MANIFESTZIONE CONTRO LA QUARTA LINEA DELL’INCENERITORE

SABATO 8 MAGGIO 2021 ORE 15.00

PARCO IRIS VIA FORCELLINI

No quarta linea inceneritore di S. Lazzaro

Sì dismissione linee 1 e 2

Sì graduale riduzione 3a linea

Vogliono bruciare dalle 60.000 alle 80.000 tonnellate di rifiuti in più all’anno: Padova già brucia circa il 65% del rifiuto residuo della regione (160.000 t. su 239.000 t), con la 4° linea Padova brucerà l’80-90% dei rifiuti veneti da incenerire: non vogliamo essere costretti per i prossimi 25 anni come minimo, a bruciare rifiuti anche speciali che vengono da fuori regione!

E’ un progetto sbagliato, sovradimensionato, pericoloso per la salute e per l’ambiente: inquina l’aria e le acque, aumenta il riscaldamento globale, brucia fanghi e percolati contenenti PFAS che vengono diffusi nell’ambiente.

E’ un problema di tutta la città: respiriamo aria inquinata che ci porta malattie, sulla quale occorre agire per ridurre e non aumentare l’immissione di polveri, fumi e gas.

E’ un progetto superato, in contrasto con la nuova normativa europea sui rifiuti: I rifiuti non si bruciano si riciclano

Sì riduzione dei rifiuti

Sì raccolta porta a porta

Sì riuso e riciclo

Firma la petizione on line change.org NO ALLA QUARTA PADOVA

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Le Associazioni, i Comitati ed i cittadini  contro la quarta linea dell’inceneritore di S. Lazzaro

Comunicato

Dall’ottobre 2016, durante la campagna di obbedienza civile, il Comitato 2SI Acqua Bene Comune decide di raccogliere le firme su una proposta di deliberazione consiliare di iniziativa popolare per la tutela di interessi collettivi, che a norma dell’art.16 dello Statuto del Comune di Padova, può essere presentata se sottoscritta da almeno 500 cittadini residenti.

La proposta contiene 3 punti che si ritengono fondamentali e in sintonia con il referendum, per rendere più sociale e più equa la tariffa e la gestione del S.I.I.

  1. la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti la morosità e la sospensione della fornitura del servizio: la riduzione di flusso può avvenire solo dopo sentenza di un ente terzo, se tutti i tentativi di conciliazione non hanno avuto buon esito. Le utenze disagiate non sono da considerarsi morose, ma rientrano nel punto 3
  2. al fine di rendere la tariffa più equa, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare: l’intera bolletta (acqua, fognatura e depurazione), oltre ad essere divisa in scaglioni, deve essere calcolata pro-capite senza che ci sia un aumento di costo per nessuna utenza civile. Per far questo si dovrà diminuire il profittodel gestore
  3. la creazione di un fondo di riserva alimentato dagli utili di AcegasApsAmga e dai dividendi Hera che il comune riceve come socio: il fondo serve a pagare l’intero importo della bolletta delle utenze civili economicamente disagiate, cioè quelle stabilite dalla delibera di Arera per il bonus sociale idrico

Il 23 ottobre 2017 il Comitato deposita la proposta di deliberazione firmata da 916 cittadini. Insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo e Altragricoltura che presentano le firme su un progetto di recupero dell’area dell’ex Foro Boario. Due proposte per gestire dal basso due Beni Comuni cittadini: acqua e territorio.

Da questo momento comincia la maratona del Comitato a sostegno della delibera.

  • Con alcuni consiglieri di Coalizione civica (una parte della maggioranza) viene formato un gruppo per seguire i vari passaggi istituzionali; vengono convocate due commissioni del Consiglio, la II (politiche economiche e comunicative) e la V (politiche del territorio dell’ambiente e delle infrastrutture) per discutere la delibera alla presenza di funzionari ATO, AcegasApsAmga e del comitato; insieme a molti consiglieri richiediamo che sia reso pubblico il bilancio del Servizio Idrico.
  • durante il 2018 il comitato tiene viva la mobilitazione con vari mezzi: due manifestazioni sotto il palazzo comunale, articoli sui giornali locali, per denunciare il blocco dell’iter della proposta di delibera, interrogazione in Consiglio comunale da parte della Consigliera di Coalizione Civica.
  • Il 10 gennaio 2019, alla presenza di tre Commissioni, la II°, la V° e la VI° (Commissione Sociale), si svolge la discussione definitiva: sono presenti funzionari Ato, Hera, AcegasApsAmga e il Comitato che, appoggiato dai consiglieri di Coalizione Civica e dal consigliere del M5S, denuncia un utile di parecchi milioni di euro da parte del gestore sull’acqua e reitera la richiesta – che ad oggi non ha ricevuto risposta – che sia reso pubblico il bilancio della gestione del SII per i 12 comuni del padovano gestiti da AcegasApsAmga.
  • Il 28 gennaio 2019 (1) finalmente in Consiglio comunale la delibera viene approvata, con il voto di tutta la maggioranza (compreso il PD che, di fronte alla prospettiva di votare con la destra, ci aveva contattato per un accordo dell’ultimo minuto) e con il voto anche del consigliere del M5S; la minoranza lascia l’aula e la sua rappresentanza si astiene.
  • Seguono alcuni passaggi istituzionali: la delibera viene inviata agli 11 comuni gestiti da AcegaApsAmga, la delibera viene illustrata nell’assemblea Ato Bacchiglione con tutti i 136 comuni gestiti da 3 gestori.
  • Per tutto il 2019 non si vedono fatti concreti, nonostante i molti incontri: ci troviamo di fronte ad un muro di gomma; si continua a dire che l’acqua non fa profitti, ma si nega il bilancio; per cui il 28 gennaio 2020, nell’anniversario dell’approvazione della delibera, il Comitato organizza un ennesimo presidio con conferenza stampa per ricordare al sindaco Giordani e alla sua amministrazione che l’impegno preso nei confronti dei cittadini va portato a termine.
  • Nell’ultimo incontro di Luglio 2020 AcegasApsAmga si dice disposta, a titolo di liberalità, a concedere 20.000 euro per le utenze deboli. Facciamo presente che il MON (Margine Operativo Netto) del 2018 del settore idrico dei 12 comuni padovani, compresa Padova, più Trieste e Udine è di €. 46.372.000,
  • Mentre per i 12 comuni padovani – il Conto Economico redatto dall’Ato Bacchiglione si vede che:
ANNO201820192020
MOL (milioni)12,62913,29410,855
Risultato di esercizio (milioni)6,6297,3165,162
  • Sul sito di AcegasApsAmga il bilancio del 2019 e quello del 2020 non vengono pubblicati.
  • Sul sito Hera pubblicano solo quello consolidato dove si vede che il MOL (Margine Operativo Lordo) di tutto il S.I.I. di Hera è continuamente in aumento, come da Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021 (2)
ANNO201820192020
MOL (milioni)249,7265,3265,8
  • Durante il 2020 abbiamo continuato con presidi sotto il Comune e davanti alla sede del gestore, ma né l’amministrazione comunale, né il gestore hanno fatto qualcosa per mandare avanti la delibera approvata
  • Il Comitato non demorde e non finisce qui. Il Sindaco, il vice sindaco e la giunta che hanno votato la delibera, dovranno anche farla applicare, dato che, visti i risultati di bilancio, la sua applicazione non mette assolutamente in pericolo l’equilibrio economico finanziario del servizio idrico integrato, ma solo il margine di utile del gestore. Utile, che dopo il referendum del giugno 2011 non ci dovrebbe più essere.
  1. Delibera approvata dal Consiglio comunale n. 2019/0007 del 28/1/2019
  2. Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021

TESTO DEL DISPOSITIVO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE

N. 2019/0007 di Reg. Seduta del 28/01/2019

IL CONSIGLIO COMUNALE

Preso atto dei pareri riportati in calce (***) espressi sulla proposta di deliberazione, ai sensi dell’art. 49 e dell’art. 97, c. 4, lett. a) del D.lgs. 18/8/2000 n. 267,

DELIBERA

1 Che il delegato del Sindaco, in sede di Assemblea del Consorzio di Bacino Bacchiglione, proponga:

A- la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti alla morosità e alla sospensione della fornitura del servizio, come segue:

1.L’erogazione del quantitativo minimo vitale non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede a installare un apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire la fornitura giornaliera essenziale per persona tenendo conto anche della pressione di erogazione dell’impianto.

2.Nel caso di inadempimento dell’utente, fermo restando quanto previsto dal comma 1, il soggetto gestore del servizio idrico integrato può procedere alla limitazione della fornitura idrica a condizione che:

2.1 dopo un primo. sollecito bonario, abbia preavvertito l’utente mediante comunicazione avente valore legale recante l’indicazione del giorno a partire dal quale procederà alla limitazione della fornitura;

2.2 la limitazione della fornitura avvenga almeno trenta giorni dopo il ricevimento della comunicazione di cui alla lettera 2.1;

2.3 ci sia stata la verifica delle condizioni sociali ed economiche dell’utente da parte dei Servizi Sociali del Comune;

2.4 ci sia stato il tentativo di conciliazione presso la “commissione di conciliazione”;

2.5 siano passati almeno 30 giorni dall’esito del tentativo di conciliazione, durante il quale l’utente può rivolgersi all’autorità giudiziaria, come garantito dal codice civile articoli 633 e seguenti;

2.6 il presente comma 2 si applica anche nel caso di utenze domestiche condominiali.

3.In caso di mancato rispetto delle condizioni previste dal presente articolo, l’utente ha diritto al riallaccio della fornitura indipendentemente dall’adempimento della controprestazione.

B- Al fine di rendere più equa la tariffa della bolletta, agevolando tutte le utenze domestiche comprese quelle dei nuclei familiari numerosi, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare.

C- La creazione di un fondo di riserva, a carico dell’ente gestore del servizio idrico integrato, a sostegno delle utenze disagiate, alimentato attraverso l’utile d’esercizio.

D- Considerato che i dividendi dell’Ente Gestore HERA vengono distribuiti tra i soci e quindi anche al Comune di Padova, una parte venga accantonata dai Servizi Sociali per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate del Servizio Idrico Integrato e per interventi per l’efficientamento del servizio o per altre migliorie nella fruizione del bene comune acqua.

2. Il competente Capo Settore provvederà all’esecuzione ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 107 del D.lgs. 267/2000.

Comunicato stampa

coordinamento No Inceneritore Fusina

20 marzo 2021

Biomonitoraggi: chi ha paura della verità?

Da mesi medici, pediatri, associazioni e comitati che si battono contro l’inceneritore di Fusina sostenuti da migliaia di cittadini chiedono con forza a Regione, ULSS e Comuni di impegnarsi concretamente per avviare una campagna di biomonitoraggio nel territorio metropolitano per valutare la presenza di diossine nel latte materno e di metalli pesanti nelle unghie dei bambini; due parametri importanti per determinare il livello di inquinamento di fondo da microinquinanti organici e inorganici nel nostro territorio. Ma ad oggi tutte le strade sembrano sbarrate.

Il 18 marzo durante il Consiglio Comunale di Spinea la maggioranza di centro-destra ha bocciato una mozione presentata dalle opposizioni che chiedeva all’amministrazione di attivarsi anche autonomamente per avviare i biomonitoraggi. Secondo la Sindaca Martina Vesnaver le emergenze sarebbero “ben altre” riferendosi a quella sanitaria causata dal Covid, evidentemente ignorando il fatto che inquinamento ambientale e salute sono strettamente correlati. Ma il rifiuto del Comune di Spinea è solo l’ultimo in ordine di tempo.

Infatti, lo scorso 4 dicembre nel corso di una manifestazione promossa da comitati alla sede della protezione civile a Marghera, gli assessori regionali alla sanità Manuela Lanzarini e all’ambiente Gianpaolo Bottacin avevano promesso un impegno concreto e a breve termine rispetto a questa richiesta; addirittura il Consiglio Regionale nella seduta del 17 dicembre 2020 aveva approvato una mozione che impegna la giunta regionale in tal senso. Promesse e impegni che per ora dalla Giunta Zaia sono rimasti inevasi. Silenzio anche dal Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 3 di Venezia, sollecitata dai comitati con una lettera ufficiale inviata a fine 2020.

L’amministrazione comunale capeggiata dal Sindaco Brugnaro sta facendo anche di peggio: dopo aver rinviato più volte la discussione in consiglio comunale, ora la mozione delle minoranze giace insabbiata nella commissione ambiente.

A Mira la mozione presentata da alcune forze di opposizione andrà in discussione nei prossimi mesi ma non sarà facile ottenere il benestare dalla maggioranza di centro-sinistra, che già si era espressa a favore dell’inceneritore.

“E’ inammissibile che sui biomonitoraggi le amministrazioni e gli enti pubblici continuino a fare orecchie da mercante – attaccano alcuni esponenti del fronte No Inceneritore Fusina – Non voler indagare il livello di accumulo di sostanze tossiche e persistenti come diossine, metalli e PFAS nella popolazione, e in particolare in quella infantile, costituisce un’omissione grave e colpevole. Una scelta chiaramente dettata dal timore di riscontrare livelli elevati di contaminazione che a quel punto metterebbero in discussione scelte pericolose e sbagliate come quella di aver dato il via libera al nuovo inceneritore di Veritas. Eppure amministratori e politicanti di ogni risma si sgolano ogni giorno a ripetere che la salute viene prima di tutto. Ma se la salute è una priorità questa vale sempre e non solo quando si parla di Covid, di vaccini e di norme restrittive. Ad oggi le uniche esperienze di biomonitraggio sono state promosse dal basso e di tasca propria da comitati e associazioni come a Forlì, a Torino, Monselice e Maniago; e tutte le volte i risultati delle analisi sul vivente hanno dimostrato come in realtà l’inquinamento ambientale sia ben più grave di quanto ci viene raccontato, soprattutto nei dintorni di impianti velenosi come gli inceneritori. Riteniamo che sia un dovere inderogabile delle istituzioni indagare lo stato di salute della popolazione e attuare scelte conseguenti a tutela delle persone. Ma se non vedremo fatti concreti a breve, siamo pronti a tornare in piazza e se serve ad attivarci autonomamente”.

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera libera e pensante, WWF Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente, Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares Mogliano, Associazione nascere meglio Mestre, Casa del Popolo Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia

APPELLO

Firma la petizione on-line per chiedere alla Giunta Regionale Veneto, al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, a tutti i Sindaci coinvolti di bloccare definitivamente il progetto della nuova 4a linea dell’inceneritore di San Lazzaro a Padova.

Il progetto di Hestambiente Srl prevede con la dismissione delle linee 1 e 2 e la realizzazione di una nuova linea la 4.

Ogni anno, a regime, l’impianto sarà autorizzato a:

– ad incenerire 240.000 t di rifiuti, attualmente ne distrugge 160.000 t con le linee 1,2 e 3, con la probabilità di immettere in atmosfera circa 200.000 tonn. di CO2 come l’inceneritore di Modena;

– ad incenerire percolati di discariche inquinanti da PFAS, di cui non si conoscono gli effetti a livello della salute, una volta bruciati a 850°;

– aumentare considerevolmente i livelli di PM 10 e PM 2,5 nella città di Padova e provincia (lo studio prevede un’area di 20 km per lato arrivando fino ad Abano Terme)

PADOVA DIVENTERA’ L’INCENERITORE DEL VENETO E DI CHISSA’ CHI ALTRO..

Nella fisica “nulla si crea, nulla si distrugge” e tutto quello che si brucia nei rifiuti finisce nel tuo corpo mediante l’aria, l’acqua ed il cibo.

Bruciare i rifiuti non risolve il problema, ne crea un altro a livello della salute, della tua salute.

Partiamo dalle basi, chiudiamo le linee 1 e 2 e fermiamo la 4.

Chiediamo a gran voce che venga attivato l’inchiesta con dibattito pubblico.

Firma la petizione on-line all’indirizzo www.change.org/noallaquartapadova

Risposta a quanto detto da AcegasApsAmga sui giornali del 3-1-2021

Risposta a quanto detto da AcegasApsAmga sui giornali del 3-1-2021

1.       Gli aumenti in bolletta servono per migliorare le reti

A parte il fatto che la rete idrica continua ad avere perdite che superano il 30% e che in molte zone della città fognature e depurazione sono carenti, gli aumenti servono anche a fare utili dalla gestione industriale del Servizio Idrico Integrato (SII). Nel 2018 il Margine Operativo Lordo (MOL) dei 12 comuni padovani, di Udine e Trieste è di €. 56.694.000 e il Margine Operativo Netto (MON) che si ottiene dopo la detrazione della quota annuale di ammortamento degli investimenti è di €. 27.269.000 (pag. 79 del loro bilancio annuale). Se AcegasApsAmga vuole essere trasparente, pubblichi anche la parte del bilancio consolidato relativo al settore del SII per i 12 comuni padovani per il 2019 e lo faccia ogni anno.

2.       AcegasApsAmga prevede uno scoperto virtuale di 40 milioni a fine contratto

Calcolo appunto virtuale: ogni anno fino alla fine del contratto continuerà a spartirsi l’utile, invece di investirlo nel servizio. Questo è il vero motivo per cui chiede la proroga fino al 2036. Non corrisponde all’interesse degli utenti spalmare costi residui negli anni successivi e contemporaneamente dividersi gli utili. A fine contratto, anche senza proroga, il gestore avrà il diritto di vedersi rimborsati gli ammortamenti e gli altri costi non ancora recuperati in bolletta, come da art. 29 (Valore residuo) del Metodo Tariffario Idrico oggi applicato.

3.       Tra il 2018 e il 2019 le tariffe avevano subito un decremento pari a circa il 20% rispetto al 2017

Esattamente e non circa, dal 2011 (anno del referendum vinto, ma non applicato) la bolletta della famiglia di 3 persone, con consumo di 150 mc annui, ha avuto il seguente incremento: per il 2012 +4%, per il 2013 +18%, per il 2014 +26%, per il 2015 +34%, per il 2016 +42% e per il 2017 +50%.

 Nel 2018, sempre rispetto al 2011, l’aumento s’è fermato a +48% e nel 2019 a +24%, ma oggi, come regalo natalizio, ricomincia a salire, per il 2020 a +31% e per il 2021 a +35%.

Quali sono i servizi pubblici locali – trasporti, rifiuti – che dal 2011 ad oggi sono aumentati con queste percentuali? Nessuno.

4.       AcegasApsAmga rispetto agli altri due gestori ha una tariffa più bassa del 15-30%

Confrontare le tariffe è sempre un’operazione complicata, per cui occorre tener conto di tanti fattori: per es. AcegasApsAmga ha la fortuna di utilizzare per la maggior parte, acque pulite di risorgiva che non richiedono particolari trattamenti, mentre gli altri due gestori si approvvigionano anche da acque inquinate di fiume e devono far fronte all’inquinamento da PFAS della falda. Non vogliamo difendere nessuno, ma gli altri due gestori (Acquevenete e Viacqua) sono in house e non si dividono l’utile, che resta investito nel settore idrico; quindi per essere chiari, neanche loro applicano il 2° quesito referendario che abrogava “la remunerazione del capitale investito” (utile), ma Acquevenete ha almeno rinunciato alla possibilità di usare l’aumento di tariffa per il 2020 e 2021 che il Metodo Tariffario in vigore permetteva.

5.      I 180.000 euro annui dal 2021 al 2023, stanziati da AcegasApsAmga per il bonus idrico integrativo 

Sono caricati in tariffa come “componente costi sociali” e li paghiamo in bolletta attraverso l’aumento del costo del mc. Inoltre attraverso un’altra componente di costo “UI3” (visibile in bolletta), paghiamo un ulteriore bonus (bonus idrico sociale), mentre l’utile di AcegasApsAmga non viene diminuito. Quindi paghiamo noi utenti e non AcegasApsAmga.

6.       Sulla delibera acqua, approvata dal consiglio comunale di Padova il 28/1/2019 AcegasApsAmga tace, mentre noi ribadiamo al gestore e all’Amministrazione comunale, che è una cosa indecente che i suoi 4 punti non siano ancora applicati:

·         la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità e il quantitativo minimo vitale sia sempre erogato.

·         la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per altre utenze.

·         venga creato un fondo per le utenze disagiate attingendo dall’utile dell’ente gestore.

·         il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.