12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

LOTTARE FINO ALL’ULTIMA GOCCIA!

Ieri nonostante il caldo estivo, nel decimo anniversario del referendum per l’Acqua Bene Comune, abbiamo fatto due cose piccole ma importanti. Prima siamo tornati sotto il comune a ribadire la necessità di applicare in tutti i suoi punti la delibera comunale del 2019 affinché a nessuno venga l’acqua, affinché AceGasApsAmga paghi per le utenze disagiate. Successivamente ci siamo spostati in bicicletta alla Prandina riprendendoci di nuovo quel luogo, facendolo vivere e mostrando quello che potrebbe essere.Ringraziamo tutte e tutti coloro che sono intervenuti portando molti temi. Un ringraziamento particolare e sentito alle Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata (qui il loro intero intervento: https://www.facebook.com/retebenicomunipadova/videos/121267753417666)E poi grazie ai ComboSuonda per la musica e a tuttx quelli che hanno partecipato! Ci vediamo presto, abbiamo appena iniziato “

12 GIUGNO 2011 – 12 GIUGNO 2021

DIECI ANNI DALLA VITTORIA REFERENDARIA

ORE 16:00 PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MORONI

A 10 anni dal referendum tradito sull’acqua una giornata di lotta e socialità per l’acqua bene comune, contro ogni forma di speculazione e privatizzazione sui servizi pubblici locali, per una società che metta al centro gli interessi delle classi popolari e non il profitto di pochi.

Programma:

?Ore 16.00@Comune di Padova Palazzo Moroni.
Vieni con la tua bicicletta di fronte al comune di Padova. Iniziamo da lì per ricordare al Comune che non molleremo fino a quando la delibera del 2019 non sarà applicata in tutti i suoi punti. Questa battaglia è emblematica.
Poi… Biciclettata verso la Prandina!

?Ore 17.00@Prandina.
Momento informativo con interventi di Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova, Mamme NoPfas, No quarta linea inceneritore e altri.

?Ore 18.00@Prandina.
Festa popolare con concerto

  • Tutta la giornata@Prandina.
    Banchetti informativi e intervento di cura e riqualificazione della Prandina, diamo vita per un giorno alla Prandina che vorremmo!

*Indossa la mascherina e rispetta il distanziamento fisico.

Sono passati 10 anni dal referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare del 2011.

Anche chi era troppo piccolo per votare ricorda l’enorme partecipazione popolare e il risultato schiacciante che sancì la vittoria dell’Acqua Bene Comune e il no all’energia nucleare. 27 milioni di Sì contro le privatizzazioni.

A qualcun però non andava bene! Non era previsto che si smettesse di fare profitto sull’acqua e sui servizi pubblici locali e così in agosto del 2012 Draghi (sì proprio lui!) e Trichet inviano una lettera a Monti, all’epoca primo ministro italiano, in cui scrivono:

“È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

La volontà popolare democraticamente espressa nel referendum viene ignorata per far spazio agli interessi economici di pochi. Questo processo raggiunge il suo culmine a dicembre 2020 quando l’acqua, al pari di una qualsiasi altra merce, è stata quotata in Borsa.
La cosiddetta “riforma” del settore idrico contenuta nel Recovery Plan, così come aggiornato dal governo Draghi (ancora lui!), punta ad un sostanziale obbligo alla privatizzazione nella forma del partenariato pubblico-privato, in particolare nel Mezzogiorno
L’attuale versione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risulta in “perfetta” continuità con l’azione dei governi precedenti tesa a disconoscere e tentare di cancellare l’esito referendario: un ulteriore incentivo verso la gestione mercantile dei beni comuni!

In tutta Italia, però, non si è mai smesso di dare battaglia per difendere la vittoria referendaria, impedire di fare profitto sull’acqua e garantire l’accesso a questo servizio essenziale a tutte e tutti. A Padova questa lotta ha dato un importante risultato nel gennaio 2019 quando il comune di Padova ha approvato all’unanimità la delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Questa delibera non è, però, mai stata applicata! AcegasApsAmga continua a fare profitto sull’acqua e il Comune sta a guardare.
Tocca ancora a noi vincere questa battaglia importantissima e costringere il Comune ad applicare la delibera. Vogliamo una società non più in mano ai profitti di pochi ma strutturata per consentire a tutti e tutte l’accesso alle cure, ai beni essenziali, ai diritti.

Fino all’ultima goccia!

.P.S. Non siamo soli! A Roma ci sarà la manifestazione nazionale tutte le info qui: https://www.acquabenecomune.org/…/4064-roma-12-6…

PRENDIAMOCI CURA DELLA PRANDINA: RIQUALIFICAZIONE E PULIZIA DEL PARCO

FINO ALL’ULTIMA GOCCIA

PRESIDIO

SABATO 29 MAGGIO ORE 11:00

DI FRONTE AL COMUNE DI PADOVA

Il Comune applichi la delibera per l’Acqua Bene Comune

Il 12 giugno 2021 saranno passati 10 anni dal grande referendum per l’Acqua Bene Comune. La volontà popolare espressa in quel referendum è stata tradita. Altro che bene comune essenziale, sull’acqua si fa ancora profitto! Addirittura inizia a essere quotata in borsa, proprio come il petrolio…

Assurdo vero? E non è tutto!

Grazie alle pressioni del Comitato Acqua Bene Comune il consiglio comunale di Padova ha approvato nel Gennaio del 2019 una delibera che prevede:

?La fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
?La tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
?Alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
?Il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Peccato che questa delibera non sia mai stata applicata! E così la situazione in cui ci troviamo è questa: privati che fanno soldi sul bene primario per eccellenza.

Il Comune cosa fa? Si perde in un bicchiere d’acqua? Fa acqua da tutte le parti??

Scopriamolo…
??Andiamo a chiedere al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera.
??Chiediamo all’Assessora Marta Nalin Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020? Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e per il 2020? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie disagiate?
Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli?
Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?
??E, ovviamente, chiediamo al Sindaco Giordani e all’intera giunta di applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti!

Facciamolo in piazza visto che gli incontri promessi non sono più stati convocati dal Comune.

Siete tutte e tutti invitati!
Lottiamo per l’acqua Bene Comune!
Fino all’ultima goccia!

Testo dell’accordo definitivo COMITATO-ACEGAS sulla restituzione delle autoriduzioni

AcegasApsAmga, nelle bozze di lettere che ci ha recapitato, ha accettato la rateizzazione bimestrale, come da noi fermamente richiesto nel corso dell’ultimo incontro del 12 ottobre 2017. Per il resto, ci viene confermato quanto avevamo già pattuito (nel corso dei precedenti):

a-abbuono delle autoriduzioni praticate negli anni 2012-2013;

b-rinuncia alla riscossione di interessi e di eventuali oneri accessori;

c- per importi superiori a 50€, possibilità di rateizzare l’importo a credito in 3-6-8 rate con cadenza bimestrale (a seconda del debito da rimborsare, v. oltre); oppure, in alternativa, pagamento in un’unica soluzione, scontato del 5% (entro il 30 novembre 2017).

Nello specifico:

1- A breve, ogni utente ex autoriduttore riceverà una lettera (specifica, cioè adattata al suo caso) da AcegasApsAmga nella quale, dopo il cappello di prammatica (sentenze del TAR e del C.d.S. che “legittimano” quanto fatturato dal gestore in questi anni e, dunque, la riscossione delle autoriduzioni…), troverà sia il suo estratto conto aggiornato al 30 sett.2017, sia le modalità da seguire per saldare il debito, se in un’unica soluzione o, se si sceglie di rateizzarlo, in quante rate pagare.

2- Cosa dobbiamo fare al ricevimento della lettera del gestore?

Innanzitutto, controllare (come più volte scritto) che l’importo a nostro debito (risultante dall’estratto conto) corrisponda effettivamente alle autoriduzioni effettuate.

Dopodiché spedire al gestore (entro il termine del 30 novembre 2017) la lettera ricevuta dopo aver barrato la casella relativa all’opzione prescelta, vale a dire se intendiamo avvalerci dello sconto del 5% pagando in un ‘unica soluzione o, invece, della rateizzazione. Dove indirizzarla?

via e-mail: info.pd@acegasapsamga.it via fax: n. 049-8701541

2.1  Se scegliamo lo sconto del 5%, dobbiamo accludere alla lettera da rimandare ad Acegas anche la ricevuta dell’unico versamento, il tutto (ripetiamolo) entro il termine del 30 novembre 2017.

Come effettuare il versamento?

-Bonifico sull’IBAN IT92N0760102400000054062286

-Oppure, compilando un bollettino postale (bianco), con n. di c.c.p. 54062286 intestato ad Hera Spa – Viale Berti Pichat 2/4 – 40127 Bologna, scrivendo nella CAUSALE: Cod. cliente 100……… “AUTORIDUTTORE”

2.2 Se invece abbiamo scelto la rateizzazione, una volta barrata la casella Piano rateale, dobbiamo limitarci a rispedire la lettera (via e-mail o fax) ad Acegas (sempre entro il 30 nov.) senza pagare alcunché. Sarà poi cura di Acegas inviarci nuova comunicazione con tutte le istruzioni del caso per dare corso al pagamento delle rate (dunque, riceveremo i 3, 6, 8 bollettini -a seconda dell’importo “dell’insoluto”- e le indicazioni relative alle scadenze bimestrali dei versamenti).

Dunque, chi sceglie il pagamento rateale comincerà, verosimilmente, a pagare la prima rata ai primi di dicembre!

N.B.: Solo nel caso in cui l’importo da pagare sia inferiore o uguale a 50€ (c.d. franchigia), l’utente non dovrà compilare e rispedire alcuna lettera, ma solo (sempre entro il 30 novembre) la ricevuta del versamento dell’intero importo, dunque senza sconto del 5%.

Inoltre, come già concordato e illustrato nella precedente mail, le possibili rateizzazioni sono:

– per debito maggiore di € 50 ma inferiore o uguale a € 300 = riparto in 3 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 300 ma inferiore o uguale a € 1000 = riparto in 6 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 1.000 = riparto in 8 rate, sempre con cadenza bimestrale.

Infine, sembra che alcuni autoriduttori abbiano, in passato (magari in occasione di un sollecito), saldato le loro quote di autoriduzione, restituendo, però, più del dovuto. Ebbene, anche costoro riceveranno dal gestore una lettera ad hoc, nella quale verrà loro riconosciuto l’importo di cui risultano a credito.

ATTENZIONE: se al ricevimento della lettera insorgessero dubbi o incertezze, contattateci pure o, meglio, venite ai nostri   sportelli di C.so Australia o di via Cavallotti.

Per concludere.

L’Obbedienza Civile è stata la nostra principale battaglia per l’attuazione dei referendum del 2011 per l’acqua bene comune (non la sola, come ricordano i tanti che hanno beneficiato dei rimborsi della tariffa depurazione delle acque reflue…). E’ stata combattuta da tutt@ noi nella consapevolezza dei rischi insiti in essa ma con la convinzione di porre in essere una battaglia di principio, di democrazia, di civiltà alla quale sentivamo di non poterci sottrarre. Così, siamo riusciti, per anni, a tener testa a un gestore del calibro di Acegas-Hera (una delle maggiori multiutility quotate in borsa) sottraendogli -nonostante i solleciti di pagamento, le minacce di sospensione del servizio…- quella componente di profitto che non gli spettava e che, sappiamo, continua a non spettargli. Ma la disparità delle forze in campo, la solitudine nella quale abbiamo operato anche all’interno del FIMA, l’aggressione del “politico” e, consentitemi, l’assenza di una “sinistra” degna non ci hanno lasciato scampo. Se, alla fine, due vergognose sentenze ci costringono a pagare, del “ben tolto” ne restituiamo una parte, rateizzata con cadenza bimestrale e senza interessi e, come si diceva, con la consapevolezza di essere ancora, e sempre, dalla parte della ragione. Insomma, abbiamo combattuto una battaglia di cui essere orgogliosi e ne usciamo tutte e tutti a testa alta!

Lunedì 23 ottobre 2017, insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo (che si batte, da tempo, per la riqualificazione dell’area dell’ex Foro Boario), latore di un progetto di ripubblicizzazione dei Beni Comuni cittadini, abbiamo presentato all’Ufficio Protocollo di Palazzo Moroni, a Padova, più di 900 firme a sostegno di una Proposta di Delibera consiliare di iniziativa popolare affinché il diritto all’acqua, l’accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero siano effettivamente goduti da ogni essere umano di questo territorio. Perché il reddito cessi di essere misura dell’accesso, conditio dell’effettiva disponibilità della risorsa idrica.

Presto la nostra Proposta di delibera, unitamente a quella presentata dal comitato Cattedrale D’Avanzo, passerà al vaglio della commissione consiliare competente. Contiamo sulla partecipazione di tutt@ affinché le due Proposte possano completare il loro iter e giungere al voto dell’aula (vi terremo informati).

Insomma, si apre una nuova pagina nella storia dei Beni Comuni cittadini. Contiamo, come sempre, di scriverla insieme a VOI tutt@.

Intanto, un abbraccio e un grazie, di cuore.

Perché si scrive acqua, si legge democrazia!

alessandro

L’acqua non si taglia! A Padova una Proposta di delibera consiliare

Preceduta da una conferenza stampa davanti alla sede del Comune di Padova, sabato 1° ottobre 2016 è iniziata in città la raccolta firme per una Proposta di delibera consiliare di iniziativa popolare, perché, in caso di morosità, agli utenti del servizio idrico integrato non venga interrotto il flusso dell’acqua.

 E’ una misura di civiltà -affermano gli attivisti del Comitato Provinciale Acqua BeneComune di Padova- perché il diritto all’acqua, che vuol dire innanzitutto accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero, non può poi dipendere dal reddito di cui si dispone. Così,  ci è sembrato urgente, anche alla luce del generale quadro di crisi economica, proporre al Consiglio comunale (e poi all’organo di Bacino) una modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato del gestore cittadino AcegasApsAmga-gruppo HERA, affinché misure quali l’interruzione della fornitura idrica e la risoluzione del contratto (che, di fatto, vanificherebbero quel diritto) non abbiano più efficacia”.

Completano la Proposta la rimodulazione degli scaglioni tariffari sul numero  dei componenti il nucleo familiare e, infine, la creazione di un fondo a sostegno delle famiglie disagiate alimentato dagli utili incassati dai gestori (c.d. tariffazione sociale).

Già, gli utili.

Perché a cinque anni dai vittoriosi ma inapplicati referendum sull’acqua del 2011, quegli utili -benchè cancellati dal 2° quesito referendario- figurano ancora illegittimamente (e scandalosamente) in bolletta. E vi figurano -come noto- grazie a un metodo tariffario-truffa prontamente scodellato dal governo Monti all’indomani della consultazione referendaria (2012), contro il quale, da più di un anno, pende ricorso davanti al Consiglio di Stato (la sentenza dovrebbe arrivare nella primavera del 2017). Per non parlare degli abnormi incrementi tariffari fin qui registrati: in pochi anni le bollette dell’acqua sono lievitate ben oltre il 40% !!

Così, alla storica campagna di Obbedienza civile -e cioè l’autoriduzione della bolletta dell’acqua proprio di quella componente tariffaria di profitto (19,50% per la tariffa 2016!)- oggi gli attivisti affiancano questa nuova e civile impresa.

Le firme da raccogliere sono cinquecento ma, grazie alla disponibilità di (alcune) forze politiche e associazioni cittadine, l’obiettivo di andare ben oltre il numero fissato dalla norma statutaria (art. 16) dovrebbe essere agevolmente raggiunto. Dopodiché, la parola passerà ai Consiglieri… Qual è l’orientamento della maggioranza?

Recentemente, in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, l’amministrazione patavina (insieme a quelle di Brugine e di Arzergrande) si è pronunciata contro l’ulteriore incremento del 6% della proposta tariffaria per gli anni 2016-2019. Un cadeau di Bitonci ai suoi concittadini per farsi perdonare la scelta della sua maggioranza di alienare tredici milioni di azioni Hera di proprietà del Comune? Nemmeno poi tanto, dal momento che a nulla è valso il “peso” (in termini di voto ponderato) dei tre comuni (Padova, in particolare) per bloccare l’incremento tariffario in questione. Perché in tempi di spending review e di tagli dei trasferimenti agli enti locali, è cosa dura rinunciare al surplus di dividendi che la nuova tariffa avrebbe portato nelle casse degli altri 40 e passa sindaci presenti in Assemblea (che, al completo, è composta da 140 sindaci-soci di quattro gestori, tre a totale capitale pubblico o in house -Centro Veneto Servizi, Alto Vicentino Servizi e Acque Vicentine- e uno a capitale misto e quotato in borsa, AcegasApsAmga-gruppo HERA).  I quali, non vi hanno punto rinunciato.

Intanto, notizia dell’ultima ora, nel popolare quartiere Paltana (di Padova), AcegasAps-HERA piomba il contatore dell’acqua a una famiglia con prole per una morosità di (soli, tanti?) 480 €!

Alessandro Punzo

NO allo SGOMBERO di AltragricolturaNordEst. La solidarietà degli autoriduttori

foto Altragricoltura
AltragricolturaNordEst 
è, da più di tre anni, uno dei nostri Sportelli Acqua Bene Comune, oltre ad essere la sede storica del nostro Comitato.

Ma, soprattutto, è una delle più importanti e vitali esperienze, attive sul nostro territorio, di un modo altro e diverso di produzione e consumo; perché opera al di fuori delle logiche delle multinazionali e della grande distribuzione; perché il cibo, esattamente come l’acqua, non è una merce!

Contro l’annuncio dello sgombero della sede di C.so Australia da parte delle autorità comunali sentiamo il dovere di opporci con tutte le nostre forze.

Di seguito l’appello di  Rossella e Luciano di AltrAgricoltura:

Care e cari amic*,
contro lo sgombero organizzato dall’amministrazione comunale per AltrAgricoltura Nord est abbiamo programmato per DOMENICA 10 GENNAIO 2016 dalle ORE 12:00 un momento conviviale aperto a tutti, un pranzo veloce con contorno di tante altre iniziative.
Lo scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti comunali, vi invitiamo quindi a portare tutti i fogli firme che avete raccolto!
Oltre alla raccolta firme è importante che trascorriamo delle ore in compagnia e condividiamo dei momenti di confronto per la situazione di Altragricoltura odierna e futura.
Inizio ore 12:00 con brunch condiviso in cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). Seguiranno poi altre attività, tra le quali laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze…
Vi invieremo volantino dettagliato, pubblicizzate e seguiteci su fb www.facebook.com/GasAltragricoltura/
Saluti
Rossana e Luciano

Acqua (pubblica) pagata due volte

printcompDopo aver pagato per anni una prestazione che in realtà il gestore del servizio idrico non ci ha mai reso, ora saremo costretti ad accollarci anche la gabella depurazione!
Perché, avete dubbi su chi sopporterà gli effetti della procedura di infrazione (per violazione della direttiva 1991/271/CEE) comminata dalla Commissione UE all’Italia, circa la mancata realizzazione in vaste aree del Belpaese delle opere di depurazione delle acque reflue?
I gestori, sui quali ricade la responsabilità dei mancati investimenti nonostante gli introitati canoni (circa 1/3 del tot. fatturato) e la crescita esponenziale delle bollette (e degli utili) di questi ultimi anni? (84% negli ultimi dieci)
Suvvia, siate realisti, siamo in Italia. La risposta è: sugli stessi utenti del servizio idrico, of course!
I quali, come accaduto qui a Padova -dopo la sentenza 335/2008 della Consulta e del successivo D.M. 30/9/2009 che la recepiva- sono stati colpevolmente tenuti all’oscuro dal gestore AcegasAps-Amga-gruppo HERA, non solo del loro diritto a non corrispondere più il canone di depurazione in assenza del relativo servizio ma, soprattutto, a essere rimborsati e con un pregresso di dieci anni! Nella speranza, è evidente, che tutto finisse in cavalleria…
Così non è stato. La vicenda, che ha tutto il sapore di una maxi-truffa (nella ricca Padova sono migliaia le utenze coinvolte, moltissime delle quali non hanno accesso nemmeno ai collettori fognari), è stata portata alla luce dal locale Comitato prov. 2 Si per l’Acqua Bene Comune, già impegnato sul terreno dell’Obbedienza Civile, vale a dire la campagna di autoriduzione della bolletta dell’acqua della componente di profitto (che qui ammonta al 21%) cancellata dagli inapplicati referendum del 2011.
Grazie all’opera dei locali acquaioli, il gestore AcegasAps-HERA ha rimborsato, ad oggi, 825 utenze, per un valore di 1 milione e settecentocinquantamila euro. E siamo solo all’inizio. Perché per interi quartieri del padovano le opere di canalizzazione sono ancora da realizzare.
Chi, a quattro e più anni dai referendum che hanno sancito la fuoriuscita di acqua e servizi pubblici locali dalle logiche di mercato e di profitto, voleva una prova della tanto millantata efficienza del privato è servito.
Ne avevamo bisogno?

Alessandro Punzo

Padova – L’acqua non è del sindaco, è dei cittadini!

Ci sono vicende su cui vale la pena di dire “l’avevamo detto”. E’ quanto sta accadendo attorno alla composizione azionaria della multiutility emiliana Hera, che da più di due anni ha incorporato AcegasApsAmga, gestore del servizio idrico (e dei rifiuti) della città di Padova.In queste settimane, i cosiddetti “azionisti pubblici”, cioè i Comuni proprietari di quote Hera, hanno manifestato l’intenzione di ridurre la loro quota di partecipazione dal 51% al 38% e cioè di rivedere (al ribasso, ci mancherebbe…) gli accordi stipulati al momento della fusione nel Patto di Sindacato.

Cosa vuol dire al di là dei tecnicismi formali?
Che la gestione di acqua e rifiuti, servizi fondamentali, saranno ancora di più in balia degli interessi privati e finanziari. Che noi cittadini saremo sempre più clienti -e non utenti- di servizi che pagheremo sempre più cari.Il 28 aprile 2015 il Comune di Padova si è pronunciato, come c’era da aspettarsi, a favore di questa nuova e sciagurata operazione che vale 26 milioni di euro. Pronunciamento che arriva dopo la delibera consiliare con la quale il sindaco Bitonci aveva ottenuto, in novembre, via libera alla vendita di 13 milioni di azioni Hera di proprietà del Comune escluse dal sindacato di blocco. Ed ora il primo cittadino si appresta a completare l’opera, avallando la scelta, in verità condivisa con altre amministrazioni, di condurre il socio pubblico ben al di sotto del 51%, così da perdere la maggioranza azionaria in seno al colosso emiliano-romagnolo di cui è socio.Che dire, è una vergogna per chi ha vinto le elezioni con lo slogan “padroni a casa nostra”!!

Quello che l’amministrazione Bitonci si appresta a fare è l’ultimo capitolo di una brutta strada intrapresa, come si diceva, dall’amministrazione Zanonato con l’imposizione alla città della fusione di Acegas-Aps con Hera. L’avevamo detto allora: la fusione avrebbe aperto le porte alla privatizzazione della gestione del servizio idrico. I corifei dell’operazione ci risposero che mai “si sarebbe scesi sotto il 51% di quota pubblica” (sic!).

Ma le bugie hanno le gambe corte. Ed infatti oggi, grazie all’operazione di fusione, ci si sta apprestando a svendere ulteriormente i nostri servizi.

Non ci accontentiamo di dire l’avevamo detto.
Contro questa progressiva deriva di privatizzazione dell’acqua, un vero e proprio affronto ai cittadini padovani che hanno votato per la gestione dell’acqua come bene comune con i referendum del 2011, è ora di invertire rotta.Noi ci stiamo provando continuando ad autoridurci la bolletta del 21%, per eliminare, come da referendum, la quota illegittima che continua ad essere imposta nella tariffa. Ed invitiamo tutti a farlo.

E però questo non ci basta. Vogliamo costruire insieme a tanti una campagna che porti allo scorporo del servizio idrico dalle sgrinfie dei privati per ridarne il controllo ai cittadini attraverso una azienda speciale, estranea alle logiche di mercato e con una tariffa senza profitto.
Invitiamo tutti cittadini, associazioni, sindacati, partiti ad agire insieme per fermare la consegna ai privati della nostra acqua e farla tornare non “del sindaco” (.. che ne fa quel che vuole!!) ma “dei cittadini”.

Intanto l‘8 giugno (alle ore 12) saremo presso la sede di AcegasAps-Hera di C.so Stati Uniti, a Padova, perché, a distanza di mesi, l’incredibile vicenda dei mancati rimborsi della tariffa depurazione delle acque reflue, come segnalatoci da tantissimi utenti, sembra ben lontana dall’essersi risolta. Autoriduttori e aspiranti rimborsisti sono invitati.

Comitato Prov. 2 Sì per l’Acqua Bene Comune – Padova