12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

LOTTARE FINO ALL’ULTIMA GOCCIA!

Ieri nonostante il caldo estivo, nel decimo anniversario del referendum per l’Acqua Bene Comune, abbiamo fatto due cose piccole ma importanti. Prima siamo tornati sotto il comune a ribadire la necessità di applicare in tutti i suoi punti la delibera comunale del 2019 affinché a nessuno venga l’acqua, affinché AceGasApsAmga paghi per le utenze disagiate. Successivamente ci siamo spostati in bicicletta alla Prandina riprendendoci di nuovo quel luogo, facendolo vivere e mostrando quello che potrebbe essere.Ringraziamo tutte e tutti coloro che sono intervenuti portando molti temi. Un ringraziamento particolare e sentito alle Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata (qui il loro intero intervento: https://www.facebook.com/retebenicomunipadova/videos/121267753417666)E poi grazie ai ComboSuonda per la musica e a tuttx quelli che hanno partecipato! Ci vediamo presto, abbiamo appena iniziato “

12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

DIECI ANNI DALLA VITTORIA REFERENDARIA

ORE 16:00 PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MORONI

A 10 anni dal referendum tradito sull’acqua una giornata di lotta e socialità per l’acqua bene comune, contro ogni forma di speculazione e privatizzazione sui servizi pubblici locali, per una società che metta al centro gli interessi delle classi popolari e non il profitto di pochi.

Programma:

?Ore 16.00@Comune di Padova Palazzo Moroni.
Vieni con la tua bicicletta di fronte al comune di Padova. Iniziamo da lì per ricordare al Comune che non molleremo fino a quando la delibera del 2019 non sarà applicata in tutti i suoi punti. Questa battaglia è emblematica.
Poi… Biciclettata verso la Prandina!

?Ore 17.00@Prandina.
Momento informativo con interventi di Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova, Mamme NoPfas, No quarta linea inceneritore e altri.

?Ore 18.00@Prandina.
Festa popolare con concerto

  • Tutta la giornata@Prandina.
    Banchetti informativi e intervento di cura e riqualificazione della Prandina, diamo vita per un giorno alla Prandina che vorremmo!

*Indossa la mascherina e rispetta il distanziamento fisico.

Sono passati 10 anni dal referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare del 2011.

Anche chi era troppo piccolo per votare ricorda l’enorme partecipazione popolare e il risultato schiacciante che sancì la vittoria dell’Acqua Bene Comune e il no all’energia nucleare. 27 milioni di Sì contro le privatizzazioni.

A qualcun però non andava bene! Non era previsto che si smettesse di fare profitto sull’acqua e sui servizi pubblici locali e così in agosto del 2012 Draghi (sì proprio lui!) e Trichet inviano una lettera a Monti, all’epoca primo ministro italiano, in cui scrivono:

“È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

La volontà popolare democraticamente espressa nel referendum viene ignorata per far spazio agli interessi economici di pochi. Questo processo raggiunge il suo culmine a dicembre 2020 quando l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa.
La cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi (ancora lui!), punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione nella forma del partenariato pubblico-privato, in particolare nel Mezzogiorno
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni!

In tutta Italia, però, non si è mai smesso di dare battaglia per difendere la vittoria referendaria, impedire di fare profitto sull’acqua e garantire l’accesso a questo servizio essenziale a tutte e tutti. A Padova questa lotta ha dato un importante risultato nel gennaio 2019 quando il comune di Padova ha approvato all’unanimità la delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Questa delibera non è, però, mai stata applicata! AcegasApsAmga continua a fare profitto sull’acqua e il Comune sta a guardare.
Tocca ancora a noi vincere questa battaglia importantissima e costringere il Comune ad applicare la delibera. Vogliamo una società non più in mano ai profitti di pochi ma strutturata per consentire a tutti e tutte l’accesso alle cure, ai beni essenziali, ai diritti.

Fino all’ultima goccia!

.P.S. Non siamo soli! A Roma ci sarà la manifestazione nazionale tutte le info qui: https://www.acquabenecomune.org/…/4064-roma-12-6…

PRENDIAMOCI CURA DELLA PRANDINA: RIQUALIFICAZIONE E PULIZIA DEL PARCO

FINO ALL’ULTIMA GOCCIA

PRESIDIO

SABATO 29 MAGGIO ORE 11:00

DI FRONTE AL COMUNE DI PADOVA

Il Comune applichi la delibera per l’Acqua Bene Comune

Il 12 giugno 2021 saranno passati 10 anni dal grande referendum per l’Acqua Bene Comune. La volontà popolare espressa in quel referendum è stata tradita. Altro che bene comune essenziale, sull’acqua si fa ancora profitto! Addirittura inizia a essere quotata in borsa, proprio come il petrolio…

Assurdo vero? E non è tutto!

Grazie alle pressioni del Comitato Acqua Bene Comune il consiglio comunale di Padova ha approvato nel Gennaio del 2019 una delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Peccato che questa delibera non sia mai stata applicata! E così la situazione in cui ci troviamo è questa: privati che fanno soldi sul bene primario per eccellenza.

Il Comune cosa fa? Si perde in un bicchiere d’acqua? Fa acqua da tutte le parti??

Scopriamolo…
??Andiamo a chiedere al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera.
??Chiediamo all’Assessora Marta Nalin Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020? Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?
Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?
Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?
??E, ovviamente, chiediamo al Sindaco Giordani e all’intera giunta di applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti!

Facciamolo in piazza visto che gli incontri promessi non sono più stati convocati dal Comune.

Siete tutte e tutti invitati!
Lottiamo per l’acqua Bene Comune!
Fino all’ultima goccia!

MANIFESTZIONE CONTRO LA QUARTA LINEA DELL’INCENERITORE

SABATO 8 MAGGIO 2021 ORE 15.00

PARCO IRIS VIA FORCELLINI

No quarta linea inceneritore di S. Lazzaro

Sì dismissione linee 1 e 2

Sì graduale riduzione 3a linea

Vogliono bruciare dalle 60.000 alle 80.000 tonnellate di rifiuti in più all’anno: Padova già brucia circa il 65% del rifiuto residuo della regione (160.000 t. su 239.000 t), con la 4° linea Padova brucerà l’80-90% dei rifiuti veneti da incenerire: non vogliamo essere costretti per i prossimi 25 anni come minimo, a bruciare rifiuti anche speciali che vengono da fuori regione!

E’ un progetto sbagliato, sovradimensionato, pericoloso per la salute e per l’ambiente: inquina l’aria e le acque, aumenta il riscaldamento globale, brucia fanghi e percolati contenenti PFAS che vengono diffusi nell’ambiente.

E’ un problema di tutta la città: respiriamo aria inquinata che ci porta malattie, sulla quale occorre agire per ridurre e non aumentare l’immissione di polveri, fumi e gas.

E’ un progetto superato, in contrasto con la nuova normativa europea sui rifiuti: I rifiuti non si bruciano si riciclano

Sì riduzione dei rifiuti

Sì raccolta porta a porta

Sì riuso e riciclo

Firma la petizione on line change.org NO ALLA QUARTA PADOVA

Inquadra il QR code

Le Associazioni, i Comitati ed i cittadini  contro la quarta linea dell’inceneritore di S. Lazzaro

Comunicato

Dall’ottobre 2016, durante la campagna di obbedienza civile, il Comitato 2SI Acqua Bene Comune decide di raccogliere le firme su una proposta di deliberazione consiliare di iniziativa popolare per la tutela di interessi collettivi, che a norma dell’art.16 dello Statuto del Comune di Padova, può essere presentata se sottoscritta da almeno 500 cittadini residenti.

La proposta contiene 3 punti che si ritengono fondamentali e in sintonia con il referendum, per rendere più sociale e più equa la tariffa e la gestione del S.I.I.

  1. la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti la morosità e la sospensione della fornitura del servizio: la riduzione di flusso può avvenire solo dopo sentenza di un ente terzo, se tutti i tentativi di conciliazione non hanno avuto buon esito. Le utenze disagiate non sono da considerarsi morose, ma rientrano nel punto 3
  2. al fine di rendere la tariffa più equa, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare: l’intera bolletta (acqua, fognatura e depurazione), oltre ad essere divisa in scaglioni, deve essere calcolata pro-capite senza che ci sia un aumento di costo per nessuna utenza civile. Per far questo si dovrà diminuire il profittodel gestore
  3. la creazione di un fondo di riserva alimentato dagli utili di AcegasApsAmga e dai dividendi Hera che il comune riceve come socio: il fondo serve a pagare l’intero importo della bolletta delle utenze civili economicamente disagiate, cioè quelle stabilite dalla delibera di Arera per il bonus sociale idrico

Il 23 ottobre 2017 il Comitato deposita la proposta di deliberazione firmata da 916 cittadini. Insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo e Altragricoltura che presentano le firme su un progetto di recupero dell’area dell’ex Foro Boario. Due proposte per gestire dal basso due Beni Comuni cittadini: acqua e territorio.

Da questo momento comincia la maratona del Comitato a sostegno della delibera.

  • Con alcuni consiglieri di Coalizione civica (una parte della maggioranza) viene formato un gruppo per seguire i vari passaggi istituzionali; vengono convocate due commissioni del Consiglio, la II (politiche economiche e comunicative) e la V (politiche del territorio dell’ambiente e delle infrastrutture) per discutere la delibera alla presenza di funzionari ATO, AcegasApsAmga e del comitato; insieme a molti consiglieri richiediamo che sia reso pubblico il bilancio del Servizio Idrico.
  • durante il 2018 il comitato tiene viva la mobilitazione con vari mezzi: due manifestazioni sotto il palazzo comunale, articoli sui giornali locali, per denunciare il blocco dell’iter della proposta di delibera, interrogazione in Consiglio comunale da parte della Consigliera di Coalizione Civica.
  • Il 10 gennaio 2019, alla presenza di tre Commissioni, la II°, la V° e la VI° (Commissione Sociale), si svolge la discussione definitiva: sono presenti funzionari Ato, Hera, AcegasApsAmga e il Comitato che, appoggiato dai consiglieri di Coalizione Civica e dal consigliere del M5S, denuncia un utile di parecchi milioni di euro da parte del gestore sull’acqua e reitera la richiesta – che ad oggi non ha ricevuto risposta – che sia reso pubblico il bilancio della gestione del SII per i 12 comuni del padovano gestiti da AcegasApsAmga.
  • Il 28 gennaio 2019 (1) finalmente in Consiglio comunale la delibera viene approvata, con il voto di tutta la maggioranza (compreso il PD che, di fronte alla prospettiva di votare con la destra, ci aveva contattato per un accordo dell’ultimo minuto) e con il voto anche del consigliere del M5S; la minoranza lascia l’aula e la sua rappresentanza si astiene.
  • Seguono alcuni passaggi istituzionali: la delibera viene inviata agli 11 comuni gestiti da AcegaApsAmga, la delibera viene illustrata nell’assemblea Ato Bacchiglione con tutti i 136 comuni gestiti da 3 gestori.
  • Per tutto il 2019 non si vedono fatti concreti, nonostante i molti incontri: ci troviamo di fronte ad un muro di gomma; si continua a dire che l’acqua non fa profitti, ma si nega il bilancio; per cui il 28 gennaio 2020, nell’anniversario dell’approvazione della delibera, il Comitato organizza un ennesimo presidio con conferenza stampa per ricordare al sindaco Giordani e alla sua amministrazione che l’impegno preso nei confronti dei cittadini va portato a termine.
  • Nell’ultimo incontro di Luglio 2020 AcegasApsAmga si dice disposta, a titolo di liberalità, a concedere 20.000 euro per le utenze deboli. Facciamo presente che il MON (Margine Operativo Netto) del 2018 del settore idrico dei 12 comuni padovani, compresa Padova, più Trieste e Udine è di €. 46.372.000,
  • Mentre per i 12 comuni padovani – il Conto Economico redatto dall’Ato Bacchiglione si vede che:
ANNO201820192020
MOL (milioni)12,62913,29410,855
Risultato di esercizio (milioni)6,6297,3165,162
  • Sul sito di AcegasApsAmga il bilancio del 2019 e quello del 2020 non vengono pubblicati.
  • Sul sito Hera pubblicano solo quello consolidato dove si vede che il MOL (Margine Operativo Lordo) di tutto il S.I.I. di Hera è continuamente in aumento, come da Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021 (2)
ANNO201820192020
MOL (milioni)249,7265,3265,8
  • Durante il 2020 abbiamo continuato con presidi sotto il Comune e davanti alla sede del gestore, ma né l’amministrazione comunale, né il gestore hanno fatto qualcosa per mandare avanti la delibera approvata
  • Il Comitato non demorde e non finisce qui. Il Sindaco, il vice sindaco e la giunta che hanno votato la delibera, dovranno anche farla applicare, dato che, visti i risultati di bilancio, la sua applicazione non mette assolutamente in pericolo l’equilibrio economico finanziario del servizio idrico integrato, ma solo il margine di utile del gestore. Utile, che dopo il referendum del giugno 2011 non ci dovrebbe più essere.
  1. Delibera approvata dal Consiglio comunale n. 2019/0007 del 28/1/2019
  2. Comunicato stampa di Hera del 24 marzo 2021

TESTO DEL DISPOSITIVO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE

N. 2019/0007 di Reg. Seduta del 28/01/2019

IL CONSIGLIO COMUNALE

Preso atto dei pareri riportati in calce (***) espressi sulla proposta di deliberazione, ai sensi dell’art. 49 e dell’art. 97, c. 4, lett. a) del D.lgs. 18/8/2000 n. 267,

DELIBERA

1 Che il delegato del Sindaco, in sede di Assemblea del Consorzio di Bacino Bacchiglione, proponga:

A- la modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato nelle parti inerenti alla morosità e alla sospensione della fornitura del servizio, come segue:

1.L’erogazione del quantitativo minimo vitale non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede a installare un apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire la fornitura giornaliera essenziale per persona tenendo conto anche della pressione di erogazione dell’impianto.

2.Nel caso di inadempimento dell’utente, fermo restando quanto previsto dal comma 1, il soggetto gestore del servizio idrico integrato può procedere alla limitazione della fornitura idrica a condizione che:

2.1 dopo un primo. sollecito bonario, abbia preavvertito l’utente mediante comunicazione avente valore legale recante l’indicazione del giorno a partire dal quale procederà alla limitazione della fornitura;

2.2 la limitazione della fornitura avvenga almeno trenta giorni dopo il ricevimento della comunicazione di cui alla lettera 2.1;

2.3 ci sia stata la verifica delle condizioni sociali ed economiche dell’utente da parte dei Servizi Sociali del Comune;

2.4 ci sia stato il tentativo di conciliazione presso la “commissione di conciliazione”;

2.5 siano passati almeno 30 giorni dall’esito del tentativo di conciliazione, durante il quale l’utente può rivolgersi all’autorità giudiziaria, come garantito dal codice civile articoli 633 e seguenti;

2.6 il presente comma 2 si applica anche nel caso di utenze domestiche condominiali.

3.In caso di mancato rispetto delle condizioni previste dal presente articolo, l’utente ha diritto al riallaccio della fornitura indipendentemente dall’adempimento della controprestazione.

B- Al fine di rendere più equa la tariffa della bolletta, agevolando tutte le utenze domestiche comprese quelle dei nuclei familiari numerosi, che gli scaglioni tariffari si applichino dopo aver diviso il consumo per i componenti del nucleo familiare.

C- La creazione di un fondo di riserva, a carico dell’ente gestore del servizio idrico integrato, a sostegno delle utenze disagiate, alimentato attraverso l’utile d’esercizio.

D- Considerato che i dividendi dell’Ente Gestore HERA vengono distribuiti tra i soci e quindi anche al Comune di Padova, una parte venga accantonata dai Servizi Sociali per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate del Servizio Idrico Integrato e per interventi per l’efficientamento del servizio o per altre migliorie nella fruizione del bene comune acqua.

2. Il competente Capo Settore provvederà all’esecuzione ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 107 del D.lgs. 267/2000.