Il buon Flavio si vede dal mattino

Come l’Idra di Lerna, il nucleare in Italia non muore mai. Ucciso e poi sepolto da due Referendum Popolari ancora qualche testa rispunta da sottoterra ad opera di persone che non hanno ancora saputo cogliere il tempo di oggi, non solo in termini di energia, ma in termini di democrazia, socialità, senso della cittadinanza.

La linea di demarcazione, il discrimine della questione energetica in Italia, così come di molte altre questioni relative ai fondamenti della civiltà odierna, ovvero le questioni sui beni comuni, è traccciata non tanto sugli aspetti tecnici, pure rilevantissimi, quanto sulla dimensione sociale prima e democratica poi.

Il contesto sociale in cui si deve dibattere è un contesto di partecipazione reale della nazione, dei suoi cittadini, alle decisioni che ne segnano la sorte. La scelta del nucleare è una scelta impostata sul centralismo privato, segretato, militarizzato. Rifiutare il nucleare significa rigettare un modello di profitto per gruppi internazionali incontrollabili che innestano le loro attività di lucro nella struttura intima, nel nucleo esistenziale della civiltà. Altro esempio ne è la privatizzazione dell’acqua, ma anche quella dei trasporti, della scuola, della santià, etc. Rifiutare il nucleare significa abbracciare tutto quello che socialmente si muove verso la compartecipazione, la consapevolezza, la finanza pubblica, partecipata e trasparente, e quindi di dimensioni controllabili.

Il contesto democratico è la diretta conseguenza di questa sete sociale di comprensione. Una democrazia che si è data delle regole per tutelare i deboli, che vengono calpestati ogni volta che il loro volere collettivo è in contrasto con gli interessi di corpi privati, piccoli o grandi che siano. Il referendum sull’acqua e sul nucleare del 2011 ha mandato un segnale così forte di autodeterminazione, di contrasto a tali interessi, che non è passata una settimana e si è scatenata la speculazione sul debito italiano. Lo stesso Monti a Sky Tg 24, parlando d’altro ovviamente, in un grafico mostrava come il famoso spread abbia cominciato le sue montagne russe a metà di giungo del 2011.

Non stupisce se il Ministro della Repubblica Flavio Zanonato apra il suo “ministero” (ovvero il suo servizio alla Repubblica) difendendo il nucleare in sè, non è stato uno scivolone, un fraintendimento, ma una indicazione chiara, di quella che è da sempre la sua linea programmatica, quella con cui ha lavorato anche in Padova: fusione Acegas Aps, speculazione sulla Lehman Brothers (6 MILIONI di euro in fumo), fusione Acegas Aps/Hera.

State pur certi che non sarà Zanonato a difendere il risultato referendario, non sarà lui a spingere per una ripubblicizzazione dell’acqua, ad una gestione partecipata delle fonti di energia, non sarà il nostro ex-sindaco a battersi per la trasparenza sulle grandi opere e contro il proiect financing che distrugge il nostro territorio o indebita le sue popolazioni per trent’anni. Solo i cittadini possono farlo, perché vivono la loro città, il loro paese, il loro territorio, l’aria che respirano e l’acqua che bevono, e pensano ai figli che vorranno almeno respirare la stessa aria e bere la stessa acqua, calpestare la stessa terra dei loro genitori.

Lavoriamo tutti insieme per consegnare quello di cui godiamo, che amiamo e ci sostiene, alla prossima generazione. Ne va della nostra stessa vita. Zanonato, nel suo piccolo, ci indica una via: basta andare dall’altra parte.

C.S. Protocollo d’intesa Comuni Emiliani e di Padova con i Sindacati a proposito di Hera

COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dalla stampa locale che è stato siglato un protocollo tra i Sindacati ed Enti locali interessati alla fusione tra AcegasAps ed Hera
Ma chi ha siglato il protocollo d’intesa con i Sindacati? Gli Enti locali o il Consiglio di Amministrazione della nuova società?
Non è una domanda peregrina. Come ben si sa la logica di una SpA è un po’ diversa da quella di un Ente Locale e troppo spesso ci è stato ripetuto che “questo è il mercato, bellezza” per giustificare scelte di privatizzazione e opacità rispetto alla possibilità di informazione e  controllo non solo dei cittadini, ma addirittura dei Consigli Comunali! Perciò non essendo una decisione del consiglio di amministrazione di Hera, il protocollo è semplicemente e solamente una lista di proposte
Cosa vuol dire “l’impegno a mantenere la maggioranza del gruppo in mano pubblica”? Non è stato ripetutamente assicurato ad es. dal Sindaco Zanonato che solo chi è in malafede parla di privatizzazione strisciante?
Come mai il sindacato ha voluto farlo mettere per scritto? La certezza precedente è crollata? A noi del Comitato sembra una foglia di fico su un’operazione che, come abbiamo più volte e con forza denunciato, ha messo nelle mani della finanza i nostri servizi pubblici.
Ci chiediamo come mai non sia stata presa l’unica decisione immediatamente attuabile: inserire nel protocollo l’impegno alla restituzione, a partire dal 20/7/2011, di quanto è stato prelevato illecitamente dalle tasche dei cittadini e cioè la quota corrispondente al 7% di remunerazione del capitale che sulla bolletta Acegasaps pesa per il 17,19%. Centinaia di cittadini a Padova, l’hanno richiesto, la legge, la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato l’hanno ribadito, ma evidentemente per i firmatari del protocollo non è importante! Anzi dimostra al contrario che i firmatari sono per lasciare impunemente il profitto in bolletta. Infatti scrivono di impegni futuri di parte degli utili come:

1)il reivestimento in infrastrutture industriali, che però, come stabilito dalla tariffa, si attua già non con l’impegno di utili, ma con precisi piani industriali;

2)nei servizi pubblici locali, cosa significa? Che si fa utile con la bolletta dell’acqua e una parte si investe nei trasporti?, ma i sindacati non dovrebbero costringere con la lotta a far si che la Regione non tagli i finanziamenti ai trasporti pubblici?;

3)nell’abbattimento delle tariffe per le famiglie disagiate, cosa che esiste già e che si attua con una differenziazione della tariffa stessa.

Invitiamo i sindacati a unirsi a noi del Comitato per convincere i 143 sindaci facenti parte del Consiglio d’Ambito Bacchiglione a rifiutare la nuova tariffa dell’acqua varata dall’Aeeg perchè non rispetta gli esiti referendari e lascia la Remunerazione del Capitale Investito cambiandola solo di nome, oltre ad aggiungere altri nuovi parametri che aumenteranno la tariffa stessa.
In attesa, noi del Comitato, come in tutta Italia, continuiamo il nostro impegno nella Campagna di Obbedienza Civile contestando la bolletta e applicando la riduzione del 17,19% dell’importo finale. Solo con la mobilitazione dei cittadini potremo garantire che acqua e servizi pubblici locali ritornino ad essere bene comune.

Comitato Provinciale 2 SI per l’acqua bene Comune – Padova

L’AUTORIDUZIONE E’ GIUSTA!

AUTORIDURRE LE BOLLETTE DELL’ACQUA PER DIFENDERE IL RISULTATO DEL REFERENDUM E’GIUSTO

Il Consiglio di stato conferma con il suo parere l’illeggitimità della formulazione delle bollette La recente sentenza del Consiglio di Stato conferma quanto i comitati affermano da tempo: nelle bollette viene trattenuta illegittimamente la quota di remunerazione del capitale investito eliminata dal referendum. Dal luglio 2011 questa quota andava abolita! Subito dopo il risultato referendario che ha dimostrato l’ampia volontà dei cittadini italiani di eliminare i profitti e il mercato dalla gestione del servizio idrico, e’ partita una mobilitazione volta a concretizzare questo risultato, contro i tentativi di privatizzazione strisciante dell’acqua come a Padova la scelta, presa senza consultare la città, della fusione di Acegas Aps con Hera. Di fronte alla costante illegittimità rappresentata dal mantenimento della quota di remunerazione del capitale investito anche a Padova è iniziata l’autoriduzione delle bollette, così come in tutta Italia, con la convinzione che il risultato dei referendum andava difeso in prima persona con la Campagna d’obbedienza civile. La situazione in cui oggi ci troviamo con i tentativi dell’Autority dell’Energia di modellare una tariffa transitoria che faccia rientrare dalla finestra quello che il referendum ha cancellato e cioè i profitti garantiti sull’acqua, diventa ancora più grave di fronte al parere del Consiglio di stato. Invitiamo tutti i cittadini ad autoridurre le bollette dell’acqua fin da subito e a richiedere a gran voce il rimborso di tutto quello che c’è stato illegalmente trattenuto.

Ricordiamo che sono attivi a Padova gli sportelli dove è possibile praticare l’autoriduzione delle bollette:

martedì dalle 17.00 alle 19.00 presso ADL-Cobas Viale Cavallotti

dal lunedì al venerdì dalle ore 12.30 alle 15.00 presso Altragricoltura Corso Austrialia 61

mercoledì dalle 18.30 alle 20.00 presso Sportello Sociale Rifondazione ViaBettella 2

Comitato provinciale due Sì per l’acqua bene comune

 

Idv: vergogna a Padova

l’Idv sta tradendo il risultato referendario appoggiando la fusione AcegasAps-Hera

In questi giorni in maniera forsennata si sta andando verso la fusione di Acegas Aps Hera, un’operazione fortemente contraria per spirito, contenuto e forma al voto espresso con il referendum. Un’operazione che si sta facendo senza la minima partecipazione reale della città. Il ruolo che l’Idv presente a Padova con tre consiglieri e due Assessori (Silvia Clai alla Partecipazione e Giovanni Battista Di Masi Assessore alla casa) ha in questa operazione è gravissimo

I fatti:

– alla riunione della giunta comunale l’Assessore Giovanni Battista di Masi IDV ha avvallato la delibera a favore della fusione mentre l’Assessore alla Partecipazione Clai ha preferito non essere presente

– nella riunione dei capigruppi l’IDV si è astenuta sulla proposta di rinviare la discussione al Consiglio Comunale, a differenza di Sel e Rifondazione, permettendo così di accellerare la votazione a favore della fusione

Quello che l’IDV sta facendo è inaccettabile: in primo luogo perchè si avvalla che la scelta sulla fusione passi letteralmente sopra i cittadini tra l’altro da parte di un partito che detiene adirittura (!) l’Assessorato alla Partecipazione con l’Assesore Silvia Clai. In secondo luogo perchè in merito alla fusione votare contro è l’unico atto coerente con chi per chi dice di aver fatto proprio il risultato referendario.

Non è un fatto locale ma un è un fatto di rilevanza nazionale nazionale di cui l’intero partito deve rispondere. Lunedì 24 settembre al Consiglio Comunale si voterà la fusione AcegasAps-Hera, la richiesta dei cittadini, dei comitati è chiara: deve essere proposta ed approvata una mozione di sospensione della votazione per avviare in città la più ampia consultazione dei cittadini in tutte le forme, anche attraverso il referendum consultivo. Se si andrà comunque al voto chiediamo che ci sia il voto contrario alla fusione, come richiesto dai Comitati in tutte le città coinvolte nell’operazione.

Saremo presenti al Consiglio Comunale perchè nessuno possa nascondersi con astensioni, assenze “strategiche” per non assumersi la propria reponsabilità.

Padova, 21 Settembre 2012.

Comitato Provinciale Due Sì per l’acqua bene comune Padova

SII: vogliamo la gestione pubblica, non una megamultiservizi

a cura di AltrAgricoltura Nord Est
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tratto da “ciacci magazine.org” – 14/02/20121

No alla megamultiservizi del Nord, Sì alla gestione pubblica del servizio idrico.

Stiamo assistendo in questi giorni a un?accelerazione delle manovre per creare una grande società multiservizi del Nord, attraverso la fusione tra Iren, A2A, Hera e altre multiservizi. Manovre e pressioni che coinvolgono principalmente i sindaci di Genova, Milano, Torino,Bologna, tutti appartenenti al centrosinistra.
La progettata fusione si pone in chiara antitesi con i risultati del referendum del 12 e 13 giugno scorsi. Attraverso quei referendum il popolo italiano si è espresso in maniera inequivocabile a favore della gestione pubblica dell?acqua, e contro ulteriori privatizzazioni degli altri servizi pubblici locali (rifiuti, trasporti). E? stata particolarmente significativa l?abrogazione della remunerazione del capitale investito, attraverso cui il popolo italiano ha espresso chiaramente ?l?intenzione di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell?acqua? (Corte Costituzionale, sentenza 26/2010 ? su ammissibilità del 2° quesito). Con il che si esclude, con ogni evidenza, ogni possibilità di gestione privatistica del servizio idrico. La creazione di una grande società per azioni sempre più lontana dai territori serviti e sempre più assoggettata a logiche privatistiche (creazione di valore per gli azionisti attraverso l?aumento del prezzo della azioni in Borsa e la distribuzione di lauti dividendi) si porrebbe in evidente contrasto con la gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. A maggio i genovesi andranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco di Genova, e la maggioranza che governerà la città per i prossimi 5 anni. Chiediamo a tutti i cittadini elettori, che nella loro maggioranza assoluta sono andati a votare il 12 e 13 giugno, e hanno votato SI?, di tenere conto, nella loro scelta, degli orientamenti dei diversi candidati nei confronti della gestione dell?acqua e della campagna di obbedienza civile, che mira a fare rispettare la volontà popolare espressa con i referendum. In particolare chiediamo a tutti i candidati, di ogni schieramento, di dire chiaramente già oggi agli elettori se impediranno la fusione di Iren con altre società, se si impegneranno per riportare la gestione del servizio idrico nell?ambito pubblico e per eliminare il profitto dalla gestione del servizio idrico.
Genova, 9 febbraio 2012 – Comitato Acqua Bene Comune di Genova, aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l?Acqua – Sal. S. Leonardo 25R Genova Telefono 389 9198656 – Mail gruppoacquagenova@gmail.com – Sito www.acquapubblicagenova.org