Statuto Veneto: CI SIAMO!!!

E’ in discussione in questi giorni in consiglio regionale lo statuto della nostra regione. I vari movimenti veneti hanno proposto un articolo per la salvaguardia delle risorse ambientali (acqua e suolo, innanzittutto) che vi chiediamo di sostenere: scaricate la proposta dell’articolo, aggiungete un vostro commento e inviatelo per posta (elettronica e non) al nostro Presidente Luca Zaia (https://www.regione.veneto.it/La+Regione/Presidente/Home+Presidente), oppure al vostro consigliere o assessore di fidducia (di sinistra, di centro, di destra, o a tutti quanti indistintamente: https://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=5&p=5&c=1&e=11&t=0&).

Il testo dell’articolo è riportato anche qui sotto, perché ci sembra bellissimo!

1. La Regione Veneto tutela i beni comuni costituiti dalle risorse essenziali per la vita del
pianeta e dei patrimoni culturali, paesaggistici e naturali, garantendone agli abitanti attuali e
futuri la conservazione ed il godimento.
2. A questo fine la Regione applica le disposizioni nazionali e comunitarie in merito alla tutela
del paesaggio, alla difesa del suolo, dei corpi idrici e del ciclo delle acque e, nell’ambito
della propria autonomia, le integra con disposizioni politiche ed azioni istituzionali volte
all’affermazione della proprietà comune dell’acqua e alla riduzione del consumo di suolo.
3. La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria per il
soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono diritti inalienabili della persona umana,
diritti universali non assoggettabili a ragioni di mercato. La Regione garantisce a ciascun
individuo il diritto al minimo vitale giornaliero d’acqua quale diritto alla vita. L’acqua è
considerata bene comune ed il servizio idrico integrato è definito servizio pubblico locale di
interesse generale, privo di rilevanza economica e come tale non soggetto alle dinamiche
della concorrenza. Le modalità della loro gestione sono definite attraverso il coinvolgimento
delle autonomie locali e la più ampia partecipazione anche decisionale, dei cittadini e delle
comunità territoriali.
4. Il territorio non urbanizzato né coperto da artefatti e lasciato libero all’azione della natura,
guidata e, ove occorra, corretta per le esigenze di attività agro-silvo-pastorali è un bene
comune la cui estensione può essere ridotta solo ove ricorrano congiuntamente le seguenti
due condizioni: a) la sua utilizzazione sia indispensabile per soddisfare esigenze socialmente
rilevanti che non possono essere soddisfatte in altro modo, come l’utilizzazione di suoli già
urbanizzati; b) che sia prevista la rinaturalizzazione di una superfice di dimensione almeno
pari a quella sottratta.
5. La Regione emana entro…i provvedimenti normativi e strutturali necessari per rendere
effettive le prescrizioni di cui ai precedenti commi.

ERRATA CORRIGE: Il sito riapre ORA (28/07/2011)

Care e cari,

il tentativo di scippo del risultato referendario è cominciato il giorno dopo lo straordinario esito referendario!
Abbiamo individuato i seguenti quattro fronti di azione

  • ragionamenti sul famoso 7%, da scontare in qualche modo in bolletta
  • ragionamento sul riassetto delle società affidatarie del servizio idrico integrato
  • partecipazione all’approvazione dello statuto regionale veneto
  • proposte per la legge regionale di riordino degli ATO, gentilmente abrogati dal ministro Calderoli

Allegato trovate intanto il testo della proposta di integrazione allo statuto, tramite un articolo che, oltre che di acqua potabile, prova a parlare di risorse idriche in generale e anche di tutela del suolo, contro la cementificazione così di moda oggi. Leggi la PropostaArticoloStatuto

A breve un modulo per aderire alla proposta dello statuto, nel frattempo preghiamo tutti di atttivarsi presso i propri amministratori di riferimento e le eventuali associazioni di cui si fa parte per sostenere l’articolo anche con adesioni di gruppo o istituzionali.