ATTENZIONE ALLE SCHEDE

Attenzione a NON SOVRAPPORRE LE SCHEDE, poiché tra stampa fresca (quelli sul nucleare), l’umidità tipica della pianura Padana, chimiche strane negli inchiostri, le croci potrebbero trasferirsi da sopra a sotto, invalidando potenzialmente le schede (ecco perché ci stanno i rappresentanti di lista in ogni seggio…).

Andate a votare, una scheda alla volta, di primo mattino possibilmente, fino all’ultimo scorrete la vostra rubrica se c’è qualcuno che non avete ancora chiamato per informarlo dei referendum e di quanto acqua e nucleare siano trasversali e apartitici. L’acqua non è di destra né di sinistra né di centro, così come la salute compromessa dal nucleare.

A differenza di quanto vuol far credere il Corriere della Sera, i Referendum sull’Acqua non sono una spallata al governo, sono una tappa importante di un movimento popolare quasi decennale che nulla ha a che fare con i partiti, un movimento per il bene comune dell’acqua senza il quale non esisterebbe l’uomo.

 

Fontana (Lega Nord) per il sì contro la privatizzazione

Qui sotto le dichiarazioni del sindaco (Lega Nord) di Varese, sul referendum acqua.
Benvenuto anche lui ad innalzare il quorum!
https://www.ilgiorno.it/varese/politica/2011/06/04/518231-referendum_acqua_fontana_voto_contro_privatizzazione.shtml

Referendum acqua, Fontana: “Voto sì, contro la privatizzazione”

L’esponente leghista, appena eletto sindaco, ritiene troppo rigida la legge sottoposta al voto del 12 e 13 giugno. Sul nucleare si asterrà

Il sindaco Attilio Fontana (Newpress)

Varese, 4 giugno 2011 – “Privatizzare l’erogazione dell’acqua è dannoso. Dove è stato fatto, penso alla Toscana, la qualita’ del servizio non è certo migliorata, e per di più le bollette sono aumentate”. Attilio Fontana, esponente della Lega Nord appena rieletto sindaco di Varese, spiega in un’intervista a Repubblica perché voterà sì ai due quesiti referendari sull’acqua.

Ci sono investimenti che devono avere una valenza sociale: bisogna pur portare l’acqua anche in zone poco interessanti per i privati, e questo lo può fare solo il pubblico”, sostiene Fontana. “La legge approvata e sulla quale si va al voto è troppo rigida: negli altri Paese europei i privati intervengono solo quando il pubblico non riesce a garantire un servizio di erogazione adeguato. Non vedo perché si debba costringere a privatizzare il servizio anche laddove le cose vanno bene”.

Fontana dichiara che negli altri referendum non voterà. “Sul nucleare ritengo utile una pausa di riflessione, per verificare se le energie alternative possono essere considerate davvero tali, e sulla giustizia penso sia necessario tutelare in qualche modo il premier e le alte cariche dello Stato mentre esercitano le loro funzioni”.

In ogni caso “i cittadini devono votare liberamente, senza essere condizionati dal fatto che il governo puo’ continuare oppure cadere a seconda dei risultati dei referendum”, sottolinea il sindaco. “Se il governo dovesse andare in crisi, sarà per altri motivi, perché non riesce più a proseguire sulla strada delle riforme, perché ci sono spaccature nella maggioranza, perché non si portano a casa i risultati che erano stati promessi, e non per gli esiti di questa consultazione”.

25 Sindaci della provincia di Lecco per il Sì ai Referendum sull’acqua

COMUNICATO STAMPA

Molti primi cittadini lecchesi sottoscrivono un appello per il voto ai quesiti referendari per l’acqua pubblica

25 Sindaci della provincia di Lecco per il Sì ai Referendum sull’acqua

L’appello dei Sindaci lecchesi: “Il 12 e 13 giugno bisogna andare a votare 2 Sì per fermare la privatizzazione dell’acqua”

LECCO – Ben 25 Sindaci della provincia di Lecco si schierano per il Sì ai Referendum sull’acqua. Ad una settimana dal voto del prossimo 12 e 13 giugno, molti primi cittadini lecchesi hanno sottoscritto un “appello per il voto ai referendum sull’acqua: si scrive acqua ma si legge democrazia”, proposto dal Sindaco di Osnago, Paolo Strina.

Scrivono i Sindaci nell’appello:

“Noi crediamo che l’acqua – fonte insostituibile di vita – debba essere considerata un bene comune e patrimonio dell’umanità. L’accesso all’acqua – in particolare potabile – é un diritto umano e sociale che deve essere garantito in una logica di mutuo sostegno a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla disponibilità locale del bene. La copertura finanziaria dei costi necessari per garantire l’accesso effettivo di tutti gli essere umani all’acqua, nella quantità e qualità sufficienti alla vita, deve essere a carico della collettività pur prevedendo un costo del servizio che eviti gli sprechi e sia adeguato al valore di un bene non rinnovabile all’infinito. Essendo l’acqua un diritto umano universale il servizio idrico deve essere riconosciuto dallo Stato come privo di rilevanza economica.

Parlare di servizio idrico integrato vuol dire prendere in considerazione il ciclo completo di trattamento dell’acqua potabile dalla sua captazione, alla depurazione e distribuzione sino ad comprendere la fase finale di raccolta delle acque reflue in fognatura e infine della loro depurazione: si tratta di un processo industriale complesso che richiede forti investimenti pubblici per garantire che il diritto garantito sulla carta si trasformi in diritto effettivo per i cittadini.

Per questi motivi i sindaci firmatari dell’appello appoggiano le iniziative del Comitato referendario lecchese “2 sì per l’acqua bene comune” e chiedono ai cittadini

  • prima di tutto di recarsi a votare per i referendum del prossimo 12-13 giugno, perché la rinuncia al voto è sempre una perdita per la democrazia: il voto è un diritto conquistato con enormi sacrifici e va difeso anzitutto facendolo valere, cioè recandosi alle urne per esprimere la propria opinione.
  • di votare due sì ai quesiti referendari sull’acqua. Il primo quesito serve a fermare il processo di privatizzazione dei servizi idrici abrogando l’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, relativo alla messa sul mercato dei servizi pubblici di rilevanza economica attraverso l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato. In questo modo si potrà confermare la scelta che tutti i Comuni Lecchesi hanno sottoscritto di affidare la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Il secondo quesito chiede di abrogare l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” perché questa norma consente al gestore di caricare sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito.

Vogliamo mantenere l’acqua in mano pubblica per garantirne l’accesso a tutti, per tutelare un bene non rinnovabile da conservare per le future generazioni, per garantire una gestione trasparente e partecipata. Per questo diciamo che si scrive acqua, ma si legge democrazia.”

 

Hanno aderito all’appello i seguenti sindaci:

Airuno – Adele Gatti

Barzanò – Giancarlo Aldenghi

Brivio – Ugo Panzeri

Bulciago – Egidia Beretta

Calco – Gilberto Fumagalli

Casatenovo – Antonio Colombo

Cernusco Lombardone – Giovanna De Capitani

Costa Masnaga – Umberto Primo Bonacina

Cremella – Guido Besana

Dervio – Davide Vassena

Galbiate – Livio Bonacina

Garlate – Giuseppe Conti

Lomagna – Stefano Fumagalli

Mandello Lario – Riccardo Mariani

Montevecchia – Sandro Capra

Olgiate Molgora – Dorina Zucchi

Osnago – Paolo Strina

Paderno d’Adda – Valter Motta

Perego – Paola Panzeri

Robbiate – Alessandro Salvioni

Rovagnate – Marco Panzeri

Sirtori – Davide Maggioni

Valmadrera – Marco Rusconi

Verderio Inferiore – Alessandro Origo

Viganò – Renato Ghezzi

 

 
Il Comitato referendario Lecchese “2 Sì per l’Acqua bene comune” esprime soddisfazione per la presa di posizione dei sindaci. L’invito è ora rivolto a tutti i cittadini per recarsi al voto il prossimo 12 e 13 giugno, votando 2 Sì per cancellare altrettante leggi che impongono la privatizzazione dell’acqua.

 

COMITATO REFERENDARIO LECCHESE “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”

Lecco,  03 giugno 2011

 

Ultimo Sabato di banchetti a Padova (con video)

Ultimo sabato per le piazze di Padova, in Prato della Valle e in P.zza delle Erbe. C’è sata qualche invasione di campo da parte delle forze politiche, che ormai cercano di cavalcare l’onda che abbiamo generato grazie al contributo civico di tutti voi, di questi mesi di mobilitazione.

Abbiamo esposto uno striscione dal Palazzo della Ragione, per aiutare anche il sindaco Zanonato a ricordare la scadenza referendaria.

Qui trovate il video dello striscione

In piazza abbiamo invitato anche i giornali, che unici assieme a Zanonato hanno sembrano ignorare la scadenza referendaria fino a poco tempo fa, nonostante i nostri tentativi di  questi mesi (ormai quasi due anni) di coinvolgere anche i media nella nostra (dei comitati e di voi cittadini) mobilitazione.

Link interviste, per i giornalisti che non sono potuti venire

 

 

Celebrazione del Creato: i grandi doni dell’acqua e dell’energia (11 giugno)

Celebrazione del Creato:

i grandi doni dell’acqua e dell’energia

Preghiera e digiuno nella vigilia della Pentecoste:

invocare lo Spirito Santo per salvaguardare

i doni della Creazione di Dio

ed in attesa dei referendum

 

Uniti anche a tutti coloro che, in diverse città,

s’incontreranno per lo stesso motivo in preghiera e digiunando

 

SABATO 11 GIUGNO 2011

Ore 21.00

Presso la Cappella S. Giuseppe Lavoratore

Via Quarta Strada 7 ( Zona Industriale) – Padova

Commissione Nuovi Stili di Vita – diocesi di Padova

Velletri: Acea taglia l’acqua ad una famiglia con due bambini

Avevano chiesto il rimborso per fatture errate ACEA manda una bolletta errata da mille euro. Per oltre un anno “si dimentica” di restituire i soldi a una famiglia di Velletri – circa 500 euro – e alla fine gli taglia l’acqua. Ecco la storia di Marco, che mostra il vero volto della privatizzazione e delle multinazionali dell’acqua. Rimasti inascoltati i reclami presentati al Garante regionale Di Stefano. Il comitato acqua pubblica di Velletri chiede l’intervento di Zingaretti. La multinazionale Acea – forte della sua recente esperienza in Honduras, dove ha lasciato migliaia di persone a basso reddito senz’acqua – nei giorni scorsi ha sigillato il contatore a una famiglia di Velletri, accusata di morosità. Un’ accusa che in realtà andrebbe ribaltata, visto che, in questo caso, è la stessa Acea ad essere debitrice per centinaia di euro nei confronti della famiglia colpita, per bollette clamorosamente errate. La storia è in sintesi questa. Marco riceve le sue prime bollette di Acea nel 2009, con una cifra astronomica, per un valore che sfiora i mille euro. Si preoccupa e, con pazienza, verifica la bolletta, accorgendosi di un clamoroso errore: Acea aveva calcolato il consumo applicando la tariffa per i non residenti, mentre lui e la sua famiglia erano da anni regolarmente iscritti all’ anagrafe di Velletri. “Un errore può capitare”, ha pensato Marco. “Ho presentato a quel punto un formale reclamo – racconta – chiedendo la rettifica della bolletta, che nel frattempo avevo pagato, e la restituzione della somma non dovuta”. Una differenza – a suo favore – di circa 500 euro. Dopo due anni di lunga attesa da Acea arriva una nuova bolletta per il 2010, di 200 euro. Del rimborso di 500 euro, però, non vi era traccia. Inutili le telefonate al call center, inutili le proteste agli sportelli: quei soldi pagati in più sembravano ingoiati dalla burocrazia, forse confusi con i 60 milioni di utili incassati da Acea ai soci lo scorso aprile. “Di fronte a questa nuova bolletta ho chiesto che l’importo di 200 euro venisse perlomeno detratto da quel credito” spiega Marco, che usa quello che in economia si chiama il buon senso del padre di famiglia. E di fronte alle “orecchie da mercante” di Acea decide di andare fino in fondo e di chiedere con forza che fossero rispettati almeno i suoi diritti di consumatore. Scrive così anche al Garante delle risorse idriche della Regione Lazio, Raffaele Di Stefano, e al responsabile della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, Alessandro Piotti. Due email inviate il 10 marzo scorso, che ricostruivano nei dettagli la sua vicenda. Le due figure che dovrebbe tutelare i consumatori e vigilare sul rispetto del contratto che vincola Acea hanno completamente ignorato la segnalazione. L’epilogo mostra con chiarezza la crudeltà della gestione privata dell’acqua: a Marco e alla sua famiglia i tecnici di Acea hanno sigillato il contatore, senza neanche avvisarlo, senza neanche suonare al citofono di casa. E non finisce qui. Indignato per quanto è accaduto si è presentato dai Carabinieri di Velletri per presentare una denuncia. “Loro hanno chiamato Acea, per verificare se almeno potevano portarmi una cisterna d’acqua – ricorda Marco – ma l’ operatore è stato inflessibile: è un moroso per 199,02 euro, niente acqua, neanche con la cisterna”. Ovviamente a nulla è servito far notare che in realtà chi ha un debito in questo momento è Acea. Non paghi, anche se in realtà dovresti tu ricevere dei soldi? Non puoi bere, non ti puoi lavare, non puoi cucinare. Una forma di umiliazione che le multinazionali dell’acqua usano come arma per garantirsi i milioni di utili da dividere tra i soci. Il comitato acqua pubblica di Velletri sta seguendo ora dopo ora questa vicenda, che mostra qual è il vero volto della “gestione industriale dell’ acqua”, che qualcuno si ostina ancora a difendere. Saranno fatti tutti i passi necessari per la tutela di questa famiglia, il cui caso è stato già sottoposto al gruppo di legali che assiste il comitato di Velletri. Vogliamo infine ricordare come questa storia sia accaduta nel 2010, mentre a Velletri Acea distribuiva acqua fuori legge, con valori di arsenico che superavano, in alcune zone della città, i 50 microgrammi litro. Un caso che si aggiunge alle centinaia di contestazioni della tariffa dell’acqua per gli anni 2008 e 2009, che non ha rispettato gli accordi firmati al momento del passaggio della gestione dal Comune di Velletri ad Acea. Su questi due punti – l’arsenico e la tariffa – il comitato ha già presentato due esposti alla Procura della Repubblica di Velletri, che sicuramente saprà verificare con cura se sono state violate le norme che tutelano la salute e i diritti economici della popolazione. Chiediamo ora che intervengano immediatamente le autorità di vigilanza, ad iniziare dall’Autorità d’Ambito, presieduta dal presidente Nicola Zingaretti. Chiediamo poi che il governatore Renata Polverini verifichi immediatamente il comportamento del garante regionale Raffaele Di Stefano. Qualora fosse confermato il suo mancato intervento a tutela di un utente le dimissioni dell’ avvocato Di Stefano sarebbero, a nostro avviso, un atto dovuto.

Per contatti: Comitato acqua pubblica di Velletri, acquapubblicavelletri@gmail.

Velletri: Acea taglia l'acqua ad una famiglia con due bambini
Avevano chiesto il rimborso per fatture errate

ACEA manda una bolletta errata da mille euro. Per oltre un anno “si dimentica”
di restituire i soldi a una famiglia di Velletri – circa 500 euro - e alla fine
gli taglia l’acqua. Ecco la storia di Marco, che mostra il vero volto della
privatizzazione e delle multinazionali dell’acqua. Rimasti inascoltati i
reclami presentati al Garante regionale Di Stefano. Il comitato acqua pubblica
di Velletri chiede l’intervento di Zingaretti.
La multinazionale Acea – forte della sua recente esperienza in Honduras, dove
ha lasciato migliaia di persone a basso reddito senz’acqua – nei giorni scorsi
ha sigillato il contatore a una famiglia di Velletri, accusata di morosità. Un’
accusa che in realtà andrebbe ribaltata, visto che, in questo caso, è la stessa
Acea ad essere debitrice per centinaia di euro nei confronti della famiglia
colpita, per bollette clamorosamente errate.
La storia è in sintesi questa. Marco riceve le sue prime bollette di Acea nel
2009, con una cifra astronomica, per un valore che sfiora i mille euro. Si
preoccupa e, con pazienza, verifica la bolletta, accorgendosi di un clamoroso
errore: Acea aveva calcolato il consumo applicando la tariffa per i non
residenti, mentre lui e la sua famiglia erano da anni regolarmente iscritti all’
anagrafe di Velletri. “Un errore può capitare”, ha pensato Marco. “Ho
presentato a quel punto un formale reclamo – racconta – chiedendo la rettifica
della bolletta, che nel frattempo avevo pagato, e la restituzione della somma
non dovuta”. Una differenza – a suo favore - di circa 500 euro.
Dopo due anni di lunga attesa da Acea arriva una nuova bolletta per il 2010,
di 200 euro. Del rimborso di 500 euro, però, non vi era traccia. Inutili le
telefonate al call center, inutili le proteste agli sportelli: quei soldi
pagati in più sembravano ingoiati dalla burocrazia, forse confusi con i 60
milioni di utili incassati da Acea ai soci lo scorso aprile. “Di fronte a
questa nuova bolletta ho chiesto che l’importo di 200 euro venisse perlomeno
detratto da quel credito” spiega Marco, che usa quello che in economia si
chiama il buon senso del padre di famiglia. E di fronte alle “orecchie da
mercante” di Acea decide di andare fino in fondo e di chiedere con forza che
fossero rispettati almeno i suoi diritti di consumatore. Scrive così anche al
Garante delle risorse idriche della Regione Lazio, Raffaele Di Stefano, e al
responsabile della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, Alessandro Piotti.
Due email inviate il 10 marzo scorso, che ricostruivano nei dettagli la sua
vicenda. Le due figure che dovrebbe tutelare i consumatori e vigilare sul
rispetto del contratto che vincola Acea hanno completamente ignorato la
segnalazione.
L’epilogo mostra con chiarezza la crudeltà della gestione privata dell’acqua:
a Marco e alla sua famiglia i tecnici di Acea hanno sigillato il contatore,
senza neanche avvisarlo, senza neanche suonare al citofono di casa. E non
finisce qui. Indignato per quanto è accaduto si è presentato dai Carabinieri di
Velletri per presentare una denuncia. “Loro hanno chiamato Acea, per verificare
se almeno potevano portarmi una cisterna d’acqua – ricorda Marco – ma l’
operatore è stato inflessibile: è un moroso per 199,02 euro, niente acqua,
neanche con la cisterna”. Ovviamente a nulla è servito far notare che in realtà
chi ha un debito in questo momento è Acea. Non paghi, anche se in realtà
dovresti tu ricevere dei soldi? Non puoi bere, non ti puoi lavare, non puoi
cucinare. Una forma di umiliazione che le multinazionali dell’acqua usano come
arma per garantirsi i milioni di utili da dividere tra i soci.
Il comitato acqua pubblica di Velletri sta seguendo ora dopo ora questa
vicenda, che mostra qual è il vero volto della “gestione industriale dell’
acqua”, che qualcuno si ostina ancora a difendere. Saranno fatti tutti i passi
necessari per la tutela di questa famiglia, il cui caso è stato già sottoposto
al gruppo di legali che assiste il comitato di Velletri.
Vogliamo infine ricordare come questa storia sia accaduta nel 2010, mentre a
Velletri Acea distribuiva acqua fuori legge, con valori di arsenico che
superavano, in alcune zone della città, i 50 microgrammi litro. Un caso che si
aggiunge alle centinaia di contestazioni della tariffa dell’acqua per gli anni
2008 e 2009, che non ha rispettato gli accordi firmati al momento del passaggio
della gestione dal Comune di Velletri ad Acea. Su questi due punti – l’arsenico
e la tariffa - il comitato ha già presentato due esposti alla Procura della
Repubblica di Velletri, che sicuramente saprà verificare con cura se sono state
violate le norme che tutelano la salute e i diritti economici della
popolazione.
Chiediamo ora che intervengano immediatamente le autorità di vigilanza, ad
iniziare dall’Autorità d’Ambito, presieduta dal presidente Nicola Zingaretti.
Chiediamo poi che il governatore Renata Polverini verifichi immediatamente il
comportamento del garante regionale Raffaele Di Stefano. Qualora fosse
confermato il suo mancato intervento a tutela di un utente le dimissioni dell’
avvocato Di Stefano sarebbero, a nostro avviso, un atto dovuto.
Velletri: Acea taglia l'acqua ad una famiglia con due bambini

Avevano chiesto il rimborso per fatture errate

 

 

ACEA manda una bolletta errata da mille euro. Per oltre un anno “si dimentica”

di restituire i soldi a una famiglia di Velletri – circa 500 euro - e alla fine

gli taglia l’acqua. Ecco la storia di Marco, che mostra il vero volto della

privatizzazione e delle multinazionali dell’acqua. Rimasti inascoltati i

reclami presentati al Garante regionale Di Stefano. Il comitato acqua pubblica

di Velletri chiede l’intervento di Zingaretti.

La multinazionale Acea – forte della sua recente esperienza in Honduras, dove

ha lasciato migliaia di persone a basso reddito senz’acqua – nei giorni scorsi

ha sigillato il contatore a una famiglia di Velletri, accusata di morosità. Un’

accusa che in realtà andrebbe ribaltata, visto che, in questo caso, è la stessa

Acea ad essere debitrice per centinaia di euro nei confronti della famiglia

colpita, per bollette clamorosamente errate.

La storia è in sintesi questa. Marco riceve le sue prime bollette di Acea nel

2009, con una cifra astronomica, per un valore che sfiora i mille euro. Si

preoccupa e, con pazienza, verifica la bolletta, accorgendosi di un clamoroso

errore: Acea aveva calcolato il consumo applicando la tariffa per i non

residenti, mentre lui e la sua famiglia erano da anni regolarmente iscritti all’

anagrafe di Velletri. “Un errore può capitare”, ha pensato Marco. “Ho

presentato a quel punto un formale reclamo – racconta – chiedendo la rettifica

della bolletta, che nel frattempo avevo pagato, e la restituzione della somma

non dovuta”. Una differenza – a suo favore - di circa 500 euro.

Dopo due anni di lunga attesa da Acea arriva una nuova bolletta per il 2010,

di 200 euro. Del rimborso di 500 euro, però, non vi era traccia. Inutili le

telefonate al call center, inutili le proteste agli sportelli: quei soldi

pagati in più sembravano ingoiati dalla burocrazia, forse confusi con i 60

milioni di utili incassati da Acea ai soci lo scorso aprile. “Di fronte a

questa nuova bolletta ho chiesto che l’importo di 200 euro venisse perlomeno

detratto da quel credito” spiega Marco, che usa quello che in economia si

chiama il buon senso del padre di famiglia. E di fronte alle “orecchie da

mercante” di Acea decide di andare fino in fondo e di chiedere con forza che

fossero rispettati almeno i suoi diritti di consumatore. Scrive così anche al

Garante delle risorse idriche della Regione Lazio, Raffaele Di Stefano, e al

responsabile della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, Alessandro Piotti.

Due email inviate il 10 marzo scorso, che ricostruivano nei dettagli la sua

vicenda. Le due figure che dovrebbe tutelare i consumatori e vigilare sul

rispetto del contratto che vincola Acea hanno completamente ignorato la

segnalazione.

L’epilogo mostra con chiarezza la crudeltà della gestione privata dell’acqua:

a Marco e alla sua famiglia i tecnici di Acea hanno sigillato il contatore,

senza neanche avvisarlo, senza neanche suonare al citofono di casa. E non

finisce qui. Indignato per quanto è accaduto si è presentato dai Carabinieri di

Velletri per presentare una denuncia. “Loro hanno chiamato Acea, per verificare

se almeno potevano portarmi una cisterna d’acqua – ricorda Marco – ma l’

operatore è stato inflessibile: è un moroso per 199,02 euro, niente acqua,

neanche con la cisterna”. Ovviamente a nulla è servito far notare che in realtà

chi ha un debito in questo momento è Acea. Non paghi, anche se in realtà

dovresti tu ricevere dei soldi? Non puoi bere, non ti puoi lavare, non puoi

cucinare. Una forma di umiliazione che le multinazionali dell’acqua usano come

arma per garantirsi i milioni di utili da dividere tra i soci.

Il comitato acqua pubblica di Velletri sta seguendo ora dopo ora questa

vicenda, che mostra qual è il vero volto della “gestione industriale dell’

acqua”, che qualcuno si ostina ancora a difendere. Saranno fatti tutti i passi

necessari per la tutela di questa famiglia, il cui caso è stato già sottoposto

al gruppo di legali che assiste il comitato di Velletri.

Vogliamo infine ricordare come questa storia sia accaduta nel 2010, mentre a

Velletri Acea distribuiva acqua fuori legge, con valori di arsenico che

superavano, in alcune zone della città, i 50 microgrammi litro. Un caso che si

aggiunge alle centinaia di contestazioni della tariffa dell’acqua per gli anni

2008 e 2009, che non ha rispettato gli accordi firmati al momento del passaggio

della gestione dal Comune di Velletri ad Acea. Su questi due punti – l’arsenico

e la tariffa - il comitato ha già presentato due esposti alla Procura della

Repubblica di Velletri, che sicuramente saprà verificare con cura se sono state

violate le norme che tutelano la salute e i diritti economici della

popolazione.

Chiediamo ora che intervengano immediatamente le autorità di vigilanza, ad

iniziare dall’Autorità d’Ambito, presieduta dal presidente Nicola Zingaretti.

Chiediamo poi che il governatore Renata Polverini verifichi immediatamente il

comportamento del garante regionale Raffaele Di Stefano. Qualora fosse

confermato il suo mancato intervento a tutela di un utente le dimissioni dell’

avvocato Di Stefano sarebbero, a nostro avviso, un atto dovuto.

 

Per contatti: Comitato acqua pubblica di Velletri, acquapubblicavelletri@gmail.

 

Per contatti: Comitato acqua pubblica di Velletri, acquapubblicavelletri@gmail.

Tandem di referendum: alleniamoci!

Visto il silenzio stampa sul Referendum (ma abbiamo fiducia che da martedì i media, smaltito il lavoro sulle amministrative, torneranno a copririe la materia più e meglio di prima), visto lo scarno supporto dei tabelloni appositi per la propaganda, un po’ poverelli di manifesti della stessa IdV che ha promosso due referendum su 4, si moltiplicano le iniziative autogestite dai cittadini. Grazie alle condizioni meteo così propizie ormai molti hanno pensato alla biciclettata, con tre percorsi salute che possiamo segnalarvi:

1) Da Maserà sabato 28 h 15.40 verso Padova
2) Domenica 29 da Conselve alle ore 9.00, per Tribano, Bagnoli per concludere al mercato di Agna. (alle 11.30 circa)
3) Mercoledì 1 giugno con partenza dalle 18.00 presso il Bar Sport in Via Marzollo al Portello, a Padova, per le piazze della Città

 

Rappresentanti di lista IN PROVINCIA (06 GIUGNO)

LUNEDI’ 6 GIUGNO DALLE 17.00 ALLE 22.00 presso Altragricoltura Gianni Ballestrin e Giuliana Beltrame con l’autentificatore ufficiale saranno  disponibili per compilare tutte le deleghe che servono per essere rappresentanti di lista nei vari comuni della provincia. Le candidature per i rappresentanti in COMUNE di Padova sono chiuse, i candidati accettati sono già stati contattati e ci occuperemo noi di comunicare al Comune di Padova quanto necessario, come già chiarito negli ultimi incontri.

Dettagli alla pagina https://www.acquabenecomunepadova.org/?page_id=977

EVENTO CHIUSURA CAMPAGNA 10 giugno 2011

Chiudiamo insieme la campagna 2 SI’ PER L’ACQUA BENE COMUNE in piazza delle Erbe  dalle 19.00 con TEATRO MUSICA PAROLE, per liberare l’acqua, cancellare il nucleare.

Interventi di : Giuliana Beltrame e Gianni Ballestrin referenti provinciali Comitato Due Sì per l’acqua bene comune

Andrea Ragona referente provinciale Comitato Sì per fermare il nucleare

Associazioni, sindacati e reti dei Comitati referendari

Contributi di

  • Lorenza Carlassare – Costituzionalista
  • Roberto Marinello – Segretario Medici per l’Ambiente
  • Chiara Schiavinato – Giuristi democratici
  • Giovanni Palombarini – Magistrato

Partecipazioni artistiche di:

Saida Puppoli, Serenella Pegoraro, Abracalam, Cochabamba, Loris Contarini, Giancarlo Previati, Vasco Mirandola, Andrea Pennacchi, Pierantonio Rizzato, Società Per Azioni, Amici di Deppo, Tam Teatro Musica

Interveranno esponenti di Sinistra e Libertà e Federazione della Sinista del “Comitato di Sostegno ai Referendum per l’acqua” e esponenti di Partito Democratico e Italia dei Valori

Presenta Vilma Mazza

Serata a cura del Comitato Due sì per l’acqua bene comune e Comitato Sì per fermare il nucleare

Scarica il volantino della serata