Il 26 marzo in piazza per l’Acqua Bene Comune

COMUNICATO STAMPA

Il 26 marzo in piazza per l’Acqua Bene Comune

La manifestazione del 26 marzo 2011 (partenza corteo ore 14 – Piazza della Repubblica, ore 17 concerto in Piazza San Giovanni) è stata promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune per sostenere il Sì ai referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, il Sì per fermare il nucleare e per la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia. Sin dall’inizio, la manifestazione si è caratterizzata per essere luogo aperto e partecipato per coloro che si ritrovano in questi temi, per un’altra idea di modello produttivo e sociale, basato sulla possibilità di decidere da parte delle comunità locali. In tutte queste istanze è implicito l’impegno per la pace e contro ogni intervento militare come risoluzione delle controversie tra popoli e stati. È quindi benvenuta e naturale la partecipazione delle donne e degli uomini che si fanno portatori di valori legati alla vita, ai diritti e alla pace.

È tuttavia improprio far passare la manifestazione del 26 di marzo come una manifestazione unicamente e strettamente legata agli ultimi accadimenti in Libia.

La manifestazione del 26 marzo rimane quella che parte dalla battaglia per affermare l’acqua bene comune e per vincere i referendum. Un percorso in connessione con gli altri beni comuni, con i diritti, con la democrazia, con la pace. Per questo sarà una grande festa delle donne e degli uomini che vogliono tornare a decidere su temi che riguardano tutte e tutti.

Roma, 23 marzo 2011


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune
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Pax Christi: Per l’acqua. con tutti. Per tutti

Per l’acqua. con tutti. Per tutti
sabato 26 marzo: anche Pax Christi in piazza per l’acqua bene comune

Senza acqua non c’è vita, e il diritto all’acqua è “universale e inalienabile” (Compendio della dottrina Sociale della Chiesa). L’acqua è un bene comune e un diritto umano fondamentale. Essa non può essere messa in vendita né la sua gestione può essere improntata a criteri privatistici, come qualsiasi altra merce. Per l’acqua non valgono le regole del mercato: la domanda e l’offerta, la concorrenza, il profitto.
In molte città italiane dove la gestione privatizzata da parte di società multinazionali è già in atto, per tacere di disastrose esperienze analoghe in altre parti dell’Europa e del mondo i cittadini hanno visto aumentare le bollette, in taluni casi fino al 300%; aumenti che rendono impossibile l’accesso all’acqua, in particolar modo alle fasce più deboli ed indifese: pensiamo alle famiglie monoreddito, ai pensionati, ai disoccupati. Senza contare il fatto che la prevista modernizzazione delle reti idriche, che si indica come uno dei vantaggi della privatizzazione, sarà comunque fonte di profitti e a carico della collettività.
Per contrastare questa logica mercantile, che si è andata snodando nel corso degli ultimi quindici anni, e che ha trovato la sua espressione finale all’interno del decreto Ronchi, da alcuni anni migliaia di donne, uomini, movimenti laici ed ecclesiali, amministratori pubblici, associazioni ambientaliste, forze sindacali si sono impegnati gratuitamente e in prima persona, con una mobilitazione che ha portato alla richiesta, sostenuta da 1.400.000 firme, di referendum abrogativo delle norme che accelerano la privatizzazione e commercializzazione del bene comune acqua. Richiesta che la Corte Costituzionale ha accolto, ammettendo il referendum su due dei tre quesiti proposti.
Per la prima volta, nella storia della nostra Repubblica, fra i promotori non vi sono stati partiti politici, ma ci siamo stati noi, i cittadini attivi, la democrazia della partecipazione: è, questa, una dimensione culturale importante, che dà il senso forte di una società civile che non intende farsi portare via i valori espressi nella nostra Costituzione.

Per queste ragioni Pax Christi Italia dà il suo sostegno e aderisce alla manifestazione nazionale di Sabato 26 marzo 2011 a Roma, promossa dal Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune” e dal Forum dei Movimenti per l’Acqua.

Pax Christi Italia
Firenze, 15 marzo 2011

“Il diritto all’alimentazione, così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni” (Benedetto XVI, Caritas in veritate n. 27).

Per contatti
segreteria nazionale Pax Christi 055/2020375
info@paxchristi.it
https://www.peacelink.it/paxchristi/a/33591.html

26 marzo 2011 Manifestazione nazionale a Roma

26 marzo 2011

Manifestazione nazionale a Roma


VOTA SI AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE!

SI per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,dei diritti, della democrazia


Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.

Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche, senza grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.

Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita dal pubblico o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.

Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano l’espressione più compiuta della democrazia attraverso i quali i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.

Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.

Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Una manifestazione aperta, allegra e plurale.

Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.

E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.

Perché solo la partecipazione è libertà.

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.