18/08/2026

da “Il Manifesto” 11 giugno 2026

I comitati si riuniscono davanti la sede comunale a Palazzo San Giacomo per protestare contro la trasformazione dell’azienda speciale Abc in spa

L’acqua deve rimanere un bene comune. Questo il senso del sit-in di stamattina davanti alla sede del comune di Napoli, palazzo San Giacomo. Il coordinamento campano dei comitati per l’acqua pubblica e il comitato acqua pubblica Napoli si riuniscono in piazza Municipio per denunciare le ultime mosse dell’amministrazione partenopea guidata da Gaetano Manfredi. Sul tavolo la futura trasformazione dell’azienda che gestisce l’acquedotto di Napoli, Abc (Acqua bene comune), attualmente azienda speciale del comune, in una società per azioni a partecipazione completamente pubblica. La settimana scorsa, nella sede del comitato esecutivo dell’Ente idrico della Campania, che ha assegnato il contratto di gestione del servizio idrico all’Abc, il cambiamento giuridico è stato definito come «necessario e urgente».

La ragione sarebbe da ricercare nel Testo unico sui servizi pubblici del 2022. Secondo l’Antitrust, la presenza di questa legge imporrebbe un superamento della forma di azienda speciale all’occasione di un nuovo affidamento dell’Abc, il cui contratto scade nel 2027. Ma i comitati contestano questa lettura: «Non esiste alcun obbligo normativo», come chiarito da esperti giuristi e dall’interpretazione di una delibera della Corte dei conti emessa su un caso analogo nell’area Nord della città metropolitana di Napoli.

Manfredi sostiene che l’azienda non sarà privatizzata perché sarà partecipata al 100% dal Comune di Napoli. Ma per i comitati non basta. Una società per azioni, anche se interamente pubblica, persegue come obiettivo il guadagno, contrastando dunque con la definizione di bene comune così come recepita dallo statuto comunale di Napoli dopo il referendum del 2011. Questa categoria giuridica è «funzionale all’esercizio dei diritti fondamentali della persona», e non al profitto. Per questi enti esiste il vincolo di destinazione degli utili: non possono essere distribuiti ai soci ma devono essere obbligatoriamente reinvestiti nell’attività.

Più volte la giunta Manfredi si è rifiutata di incontrare i comitati, che oggi quindi scelgono di riunirsi in conferenza stampa, insieme a padre Alex Zanotelli e al docente di Diritto pubblico Alberto Lucarelli. «Il silenzio istituzionale successivo agli impegni assunti, così come la chiusura verso la partecipazione civica, rappresentano un fatto politicamente grave e democraticamente inaccettabile – scrivono nel comunicato -. Denunciamo la responsabilità politica di chi continua a ignorare comitati e cittadini su una decisione destinata a incidere per decenni sulla gestione di un bene comune essenziale come l’acqua».