“Immediata cessazione dell’invio dei SOLLECITI DI PAGAMENTO, delle MINACCE di sospensione del servizio; immediata LIQUIDAZIONE dei crediti agli utenti-autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura. Il rimborso remunerazione post referendum di 6,99 € è solo un ACCONTO su quanto di nostra spettanza…”        

In data 27-11-2015, con inizio alle ore 9:00, presso la sede del Consiglio di Bacino Bacchiglione, C.so Stati Uniti 14/D,  si è svolto l’incontro del Comitato (presenti Francesco, Alessandro) con i rappresentanti di Acegas ApsAmga (tra cui il dott. Berti, la dott. Carlini, il dott. Bertoncello etc.) e rappresentanti del cit. Consiglio di Bacino (tra cui il dott. Manenti).

L’incontro, della durata di circa 1 ora e 30 min., ha avuto ad oggetto, come da noi richiesto, i segg.  argomenti:

– campagna di Obbedienza Civile e solleciti di pagamento;

– problematiche legate ai rimborsi depurazione e/o fognatura.

1– OBBEDIENZA CIVILE / SOLLECITI DI PAGAMENTO

Abbiamo  innanzitutto deplorato l’avvenuto recapito (fin da agosto 2015) agli utenti-autoriduttori di solleciti di pagamento, anche multipli, delle bollette dell’acqua autoridotte fino a concorrenza dell’importo fatturato e, poi, denunciato le reiterate minacce di recupero coattivo del credito e di sospensione del servizio idrico (che hanno incredibilmente coinvolto anche utenze che vantano, nei confronti del gestore crediti per migliaia di euro!).  Infine, ricordato che, ai solleciti, i destinatari-obbedienti hanno opposto, mediante apposita lettera di contestazione, le ragioni dell’Obbedienza Civile, vale a dire la campagna di autoriduzione delle bollette dell’acqua della componente tariffaria remunerazione del capitale investito abrogata dal secondo quesito referendario del 2011 ma mai applicato dai gestori e, in particolare, le ragioni per cui  l’MTT -poi MTI-  emanato dall’AEEG -poi AEEGSI- risulti viziato da gravissimi profili di incostituzionalità.

Ciò premesso, abbiamo sollecitato l’attenzione dei nostri interlocutori sulla recentissima lettera inviataci dal gestore (in risposta a quelle di contestazione dei solleciti) che, in buona sostanza, compendia il seguente ragionamento:

Gentili Utenti del s.i.i., AcegasApsAmga  vi ha rimborsato quanto vi doveva (come da delibere AEEGSI), e cioè la remunerazione post referendum relativa al periodo 21 luglio -31 dic. 2011. Poiché null’altro deve,  Illegittime sono le vostre autoriduzioni e fondata la nostra richiesta di recupero delle stesse, come riscontra la fattura acclusa in copia dell’ottobre 2014.

A ciò abbiamo obiettato che:

– l’immotivato invio (oltre alla fattura) del relativo bollettino di pagamento, potrebbe indurre l’utente in errore, talché, utilizzandolo, pagherebbe di bel nuovo una bolletta già a suo tempo oggetto di autoriduzione, sì da configurarsi gli estremi della truffa;

– la lettera in parola risulta, a nostro avviso, reticenteimprecisa.

1.1  Perché, nel dar conto del rimborso remunerazione post-referendum, cela, agli utenti,  le ragioni dello stesso. Infatti – abbiamo continuato- quel rimborso origina dal Parere 267/2013 del Consiglio di Stato, al quale si rivolse la neo-incaricata AEEG per sciogliere i dubbi sulla tariffazione dei cinque mesi post-referendum. Ebbene, il quesito posto dall’Authority al C.d.S. ricalcò, in buona sostanza, le argomentazioni (pretestuose e giuridicamente infondate) che gestore e ATO ci opposero nei mesi immediatamente successivi ai referendum, per resistere alla nostra legittima pretesa di “immediata applicabilità” (Corte Cost., sent. 26/2011) del risultato referendario,  come del resto puntualmente segnalammo (e continuiamo a segnalare) nelle nostre “LETTERE-DIFFIDA”  [vale a dire, che i quesiti referendari non avevano intaccato il  D.M. 1° agosto ’96 (base di calcolo del precedente metodo tariffario normalizzato) per cui, visto il 2°c. dell’art.154 del d.lgs. 152/2006 (che affidava  ad una  Authority l’emanazione di un nuovo metodo tariffario), e stante la vigenza dell’art. 170 dello stesso decreto, il D.M. del ‘96 avrebbe continuato ad essere applicato nella sua formulazione pre-referendum fino a nuovo metodo!].

Argomentazioni, queste,  che furono clamorosamente smentite dal cit.  Parere 267/2013 del Consiglio di Stato che affermò:  “gli effetti propri del referendum del 2011 non possono non essere estesi al D.M. 1° agosto ’96, nella parte in cui lo stesso richiamava ed applicava il criterio della adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Questo perché “…al referendum abrogativo è stata riconosciuta una sorta di valenza espansiva rispetto alle disposizioni legislative non coinvolte in maniera espressa dal quesito referendario, ma comunque incompatibili con la volontà manifestata dagli elettori “.

Insomma, è chiaro, continuare a trattenere la quota di profitto dei gestori sulle bollette dopo il 21 luglio 2011 si pone in conflitto con l’esito referendario!

Per questo motivo l’AEEG fu costretta a deliberare, per i cinque mesi post-referendum, la restituzione agli utenti della illegittima componente tariffaria remunerazione del capitale che, applicando il truffaldino metodo di calcolo elaborato dalla stessa AEEG, l’ATO quantificò, per il gestore Acegas, in  6,99 €.

 Ma di tutto ciò  – abbiamo ribadito-  nell’ultima lettera recapitata agli utenti non c’è traccia; non emerge, cioè, l’illegittima posizione pregressa del gestore (e dell’Ato) il quale non ha sentito nemmeno il dovere (morale) di chiedere scusa agli utenti per aver disobbedito a una legge dello Stato!

Peggio, il rimborso -abbiamo aggiunto- fu decurtato della quota parte delle relative imposte, calcolate sull’utile lordo  (dei 2.700.000 € ci furono restituiti solo 800 mila € e in forma forfetaria). Per queste ragioni, abbiamo concluso, consideriamo quel rimborso solo un acconto su quanto ci spetta per legge!

1.2  Dunque, il gestore si è già sbagliato una volta e, allo stesso modo, abbiamo rilevato, potrebbe ancora sbagliarsi. Questa, in sintesi, l’argomentazione conclusiva:

“L’affermazione La tariffa in vigore non contempla la componente tariffaria abrogata… -contenuta nella citata lettera-  è, a nostro avviso, infondata (lo provano l’analisi dello stesso metodo tariffario, gli utili realizzati, i dividendi distribuiti…) e, comunque, opinabile, dal momento che presso il Consiglio di Stato pende ancora il ricorso promosso da Acqua bene comune Onlus  (Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua)  e Federconsumatori, di cui  non si dà informazione all’utenza, come non la si informa dell’ordinanza con la quale il C.d.S. ha sospeso il giudizio per incaricare tre  docenti universitari di approfondire gli aspetti più controversi (del metodo tariffario vigente) legati alla remunerazione del capitale che noi contestiamo”.

“Per queste ragioni -abbiamo concluso- continueremo l’Obbedienza Civile,  riteniamo illegittima  la richiesta delle quote di autoriduzioni pregresse e, pertanto, chiediamo  l’immediata  cessazione dell’invio dei solleciti di pagamento, delle minacce di sospensione del servizio e  simili…”

  Dopo essersi informato sulla possibile data di conclusione del procedimento in corso e la puntualizzazione del dott. Manenti (che si è dichiarato sul punto in sintonia col sig. Sbrogiò del comitato, e cioè che non sembra essere la remunerazione in sé oggetto di approfondimento da parte del C.d.S…), il dott. Berti ha preliminarmente ringraziato per la chiarezza e puntualità dell’excursus e ha preso nota delle nostre richieste.  Sollecitato  a dare una risposta immediata, ha promesso, una volta consultatosi con i colleghi, riscontro in tempi brevi.

Vedremo.

2- DEPURAZIONE-FOGNATURA.

Abbiamo contestato:

– preliminarmente la situazione di utenze che dopo il rimborso, si vedono addebitare ancora il canone depurazione. La risposta è stata che molte utenze sono state intanto allacciate alla rete e che non sempre ciò risulta noto agli interessati. In ogni caso, l’azienda si è dichiarata disponibile a prendere prontamente in esame i casi particolari che eventualmente fossero a noi noti.

– la situazione di utenze che si vedono addebitare il canone fognatura in mancanza di allaccio, sia che sia presente o meno in zona la rete fognaria.

La risposta è stata che se la rete esiste (per ultimazione lavori) Acegas riscuote il canone sulla base della presunzione che l’utente sia allacciato, in quanto vige l’obbligo di allacciarsi in un tempo congruo. Abbiamo ribadito che la presunzione non è certezza e che l’utente deve pagare il relativo canone solo dal momento in cui effettivamente risulti allacciato alla rete. Fino a quel momento dovrà essere rimborsato (su istanza), a prescindere dalle reali motivazioni circa il mancato adempimento. Su questo tutti si sono dichiarati d’accordo.

Comunque, a loro dire, i rimborsi sono avvenuti su verifica individuale e tutti gli aventi diritto sono stati informati.

– la situazione comune a molti autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura ma risultano ancora in attesa della concreta liquidazione del credito.

In prima battuta, i rappresentanti dell’azienda hanno negato l’esistenza di casi simili. Quando abbiamo mostrato loro le fatture comprovanti quanto denunciato, solo allora ci hanno informato che “il principio della tesoreria del gruppo Hera è che non si erogano rimborsi in presenza di posizioni debitorie aperte”. Vale a dire, l’azienda non mette in discussione il credito (risultante dall’estratto conto) che rimane certo ed esigibile ma la liquidazione materiale non viene eseguita. Abbiamo osservato che la questione dei rimborsi non ha niente a che vedere con l’Obbedienza Civile (fatto tutto politico), sebbene mancata depurazione come autoriduzione abbiano un comune denominatore. E che risulta inoltre palese la sproporzione tra crediti (migliaia di euro) e presunto debito (poche decine di euro).

La questione è stata comunque presa in esame dal direttore Berti che, anche su questo, si ripromette di darci risposta.

Intanto, ci ha chiesto di segnalare i casi in parola di cui siamo a conoscenza, poichè, a loro dire, questi rappresentano comunque una minoranza rispetto a quanti -autoriduttori-  sono stati effettivamente rimborsati.

-la mancanza di una informazione complessiva sulla effettiva mappatura della rete fognaria e del servizio depurazione, su cui non c’è stata, però, una risposta specifica.

Inoltre, ci sono state segnalate le segg. cifre:

-entro il 31 /12/2014 sono stati rimborsati per la mancata depurazione circa 1500 utenze, per un esborso di 1.134.000 €;

-gli aventi diritto al rimborso fognatura individuati sono circa 1300, di cui 300 utenze risultano attualmente ancora non godere del servizio.

Poichè il rimborso fognatura avviene su istanza, sono attualmente pervenute 978 domande, di cui 960 sono state liquidate (per un tot. di 1.950.000 €),  mentre 288 non sono pervenute.

Infine, il dott. Berti ci ha invitato formalmente, come già emerso nel corso dell’incontro, a contattare direttamente il dott. Bertoncello per segnalare situazioni pendenti o irrisolte di nostra conoscenza. Ha auspicato, insomma, l’attivazione di un canale  di comunicazione diretta tra gestore e comitato.

Per il Comitato:   Alessandro – Francesco

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