Risposta a quanto detto da AcegasApsAmga sui giornali del 3-1-2021

1.       Gli aumenti in bolletta servono per migliorare le reti

A parte il fatto che la rete idrica continua ad avere perdite che superano il 30% e che in molte zone della città fognature e depurazione sono carenti, gli aumenti servono anche a fare utili dalla gestione industriale del Servizio Idrico Integrato (SII). Nel 2018 il Margine Operativo Lordo (MOL) dei 12 comuni padovani, di Udine e Trieste è di €. 56.694.000 e il Margine Operativo Netto (MON) che si ottiene dopo la detrazione della quota annuale di ammortamento degli investimenti è di €. 27.269.000 (pag. 79 del loro bilancio annuale). Se AcegasApsAmga vuole essere trasparente, pubblichi anche la parte del bilancio consolidato relativo al settore del SII per i 12 comuni padovani per il 2019 e lo faccia ogni anno.

2.       AcegasApsAmga prevede uno scoperto virtuale di 40 milioni a fine contratto

Calcolo appunto virtuale: ogni anno fino alla fine del contratto continuerà a spartirsi l’utile, invece di investirlo nel servizio. Questo è il vero motivo per cui chiede la proroga fino al 2036. Non corrisponde all’interesse degli utenti spalmare costi residui negli anni successivi e contemporaneamente dividersi gli utili. A fine contratto, anche senza proroga, il gestore avrà il diritto di vedersi rimborsati gli ammortamenti e gli altri costi non ancora recuperati in bolletta, come da art. 29 (Valore residuo) del Metodo Tariffario Idrico oggi applicato.

3.       Tra il 2018 e il 2019 le tariffe avevano subito un decremento pari a circa il 20% rispetto al 2017

Esattamente e non circa, dal 2011 (anno del referendum vinto, ma non applicato) la bolletta della famiglia di 3 persone, con consumo di 150 mc annui, ha avuto il seguente incremento: per il 2012 +4%, per il 2013 +18%, per il 2014 +26%, per il 2015 +34%, per il 2016 +42% e per il 2017 +50%.

 Nel 2018, sempre rispetto al 2011, l’aumento s’è fermato a +48% e nel 2019 a +24%, ma oggi, come regalo natalizio, ricomincia a salire, per il 2020 a +31% e per il 2021 a +35%.

Quali sono i servizi pubblici locali – trasporti, rifiuti – che dal 2011 ad oggi sono aumentati con queste percentuali? Nessuno.

4.       AcegasApsAmga rispetto agli altri due gestori ha una tariffa più bassa del 15-30%

Confrontare le tariffe è sempre un’operazione complicata, per cui occorre tener conto di tanti fattori: per es. AcegasApsAmga ha la fortuna di utilizzare per la maggior parte, acque pulite di risorgiva che non richiedono particolari trattamenti, mentre gli altri due gestori si approvvigionano anche da acque inquinate di fiume e devono far fronte all’inquinamento da PFAS della falda. Non vogliamo difendere nessuno, ma gli altri due gestori (Acquevenete e Viacqua) sono in house e non si dividono l’utile, che resta investito nel settore idrico; quindi per essere chiari, neanche loro applicano il 2° quesito referendario che abrogava “la remunerazione del capitale investito” (utile), ma Acquevenete ha almeno rinunciato alla possibilità di usare l’aumento di tariffa per il 2020 e 2021 che il Metodo Tariffario in vigore permetteva.

5.      I 180.000 euro annui dal 2021 al 2023, stanziati da AcegasApsAmga per il bonus idrico integrativo 

Sono caricati in tariffa come “componente costi sociali” e li paghiamo in bolletta attraverso l’aumento del costo del mc. Inoltre attraverso un’altra componente di costo “UI3” (visibile in bolletta), paghiamo un ulteriore bonus (bonus idrico sociale), mentre l’utile di AcegasApsAmga non viene diminuito. Quindi paghiamo noi utenti e non AcegasApsAmga.

6.       Sulla delibera acqua, approvata dal consiglio comunale di Padova il 28/1/2019 AcegasApsAmga tace, mentre noi ribadiamo al gestore e all’Amministrazione comunale, che è una cosa indecente che i suoi 4 punti non siano ancora applicati:

·         la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità e il quantitativo minimo vitale sia sempre erogato.

·         la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per altre utenze.

·         venga creato un fondo per le utenze disagiate attingendo dall’utile dell’ente gestore.

·         il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

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