17/04/2024

In Italia è diventata solo una ricorrenza e non un appuntamento per fare il punto su cosa dobbiamo cambiare per portare l’acqua fuori dal mercato e fuori dal profitto.

L’acqua è al centro di situazioni disastrose ormai strutturali. Se da un lato abbiamo alluvioni e inondazioni che causano ingenti danni materiali (il più delle volte con perdita di vite umane) dall’altro abbiamo sempre più territori colpiti da siccità dove la mancanza d’acqua renderà la sopravvivenza umana sempre più difficile e complicata. 

Ma di fronte a queste evidenze, le istituzioni, compresa la COP 28, decidono di posticipare ulteriormente la decisione di prendere seri provvedimenti per diminuire l’uso di energie fossili, prima causa di inquinamento e cambiamenti climatici.

Acqua utilizzata anche come strumento di guerra, come dimostra la drammatica situazione del popolo palestinese, privato nell’accesso, non solo per mano militare nell’attuale massacro quotidiano ma anche per ragioni di sfruttamento e appropriazione illegittima da parte di soggetti gestori presenti illegalmente sul suolo palestinese. 

Acqua inserita in borsa oggetto di titoli finanziari: i “futures” per speculare sul prezzo come qualsiasi altra merce, altro che bene comune ed essenziale alla nostra vita

L’esito referendario del 2011 che ha rappresentato un ostacolo alla deriva privatistica nel nostro Paese, viene oggi totalmente delegittimato (altro che “Il mio voto va rispettato”), in quanto non è più possibile affidare la gestione dell’acqua ad un Ente di diritto pubblico nonostante in tutta Europa sia ancora una forma gestionale normativamente prevista.

A Padova che fine ha fatto la nostra delibera approvata nel 2019 dal Consiglio Comunale?

I 4 punti della delibera (IN SINTONIA COL REFERENDUM) stabiliscono:

A – che il quantitativo minimo vitale non può essere mai sospeso

B – di rendere più equa la bolletta applicando la tariffa pro-capite oltre agli scaglioni, agevolando tutte le utenze domestiche a cominciare da quelle dei nuclei familiari numerosi

C – di creare un fondo a sostegno delle utenze disagiate con una parte dell’utile di AcegasApsAmga

D – di coprire l’intera bolletta delle utenze disagiate, con una parte del dividendo di HERA che il Comune di Padova riceve ogni anno come socio

COMUNE E GESTORE APPLICHINO LA DELIBERA!!!