Un contributo “inglese” al dibattito sull’Acqua

Segnaliamo volentieri questo conttributo alto, da parte di Emanuele Lobina, Principal Lecturer, PSIRU (www.psiru.org), Business School, University of Greenwich London SE10 9LS, UK

Cari/care,
Purtroppo varie vicissitudini non mi hanno consentito di partecipare al dibattito sul referendum nella misura in cui avrei voluto. Nel tentativo di compensare almeno in parte vorrei segnalarvi due contributi del PSIRU che spero siano di interesse.
Per quanto riguarda il ruolo ella regolazione e la creazione di un Autorita’ di vigilanza del settore idrico, vorrei segnalarvi il seguente rapporto del PSIRU sull’impatto sociale della privatizzazione del servizio idrico in Inghilterra, laddove si mette in evidenza come il regolatore OFWAT abbia contribuito al sorgere del fenomeno della cosiddetta “poverta’ in acqua” (water poverty).
https://www.psiru.org/reports/2008-09-EW-PoorChoicesWater.pdf
Piu’ esattamente, il rapporto sostiene che il fenomeno della water poverty (in pratica, la famiglie che pagano piu’ del 3% delle proprie entrate per far fronte alle bollette del servizio idrico integrato si aggirano tra il 9% e il 15% del totale delle famiglie  inglesi – si stima che questo corrisponda a un numero di cittadini tra i 2 e i 4 milioni) sia dovuto a:
1. L’introduzione della copertura integrale dei costi tramite tariffa.
2. La privatizzazione del servizio e le pratiche opportunistiche dei gestori privati, con i conseguenti aumenti impropri delle bollette.
3. Il fatto che il regolatore OFWAT abbia difeso il modello che ha portato al sorgere della “water poverty”, rifiutandosi di introdurre contromisure adeguate e scaricando la responsabilita’ di risolvere il problema sul governo britannico.
4. Il fatto che il governo britannico non abbia saputo far fronte all’influenza del regolatore.

Il rapporto del PSIRU suggerisce quindi non solo che la regolazione non rappresenta la soluzione di tutti i mali ma che anzi, come il caso inglese dimostra, possa essere essa stessa parte del problema.

Inoltre, invio in allegato un intervento che e’ stato pubblicato da Servizi & Societa’, rivista di Confservizi Lombardia, e che spero contenga argomenti utili per la campagna referendaria. Qualora lo riteniate utile, procedete pure a pubblicare l’intervento (“Scenari europei nella gestione dei servizi idrici”) nei vostri siti internet, a diffonferlo come meglio crediate o a effettuare dei link tra qualunque dei rapporti del PSIRU e i vostri siti internet. [Scarica Lobina_Hall_ServiziIdrici.pdf]

Infine, vorrei mettervi a conoscenza del fatto che una sezione del sito del PSIRU sara’ a giorni dedicata a ospitare l’intervento in allegato e 6 rapporti del PSIRU precedentemente tradotti in italiano e pubblicati dalla rivista Quale Stato di FP-CGIL, a cui vanno i nostri sinceri ringraziamenti.

Un forte abbraccio con i migliori auguri per la volata finale della campagna referendaria.

Emanuele Lobina
Principal Lecturer, PSIRU
Business School, University of Greenwich London SE10 9LS, UK

Il Governo chiama e l’OCSE risponde

COMUNICATO STAMPA

Il Governo chiama e l’OCSE risponde. Ma il modello proposto non funziona
 


Apprendiamo che oggi l’OCSE si pronuncia auspicando la totale privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, insieme dalla creazione di un’Autorità di regolazione.

Il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune non può non constatare come il Governo italiano chieda soccorso a organismi internazionali presunti neutri per essere sostenuto nelle proprie scelte, come è ben testimoniato dalla presenza del ministro Tremonti alla conferenza stampa di presentazione del rapporto OCSE.

Vogliamo solo ricordare all’OCSE e al ministro Tremonti che, laddove si è perseguito quel modello di privatizzazione e creata un’autorità regolatoria, le tariffe sono fortemente cresciute e gli investimenti ristagnano. In particolare, l’Inghilterra, nazione che più si è spinta su quella strada, registra il triste primato europeo della percentuale di famiglie colpite dalla “water poverty” (indicatore che misura la sostenibilità delle tariffe sul reddito familiare). Le famiglie inglesi che si trovano nella condizione di indigenza idrica si aggirano tra il 9% e il 15% del totale, coinvolgendo un numero di cittadini inglesi tra i 2 e 4 milioni.

Roma, 9 maggio 2011

 


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
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www.acquabenecomune.org
www.referendumacqua.it

Luca Martinelli risponde a M.Giannini di Repubblica

Segnaliamo la lettera (click per leggere) di Luca Martinelli in risposta all’editoriale di Massimo Giannini pubblicato su La Repubblica il 17 gennaio scorso.
Ci sembra che Luca centri in pieno il nocciolo della questione e che riesca a smontare a perfezione il ragionamento di Giannini.

Consigliando la lettura dell’intera lettera, di seguito riportiamo le note conclusive, più generali:

——–

[…] Se davvero l’acqua e tutti gli altri servizi fossero, per natura, “a rilevanza economica”, la Corte Costituzionale avrebbe rigettato il primo quesito referendario. La realtà è, però, diversa. E chi ha preso in giro l’Italia e gli italiani è palesemente il governo, con l’oramai ex ministro Ronchi che ha inserito l’articolo 15 in una norma che, nel titolo, recita: “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il secondo quesito referendario che i cittadini italiani saranno chiamati a votare, invece, pone l’accento sulla tariffa del servizio idrico integrato. E spaventa perché scopre un nodo irrisolto, mai dibattuto con la dovuta cura sui media. Quali sono le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato? Possibile che debba essere lasciato totalmente al mercato, e alle tasche dei cittadini? Anche Federutility concorda, ormai, con l’impostazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua: il modello full recovery cost non funziona; gli ultimi sedici anni hanno palesato una riduzione assoluta degli investimenti sulla rete, e -in termini relativi- il Comitato di vigilanza sulla risorse idriche presso il ministero dell’Ambiente certifica che poco più della metà degli investimenti programmati sono stati effettivamente realizzati. Che fare di fronte a questa situazione? Federutility chiede finanziamenti pubblici a fondo perduto a favore dei gestori privati del servizio. Il Comitato promotore chiede invece di riflettere seriamente sul modello e sulla composizione della tariffa; invita a ridiscutere l’esigenza di una finanza pubblica, ruolo cui la Cassa depositi e prestiti para aver abdicato.

Cordialmente,
Luca Martinelli