Il TAR respinge il ricorso sulla tariffa dell’acqua La mobilitazione continua

Oggi, 27 marzo 2014,  è stata diffusa la sentenza del TAR Lombardia con cui si stabilisce che il ricorso promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Federconsumatori contro il metodo tariffario del servizio idrico elaborato dall’Autorithy per l’Energia Elettrica e il Gas non è stato accolto.

Prendiamo atto delle motivazioni della sentenza, ma ci tocca constatare che la lettura prodotta dal TAR Lombardia è appiattita sulla teoria economica dominante riproponendo l’assunto per cui il servizio idrico è sottoposto alle logiche del mercato e del profitto.
Come movimento per l’acqua ci teniamo, quindi, a denunciare la gravità di questa decisione in quanto assume un significato che va ben al di là del contenuto specifico del ricorso e attiene maggiormente a principi quali il rispetto degli strumenti di democrazia diretta garantiti dalla Costituzione, ovvero il referendum, e il rispetto della volontà popolare. Infatti, ribadiamo che il metodo tariffario predisposto dall’AEEG viola palesemente l’esito del secondo referendum sul servizio idrico del giugno 2011, quello che ha abrogato la remunerazione del capitale investito nelle tariffe.

Come movimento per l’acqua proseguiremo la mobilitazione e le campagne volte alla piena e reale attuazione degli esiti referendari, attraverso la Campagna di Obbedienza Civile e quella per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e valuteremo, entro breve, l’opportunità di ricorrere in Consiglio di Stato.
Roma, 27 Marzo 2014.                                                                       Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Da “IL MANIFESTO” 28 MARZO 2014
Il Tar cancella il referendum, l’acqua resta ancora una merce di Riccardo Chiari

Diritti negati. Sentenza choc dei giudici amministrativi. Il Forum dei movimenti: “Decisione gravissima, noi andiamo avanti”

Nono­stante il vit­to­rioso refe­ren­dum dell’estate 2011, il Tar della Lom­bar­dia ha riget­tato il ricorso del Forum dei movi­menti per l’acqua e della Feder­con­su­ma­tori con­tro l’inserimento nel sistema tarif­fa­rio della voce “costo della risorsa finan­zia­ria”. Una voce che di fatto ha ripor­tato in bol­letta, sia nel 2012 che nel 2013, la remu­ne­ra­zione del capi­tale del 7% can­cel­lata dal voto di 27 milioni di ita­liani. “Come sem­pre pren­diamo atto della sen­tenza — com­menta Cor­rado Oddi del Forum – certo non pos­siamo non notare che la deci­sione si muove lungo le diret­trici del pen­siero eco­no­mico domi­nante. Quello ‘main­stream’ per cui l’acqua è una merce, e il ser­vi­zio idrico va con­se­gnato al mercato”.

Di fronte alla sen­tenza dei giu­dici ammi­ni­stra­tivi, i movi­menti per l’acqua non arre­trano di un mil­li­me­tro: “Riba­diamo che il metodo tarif­fa­rio pre­di­spo­sto dall’Authority per l’energia elet­trica e il gas viola pale­se­mente l’esito del secondo refe­ren­dum sul ser­vi­zio idrico del giu­gno 2011, quello che ha abro­gato la remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito nelle tariffe”. Dal canto suo il Tar lom­bardo, nel moti­vare la sua deci­sione, ritiene che dopo il refe­ren­dum — senza l’intervento dell’Authority – sarebbe seguita l’applicazione del vec­chio, ancor più sfa­vo­re­vole metodo tariffario.

In det­ta­glio i magi­strati ammi­ni­stra­tivi scri­vono: “L’ipotetico annul­la­mento della deli­bera 585/2012 (quella dell’Authority che rego­lava “tran­si­to­ria­mente” la tariffa del ser­vi­zio idrico inte­grato, ndr) non por­te­rebbe di per sé a un risul­tato utile per le asso­cia­zioni, essendo invece fon­data la pos­si­bi­lità dell’applicazione del ‘vec­chio’ metodo tarif­fa­rio. Qua­lora l’Autorità non avesse adot­tato il nuovo metodo, suc­ces­sivo al noto refe­ren­dum abro­ga­tivo, avreb­bero avuto comun­que vigenza le pre­ce­denti tariffe, mag­gior­mente sfa­vo­re­voli ai con­su­ma­tori di quello attuale. Non essendo imma­gi­na­bile una sorta di vuoto nor­ma­tivo tarif­fa­rio, avrebbe avuto in ogni caso appli­ca­zione il regime del Dm del 1996, in attesa dell’intervento di rego­la­zione”. Attri­buito nell’autunno 2011 all’Aeeg.

Fra le tante, a man­care nella sen­tenza del Tar è la spie­ga­zione di come l’Authority per l’energia elet­trica e il gas, for­mal­mente indi­pen­dente ma i cui mem­bri sono di fatto nomi­nati da governo e par­la­mento, possa ela­bo­rare un (pur tran­si­to­rio) metodo tarif­fa­rio che fa rien­trare dalla fine­stra, sotto la voce “oneri finan­ziari”, quella remu­ne­ra­zione del capi­tale can­cel­lata da un refe­ren­dum che ha rile­vanza costi­tu­zio­nale. Di qui la duris­sima presa di posi­zione del Forum: “Come movi­mento per l’acqua denun­ciamo la gra­vità di que­sta deci­sione, in quanto assume un signi­fi­cato che va ben al di là del con­te­nuto spe­ci­fico del ricorso, e attiene mag­gior­mente a prin­cipi quali il rispetto degli stru­menti di demo­cra­zia diretta garan­titi dalla Costi­tu­zione, ovvero il refe­ren­dum, e il rispetto della volontà popolare”.

La mobi­li­ta­zione, assi­cu­rano i movi­menti per l’acqua, non si fer­merà, e non è escluso (anzi) un ricorso al Con­si­glio di Stato con­tro la sen­tenza del Tar lom­bardo. Intanto però si pro­cede “secondo l’assunto per cui il ser­vi­zio idrico è sot­to­po­sto alle logi­che del mer­cato e del pro­fitto”, vedi la recente deli­be­ra­zione con la quale l’Aeeg ha appro­vato meto­do­lo­gia e pro­ce­dure per le tariffe 2014–2015. In rispo­sta, il Forum andrà avanti nelle cam­pa­gne di “obbe­dienza civile” per non pagare in bol­letta la remu­ne­ra­zione del capi­tale, e per l’effettiva ripub­bli­ciz­za­zione del ser­vi­zio idrico.

 

 

Padova – Nella Giornata Mondiale per l’Acqua rilanciamo l’Obbedienza Civile e la difesa dei Beni Comuni di questa città

Sta tutto lì, condensato in quei ventitré metri di striscione calato dal Palazzo della Ragione, nel cuore della città di Padova, il senso della battaglia del combattivo Comitato Due Sì per l’Acqua Bene Comune che, nella Giornata Mondiale per l’Acqua (22 marzo 2014), ha voluto far sentire la sua voce per invitare tutte/i ad aderire alla campagna di Obbedienza Civile (autoriduzione delle bollette) per il rispetto dei referendum di giugno 2011.

Si, perché nonostante siano trascorsi quasi tre anni dai referendum sull’acqua che hanno affermato a chiare lettere i principi della ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali e la loro fuoriuscita dalle logiche di mercato e di profitto, i gestori (come Acegas-Aps, gruppo Hera) continuano, illegittimamente, a gonfiare le nostre bollette dell’acqua della componente tariffaria di profitto eliminata dal 2° quesito referendario come se, appunto, i referendum non vi fossero stati, come se il loro risultato (suffragato dal voto di 27 milioni di concittadini!) non avesse l’efficacia vincolante della leggeLa percentuale da portare in detrazione sul totale fatturato in bolletta, ricordano gli attivisti, é del 18,82%.

Negli interventi è stata anche ricordata l’iniziativa contro la truffa della  mancata depurazione delle acque reflue e dei relativi rimborsi che spettano a chi, per anni, senza beneficiare dei servizi di depurazione e fognatura è stato incredibilmente e illegalmente costretto a pagarli (v. il Dossier). Argomento, questo, al centro di una affollata assemblea tenutasi venerdì 21 marzo nella zona sud della città (Sala Polivalente, Voltabrusegana), nel corso della quale gli attivisti hanno anche stigmatizzato il disinteresse, se non l’ostilità, delle istituzioni locali nei confronti delle iniziative volte a tutelare gli interessi della cittadinanza e la difesa dei beni comuni. Il primo incontro, molto partecipato anch’esso, si é svolto invece nella zona sud ovest (Voltabarozzo).

In cantiere una terza pubblica assemblea in zona Mandria. Sono già centinaia i cittadini che stanno chiedendo il rimborso e che, attraverso questa battaglia, hanno conosciuto ed iniziato a praticare l’autoriduzione delle bollette.

Il Comitato ha voluto anche lanciare, per lunedì 24 marzo, l’appuntamento al Consiglio comunale di Padova (ore 19.30), perché è in discussione la fusione tra Aps Holding e BusItalia. L’operazione ricorda, per la tempistica e per l’assenza di un reale percorso democratico di consultazione della cittadinanza, l’altra sciagurata fusione, quella tra Acegas-Aps e il colosso emiliano Hera. Anche la logica è la stessa: privatizzare e spogliare la città del controllo sui servizi per metterli in mano ad una gestione aziendalistica, privatistica e di mercato.

QUI il video della manifestazione

Di seguito il volantino distribuito nell’iniziativa

22 marzo Giornata Mondiale per l’Acqua
AUTORIDUCI CON NOI LE BOLLETTE DELL’ACQUA
RISPETTIAMO I RISULTATI DEI REFERENDUM: L’ACQUA E’ UN BENE COMUNE, NON UNA MERCE !

I servizi devono restare della città per questo ti invitiamo lunedì 24 marzo alle ore 19.30 ad essere al Consiglio comunale per dire NO ALLA FUSIONE APS-BUSITALIA.
Oggi, nella Giornata Mondiale per l’Acqua, invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a portare avanti con noi la campagna di Obbedienza Civile che consiste nell’autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di profitto cancellata dai referendum (per Acegas il 18.82%).  Infatti, i referendum di giugno 2011 furono pensati per affermare un principio basilare: sull’acqua (bene comune essenziale alla vita) nessun gestore deve fare profitti.
Ma con i referendum abbiamo voluto anche dire che i servizi devono restare realmente pubblici e non asserviti alle logiche della privatizzazione e della mercificazione.
A Padova abbiamo già visto i danni prodotti dalla fusione di Acegas Aps con Hera: la gestione del servizio idrico e dei rifiuti è solo determinata da logiche aziendali e di profitto.
Ora la stessa cosa sta avvenendo con i trasporti ed in fretta e furia si vorrebbe approvare la fusione di Aps con BusItalia togliendo alla città il controllo sulla gestione della mobilità e affidandola a maggioranza ai privati, alle logiche dei business e dei profitti.
Eh no! Basta con queste decisioni prese sulla nostra testa in tutta fretta come vorrebbe la Giunta accelerando la fusione.
Per questo invitiamo tutti a dire NO ALLA FUSIONE ed ad essere al Consiglio Comunale lunedì sera.
Riaffermiamo il valore dei referendum in cui  il 95.8% dei votanti (praticamente 27 milioni) si dichiarò a favore dell’abrogazione della norma che assicurava ai gestori il 7%  di remunerazione sul capitale investito e contro la gestione privatistica dei servizi.
A  quasi 3 anni dai referendum, i gestori continuano illegittimamente a fare profitti sull’acqua, continuando a farci pagare la quota abolita dai referendum!!
Ecco dunque, il senso della campagna di obbedienza civile: rispettare i referendum.
Aderire è semplice:   vieni ai nostri SPORTELLI o ai nostri BANCHETTI  con la bolletta in scadenza e  noi ti compileremo un nuovo bollettino postale con l’importo autoridotto come da legge.
Oggi c’è un motivo in più per aderire all’Obbedienza Civile: Acegas-Aps/Hera  è responsabile di una nuova truffa, poiché trattiene in bolletta il canone di depurazione anche a quegli utenti che, benché allacciati al sistema fognario, non hanno mai beneficiato di quel servizio!
Il motivo é sempre lo stesso: far crescere a spese degli utenti i suoi profitti !!

CONTATTACI PER AVERE INDIETRO IL RIMBORSO SULLA DEPURAZIONE

Abbiamo dalla nostra la legge, facciamola rispettare: TI ASPETTIAMO!!!!!!!!!!!!!

ED ECCO  COME FARE L’AUTORIDUZIONE DELLA BOLLETTA E DOVE TROVARCI

La cosa più semplice (almeno la prima volta che si autoriduce) è venire a uno dei nostri SPORTELLI e/o BANCHETTI, portando con te la bolletta in scadenza e da pagare. ATTENZIONE: se la bolletta è domiciliata in BANCA oppure in POSTA, devi dare immediatamente ladisdetta (bastano pochi minuti), per effettuare direttamente il pagamento autoridotto.

Ecco dove si trovano i nostri SPORTELLI (tecnico-legali):

ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux),  il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30 tel. 328.9254183 (Alessandro) oppure                               049.692171049 (Ufficio)

ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran Teatro GEOX) Tutti i giorni, da lunedì al venerdì,

orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554049 – 049 7380587049

Ecco dove si trovano i nostri BANCHETTI (dalle ore 10,30 alle ore 12,30/45):

AL  SABATO

– mercato in Piazza delle Erbe, lato fontana;

– Prato della Valle, ang. sottoportico Via Umberto I°

AL MERCOLEDÌ

– mercato alla Guizza, piazzale Cuoco (tel. 346.7358255 – 328.6334574 – 334.7515209)

Presso  i  nostri  SPORTELLI  e  BANCHETTI,  potrai:

1. firmare la raccomandata a mano RECLAMO/ISTANZA DI RIMBORSO all’Acegasaps  con la quale: metti in mora il gestore e chiedi di essere rimborsato per la componente tariffaria versata in più su ogni bolletta a decorrere da luglio 2011 (la porteremo noi ad ACEGAS come raccomandata a mano), oltre ad avvisare che comincerai l’autoriduzione delle bollette;

2. compilare il nuovo Bollettino Postale, indirizzato ad ACEGASAPS (c/c n. 4366), con l’importo in scadenza autoridotto per la quota del 18,82% (quota pari alla remunerazione del capitale investito, che è ingiustamente addebitata, come sancito dal referendum, dalla Corte Costituzionale, dal Tar Toscana e dal Consiglio di Stato);

3. ricevere informazioni tecniche e legali.

IMPORTANTE: nel caso tu voglia COMPILARE DA SOLO la raccomandata e il bollettino autoridotto, o versare in banca (c/c IT61K 06225 12107 07400476390K), ricordati di:

indicare nella causale  ADESIONE CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE e,  subito sotto,codice utenza e n. bolletta (comeriportati sul bollettino in scadenza);

comunicarci (via mail o tel.) gli estremi del versamento (e di farlo ad ogni successiva autoriduzione) quali: cognome e nome, n. tel./mail, numero e data bolletta, n. contratto, importo come da fattura e l’importo autoridotto. Ciò perché il Comitato deve avere un quadro complessivo degli auto riduttori e deve poter contattare gli aderenti alla Campagna per decidere insieme le iniziative da intraprendere.

a.p.

Comitato Prov. 2 Si per L’Acqua Bene Comune- Padova

E-mail: acquabenecomunepd@gmail.com

www.acquabenecomunepadova.org

 

 

 

TRUFFA DEPURAZIONE: su Acegas-Aps fioccano centinaia e centinaia istanze di rimborso

4800  UTENZE DEL PADOVANO COSTRETTE A PAGARE PER ANNI  IL SERVIZIO DEPURAZIONE ACQUE REFLUE MAI EROGATO HANNO DIRITTO AL RIMBORSO.

A PADOVA LA PRIMA AFFOLLATISSIMA ASSEMBLEA PUBBLICA.

“Sarà per colpa della crisi o dell’inqualificabile comportamento di Acegas-Aps, sta di fatto che assemblee così non se ne vedevano da tempo”. E’ stato il lapidario commento degli instancabili attivisti del Comitato Prov. Due Si per l’Acqua Bene Comune, che ha avuto l’indubbio merito di portare alla luce questa sconcertante vicenda. Così, martedì 11 febbraio 2014, più di 200 persone si sono stipate come sardine nella pur ampia sala del Consiglio di Quartiere n. 4 di Voltabarozzo per presentare  il conto agli imbarazzati dirigenti della multiutility da poco incorporata in Hera, colà convenuti su invito del presidente Bettella, che ha patrocinato l’iniziativa.

I quali, inutile dirlo, ne sono usciti piuttosto malconci. Perché il cahier esibito dal Comitato (l’illegittima esazione in bolletta del canone depurazione in assenza del relativo servizio, la mancata pubblicazione degli elenchi delle utenze coinvolte, l’omessa comunicazione in bolletta delle informazioni utili a esercitare il diritto di rimborso, come da decreto ministeriale etc., v. scheda) era di quelli che non ammettono repliche.   E il conto, come si diceva, si annuncia salato: l’istanza che ogni utente truffato ha diritto di presentare (il cui modello è disponibile presso gli sportelli e i banchetti del Comitato o richiedibile all’indirizzo di posta in calce), chiede il rimborso di un pregresso di dieci anni dalla data della presentazione, oltre la consueta rivalutazione monetaria ed interessi legali.

“Ed è solo l’inizio”, assicurano gli attivisti, “perché a breve replicheremo con altre assemblee”.

Pubblichiamo gli elenchi delle vie interessate al rimborso, distinguendo tra rimborso totale (cioè dell’intero canone versato) elenco D e parziale (nel caso in cui l’allacciamento all’impianto di depurazione sia in via di progettazione o realizzazione) elenco B, mentre più sotto l’intero dossier sulla vicenda.

ELENCO D (RIMBORSI TOTALI)

Adriatica – Arditi – Australia (Corso) – Attendolo – Azzoni – Comelico (vicolo) – Conegliano – Contarini – Della Faggiola – Erizzo – Falcone – Faliero – Fieramosca – Fonda – Friuli – Grimani – Irpinia – Locchi – Loschi – Madonnina – Malipiero – Mastropiero – Mercantini – Mocenico – Monegario – Monferrato – Montebelluna – Nani – Nantes – Orseolo – Papadopoli – Partecipazio – Pastò – Pico della Mrirandola – Piccolomini – Pisani – Polveriera – Pozzoveggiani – Premarini – Priuli – Sambonifacio – San Giacomo – San Martino – Santuliana – Savorgnan – Steno – Vasco – Vasco de Gama – Versilia – Vittorio Veneto – Zacco – Zeno.

ELENCO B (RIMBORSO PARZIALE)

Adige – Appia – Borghetto – Calabria – Camin – Campolongo – Canaletta – Cigolo (Vicolo) – Cinquantottesimo Fanteria – Colli – Colombo – Conf. M. Ortone M. Rosso – Corazza – Del Gallo – Del Piovego (Lungargine) – Donati (Lungargine) – Elettronica (Viale) – Emilia – Fogazzaro – Foscolo – Fraccalanza – Franklin – Gambato – Gambetta – Giarre (Vicolo) – Giusti – Gramsci – Guazzi  – Lago Dolfin – Latisana – Lazzaretto – Levante ferrovia – Lungoargine – Malachin – Malpileo – Manca – Micca – Monte Lonzina – Monteortone – Monterosso – Montesanto – Monti – Nievo – Oberdan – Olmo di Camin – Ormaneto – Osteria Vecchia – Pezzolo – Pilo – Provenza – Onte Fabbrica – Quaranta – Romana – Rovetta (Lungargine) – Rubicone – Sabbionari (Lungargine)

Sabbioni – San Bartolomeo – San Daniele – San Lorenzo – Sant’Eufemia – Santa Giustina – Santa Maria – Santonini (Vicolo) – Sardegna – Sartorio – Schiaparelli – Sella – Sette Fratelli Cervi – Sottomarina – Stazione  – Toscana – Treponti – Venezuela – Vergani – Vinciguerra.

Gli SPORTELLI del Comitato ai quali rivolgersi per produrre istanza di rimborso e aderire alla campagna di Obbedienza Civile (autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di remunerazione del capitale eliminata dai referendum 2011 e ancora applicata dai gestori) sono:

-ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux), il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30 tel. 328.9254183 – 049.692171

-ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran teatro GEOX)  Tutti i giorni, da lunedì                                                             al venerdì, orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554 – 049 7380587

 

SCHEDA

Convinte che il loro impianto fognario fosse allacciato al sistema di depurazione, come certificato ogni volta in bolletta dalla presenza della relativa quota, migliaia di famiglie del padovano oggi scoprono che quel sistema funzionava solo sulla carta; insomma, di avere pagato per anni un servizio inesistente.
Come è stato possibile?

1- La legge Galli
Come sovente accade nel Belpaese l’illecito origina da una disposizione legislativa. Si, perché fino al 2008, a fronte della mancata erogazione del servizio depurazione da parte del gestore (a Padova la società Acegas-Aps, da poco incorporata nella multiutility emiliana Hera s.p.a), l’esazione della relativa quota ha avuto, incredibilmente, copertura legale. Ad offrirla era la legge 36/1994, nota come “legge Galli” (e cioè la legge che ha riorganizzato il settore idrico con l’introduzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, ex A.T.O.) che, all’art.14, comma 1, recitava:

La quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. I relativi proventi affluiscono in un fondo vincolato e sono destinati esclusivamente alla realizzazione e alla gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione”.

2- Corrispettivo, non tributo
Fino al 2008, si diceva. Perché in quell’anno la Consulta accoglie la questione di legittimità costituzionale sollevata da un giudice di pace della provincia campana che denuncia l’irragionevolezza della norma citata, muovendo dal presupposto che la tariffa del servizio idrico integrato, come le sue componenti (servizio di depurazione incluso), ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo. Quindi, se non c’è prestazione del servizio, non può esserci controprestazione pecuniaria! Così, con sentenza 335/2008, pubblicata in G.U. il 15 ottobre 2008, l’Alta Corte dichiara la incostituzionalità proprio del 1° c. dell’art.14 della legge Galli.
Ma Acegas-Aps si sente legibus solutus e, dunque, la ignora! Né si pone il problema dei rimborsi, vista l’efficacia retroattiva (ex tunc) di quel tipo di giudizio… Morale, gli utenti continuano a pagare!
Che nome dare a questo comportamento, truffa, appropriazione indebita?

3- Corsi e ricorsi del diritto: la truffa dei rimborsi
Sta di fatto che nei primi mesi dell’anno successivo (febbr. 2009) la legge n.13, nel recepire la sentenza dell’Alta Corte ne attenua di molto la portata e corre puntualmente in soccorso dei gestori:  una volta premesso che gli oneri di progettazione e di realizzazione degli impianti di depurazione concorrono alla determinazione della tariffa del s.i.i., stabilisce che gli utenti che non beneficiano del servizio depurazione sono tenuti egualmente al pagamento del canone “a decorrere dall’avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione, purché alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati” (art. 8 sexies).
In sintesi, non si paga se non ci sono gli impianti ma se c’è un progetto bisogna pagare! Unico obbligo per questi ultimi è di aggiornare gli utenti sullo stato di avanzamento dei lavori.
Lo stesso articolo, poi, sembra finalmente porre ai gestori il problema dei rimborsi, obbligandoli a restituire (“anche in forma rateizzata”, ci mancherebbe!) quanto indebitamente trattenuto entro il termine massimo di cinque anni a decorrere dal 1° ottobre 2009 (dunque, entro il 30 sett. 2014). Ma attenzione: dall’importo del rimborso -la cui determinazione compete alle Autorità d’Ambito- la legge consente di stornare “gli oneri derivanti dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento delle opere avviate”.
In tal modo, si gettano le premesse perché anche il rimborso diventi automaticamente una truffa!

4- Ancora inadempienze: l’informazione agli utenti
Per completezza espositiva, facciamo menzione della norma che, per così dire, chiude il cerchio di una vicenda che, ormai è chiaro, sa di inefficienza e illegalità,  vale a dire del decreto attuativo 30 settembre 2009 (perché previsto dalla stessa L. n. 13 cit.), pubblicato in G.U. solo l’8 febbraio 2010, il quale, nel dettagliare gli oneri a carico del gestore del s. i. i. per procedere alla dovuta restituzione, non tralascia quello di informativa all’utenza, che va dalla pubblicazione degli elenchi degli aventi diritto sui propri siti web, alla comunicazione diretta in bolletta circa le modalità di consultazione, fino alla comunicazione dei dati relativi al programma per la costruzione e l’attivazione degli impianti di depurazione (artt. 1,4).
Acegas-Aps ancora una volta lo ignora, di comunicazione in bolletta neanche a parlarne (solo di recente ha pubblicato gli elenchi sul proprio sito www.gruppo.acegas-aps.it), mentre il canone depurazione sembra essere magicamente sparito solo a decorrere dalle ultime due fatture. Perché, ed è questo il punto, il rimborso si attiva solo a seguito di istanza da parte dell’utente avente diritto e quindi diventa essenziale esserne a conoscenza. A tal fine, nonostante il termine di prescrizione ordinaria decennale (ex art.2946 c.c.) a favore del quale si è pronunciata la Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti, è preferibile che l’utente produca istanza prima possibile, per non cadere nella trappola della prescrizione quinquennale agitata dai gestori.

5- Sindaci e gestori: un abbraccio mortale
Ma grave è soprattutto che l’Amministrazione comunale non sia in grado di tutelare gli interessi dei cittadini di fronte alla forza dei gestori privati del servizio idrico e delle banche che li sostengono.
“Viene spontaneo pensare -denunciano gli attivisti del Comitato Prov. 2 SI per l’Acqua Bene Comune di Padova, grazie ai quali siamo venuti a conoscenza di questa megatruffa- che i Comuni, essendo loro stessi soci di quelle gestioni, entrino in conflitto d’interessi, e ogni volta ne escano semplicemente approvando e favorendo l’interesse e il profitto dell’azienda”. E ancora:  “é un copione che abbiamo visto all’opera in più occasioni, dal vergognoso voto in Consiglio Comunale pro-fusione (sett. 2012) a quello, più recente, ma non meno scandaloso, con il quale i primi cittadini, convenuti in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, hanno approvato (alla quasi unanimità) gli aumenti tariffari (passati e futuri) imposti dal nuovo Metodo Tariffario Transitorio (MTT) targato AEEG, che nega, in nuce, la volontà referendaria”.
“D’altra parte -aggiungono i referendari- questa vicenda dovrebbe seminare più di un  dubbio tra i corifei dell’efficienza del privato, soprattutto in tema di gestione di beni comuni naturali: perché l’attenzione, le cure ma soprattutto l’ingente mole di investimenti di cui  necessitano, l’equità e la qualità del servizio, il risparmio della risorsa, per non parlare delle inevitabili ricadute ambientali del servizio… mal si addicono a una gestione che ha come faro prioritario il profitto, l’utile da distribuire all’azionista”.
Cosicché, a vent’anni esatti dall’ex legge Galli, quelle opere di depurazione sono ancora da cantierare (o completare), né è dato sapere che fine abbia fatto quel fondo vincolato alla loro realizzazione.

6- Come se ne esce?
La risposta ormai la sappiamo: applicando la volontà che 27 milioni di italiani depositarono nelle urne referendarie di quella tarda primavera del 2011 e che politica, istituzioni, ATO e gestori hanno fin qui scandalosamente ignorato e combattuto: e cioè riportando alla sovranità dei cittadini, dei lavoratori, delle comunità locali la gestione dei s.p.l., depurandola – e qui cade a proposito-   da qualsivoglia logica di mercato e di profitto.
Difficile? “Intanto ci proviamo con la campagna di Obbedienza Civile -rispondono gli attivisti- e nel dirlo invitano la cittadinanza a stornare dalle bollette dell’acqua la quota di remunerazione del capitale che ancora vi figura (18,82%), nonostante sia stata cancellata a partire dal 21 luglio 2011. Perché -e concludono- é proprio la persistenza del profitto tra i criteri gestionali  la causa di scandalose vicende come questa e, insieme, l’ostacolo più grande sulla strada della ripubblicizzazione”.

Alessandro Punzo

 

1° marzo 2014: l’acqua pubblica tra i lavoratori in lotta

IL COMITATO 2 SI PER L’ACQUA BENE COMUNE DI PADOVA SOSTIENE I LAVORATORI DELL’ARTONI IN  LOTTA  PER LA CONQUISTA DEL DIRITTO A UNA VITA DEGNA

Contro l’arroganza della classe padronale – che conosce solo l’arma del licenziamento e della repressione poliziesca nei confronti di chi rivendica diritti e dignità del lavoro-  e  delle istituzioni  che, come sempre,  trasformano in un fatto di ordine pubblico qualsiasi battaglia per allargare gli spazi di democrazia e libertà (dalla lotta dei No TAV alle tante, inutili, “Grandi opere”, fino a quelle per la casa e il reddito…), ancora una volta scendiamo in piazza, per animare una battaglia che sentiamo  anche nostra.

Perché l’esperienza ci insegna che la logica è sempre la stessa, sia che si tratti di aziende della logistica, sia che si tratti di gestori dell’acqua:  in nome del dio profitto (che in quest’ultimo caso non è più nemmeno legittimo) queste commettono le più gravi nefandezze, come l’interruzione dell’erogazione del servizio idrico  o la riduzione di flusso a famiglie che, pesantemente vessate dalla crisi economica,  non hanno pagato qualche bolletta dell’acqua. Per non parlare delle gravi denunce ricevute da alcuni attivisti che, nel settembre del 2012, si limitavano a manifestare contro la sciagurata operazione di fusione per incorporazione di Acegas-Aps in Hera, perché nettamente contraria allo spirito referendario.

Siamo convinti che la migliore risposta contro questi atti di arroganza sia perseverare nella lotta che, per noi, significa ampliare il fronte dell’autoriduzione della bolletta dell’acqua della percentuale di profitto (18,82%) che gestori come Acegas-Aps (ma un discorso analogo vale anche per quelli a totale capitale pubblico, perché se società per azioni perseguono sempre l’obiettivo del profitto) continuano illegittimamente a prelevarci dalla bolletta nonostante e contro il risultato referendario  e le innumerevoli pronunce delle più alte magistrature dello Stato (Corte Costituzione, Consiglio di Stato, Tar Toscana etc.).

Anche la recente scoperta (da parte del nostro Comitato) dell’incredibile vicenda della truffa-depurazione delle acque reflue, che ha avuto larga eco sui quotidiani locali (v. il Mattino di domenica 23 febbraio) rafforza  il nostro convincimento che togliere il profitto ai gestori e ripubblicizzare il comparto dei servizi pubblici locali siano non solo comportamenti obbedienti alla legge ma necessità ineludibili.

Perché la lotta per i diritti riguarda tutte/i.

Comitato Prov. 2 SI per l’Acqua Bene Comune di Padova.