17/04/2024

Condividiamo di seguito un resoconto della due giorni di iniziative organizzate come Comitato 2Sì Acqua Bene Comune Padova lo scorso fine settimana. 

Venerdì 27 gennaio, sala Paladin

Dibattito pubblico “Acqua: oro blu o bene comune?”

Una cinquantina le persone presenti e buono il livello del dibattito, che ha raggiunto l’obiettivo di fornire un quadro dello “stato di salute” dell’acqua, sia sul piano nazionale (decreto concorrenza e privatizzazione costante) che su quello locale (battaglia NoPfas, vittoria a S. Giorgio in Bosco, situazione cittadina di Padova). Il quadro è sicuramente preoccupante, ma presenta crepe ed elementi su cui insistere per riaffermare la volontà popolare espressa con il Referendum del 2011 e sottrarre al profitto di pochi la gestione di un bene così prezioso e vitale. In particolare, quanto accaduto a S. Giorgio in Bosco testimonia ancora una volta che la mobilitazione della cittadinanza può “spuntarla” anche contro colossi privati.

La diretta dell’incontro si può rivedere e ascoltare a questo link: https://www.facebook.com/acquabene.comunepd/videos/5907577142610913

Tra i temi emersi sottolineiamo:

1) il ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto concorrenza approvato dal governo Meloni da parte delle regioni che avevano espresso la loro contrarietà, tra cui il Veneto;

2) le due proposte di legge di iniziativa popolare: Riprendiamoci il Comune;

3) il tema dei Pfas nella nostra acqua potabile [vedi parentesi informativa in fondo alla mail]

Quanto alla delibera comunale di Padova, trovate il punto della situazione in questa intervista a Gianni Sbrogiò pubblicata su Seize The Time. Le proposte che avanziamo sono realistiche e praticabili, ci vuole però un maggior numero di persone che le faccia proprie e le porti avanti. 

Ringraziamo le 18 realtà collettive che hanno preso pubblicamente posizione a fianco del Comitato, nella speranza di muovere presto ulteriori passi assieme.

Questo l’elenco: ADL Cobas | Associazione Nuovi Orizzonti Ecologici | Casetta del Popolo “Berta” | Coalizione Civica per Padova | Comitato No quarta linea inceneritore Padova | Comitato SOS S. Antonio | Comitato Stanga | CoVeSaP | Europa Verde – Verdi Padova | GAS AltrAgricoltura NordEst | ISDE Padova – Medici per l’ambiente | Mamme No Pfas | Potere al Popolo Padova | Partito della Rifondazione Comunista Padova | Spazio Catai | Sportello sociale via Bajardi | Tutta Nostra la Città | Urbanistica & Contesto

Sabato 28 gennaio, palazzo Moroni

Conferenza stampa a quattro anni dall’approvazione della delibera comunale

Alla conferenza stampa si sono presentati Telenuovo, TGR Veneto e Mattino di Padova. 

VIDEO RAI3 VENETO: https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2023/01/acqua-bene-comune-padova-presidio-b12b8aa3-ffca-4e50-9406-dedbe25818df.html

VIDEO | TgPadova | Telenuovo:

https://tgpadova.telenuovo.it/attualita/2023/01/28/sit-in-a-palazzo-di-2si-comitato-per-lacqua-bene-comune-video

Parentesi informativa sulle analisi Pfas della nostra acqua potabile

Se andate a vedere nel sito di AcegasApsAmga nel 2022 le analisi registrano, se pur minima, la presenza di Pfas, perciò le risultanze delle analisi sui Pfas devono essere inserite come le altre in bolletta. Il gestore non può far passare sotto silenzio la cosa ed è necessario far muovere l’Arpav e l’Ato su questa faccenda. Le Pfas, come si sa, si stanno propagando nell’ambiente e l’inceneritore di Padova fa e farà la sua parte come fonte di inquinamento.

Parentesi informativa sul bilancio di AcegasApsAmga (AAA)

AAA ha pubblicato il bilancio consolidato e separato per settori del 2021. 

https://www.acegasapsamga.it/binary/hera_acegas/bilancio/AcegasApsAmga_Bilancio_consolidato_2021.1655381486.pdf

Rimane sempre il problema che non c’è un bilancio del settore idrico dei 12 comuni tra cui Padova, ma solo assieme a Trieste, Udine e Gorizia. Comunque a pag. 197 del bilancio, dal prospetto: Conto economico per settore di attività si può vedere che il ciclo idrico è il settore con il più alto MON (Margine Operativo Netto) tra i settori gestiti (gas, energia, ambiente, servizi e struttura). Mentre l’Ato calcola un utile netto del ciclo idrico dei 12 comuni padovani tra i 5 e i 6 milioni di euro l’anno.

Confrontando i due bilanci di AAA e di Hera si scopre che AAA ha avuto un dividendo di €. 0,43 ad azione e Hera di €. 0,12. Perciò il Comune di Padova, con la fusione di AAA voluta dal Sindaco Zanonato e la vendita di azioni fatta da Bitonci si trova con un dividendo ben inferiore rispetto alla situazione precedente. Resta ovviamente valido il fatto che il miglior utile e il miglior dividendo è quello che non viene prodotto, perché per l’utente significa diminuzione della tariffa senza diminuire la qualità del servizio

ACQUA, IL COMITATO IN PIAZZA«4 ANNI DI IMPEGNI DISATTESI»
La Protesta

Cristiano Cadoni 28-01-23 il Mattino

Sono trascorsi quattro anni dall’approvazione in consiglio comunale della delibera di iniziativa popolare sull’acqua pubblica. Ma gli impegni presi dall’assemblea civica e quindi dall’amministrazione comunale nei confronti della cittadinanza sono rimasti disattesi. Per denunciare questa situazione, il comitato 2Sì Acqua Bene Comune ha organizzato due iniziative. Ieri pomeriggio, nella sala Paladin di Palazzo Moroni, c’è stato un dibattito sulla situazione a livello locale e nazionale del “mercato dell’acqua”, intitolato provocatoriamente “Acqua, oro blu o bene comune?”. Oggi invece alle 11.30 il comitato scende di nuovo in piazza, e ancora una volta sotto Palazzo Moroni, per chiedere l’applicazione della delibera votata dal consiglio nel 2019 e per fare il punto della situazione sulla gestione dell’acqua a livello locale.

Erano quattro gli impegni presi dall’amministrazione con l’approvazione della delibera. La fornitura d’acqua non deve essere mai sospesa nel caso di morosità delle utenze civili residenti e il quantitativo minimo vitale (50 litri persona giorno) deve essere sempre erogato; la tariffa deve essere resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per le altre utenze civili residenti; alle utenze civili residenti disagiate deve essere dato un contributo attraverso un fondo formato da una parte dell’utile dell’ente gestore; il Comune si impegna a impiegare una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Nessuno di questi impegni è stato rispettato – denuncia oggi il comitato – e mentre Hera continua a fare utili milionari, per le utenze disagiate stanzia soltanto spiccioli.

Quello che guadagna la multiutility dal servizio idrico integrato, peraltro, non è noto, perché – è l’altra denuncia del comitato – AcegasApsAmga pubblica il suo bilancio tenendo accorpate le cifre relative a tutto il servizio idrico, cioè quello che svolge per Padova e per gli altri undici comuni del comprensorio più sei del Friuli-Venezia Giulia. «Se conoscessimo i dati scorporati», sostiene il portavoce Gianni Sbrogiò, «avremmo ancora più forza nel richiedere che il servizio idrico integrato torni a gestione pubblica».

«Acqua per tutti, la promessa dimenticata da Giordani»

Cristiano Cadoni 29-01-2023 IL MATTINO

Quattro anni fa – il 28 gennaio del 2019 – le bollette non facevano paura come succede oggi. Eppure era già considerato indispensabile – se non addirittura provvidenziale – l’impegno che il Comune assumeva nei confronti delle famiglie, promettendo che nessuno sarebbe mai rimasto senza acqua in casa per morosità e che il quantitativo minimo vitale sarà sempre garantito; che le tariffe del servizio idrico sarebbero state più eque; che a disposizione di chi ha bisogno ci sarebbe stato un fondo finanziato con gli utili del gestore; e che i dividenti del servizio sarebbero stati usati per aiutare gli utenti in difficoltà. Quattro anni dopo, gli stessi impegni dovrebbero essere estesi anche alle bollette di luce e gas, se non fosse che quelli presi per il servizio idrico sono rimasti sulla carta della delibera di consiglio comunale con cui erano state votate. Promesse non mantenute. Per questo il comitato Acqua Bene Comune ieri è tornato sul liston, davanti al municipio a denunciare l’inadempienza dell’amministrazione. E rilanciando un appello che è stato sottoscritto da diciotto sigle, tra loro anche Coalizione Civica che dell’amministrazione fa parte.

LA MOBILITAZIONE
Oltre che dal comitato e da Coalizione Civica, l’appello è stato sottoscritto da Adl Cobas, Nuovi Orizzonti Ecologici, Casetta Berta, No 4a linea inceneritore, Sos S. Antonio, Comitato Stanga, CoVeSaP, Europa Verde – Verdi Padova, Gas AltrAgricoltura, Medici per l’ambiente, Mamme No Pfas, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Spazio Catai, Sportello sociale via Bajardi, Tutta Nostra la Città e Urbanistica&Contesto. «Le realtà sottoscriventi», si legge nel documento, «invitano il sindaco Sergio Giordani e la sua giunta a dare piena attuazione alla delibera sull’acqua».

DALLA PARTE DEI PIÙ DEBOLI
Gianni Sbrogiò, portavoce del comitato Acqua Bene Comune, è convinto che l’amministrazione possa fare molto, soprattutto in una fase così difficile per tante famiglie. «Il Comune deve esigere che il gestore costituisca il fondo previsto dal terzo punto della delibera. E deve pretendere che nel bilancio del servizio idrico scorpori il dato dell’utile di Padova (che oggi compare insieme a quello degli altri dodici Comuni serviti da AcegasApsAmga, ndr) così da far emergere quanto guadagna dal bene comune acqua». Invece il Comune tace e il gestore non si muove. «I fatti», insiste Sbrogiò, «dimostrano che l’amministrazione comunale, di fronte a poteri forti come Hera, che gestisce l’acqua e i rifiuti attraverso AcegasApsAmga e Hestambiente, non difende l’interesse degli utenti ma quello dei gestori». L’ultimo esempio è recente: «Nel 2021 il Comune ha ricevuto 5 milioni e mezzo di euro come dividendo da Hera e sembra che questi soldi siano più importanti della tutela dei cittadini economicamente deboli. Perciò i padovani devono sapere che per ottenere quanto promesso in quella delibera serviranno ancora tante battaglie».