustazione di pane artigianale, olio e creme di verdure

– 18 Maggio: serata Acqua con “I corti dell’acqua” e “Aiab nelle carceri”, degustazione di acque del nostro territorio

– 25 Maggio: serata Natura con “Microcosmos”,  degustazione di ravanelli e sali e accompagnamento musicale al pianoforte di Laura Paliotto

Il cineforum, in collaborazione con il Centro Informagiovani del Comune di Padova e Aiab Veneto, viene realizzato grazie al contributo della Regione Veneto poichè parte del progetto di Fratelli dell’Uomo “Ri-ambientiamoci: nuovi stili di vita e culture. Seconda edizione”.

Per info: Fratelli dell’uomo, tel. 049.8725439, e-mail: veneto@fratellidelluomo.orgwww.fratellidelluomo.org

 

Grazie! Andiamo avanti nel nostro percorso di sensibilizzazione verso il referendum!

A presto

 

Viviana Cocchi

Referente Sede Veneto
Associazione Fratelli dell’Uomo
Via Beato Pellegrino, 60 – Padova
tel/fax 049 8725439
cell: 349 5083505
mail: viviana.cocchi@fratellidelluomo.org
www.fratellidelluomo.org
Per favore, pensa all’ambiente prima di stampare questo messaggio

Riunione Provinciale martedì 15/02

Martedì 15/02 presso Altragricoltura in Corso Australia a Padova (ex Foro Boario, vicino al Gran Teatro Geox) è indetta una riunione di coordinamento del comitato referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune di Padova.
L’ordine del giorno locale proposto è il seguente

– Comunicazioni al nazionale in merito alla formalizzazione del Comitato padovano
– Autofinanziamento (ricordo che martedì sarebbe auspicabile raccogliere le quote delle associazioni e gruppi che attualmente costituiscono il Comitato in modo da inviarle in tempo utile al nazionale)
– Andamento dei banchetti del sabato e relative presenze
– Altre iniziative programmabili: es. presenza al “biologico in piazza”, Festival della cittadinanza, …
– Gestione della comunicazione

Altri punti inseriti dal coordinamento regionale:

– Modalità organizzative campagna referendaria
– manifestazione nazionale del 26 marzo
– proposta regionale riordino Ato
– previsto incontro statuto regionale

Aspettiamo numerosi tutti coloro che partecipano o intendono partecipare alla campagna referendaria, a titolo personale o in rappresentanza di associazioni o partiti.

L’appuntamento è Martedì 15/02 presso Altragricoltura in Corso Australia a Padova (ex Foro Boario, vicino al Gran Teatro Geox)