De pie, luchar,
que el pueblo va a triunfar.
Sera mejor la vida que vendra
a conquistar nuestra felicidad
y en un clamor mil voces de combate
se alzaran, diran,
cancion de libertad,
con decision la patria vencera.

Y ahora el pueblo que se alza en la lucha
con voz de gigante gritando: Adelante!
El pueblo unido jamas sera vencido,
el pueblo unido jamas sera vencido!

Un ingranaggio collettivo.
Era quello della memoria di Genova. Lì, 10 anni fa, si parlava di mercati e forme di resistenza, di multinazionali e di mercato, da li nascevano i primi discorsi sui beni comuni, iniziavano relazioni e battaglie in molti territori di Italia. Ma quell’esperienza si è anche chiusa con un incredibile riflusso sotterraneo che molto spesso è stato associato ad una sconfitta, al silenzio.

Ma quello che stava succedendo è che, come l’acqua sotterranea scava, anche i nostri discorsi, le nostre idee, i nostri comitati scavavano e intessevano relazioni profonde, radicali capaci di costruire una speranza, che come sostiene Aristotele, è un sogno ad occhi aperti.

E tutto questo si è trasformato nel movimento per l’acqua che ha iniziato un’avventura, quella del referendum, difficile, complicata e ricca di contraddizioni.
Giorno dopo giorno abbiamo visto materializzarsi sotto i nostri occhi la ricchezza sociale dei territori, un tesoro prezioso fatto di uomini e donne, di pensieri ed azioni.

Abbiamo conosciuto tutti/e voi, le vostre facce e i vostri sorrisi, il vostro tempo e il vostro impegno, la vostra determinazione ed intelligenza. Sappiamo che il popolo dell’acqua ha dei combattenti formidabili che hanno saputo e sapranno tutelare questa vitale esperienza valorizzandone i prossimi percorsi.
Quelli che parlano dell’acqua ma anche della democrazia, della partecipazione e della sottrazione delle nostre vite al profitto.

Oggi sappiamo di aver partecipato ad un nuovo ingranaggio collettivo che parlava una nuova lingua.
Quella del futuro.

Semplicemente, da parte nostra, grazie a tutti/e voi.

La segreteria operativa

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