Luca Martinelli risponde a M.Giannini di Repubblica

Segnaliamo la lettera (click per leggere) di Luca Martinelli in risposta all’editoriale di Massimo Giannini pubblicato su La Repubblica il 17 gennaio scorso.
Ci sembra che Luca centri in pieno il nocciolo della questione e che riesca a smontare a perfezione il ragionamento di Giannini.

Consigliando la lettura dell’intera lettera, di seguito riportiamo le note conclusive, più generali:

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[…] Se davvero l’acqua e tutti gli altri servizi fossero, per natura, “a rilevanza economica”, la Corte Costituzionale avrebbe rigettato il primo quesito referendario. La realtà è, però, diversa. E chi ha preso in giro l’Italia e gli italiani è palesemente il governo, con l’oramai ex ministro Ronchi che ha inserito l’articolo 15 in una norma che, nel titolo, recita: “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il secondo quesito referendario che i cittadini italiani saranno chiamati a votare, invece, pone l’accento sulla tariffa del servizio idrico integrato. E spaventa perché scopre un nodo irrisolto, mai dibattuto con la dovuta cura sui media. Quali sono le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato? Possibile che debba essere lasciato totalmente al mercato, e alle tasche dei cittadini? Anche Federutility concorda, ormai, con l’impostazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua: il modello full recovery cost non funziona; gli ultimi sedici anni hanno palesato una riduzione assoluta degli investimenti sulla rete, e -in termini relativi- il Comitato di vigilanza sulla risorse idriche presso il ministero dell’Ambiente certifica che poco più della metà degli investimenti programmati sono stati effettivamente realizzati. Che fare di fronte a questa situazione? Federutility chiede finanziamenti pubblici a fondo perduto a favore dei gestori privati del servizio. Il Comitato promotore chiede invece di riflettere seriamente sul modello e sulla composizione della tariffa; invita a ridiscutere l’esigenza di una finanza pubblica, ruolo cui la Cassa depositi e prestiti para aver abdicato.

Cordialmente,
Luca Martinelli

Un cartello stradale per i comuni che sostengono i referendum

Logo coordinamento nazionale enti per l'acqua bene comune
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COMUNICATO STAMPA


Enti Locali per l’Acqua Bene Comune. Un cartello stradale per i comuni che sostengono i referendum


Gli Enti Locali per l’Acqua Bene Comune si schierano a fianco della campagna referendaria, mettendo in campo idee e iniziative, come la campagna “1000 amministratori locali per l’acqua”, attraverso la quale saranno sindaci, assessori e consiglieri a sostenere i referendum “mettendoci la faccia” sul sito www.referendumacqua.it, o i cartelli “Comune per il Sì all’Acqua Pubblica”, che verranno istallati in quei Comuni che avranno deliberato a sostegno dei referendum.

Dalla Sicilia al Veneto gli amministratori locali si sono incontrati oggi nella Sala di Liegro della Provincia di Roma per discutere di gestione del servizio idrico, dei referendum sull’acqua e della normativa in materia.

Lo hanno fatto confrontandosi con esperti di economia e diritto pubblico. Molte le domande: come difendere i propri cittadini dalle speculazioni delle multinazionali interessate all’affare dell’acqua? Come poter affermare che l’acqua è un servizio con la “S” maiuscola e non un semplice servizio di rilevanza economica? “La normativa europea lascia degli spazi di manovra in questo, come afferma il Prof. Lucarelli, più restrittiva è invece la legislazione italiana”.

In questo dibattito irrompe il tema dei referendum per l’acqua che si svolgeranno nella prossima primavera che già oggi registrano il merito di aver riportato all’ordine del giorno il dibattito, politico ed economico, sulla gestione dei beni comuni.


Roma, 21 gennaio 2011

Martedì 25 gennaio 2011 Riunione comitato provinciale Padova

LA RIUNIONE DEL COMITATO PROVINCIALE ACQUABENECOMUNE E’ CONVOCATA PER
MARTEDI’ 25/1  ORE 21 SEMPRE PRESSO ALTRAGRICOLTURA


– scambiarci le notizie provenienti dal Nazionale

– fare una verifica della rete provinciale e pensare alla sua necessaria estensione

– avviare la discussione sulle ipotesi organizzative e, se possibile formulare delle proposte da portare alla riunione regionale del 26 gennaio

E’ importante che partecipino tutte le realtà che si sono attivate per la raccolta delle firme,

ECCOCI!!! Due referendum su tre sono passati

Da Rebubblica.it del 12/01/2011

Acqua ai privati e nucleare dalla Consulta ok a tre quesiti

La Corte costituzionale ha giudicato ammissibili tre proposte su cinque. Via libera alle domande su gestione privata degli acquedotti pubblici locali, determinazione delle tariffe e il pacchetto di norme che spianano la strada al ritorno dell’atomo

Acqua ai privati e nucleare dalla Consulta ok a tre quesiti

ROMA – In attesa della sentenza sulla costituzionalità del legittimo impedimento, la Corte costituzionale ha deliberato oggi sulle richieste di ammissibilità dei referendum in materia di privatizzazione dell’acqua 1 e della costruzioni di nuove centrali nucleari. I quesiti proposti dai comitati promotori erano in tutto cinque: quattro relativi alla gestione degli acquedotti e uno sul ritorno dell’atomo. Il verdetto della Consulta dà via libera a solo tre proposte. Per quanto riguarda l’acqua, i provvedimenti nel mirino dei referendari erano due: il decreto Fitto-Ronchi e la precedente normativa varata in materia dal governo Prodi.

A passare il vaglio di costituzionalità sono stati il quesito proposto per cancellare le norme in materia di “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito” (a proporlo è stato il Comitato ‘Siacquapubblica’ 2 che raccoglie giuristi quali Stefano Rodotà e Gaetano Azzariti) e quello per cancellare le norme sulle procedure di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici locali di rilevanza economica fissate dal decreto Ronchi-Fitto.

Ad essere stati rigettati sono stati invece il quesito promosso sullo stesso primo argomento da Antonio Di Pietro e quello per abrogare le “norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico”.

Ammesso, come detto, anche il quesito promosso dall’Italia dei valori per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali nucleari.