Perché è importante la delibera sull’acqua del Comune di Padova?

L’acqua è il bene essenziale per eccellenza, è la prima cura e senza i diritti fondamentali la nostra società diventa sempre più fragile. La delibera sull’acqua è stata votata dal Consiglio Comunale di Padova nel lontano 28 gennaio 2019. Il primo dei 4 punti stabilisce che per le utenze domestiche residenti morose, non considerate disagiate, si deve procedere alla limitazione della fornitura, salvaguardando i 50 litri persona giorno, limite stabilito dalla stessa ARERA (Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente), e il gestore deve recuperare il credito in modo giudiziale e stragiudiziale, senza arrivare alla sospensione/disattivazione del servizio. Le utenze disagiate residenti oggetto del Bonus Idrico Nazionale non devono essere considerate morose. La carta dei servizi attualmente riporta: “Uso Domestico Residente: in prima istanza si procede con la limitazione della fornitura, qualora tecnicamente fattibile, e solo successivamente il Gestore potrà far seguire la sospensione/disattivazione per morosità, salvo le utenze oggetto di Bonus Idrico Nazionale”.

La parte della delibera riguardante la morosità non è stata presa in considerazione.

Gli incontri finalizzati ad applicare la delibera promessi dal Vicesindaco Micalizzi e dal gestore AcegasApsAmga devono essere convocati; l’ultimo incontro risale all’8 Luglio 2020: AcegasApsAmga comunicò che avrebbe destinato, a titolo di “liberalità”, 20.000 euro per le utenze disagiate.

Il Vicesindaco Andrea Micalizzidicaquali passi sono stati compiuti per applicare i quattro punti della delibera dopo la presentazione della delibera all’Assemblea dell’ATO Bacchiglione e la sua istruttoria.

Quando un’utenza acqua può chiedere il Bonus Idrico Nazionale?

Intanto deve attivarsi per chiederlo. Pur essendo un diritto non viene dato automaticamente. Le condizioni necessarie per averne diritto sono:

  1. appartenere ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro,
  2. oppure appartenere ad un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro,
  3. oppure appartenere ad un nucleo familiare titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

Come si vede, bisogna essere effettivamente poveri per averne diritto, ma la cosa assurda in questi parametri è che il limite di euro 8.265 viene considerato tale fino ad un nucleo con 3 figli a carico, con 4 figli si passa al limite Isee di euro 20.000. Questa è la maniera per escludere più utenze possibili dal diritto. Bisogna aumentare questi parametri, bisogna renderli più equi, bisogna includere non escludere. Molti Comuni in Italia l’hanno fatto. Padova non è tra questi.

Cos’è e che ruolo ha l’ATO Bacchiglione?

ATO significa Ambito Territoriale Ottimale. L’ATO Bacchiglione è costituito da 136 comuni distribuiti fra i territori di Padova (58 comuni), Vicenza (77 comuni) e Venezia (1 comune), per un totale di poco più di 3.000 kmq ed una popolazione oltre un milione di abitanti. I gestori sono AcegasApsAmga (12 comuni) Spa misto pubblico-privato, Acquevenete (56 comuni) e Viacqua (68 comuni) tutte due Spa pubbliche (in house). Va tenuto presente che il Bonus Idrico Nazionale annuale, nel 2021, è di 27,59 euro a persona (valore dei 50 litri persona giorno uguale a 18,25 mc. anno calcolato sulla tariffa di AcegasApsAmga) e viene pagato da tutti gli utenti non disagiati con una voce extra tariffa (UI3), visibile in bolletta. Dal Piano Tariffario prodotto dall’ATO Bacchiglione risulta che nel 2019 sono stati fatturati con la voce UI3 118.745 euro agli utenti dei 12 comuni serviti da AcegasApsAmga(Cona, Abano Terme, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove Di Sacco, Polverara, Pontelongo, S. Angelo Di Piove);l’ammontare del Bonus erogato è stato di 72.449 euro e le famiglie disagiate agevolate sono state 2.673, in tutti i dodici comuni.

È stato affermato che il Comune di Padova abbia stanziato 125.000 euro nel 2021 per le utenze disagiate. In realtà questi soldi sono caricati in tariffa sotto la voce OP Social e sono la quota parte per Padova dei 180.000 a disposizione dei 12 comuni. Li paghiamo noi cittadini: questa volta sono compresi nel costo dei metri cubi in tariffa e l’utente non se ne accorge, se non va a spulciare il piano tariffario di ATO Bacchiglione.

Cosa succede ad una famiglia che non è in grado di pagare le bollette?

Esempio: nel 2021 la spesa, di una famiglia padovana composta da 3 persone con un consumo di 150 mc/anno, è di 300 euro. Se considerata residente e disagiata (e ne fa richiesta) riceve il Bonus Idrico Nazionale di 82,77 euro (27,59×3) e una quota dei 125.000 euro di OP Social, tutti soldi caricati in bolletta. La rimanenza o viene pagata da altri contributi oppure alla famiglia padovana residente, anche se considerata disagiata, verrà imposta una riduzione di flusso (dai rubinetti l’acqua uscirà a gocce) e se non ha diritto al bonus idrico nazionale le verrà staccata l’acqua

Quale dovrebbe essere il ruolo del Comune di Padova e del gestore dell’acqua stabilito dalla delibera?

AcegasApsAmga, con un fondo ricavato da una parte degli utili del SII (Servizio Idrico Integrato), e il Comune di Padova, con una parte dei dividendi provenienti da Hera, devono pagare l’intera bolletta dell’utenza disagiata, cioè quello che rimane dopo aver utilizzato il contributo del Bonus Idrico Nazionale e il contributo OP Social. 

La carta dei servizi deve essere migliorata in tal senso. Speravamo che nella convenzione tra Servizi sociali del Comune e il gestore AcegasApsAmga si facesse rientrare questa parte della delibera non contemplata nella Carta dei Servizi, ma così non è stato. Se la bolletta non viene pagata interamente, l’utenza disagiata verrà considerata morosa con la conseguente limitazione della fornitura e poi anche la sospensione/disattivazione del servizio.

Quali sono le risorse per Padova?

L’ATO Bacchiglione ha stanziato 100.000 euro nel 2018(già distribuiti a 1.175 famiglie). Nel 2020 questo contributo è salito a 150.000 euro. Teniamo presente che i ricavi dell’ATO Bacchiglione provengono da un contributo stabilito da Arera che i gestori pagano e caricano sulla nostra bolletta. Il gestore AcegasApsAmga ha stanziato nel 2021, 20.000 euro. Il Comune di Padova, nel 2019, ha stanziato, prelevandoli dai dividendi Hera, 50.000 euro. Fatti i conti,il denaro a disposizione per le bollette acqua delle utenze domestiche residenti disagiate dovrebbe ammontare, per il periodo 2019-2021 a 220.000 euro, cui vanno aggiunti il contributo del Bonus Idrico nazionale di 27,59 euro a persona ed il Bonus OP Social di 125.000 euro.

A questo proposito chiediamo all’Assessora al Sociale Marta Nalin di fare chiarezza rispondendo alle seguenti domande:

Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020?

Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020?

A quante famiglie è stato pagato l’intero importo delle bollette? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?

Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?

Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità? Non ce ne dovrebbero essere visto che eravamo in periodo Covid e i ristori dati ai Comuni dovevano servire a sostenere le utenze disagiate.

La delibera sull’acqua del Comune di Padova identifica gli utili del gestore del SII come la principale risorsa per coprire le bollette delle utenze disagiate?

Si! Purtroppo, questo non sta avvenendo. AcegasApsAmga nega addirittura l’accesso al bilancio del settore ai dodici comuni gestiti, nonostante le ripetute richieste dei consiglieri comunali nelle sedute di commissione. Da un lato si sostiene che il settore SII (Servizi Idrici Integrati) non faccia utili; dall’altro il gestore chiede che la convenzione stipulata con i dodici comuni, in scadenza nel 2028, venga prorogata fino al 2036. Vuol fare beneficienza per altri 8 anni?

La verità è che, con la tariffa calcolata dall’ATO Bacchiglione, AcegasApsAmga copre tutti i costi, gli investimenti, gli interessi passivi, più la remunerazione del capitale investito (che, in realtà, non dovrebbe esserci perché eliminata dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011) e una volta sottratte le imposte, risulta un utile netto di gestione per il 2020 di 5.162.000 euro e per il 2021 (presumibilmente) 5.536.000 euro.A fronte di questi dati, AcegasApsAmga per le famiglie residenti disagiate offre appena 20.000 euro, una tantum. Altri gestori hanno accettato di usare parte del loro utile per pagare interamente la bolletta delle utenze disagiate.

Cosa deve fare la Giunta Comunale di Padova?

La Giunta deve esigere che il gestore costituisca il fondo in modo stabile, come da delibera. In secondo luogo, dovrebbe chiedere che siano resi pubblici (nel suo sito) tre documenti:

  1. il bilancio relativo alla gestione del SII per i dodici comuni;
  2. la richiesta di AcegasApsAmga relativa al prolungamento della concessione fino al 2036 (prot. C.d.B Bacchiglione n. 762/2020 Istanza di riequilibrio economico e finanziario ai sensi degli artt. 20 e 21 della Convenzione di Gestione nel territorio dell’ATO Bacchiglione);
  3. la risposta dell’ATO Bacchiglione (istanza del Consiglio di Bacino Bacchiglione prot. n. 804 del 12.06.2020).

La scadenza della Convenzione non deve essere rinnovata e il SII deve essere gestito in house attraverso un’azienda speciale formata dai 12 comuni. Nel 2028 scade anche la concessione sulla raccolta dei rifiuti e anche questa non deve essere rinnovata e la gestione deve passare in house. La controparte è la stessa: AcegasApsAmga gruppo Hera.

Invitiamo tutti i consiglieri che hanno votato la delibera ad unirsi al Comitato 2Sì Acqua Bene Comune per costringere la Giunta e il gestore ad applicarla.

I quattro punti sono:

  1. la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
  2. la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
  3. alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
  4. il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Nei referendum del 2011 abbiamo votato il 54,8% (superando il quorum)

Abbiamo votato SI per il 96% (27 milioni di cittadine/i)

Ma la nostra volontà non è stata rispettata!

Con i referendum del 12-13 giugno 2011 sono stati affermati due principi di grande civiltà:
? pubblicizzazione dei servizi pubblici locali;
? eliminazione del profitto dalla gestione dell’acqua

Il diritto all’acqua, riconosciuto dall’Assemblea generale dell’ONU, è un diritto fondamentale di ogni essere umano, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita e di tutti gli altri diritti umani.

Pubblicizzazione, vuol dire eliminare dalla gestione dell’acqua le società per azioni perché, pubbliche private o miste che siano, perseguono il fine del profitto. È necessario privilegiare il modello di azienda speciale con una gestione partecipata, democraticae trasparente,assicurare a tutte/i l’accesso a un quantitativo di acqua minimo vitale giornaliero (come riconosciuto anche dall’O.M.S.) e perseguire criteri gestionali quali la minimizzazione dell’impatto ambientale e la riduzione degli sprechi. La tariffa deve essere senza profitto ed equa. Su questi principi nel 2007 è stata presentata su iniziativa del Forum Nazionale dei comitati dell’acqua una proposta di legge, viene ripresentata nel 2014 e poi nel 2018, ma i governi sia di destra che di sinistra la tengono bloccata.

Sono passati 10 anni dal 12-13 giugno 2011, ma nulla è cambiato. Oggi Draghi con il PNRR porta avanti le stesse privatizzazioni di allora. Ricordiamoci che, subito dopo la vittoria referendaria, il 5 agosto 2011 Draghi e Trichet indirizzarono una “raccomandazione” al Primo Ministro italiano Berlusconi con la quale il direttivo della Banca Centrale, svoltosi il giorno prima, chiede al punto a): “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

Oggi, in aggiunta, la finanza globale quota l’acqua in borsa (a dicembre al Chicago mercantile Exchange, la borsa merci di Chicago, è stata introdotta la possibilità di scambiare contratti futures sui prezzi futuri delle risorse idriche)e vuole fare sempre più profitto su questo bene comune mentre la crisi climatica impone una sempre più urgente inversione di rotta.

Acqua, beni comuni e nucleare: indietro non si torna!

Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

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12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

LOTTARE FINO ALL’ULTIMA GOCCIA!

Ieri nonostante il caldo estivo, nel decimo anniversario del referendum per l’Acqua Bene Comune, abbiamo fatto due cose piccole ma importanti. Prima siamo tornati sotto il comune a ribadire la necessità di applicare in tutti i suoi punti la delibera comunale del 2019 affinché a nessuno venga l’acqua, affinché AceGasApsAmga paghi per le utenze disagiate. Successivamente ci siamo spostati in bicicletta alla Prandina riprendendoci di nuovo quel luogo, facendolo vivere e mostrando quello che potrebbe essere.Ringraziamo tutte e tutti coloro che sono intervenuti portando molti temi. Un ringraziamento particolare e sentito alle Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata (qui il loro intero intervento: https://www.facebook.com/retebenicomunipadova/videos/121267753417666)E poi grazie ai ComboSuonda per la musica e a tuttx quelli che hanno partecipato! Ci vediamo presto, abbiamo appena iniziato “

12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

DIECI ANNI DALLA VITTORIA REFERENDARIA

ORE 16:00 PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MORONI

A 10 anni dal referendum tradito sull’acqua una giornata di lotta e socialità per l’acqua bene comune, contro ogni forma di speculazione e privatizzazione sui servizi pubblici locali, per una società che metta al centro gli interessi delle classi popolari e non il profitto di pochi.

Programma:

?Ore 16.00@Comune di Padova Palazzo Moroni.
Vieni con la tua bicicletta di fronte al comune di Padova. Iniziamo da lì per ricordare al Comune che non molleremo fino a quando la delibera del 2019 non sarà applicata in tutti i suoi punti. Questa battaglia è emblematica.
Poi… Biciclettata verso la Prandina!

?Ore 17.00@Prandina.
Momento informativo con interventi di Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova, Mamme NoPfas, No quarta linea inceneritore e altri.

?Ore 18.00@Prandina.
Festa popolare con concerto

  • Tutta la giornata@Prandina.
    Banchetti informativi e intervento di cura e riqualificazione della Prandina, diamo vita per un giorno alla Prandina che vorremmo!

*Indossa la mascherina e rispetta il distanziamento fisico.

Sono passati 10 anni dal referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare del 2011.

Anche chi era troppo piccolo per votare ricorda l’enorme partecipazione popolare e il risultato schiacciante che sancì la vittoria dell’Acqua Bene Comune e il no all’energia nucleare. 27 milioni di Sì contro le privatizzazioni.

A qualcun però non andava bene! Non era previsto che si smettesse di fare profitto sull’acqua e sui servizi pubblici locali e così in agosto del 2012 Draghi (sì proprio lui!) e Trichet inviano una lettera a Monti, all’epoca primo ministro italiano, in cui scrivono:

“È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

La volontà popolare democraticamente espressa nel referendum viene ignorata per far spazio agli interessi economici di pochi. Questo processo raggiunge il suo culmine a dicembre 2020 quando l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa.
La cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi (ancora lui!), punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione nella forma del partenariato pubblico-privato, in particolare nel Mezzogiorno
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni!

In tutta Italia, però, non si è mai smesso di dare battaglia per difendere la vittoria referendaria, impedire di fare profitto sull’acqua e garantire l’accesso a questo servizio essenziale a tutte e tutti. A Padova questa lotta ha dato un importante risultato nel gennaio 2019 quando il comune di Padova ha approvato all’unanimità la delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Questa delibera non è, però, mai stata applicata! AcegasApsAmga continua a fare profitto sull’acqua e il Comune sta a guardare.
Tocca ancora a noi vincere questa battaglia importantissima e costringere il Comune ad applicare la delibera. Vogliamo una società non più in mano ai profitti di pochi ma strutturata per consentire a tutti e tutte l’accesso alle cure, ai beni essenziali, ai diritti.

Fino all’ultima goccia!

.P.S. Non siamo soli! A Roma ci sarà la manifestazione nazionale tutte le info qui: https://www.acquabenecomune.org/…/4064-roma-12-6…

PRENDIAMOCI CURA DELLA PRANDINA: RIQUALIFICAZIONE E PULIZIA DEL PARCO

A CHE PUNTO SIAMO CON LA DELIBERA DELL’ACQUA VOTATA DAL CONSIGLIO COMUNALE NEL LONTANO 28/1/2019?

chiediamo all’intera giunta comunale


di applicare e di far applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti:
-la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
-la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
-alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
-il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.  

Invitiamo tutti i consiglieri che hanno votato la delibera ad unirsi a noi per costringere la giunta padovana, AcegasApsAmga e l’Ato Bacchiglione ad applicarla.

CARA GIUNTA PADOVANA DOVE SEI, COSA FAI CON CHI STAI?

L’ultimo incontro tra Comitato acqua, Vicesindaco Micalizzi e AcegasApsAmga è stato l’8 Luglio 2020, in cui il gestore ci comunicava che avrebbe dato, a titolo di “liberalità”, euro 20.000 per le utenze disagiate. Da quel momento gli incontri promessi dal Vicesindaco e dal gestore non sono stati più convocati.

Chiediamo al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera. Noi sappiamo che dopo la presentazione della delibera in assemblea dell’Ato Bacchiglione è stata fatta l’istruttoria e alla fine sulla morosità, nella carta dei servizi non si tiene conto di quello stabilito nella delibera.

Nell’attuale Carta dei Servizi è scritto:

“Uso Domestico Residente: in prima istanza si procede con la limitazione della fornitura, qualora tecnicamente fattibile, e solo successivamente il Gestore potrà far seguire la sospensione/disattivazione per morosità, salvo le utenze oggetto di Bonus Idrico Nazionale”.

Si tenga presente che questo Bonus Idrico Nazionale nel 2021 è di 27,59 euro a persona anno e viene pagato da tutti gli utenti non disagiati con una voce extra tariffa (UI3), visibile in bolletta.

Dal Piano Tariffario prodotto dall’Ato Bacchiglione risulta che nel 2019 sono stati fatturati con la voce UI3 euro 118.745 agli utenti dei 12 comuni serviti da AcegasApsAmga (Cona, Abano T., Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove Di Sacco, Polverara, Pontelongo, S. Angelo Di Piove); l’ammontare del Bonus erogato è stato di euro 72.449 e le famiglie disagiate agevolate sono state 2.673, in tutti i 12 comuni.

Inoltre non è vero, come è apparso sui giornali locali il 6/5, che il Comune di Padova ha stanziato 125.000 euro nel 2021 per le utenze disagiate. Questi soldi, a cominciare dal 2021, sono caricati in tariffa sotto la voce OP Social e fanno parte dei 180.000 a disposizione dei 12 comuni. Li paghiamo noi come il Bonus Idrico Nazionale, ma questa volta sono compresi nel costo del mc. in tariffa e l’utente non se ne accorge, se non va a spulciare il piano tariffario di Ato Bacchiglione.

COSA SUCCEDE ORA?

Esempio: Nel 2021 la spesa, di una famiglia padovana composta da 3 persone con un consumo di 150 mc/anno, è di 300 euro. Se considerata disagiata riceve il Bonus Idrico Nazionale di 82,77 euro (27,59×3) e una quota dei 125.000 euro di OP Social (Bonus Integrativo), tutti soldi caricati nelle nostre bollette. La rimanenza o viene pagata da altri contributi oppure la famiglia padovana residente, anche se considerata disagiata avrà la riduzione di flusso (dai rubinetti l’acqua uscirà a gocce). Se la bolletta dell’utenza non disagiata non viene pagata, l’utenza subirà non solo la limitazione di flusso, ma anche la sospensione/disattivazione del servizio

COSA SUCCEDE CON L’APPLICAZIONE DELLA DELIBERA?

Alle utenze domestiche residenti morose non considerate disagiate, si procederà alla limitazione della fornitura salvaguardando i 50 litri persona giorno, limite stabilito dalla stessa ARERA (Autorità Regolazione Energia Reti e Ambiente), e il gestore deve recuperare il credito in modo giudiziale e stragiudiziale, senza arrivare alla sospensione/disattivazione del servizio.

Le utenze disagiate residenti non devono essere considerate morose, ma AcegasApsAmga con un fondo ricavato da una parte degli utili del SII (Servizio Idrico Integrato) e Il Comune di Padova con una parte dei dividendi provenienti da Hera, devono pagare l’intera bolletta, cioè quello che rimane dopo aver sottratto il Bonus Idrico Nazionale e quello Integrativo.

La carta dei servizi deve essere migliorata in tal senso. Nel frattempo nella convenzione tra Servizi sociali del Comune e il gestore AcegasApsAmga si deve far rientrare questa parte della delibera non contemplata nella Carta dei Servizi, perché così non è.

I soldi a disposizione per le bollette acqua delle utenze domestiche residenti disagiate ci risultano essere per il 2019-2020 euro 220.000, più il Bonus Idrico nazionale di 27,59 euro a persona, più il Bonus OP Social di 125.000 euro.

L’Ato Bacchiglione ha stanziato: nel 2018 – euro 100.000 (già distribuiti a 1.175 famiglie); nel 2020 – euro 150.000 (si tenga presente che i ricavi dell’Ato Bacchiglione provengono da un contributo stabilito da Arera che i gestori pagano e caricano sulla nostra bolletta). Il gestore AcegasApsAmga ha stanziato: nel 2020 – euro 20.000. Il Comune di Padova ha stanziato, prelevandoli dai dividendi Hera: nel 2020 – euro 50.000.

Chiediamo all’Assessora Marta Nalin:
Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020? Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e il 2020? A quante famiglie è stato pagato l’intero importo delle bollette? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie? Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli? Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?

LA DELIBERA SULL’ACQUA dice che la maggior parte del fondo per coprire le bollette delle utenze disagiate dovrebbe saltar fuori dagli utili del gestore del SII, ma questo non avviene e AcegasApsAmga nega addirittura il bilancio del settore per i 12 comuni gestiti, nonostante sia stato chiesto ripetutamente dai consiglieri comunali nelle sedute di commissione. Addirittura si afferma che il settore SII non fa utili, ma nello stesso tempo il gestore chiede che la convenzione stipulata con i 12 comuni, scadente nel 2028, venga prorogata fino al 2036.

Noi sappiamo che i soldi delle nostre bollette, con la tariffa calcolata dall’Ato Bacchiglione per coprire i costi, gli investimenti, gli interessi passivi, più la remunerazione del capitale investito (che non dovrebbe esserci perché eliminata dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011), una volta sottratte le imposte, dà come risultato netto di gestione per il 2020 euro 5.162.000 e per il 2021 (presunti) euro 5.536.000.

Chiediamo al sindaco Sergio Giordani di esigere dal gestore: la formazione stabile del fondo come da delibera.la pubblicizzazione dei seguenti documenti Il bilancio della gestione del SII dei 12 comuni la richiesta di AcegasApsAmga che chiede l’allungamento della concessione fino al 2036 (prot. C.d.B Bacchiglione n. 762/2020 Istanza di riequilibrio economico e finanziario ai sensi degli artt. 20 e 21 della Convenzione di Gestione nel territorio dell’ATO Bacchiglione)la risposta/istanza dell’Ato Bacchiglione (risposta/istanza del Consiglio di Bacino Bacchiglione prot. n. 804 del 12.06.2020)
Con i referendum del 2011 sono stati affermati due principi di grande civiltà:
? pubblicizzazione dei servizi pubblici locali;
? eliminazione del profitto dalla gestione dell’acqua

Nei referendum 2011 il 96% dei votanti (27 milioni di cittadine/i) si dichiarò d’accordo con questi principi

Ma la nostra volontà non è stata rispettata!

Il diritto all’acqua, riconosciuto dall’Assemblea generale dell’ONU, è un diritto fondamentale di ogni essere umano, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita e di tutti gli altri diritti umani.

Pubblicizzazione, vuol dire eliminare dalla gestione dell’acqua le società per azioni perché, pubbliche private o miste che siano, perseguono il fine del profitto. È necessario privilegiare il modello di azienda speciale a gestione partecipata e assicurare a tutte/i l’accesso a un quantitativo di acqua minimo vitale giornaliero (come riconosciuto anche dall’O.M.S.) e perseguire criteri gestionali quali l’equità del servizio, la minimizzazione dell’impatto ambientale e la riduzione degli sprechi.

A questo proposito è stata presentata su iniziativa del Forum Nazionale dei comitati dell’acqua una proposta di legge, ma è ferma nei cassetti governativi sia di destra che di sinistra, come si sta facendo a Padova con la delibera votata il 28/1/2019

Acqua, beni comuni e nucleare: indietro non si torna!

Sono passati 10 anni dal 12-13 giugno 2011, ma nulla è cambiato. Oggi Draghi con il PNRR porta avanti le stesse privatizzazioni di allora. Ricordiamoci che, subito dopo la vittoria referendaria, il 5 agosto 2011 Draghi e Trichet indirizzarono una “raccomandazione” al Primo Ministro italiano Berlusconi con la quale il direttivo della Banca Centrale, svoltosi il giorno prima, chiede al punto a): “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

Oggi, in aggiunta, la finanza globale quota l’acqua in borsa (a dicembre al Chicago mercantile Exchange, la borsa merci di Chicago è stata introdotta la possibilità di scambiare contratti futures sui prezzi futuri delle risorse idriche) e vuole fare sempre più profitto su questo bene comune mentre la crisi climatica impone una sempre più urgente inversione di rotta.

L’acqua è la prima cura e senza i diritti fondamentali la nostra società è sempre più fragile.

Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

FINO ALL’ULTIMA GOCCIA

PRESIDIO

SABATO 29 MAGGIO ORE 11:00

DI FRONTE AL COMUNE DI PADOVA

Il Comune applichi la delibera per l’Acqua Bene Comune

Il 12 giugno 2021 saranno passati 10 anni dal grande referendum per l’Acqua Bene Comune. La volontà popolare espressa in quel referendum è stata tradita. Altro che bene comune essenziale, sull’acqua si fa ancora profitto! Addirittura inizia a essere quotata in borsa, proprio come il petrolio…

Assurdo vero? E non è tutto!

Grazie alle pressioni del Comitato Acqua Bene Comune il consiglio comunale di Padova ha approvato nel Gennaio del 2019 una delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Peccato che questa delibera non sia mai stata applicata! E così la situazione in cui ci troviamo è questa: privati che fanno soldi sul bene primario per eccellenza.

Il Comune cosa fa? Si perde in un bicchiere d’acqua? Fa acqua da tutte le parti??

Scopriamolo…
??Andiamo a chiedere al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera.
??Chiediamo all’Assessora Marta Nalin Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020? Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?
Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?
Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?
??E, ovviamente, chiediamo al Sindaco Giordani e all’intera giunta di applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti!

Facciamolo in piazza visto che gli incontri promessi non sono più stati convocati dal Comune.

Siete tutte e tutti invitati!
Lottiamo per l’acqua Bene Comune!
Fino all’ultima goccia!

MANIFESTZIONE CONTRO LA QUARTA LINEA DELL’INCENERITORE

SABATO 8 MAGGIO 2021 ORE 15.00

PARCO IRIS VIA FORCELLINI

No quarta linea inceneritore di S. Lazzaro

Sì dismissione linee 1 e 2

Sì graduale riduzione 3a linea

Vogliono bruciare dalle 60.000 alle 80.000 tonnellate di rifiuti in più all’anno: Padova già brucia circa il 65% del rifiuto residuo della regione (160.000 t. su 239.000 t), con la 4° linea Padova brucerà l’80-90% dei rifiuti veneti da incenerire: non vogliamo essere costretti per i prossimi 25 anni come minimo, a bruciare rifiuti anche speciali che vengono da fuori regione!

E’ un progetto sbagliato, sovradimensionato, pericoloso per la salute e per l’ambiente: inquina l’aria e le acque, aumenta il riscaldamento globale, brucia fanghi e percolati contenenti PFAS che vengono diffusi nell’ambiente.

E’ un problema di tutta la città: respiriamo aria inquinata che ci porta malattie, sulla quale occorre agire per ridurre e non aumentare l’immissione di polveri, fumi e gas.

E’ un progetto superato, in contrasto con la nuova normativa europea sui rifiuti: I rifiuti non si bruciano si riciclano

Sì riduzione dei rifiuti

Sì raccolta porta a porta

Sì riuso e riciclo

Firma la petizione on line change.org NO ALLA QUARTA PADOVA

Inquadra il QR code

Le Associazioni, i Comitati ed i cittadini  contro la quarta linea dell’inceneritore di S. Lazzaro