chiediamo all’intera giunta comunale


di applicare e di far applicare la delibera comunale del 29/01/2019 in tutti i suoi punti:
-la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) sia sempre erogato.
-la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti.
-alle utenze civili residenti disagiate venga dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore.
-il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.  

Invitiamo tutti i consiglieri che hanno votato la delibera ad unirsi a noi per costringere la giunta padovana, AcegasApsAmga e l’Ato Bacchiglione ad applicarla.

CARA GIUNTA PADOVANA DOVE SEI, COSA FAI CON CHI STAI?

L’ultimo incontro tra Comitato acqua, Vicesindaco Micalizzi e AcegasApsAmga è stato l’8 Luglio 2020, in cui il gestore ci comunicava che avrebbe dato, a titolo di “liberalità”, euro 20.000 per le utenze disagiate. Da quel momento gli incontri promessi dal Vicesindaco e dal gestore non sono stati più convocati.

Chiediamo al Vicesindaco Andrea Micalizzi quali passi ufficiali e istituzionali sono stati fatti per applicare i 4 punti della delibera. Noi sappiamo che dopo la presentazione della delibera in assemblea dell’Ato Bacchiglione è stata fatta l’istruttoria e alla fine sulla morosità, nella carta dei servizi non si tiene conto di quello stabilito nella delibera.

Nell’attuale Carta dei Servizi è scritto:

“Uso Domestico Residente: in prima istanza si procede con la limitazione della fornitura, qualora tecnicamente fattibile, e solo successivamente il Gestore potrà far seguire la sospensione/disattivazione per morosità, salvo le utenze oggetto di Bonus Idrico Nazionale”.

Si tenga presente che questo Bonus Idrico Nazionale nel 2021 è di 27,59 euro a persona anno e viene pagato da tutti gli utenti non disagiati con una voce extra tariffa (UI3), visibile in bolletta.

Dal Piano Tariffario prodotto dall’Ato Bacchiglione risulta che nel 2019 sono stati fatturati con la voce UI3 euro 118.745 agli utenti dei 12 comuni serviti da AcegasApsAmga (Cona, Abano T., Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove Di Sacco, Polverara, Pontelongo, S. Angelo Di Piove); l’ammontare del Bonus erogato è stato di euro 72.449 e le famiglie disagiate agevolate sono state 2.673, in tutti i 12 comuni.

Inoltre non è vero, come è apparso sui giornali locali il 6/5, che il Comune di Padova ha stanziato 125.000 euro nel 2021 per le utenze disagiate. Questi soldi, a cominciare dal 2021, sono caricati in tariffa sotto la voce OP Social e fanno parte dei 180.000 a disposizione dei 12 comuni. Li paghiamo noi come il Bonus Idrico Nazionale, ma questa volta sono compresi nel costo del mc. in tariffa e l’utente non se ne accorge, se non va a spulciare il piano tariffario di Ato Bacchiglione.

COSA SUCCEDE ORA?

Esempio: Nel 2021 la spesa, di una famiglia padovana composta da 3 persone con un consumo di 150 mc/anno, è di 300 euro. Se considerata disagiata riceve il Bonus Idrico Nazionale di 82,77 euro (27,59×3) e una quota dei 125.000 euro di OP Social (Bonus Integrativo), tutti soldi caricati nelle nostre bollette. La rimanenza o viene pagata da altri contributi oppure la famiglia padovana residente, anche se considerata disagiata avrà la riduzione di flusso (dai rubinetti l’acqua uscirà a gocce). Se la bolletta dell’utenza non disagiata non viene pagata, l’utenza subirà non solo la limitazione di flusso, ma anche la sospensione/disattivazione del servizio

COSA SUCCEDE CON L’APPLICAZIONE DELLA DELIBERA?

Alle utenze domestiche residenti morose non considerate disagiate, si procederà alla limitazione della fornitura salvaguardando i 50 litri persona giorno, limite stabilito dalla stessa ARERA (Autorità Regolazione Energia Reti e Ambiente), e il gestore deve recuperare il credito in modo giudiziale e stragiudiziale, senza arrivare alla sospensione/disattivazione del servizio.

Le utenze disagiate residenti non devono essere considerate morose, ma AcegasApsAmga con un fondo ricavato da una parte degli utili del SII (Servizio Idrico Integrato) e Il Comune di Padova con una parte dei dividendi provenienti da Hera, devono pagare l’intera bolletta, cioè quello che rimane dopo aver sottratto il Bonus Idrico Nazionale e quello Integrativo.

La carta dei servizi deve essere migliorata in tal senso. Nel frattempo nella convenzione tra Servizi sociali del Comune e il gestore AcegasApsAmga si deve far rientrare questa parte della delibera non contemplata nella Carta dei Servizi, perché così non è.

I soldi a disposizione per le bollette acqua delle utenze domestiche residenti disagiate ci risultano essere per il 2019-2020 euro 220.000, più il Bonus Idrico nazionale di 27,59 euro a persona, più il Bonus OP Social di 125.000 euro.

L’Ato Bacchiglione ha stanziato: nel 2018 – euro 100.000 (già distribuiti a 1.175 famiglie); nel 2020 – euro 150.000 (si tenga presente che i ricavi dell’Ato Bacchiglione provengono da un contributo stabilito da Arera che i gestori pagano e caricano sulla nostra bolletta). Il gestore AcegasApsAmga ha stanziato: nel 2020 – euro 20.000. Il Comune di Padova ha stanziato, prelevandoli dai dividendi Hera: nel 2020 – euro 50.000.

Chiediamo all’Assessora Marta Nalin:
Quante sono le famiglie che hanno chiesto il Bonus Idrico Nazionale nel 2020? Quanti soldi sono stati assegnati, oltre al Bonus Idrico Nazionale, e a quante famiglie, per il 2019 e il 2020? A quante famiglie è stato pagato l’intero importo delle bollette? A quante famiglie è stato dato un contributo parziale? Quanti soldi restano da pagare per le famiglie? Quanti sono i soldi rimasti e come si pensa di assegnarli? Quante sono le utenze domestiche residenti che hanno avuto la sospensione/disattivazione per morosità?

LA DELIBERA SULL’ACQUA dice che la maggior parte del fondo per coprire le bollette delle utenze disagiate dovrebbe saltar fuori dagli utili del gestore del SII, ma questo non avviene e AcegasApsAmga nega addirittura il bilancio del settore per i 12 comuni gestiti, nonostante sia stato chiesto ripetutamente dai consiglieri comunali nelle sedute di commissione. Addirittura si afferma che il settore SII non fa utili, ma nello stesso tempo il gestore chiede che la convenzione stipulata con i 12 comuni, scadente nel 2028, venga prorogata fino al 2036.

Noi sappiamo che i soldi delle nostre bollette, con la tariffa calcolata dall’Ato Bacchiglione per coprire i costi, gli investimenti, gli interessi passivi, più la remunerazione del capitale investito (che non dovrebbe esserci perché eliminata dalla vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011), una volta sottratte le imposte, dà come risultato netto di gestione per il 2020 euro 5.162.000 e per il 2021 (presunti) euro 5.536.000.

Chiediamo al sindaco Sergio Giordani di esigere dal gestore: la formazione stabile del fondo come da delibera.la pubblicizzazione dei seguenti documenti Il bilancio della gestione del SII dei 12 comuni la richiesta di AcegasApsAmga che chiede l’allungamento della concessione fino al 2036 (prot. C.d.B Bacchiglione n. 762/2020 Istanza di riequilibrio economico e finanziario ai sensi degli artt. 20 e 21 della Convenzione di Gestione nel territorio dell’ATO Bacchiglione)la risposta/istanza dell’Ato Bacchiglione (risposta/istanza del Consiglio di Bacino Bacchiglione prot. n. 804 del 12.06.2020)
Con i referendum del 2011 sono stati affermati due principi di grande civiltà:
? pubblicizzazione dei servizi pubblici locali;
? eliminazione del profitto dalla gestione dell’acqua

Nei referendum 2011 il 96% dei votanti (27 milioni di cittadine/i) si dichiarò d’accordo con questi principi

Ma la nostra volontà non è stata rispettata!

Il diritto all’acqua, riconosciuto dall’Assemblea generale dell’ONU, è un diritto fondamentale di ogni essere umano, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita e di tutti gli altri diritti umani.

Pubblicizzazione, vuol dire eliminare dalla gestione dell’acqua le società per azioni perché, pubbliche private o miste che siano, perseguono il fine del profitto. È necessario privilegiare il modello di azienda speciale a gestione partecipata e assicurare a tutte/i l’accesso a un quantitativo di acqua minimo vitale giornaliero (come riconosciuto anche dall’O.M.S.) e perseguire criteri gestionali quali l’equità del servizio, la minimizzazione dell’impatto ambientale e la riduzione degli sprechi.

A questo proposito è stata presentata su iniziativa del Forum Nazionale dei comitati dell’acqua una proposta di legge, ma è ferma nei cassetti governativi sia di destra che di sinistra, come si sta facendo a Padova con la delibera votata il 28/1/2019

Acqua, beni comuni e nucleare: indietro non si torna!

Sono passati 10 anni dal 12-13 giugno 2011, ma nulla è cambiato. Oggi Draghi con il PNRR porta avanti le stesse privatizzazioni di allora. Ricordiamoci che, subito dopo la vittoria referendaria, il 5 agosto 2011 Draghi e Trichet indirizzarono una “raccomandazione” al Primo Ministro italiano Berlusconi con la quale il direttivo della Banca Centrale, svoltosi il giorno prima, chiede al punto a): “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

Oggi, in aggiunta, la finanza globale quota l’acqua in borsa (a dicembre al Chicago mercantile Exchange, la borsa merci di Chicago è stata introdotta la possibilità di scambiare contratti futures sui prezzi futuri delle risorse idriche) e vuole fare sempre più profitto su questo bene comune mentre la crisi climatica impone una sempre più urgente inversione di rotta.

L’acqua è la prima cura e senza i diritti fondamentali la nostra società è sempre più fragile.

Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

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