Signor Sindaco, in questi giorni le è stata recapitata da parte di ISDE Italia – nell’ambito del progetto “Cambiamo Aria salute ed inquinamento atmosferico nelle città italiane” – una seconda lettera che, alla luce dei dati definitivi riscontrati a Padova nel 2025, evidenzia come le condizioni dell’aria che respiriamo, nonostante un moderato miglioramento, siano critiche e richiedano interventi urgenti.
Vogliamo attirare la Sua attenzione su tre questioni.
- I dati 2025 sono da confrontare con i nuovi limiti europei (in vigore dal 2030), in quanto sono limiti più tutelanti della salute, essendo quasi dimezzati rispetto a quelli attuali. Ricordiamo che gli inquinanti hanno effetti dannosi anche a concentrazioni molto basse, mentre non esiste una soglia al di sotto della quale l’esposizione possa essere considerata sicura per la totalità della popolazione.
I cittadini di oggi devono avere lo stesso diritto dei cittadini del 2030 di respirare un’aria più pulita.
- Padova è la terza città d’Italia, dopo Milano e Torino, con la più alta concentrazione media annuale di polveri ultrafini, PM2,5: nel 2025 abbiamo respirato per ben 165 giorni un’aria con PM2,5 molto superiori al nuovo limite giornaliero.
- La situazione ambientale è destinata a peggiorare ulteriormente, vista la scelta di questa Amministrazione di privilegiare i parcheggi al posto dei parchi (area Prandina), la logistica (potenziamento dell’Interporto e della grande distribuzione) e l’overtourism, con conseguente aumento del traffico. Anche la Quarta Linea dell’inceneritore di S. Lazzaro, che brucerà più rifiuti, riverserà più polveri in aria, soprattutto PM2,5, oltre a PFAS ed altri inquinanti.
L’inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia, in quanto responsabile dell’aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile.
Il PM2,5 è l’inquinante più pericoloso per la salute: non siamo di fronte a episodi occasionali, ma a un’esposizione cronica che incide ogni giorno sulla salute dei cittadini, in particolare di bambini, anziani e persone fragili.
Sul nesso di causalità tra inquinamento dell’aria e perdita di salute c’è oggi una conoscenza solida e rigorosa, per cui possiamo affermare che la proporzione di morti dovute a PM2,5 a Padova è del 12%.
Sottolineiamo il fatto che si tratta di malattie e di morti premature EVITABILI.
E’ indispensabile agire subito, per cui La invitiamo signor Sindaco a predisporre un tavolo tecnico che preveda la partecipazione multidisciplinare di esponenti dei vari assessorati competenti, al fine di elaborare un piano degli interventi di risanamento:
- riduzione decisa del traffico motorizzato privato, con l’introduzione di zone 30 km/h, potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione della mobilità attiva;
- Interventi di efficientamento energetico degli edifici e scuole comunali;
- Riduzione dei rifiuti, estensione del porta a porta a tutta la città, con tariffa puntuale, e aumento della quota di riciclo, così da rendere possibile la chiusura della prima, della seconda ed anche della terza linea dell’inceneritore, lasciando in opera solo la futura quarta linea, in modo da compensare l’ulteriore inquinamento da polveri sottili, causato da quest’ultima.
- Potenziamento del verde urbano, aumentando alberature, parchi e infrastrutture verdi diffuse.
Un primo parziale finanziamento del piano potrebbe venire dai circa 1.600.000 euro/anno versati
al comune dall’inceneritore di S. Lazzaro, come “contributo per il disagio ambientale”.
ISDE-Padova ha ripetutamente chiesto come siano stati spesi questi soldi, ma l’Amministrazione ha solo risposto che circa 300.000 euro vengono utilizzati per ridurre la Tari.
Associazione Medici per l’Ambiente, sezione di Padova