Perché è importante la delibera sull’acqua del Comune di Padova?

L’acqua è il bene essenziale per eccellenza, è la prima cura e senza i diritti fondamentali la nostra società diventa sempre più fragile. La delibera sull’acqua è stata votata dal Consiglio Comunale di Padova nel lontano 28 gennaio 2019. Il primo dei 4 punti stabilisce che per le utenze domestiche residenti morose, non considerate disagiate, si deve procedere alla limitazione della fornitura, salvaguardando i 50 litri persona giorno, limite stabilito dalla stessa ARERA (Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente), e il gestore deve recuperare il credito in modo giudiziale e stragiudiziale, senza arrivare alla sospensione/disattivazione del servizio. Le utenze disagiate residenti oggetto del Bonus Idrico Nazionale non devono essere considerate morose. La carta dei servizi attualmente riporta: “Uso Domestico Residente: in prima istanza si procede con la limitazione della fornitura, qualora tecnicamente fattibile, e solo successivamente il Gestore potrà far seguire la sospensione/disattivazione per morosità, salvo le utenze oggetto di Bonus Idrico Nazionale”.

La parte della delibera riguardante la morosità non è stata presa in considerazione.

Gli incontri finalizzati ad applicare la delibera promessi dal Vicesindaco Micalizzi e dal gestore AcegasApsAmga devono essere convocati; l’ultimo incontro risale all’8 Luglio 2020: AcegasApsAmga comunicò che avrebbe destinato, a titolo di “liberalità”, 20.000 euro per le utenze disagiate.

Il Vicesindaco Andrea Micalizzidicaquali passi sono stati compiuti per applicare i quattro punti della delibera dopo la presentazione della delibera all’Assemblea dell’ATO Bacchiglione e la sua istruttoria.

Quando un’utenza acqua può chiedere il Bonus Idrico Nazionale?

Intanto deve attivarsi per chiederlo. Pur essendo un diritto non viene dato automaticamente. Le condizioni necessarie per averne diritto sono:

  1. appartenere ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro,
  2. oppure appartenere ad un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro,
  3. oppure appartenere ad un nucleo familiare titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

Come si vede, bisogna essere effettivamente poveri per averne diritto, ma la cosa assurda in questi parametri è che il limite di euro 8.265 viene considerato tale fino ad un nucleo con 3 figli a carico, con 4 figli si passa al limite Isee di euro 20.000. Questa è la maniera per escludere più utenze possibili dal diritto. Bisogna aumentare questi parametri, bisogna renderli più equi, bisogna includere non escludere. Molti Comuni in Italia l’hanno fatto. Padova non è tra questi.

Cos’è e che ruolo ha l’ATO Bacchiglione?

ATO significa Ambito Territoriale Ottimale. L’ATO Bacchiglione è costituito da 136 comuni distribuiti fra i territori di Padova (58 comuni), Vicenza (77 comuni) e Venezia (1 comune), per un totale di poco più di 3.000 kmq ed una popolazione oltre un milione di abitanti. I gestori sono AcegasApsAmga (12 comuni) Spa misto pubblico-privato, Acquevenete (56 comuni) e Viacqua (68 comuni) tutte due Spa pubbliche (in house). Va tenuto presente che il Bonus Idrico Nazionale annuale, nel 2021, è di 27,59 euro a persona (valore dei 50 litri persona giorno uguale a 18,25 mc. anno calcolato sulla tariffa di AcegasApsAmga) e viene pagato da tutti gli utenti non disagiati con una voce extra tariffa (UI3), visibile in bolletta. Dal Piano Tariffario prodotto dall’ATO Bacchiglione risulta che nel 2019 sono stati fatturati con la voce UI3 118.745 euro agli utenti dei 12 comuni serviti da AcegasApsAmga(Cona, Abano Terme, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove Di Sacco, Polverara, Pontelongo, S. Angelo Di Piove);l’ammontare del Bonus erogato è stato di 72.449 euro e le famiglie disagiate agevolate sono state 2.673, in tutti i dodici comuni.

È stato affermato che il Comune di Padova abbia stanziato 125.000 euro nel 2021 per le utenze disagiate. In realtà questi soldi sono caricati in tariffa sotto la voce OP Social e sono la quota parte per Padova dei 180.000 a disposizione dei 12 comuni. Li paghiamo noi cittadini: questa volta sono compresi nel costo dei metri cubi in tariffa e l’utente non se ne accorge, se non va a spulciare il piano tariffario di ATO Bacchiglione.

Cosa succede ad una famiglia che non è in grado di pagare le bollette?

Esempio: nel 2021 la spesa, di una famiglia padovana composta da 3 persone con un consumo di 150 mc/anno, è di 300 euro. Se considerata residente e disagiata (e ne fa richiesta) riceve il Bonus Idrico Nazionale di 82,77 euro (27,59×3) e una quota dei 125.000 euro di OP Social, tutti soldi caricati in bolletta. La rimanenza o viene pagata da altri contributi oppure alla famiglia padovana residente, anche se considerata disagiata, verrà imposta una riduzione di flusso (dai rubinetti l’acqua uscirà a gocce) e se non ha diritto al bonus idrico nazionale le verrà staccata l’acqua

Quale dovrebbe essere il ruolo del Comune di Padova e del gestore dell’acqua stabilito dalla delibera?

AcegasApsAmga, con un fondo ricavato da una parte degli utili del SII (Servizio Idrico Integrato), e il Comune di Padova, con una parte dei dividendi provenienti da Hera, devono pagare l’intera bolletta dell’utenza disagiata, cioè quello che rimane dopo aver utilizzato il contributo del Bonus Idrico Nazionale e il contributo OP Social. 

La carta dei servizi deve essere migliorata in tal senso. Speravamo che nella convenzione tra Servizi sociali del Comune e il gestore AcegasApsAmga si facesse rientrare questa parte della delibera non contemplata nella Carta dei Servizi, ma così non è stato. Se la bolletta non viene pagata interamente, l’utenza disagiata verrà considerata morosa con la conseguente limitazione della fornitura e poi anche la sospensione/disattivazione del servizio.

Quali sono le risorse per Padova?

L’ATO Bacchiglione ha stanziato 100.000 euro nel 2018(già distribuiti a 1.175 famiglie). Nel 2020 questo contributo è salito a 150.000 euro. Teniamo presente che i ricavi dell’ATO Bacchiglione provengono da un contributo stabilito da Arera che i gestori pagano e caricano sulla nostra bolletta. Il gestore AcegasApsAmga ha stanziato nel 2021, 20.000 euro. Il Comune di Padova, nel 2019, ha stanziato, prelevandoli dai dividendi Hera, 50.000 euro. Fatti i conti,il denaro a disposizione per le bollette acqua delle utenze domestiche residenti disagiate dovrebbe ammontare, per il periodo 2019-2021 a 220.000 euro, cui vanno aggiunti il contributo del Bonus Idrico nazionale di 27,59 euro a persona ed il Bonus OP Social di 125.000 euro.

A questo proposito chiediamo all’Assessora al Sociale Marta Nalin di fare chiarezza rispondendo alle seguenti domande:

Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020?

Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020?

A quante famiglie è stato pagato l’intero importo delle bollette? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?

Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?

Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità? Non ce ne dovrebbero essere visto che eravamo in periodo Covid e i ristori dati ai Comuni dovevano servire a sostenere le utenze disagiate.

La delibera sull’acqua del Comune di Padova identifica gli utili del gestore del SII come la principale risorsa per coprire le bollette delle utenze disagiate?

Si! Purtroppo, questo non sta avvenendo. AcegasApsAmga nega addirittura l’accesso al bilancio del settore ai dodici comuni gestiti, nonostante le ripetute richieste dei consiglieri comunali nelle sedute di commissione. Da un lato si sostiene che il settore SII (Servizi Idrici Integrati) non faccia utili; dall’altro il gestore chiede che la convenzione stipulata con i dodici comuni, in scadenza nel 2028, venga prorogata fino al 2036. Vuol fare beneficienza per altri 8 anni?

La verità è che, con la tariffa calcolata dall’ATO Bacchiglione, AcegasApsAmga copre tutti i costi, gli investimenti, gli interessi passivi, più la remunerazione del capitale investito (che, in realtà, non dovrebbe esserci perché eliminata dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011) e una volta sottratte le imposte, risulta un utile netto di gestione per il 2020 di 5.162.000 euro e per il 2021 (presumibilmente) 5.536.000 euro.A fronte di questi dati, AcegasApsAmga per le famiglie residenti disagiate offre appena 20.000 euro, una tantum. Altri gestori hanno accettato di usare parte del loro utile per pagare interamente la bolletta delle utenze disagiate.

Cosa deve fare la Giunta Comunale di Padova?

La Giunta deve esigere che il gestore costituisca il fondo in modo stabile, come da delibera. In secondo luogo, dovrebbe chiedere che siano resi pubblici (nel suo sito) tre documenti:

  1. il bilancio relativo alla gestione del SII per i dodici comuni;
  2. la richiesta di AcegasApsAmga relativa al prolungamento della concessione fino al 2036 (prot. C.d.B Bacchiglione n. 762/2020 Istanza di riequilibrio economico e finanziario ai sensi degli artt. 20 e 21 della Convenzione di Gestione nel territorio dell’ATO Bacchiglione);
  3. la risposta dell’ATO Bacchiglione (istanza del Consiglio di Bacino Bacchiglione prot. n. 804 del 12.06.2020).

La scadenza della Convenzione non deve essere rinnovata e il SII deve essere gestito in house attraverso un’azienda speciale formata dai 12 comuni. Nel 2028 scade anche la concessione sulla raccolta dei rifiuti e anche questa non deve essere rinnovata e la gestione deve passare in house. La controparte è la stessa: AcegasApsAmga gruppo Hera.

Invitiamo tutti i consiglieri che hanno votato la delibera ad unirsi al Comitato 2Sì Acqua Bene Comune per costringere la Giunta e il gestore ad applicarla.

I quattro punti sono:

  1. la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
  2. la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
  3. alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
  4. il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Nei referendum del 2011 abbiamo votato il 54,8% (superando il quorum)

Abbiamo votato SI per il 96% (27 milioni di cittadine/i)

Ma la nostra volontà non è stata rispettata!

Con i referendum del 12-13 giugno 2011 sono stati affermati due principi di grande civiltà:
? pubblicizzazione dei servizi pubblici locali;
? eliminazione del profitto dalla gestione dell’acqua

Il diritto all’acqua, riconosciuto dall’Assemblea generale dell’ONU, è un diritto fondamentale di ogni essere umano, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita e di tutti gli altri diritti umani.

Pubblicizzazione, vuol dire eliminare dalla gestione dell’acqua le società per azioni perché, pubbliche private o miste che siano, perseguono il fine del profitto. È necessario privilegiare il modello di azienda speciale con una gestione partecipata, democraticae trasparente,assicurare a tutte/i l’accesso a un quantitativo di acqua minimo vitale giornaliero (come riconosciuto anche dall’O.M.S.) e perseguire criteri gestionali quali la minimizzazione dell’impatto ambientale e la riduzione degli sprechi. La tariffa deve essere senza profitto ed equa. Su questi principi nel 2007 è stata presentata su iniziativa del Forum Nazionale dei comitati dell’acqua una proposta di legge, viene ripresentata nel 2014 e poi nel 2018, ma i governi sia di destra che di sinistra la tengono bloccata.

Sono passati 10 anni dal 12-13 giugno 2011, ma nulla è cambiato. Oggi Draghi con il PNRR porta avanti le stesse privatizzazioni di allora. Ricordiamoci che, subito dopo la vittoria referendaria, il 5 agosto 2011 Draghi e Trichet indirizzarono una “raccomandazione” al Primo Ministro italiano Berlusconi con la quale il direttivo della Banca Centrale, svoltosi il giorno prima, chiede al punto a): “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

Oggi, in aggiunta, la finanza globale quota l’acqua in borsa (a dicembre al Chicago mercantile Exchange, la borsa merci di Chicago, è stata introdotta la possibilità di scambiare contratti futures sui prezzi futuri delle risorse idriche)e vuole fare sempre più profitto su questo bene comune mentre la crisi climatica impone una sempre più urgente inversione di rotta.

Acqua, beni comuni e nucleare: indietro non si torna!

Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

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