25/05/2024




Sul Mattino del 17 luglio è apparso un articolo dal titolo: “Scarichi fognari irregolari 90 giorni per sistemarli”. Nell’articolo si dice anche: “Non è detto che si tratti di scarichi abusivi”. 
Vogliamo informare che il problema non sta nei pochi casi di utenze con scarichi abusivi che ovviamente devono e dovevano essere scovati e allacciati alla fognatura ben prima della siccità, ma nelle centinaia e migliaia di utenze che AcegasApsAmga non ha ancora allacciato alla rete fognaria e alla depurazione e che non lo farà certamente entro i 90 giorni stabiliti dall’ordinanza comunale. Molte di queste utenze sono ubicate nel centro storico e scaricano nei canali oggi maleodoranti e pieni di batteri pericolosi per la nostra salute. 
I dati si possono leggere nei documenti dell’Ato Bacchiglione, ente pubblico che ha il compito di monitorare la gestione del Sistema Idrico Integrato (acquedotto, fognature e depurazione) che AcegasApsAmga gestisce a Padova e in altri 11 Comuni limitrofi, nei quali è scritto che: 
30.283 abitanti non sono serviti della fognatura 
35.234 abitanti non sono serviti della depurazione 
Le ordinanze dei vari sindaci, compreso quello di Padova, contenenti suggerimenti e divieti per risparmiare acqua, se pur utili e da osservare sempre, non risolvono il problema perché il consumo civile di acqua è solo il 10% del consumo totale, mentre l’altro 90% è dato dall’agricoltura, allevamento, industria e servizi. Inoltre le perdite della rete acqua sono del 27,6%. E' su questo 90% e su questo 27,6% che bisogna drasticamente intervenire per risolvere i problemi della siccità.
Si è appreso, sempre dalla stampa, che l’inceneritore di Padova avrebbe potuto essere spento in quanto la portata d’acqua del Piovego e del Canale San Gregorio, da cui l’impianto attinge, non era più sufficiente per farne funzionare il sistema di raffreddamento. Si deve tener presente che l’impianto preleva 4.400 metri cubi all'ora di acqua dal Piovego e la restituisce ad una temperatura superiore di 12 gradi centigradi alterando l’equilibrio dell’ecosistema. 
Il prospettato progetto di quarta linea dell’inceneritore a San Lazzaro (con l'eleminazione della prima e seconda linea) porterebbe ad un prelievo delle acque del Piovego di ulteriori 600 metri cubi all’ora, aumentando il pericolo che in questi giorni ci siamo trovati di fronte. 
La siccità, ma le stesse trombe d’acqua e di vento (come Vaia e le altre che continuano a verificarsi) sono dovute all’aumento di sostanze climalteranti come la CO2 che, con la quarta linea, l’inceneritore di San Lazzaro aumenterà di circa 70.000 tonnellate anno in una città come Padova che è la terza peggiore città in Europa per inquinamento da PM2.5.