Acqua radiattiva a Tokyo

Un articolo di Repubblica on-line oggi riporta un comunicato dell’amministrazione municipale di Tokyo: oggi (23 marzo) il livello di iodio radioattivo trovato nell’acqua della capitale, un enorme agglomerato urbano di 35 milioni di abitanti, eccede i limiti fissati per il consumo dei bambini. La centrale di Fukushima sorge a 240 chilometri a nord di Tokyo, la radioattività ci ha messo 10 giorni ad arrivarci e contaminare le falde acquifere.

Luca Martinelli risponde a M.Giannini di Repubblica

Segnaliamo la lettera (click per leggere) di Luca Martinelli in risposta all’editoriale di Massimo Giannini pubblicato su La Repubblica il 17 gennaio scorso.
Ci sembra che Luca centri in pieno il nocciolo della questione e che riesca a smontare a perfezione il ragionamento di Giannini.

Consigliando la lettura dell’intera lettera, di seguito riportiamo le note conclusive, più generali:

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[…] Se davvero l’acqua e tutti gli altri servizi fossero, per natura, “a rilevanza economica”, la Corte Costituzionale avrebbe rigettato il primo quesito referendario. La realtà è, però, diversa. E chi ha preso in giro l’Italia e gli italiani è palesemente il governo, con l’oramai ex ministro Ronchi che ha inserito l’articolo 15 in una norma che, nel titolo, recita: “Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica”. Il secondo quesito referendario che i cittadini italiani saranno chiamati a votare, invece, pone l’accento sulla tariffa del servizio idrico integrato. E spaventa perché scopre un nodo irrisolto, mai dibattuto con la dovuta cura sui media. Quali sono le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato? Possibile che debba essere lasciato totalmente al mercato, e alle tasche dei cittadini? Anche Federutility concorda, ormai, con l’impostazione del Forum italiano dei movimenti per l’acqua: il modello full recovery cost non funziona; gli ultimi sedici anni hanno palesato una riduzione assoluta degli investimenti sulla rete, e -in termini relativi- il Comitato di vigilanza sulla risorse idriche presso il ministero dell’Ambiente certifica che poco più della metà degli investimenti programmati sono stati effettivamente realizzati. Che fare di fronte a questa situazione? Federutility chiede finanziamenti pubblici a fondo perduto a favore dei gestori privati del servizio. Il Comitato promotore chiede invece di riflettere seriamente sul modello e sulla composizione della tariffa; invita a ridiscutere l’esigenza di una finanza pubblica, ruolo cui la Cassa depositi e prestiti para aver abdicato.

Cordialmente,
Luca Martinelli