18/08/2026

Il 12 e 13 giugno 2026, è stato il 15° anniversario dalla vittoria referendaria del 2011.

Gli otto governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi e Meloni) che hanno attraversato il Paese in questo lasso di tempo, lo hanno, prima ignorato e poi combattuto in maniera trasversale.
La loro reazione è stata quella di continui provvedimenti che hanno ostacolato, e poi, quasi del tutto annullato quell’esito, ed è la dimostrazione che quello spirito, forse oggi un po’ affievolito ma ancora vivo, ha fatto centro a fronte del dilagare di politiche liberiste che hanno investito il nostro Paese.

Lo possono testimoniare le iniziative territoriali passate e presenti che stanno cercando di far rispettare quella volontà popolare: dalla campagna di “Obbedienza civile” nata immediatamente dopo la consultazione del giugno 2011 fino ad arrivare al ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dello scorso anno, con cittadini organizzati che chiedono semplicemente che il loro voto venga rispettato e quell’esito eseguito.


Ancora oggi si stanno vedendo vari territori aprire vertenze perché gli affidamenti in essere, o in via di scadenza, vengano rinnovati (o affidati ex-novo) a gestori a totale capitale e partecipazione pubblica, estromettendo soggetti privati, nonostante si sia arrivati al punto di doverne chiedere il “permesso” al mercato.

Ancora oggi si cerca di sensibilizzare Amministrazioni e comunità ad abbandonare l’ideologia del “privato è bello”, facendo leva sull’ineluttabile realtà in cui versano attualmente le nostre reti idriche colabrodo, nonostante tariffe sempre più alte, i cui proventi, risultano ingrossare gli utili redistribuiti all’interno delle multiutility che si spartiscono a livello nazionale la gestione del servizio idrico, invece di essere reinvestiti nel servizio erogato.


A proposito di utili, che fine ha fatto la delibera N. 2019/0007 votata dal consiglio Comunale di Padova il 28/01/2019?

Al punto D è scritto: “Considerato che i dividendi dell’Ente Gestore HERA vengono distribuiti tra i soci e quindi anche al Comune di Padova, una parte venga accantonata dai Servizi Sociali per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate del Servizio Idrico Integrato e per interventi per l’efficientamento del servizio o per altre migliorie nella fruizione del bene comune acqua”.