Testo dell’accordo definitivo COMITATO-ACEGAS sulla restituzione delle autoriduzioni

AcegasApsAmga, nelle bozze di lettere che ci ha recapitato, ha accettato la rateizzazione bimestrale, come da noi fermamente richiesto nel corso dell’ultimo incontro del 12 ottobre 2017. Per il resto, ci viene confermato quanto avevamo già pattuito (nel corso dei precedenti):

a-abbuono delle autoriduzioni praticate negli anni 2012-2013;

b-rinuncia alla riscossione di interessi e di eventuali oneri accessori;

c- per importi superiori a 50€, possibilità di rateizzare l’importo a credito in 3-6-8 rate con cadenza bimestrale (a seconda del debito da rimborsare, v. oltre); oppure, in alternativa, pagamento in un’unica soluzione, scontato del 5% (entro il 30 novembre 2017).

Nello specifico:

1- A breve, ogni utente ex autoriduttore riceverà una lettera (specifica, cioè adattata al suo caso) da AcegasApsAmga nella quale, dopo il cappello di prammatica (sentenze del TAR e del C.d.S. che “legittimano” quanto fatturato dal gestore in questi anni e, dunque, la riscossione delle autoriduzioni…), troverà sia il suo estratto conto aggiornato al 30 sett.2017, sia le modalità da seguire per saldare il debito, se in un’unica soluzione o, se si sceglie di rateizzarlo, in quante rate pagare.

2- Cosa dobbiamo fare al ricevimento della lettera del gestore?

Innanzitutto, controllare (come più volte scritto) che l’importo a nostro debito (risultante dall’estratto conto) corrisponda effettivamente alle autoriduzioni effettuate.

Dopodiché spedire al gestore (entro il termine del 30 novembre 2017) la lettera ricevuta dopo aver barrato la casella relativa all’opzione prescelta, vale a dire se intendiamo avvalerci dello sconto del 5% pagando in un ‘unica soluzione o, invece, della rateizzazione. Dove indirizzarla?

via e-mail: info.pd@acegasapsamga.it via fax: n. 049-8701541

2.1  Se scegliamo lo sconto del 5%, dobbiamo accludere alla lettera da rimandare ad Acegas anche la ricevuta dell’unico versamento, il tutto (ripetiamolo) entro il termine del 30 novembre 2017.

Come effettuare il versamento?

-Bonifico sull’IBAN IT92N0760102400000054062286

-Oppure, compilando un bollettino postale (bianco), con n. di c.c.p. 54062286 intestato ad Hera Spa – Viale Berti Pichat 2/4 – 40127 Bologna, scrivendo nella CAUSALE: Cod. cliente 100……… “AUTORIDUTTORE”

2.2 Se invece abbiamo scelto la rateizzazione, una volta barrata la casella Piano rateale, dobbiamo limitarci a rispedire la lettera (via e-mail o fax) ad Acegas (sempre entro il 30 nov.) senza pagare alcunché. Sarà poi cura di Acegas inviarci nuova comunicazione con tutte le istruzioni del caso per dare corso al pagamento delle rate (dunque, riceveremo i 3, 6, 8 bollettini -a seconda dell’importo “dell’insoluto”- e le indicazioni relative alle scadenze bimestrali dei versamenti).

Dunque, chi sceglie il pagamento rateale comincerà, verosimilmente, a pagare la prima rata ai primi di dicembre!

N.B.: Solo nel caso in cui l’importo da pagare sia inferiore o uguale a 50€ (c.d. franchigia), l’utente non dovrà compilare e rispedire alcuna lettera, ma solo (sempre entro il 30 novembre) la ricevuta del versamento dell’intero importo, dunque senza sconto del 5%.

Inoltre, come già concordato e illustrato nella precedente mail, le possibili rateizzazioni sono:

– per debito maggiore di € 50 ma inferiore o uguale a € 300 = riparto in 3 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 300 ma inferiore o uguale a € 1000 = riparto in 6 rate (con cad. bimestr.);

– per debito superiore a € 1.000 = riparto in 8 rate, sempre con cadenza bimestrale.

Infine, sembra che alcuni autoriduttori abbiano, in passato (magari in occasione di un sollecito), saldato le loro quote di autoriduzione, restituendo, però, più del dovuto. Ebbene, anche costoro riceveranno dal gestore una lettera ad hoc, nella quale verrà loro riconosciuto l’importo di cui risultano a credito.

ATTENZIONE: se al ricevimento della lettera insorgessero dubbi o incertezze, contattateci pure o, meglio, venite ai nostri   sportelli di C.so Australia o di via Cavallotti.

Per concludere.

L’Obbedienza Civile è stata la nostra principale battaglia per l’attuazione dei referendum del 2011 per l’acqua bene comune (non la sola, come ricordano i tanti che hanno beneficiato dei rimborsi della tariffa depurazione delle acque reflue…). E’ stata combattuta da tutt@ noi nella consapevolezza dei rischi insiti in essa ma con la convinzione di porre in essere una battaglia di principio, di democrazia, di civiltà alla quale sentivamo di non poterci sottrarre. Così, siamo riusciti, per anni, a tener testa a un gestore del calibro di Acegas-Hera (una delle maggiori multiutility quotate in borsa) sottraendogli -nonostante i solleciti di pagamento, le minacce di sospensione del servizio…- quella componente di profitto che non gli spettava e che, sappiamo, continua a non spettargli. Ma la disparità delle forze in campo, la solitudine nella quale abbiamo operato anche all’interno del FIMA, l’aggressione del “politico” e, consentitemi, l’assenza di una “sinistra” degna non ci hanno lasciato scampo. Se, alla fine, due vergognose sentenze ci costringono a pagare, del “ben tolto” ne restituiamo una parte, rateizzata con cadenza bimestrale e senza interessi e, come si diceva, con la consapevolezza di essere ancora, e sempre, dalla parte della ragione. Insomma, abbiamo combattuto una battaglia di cui essere orgogliosi e ne usciamo tutte e tutti a testa alta!

Lunedì 23 ottobre 2017, insieme al comitato Cattedrale D’Avanzo (che si batte, da tempo, per la riqualificazione dell’area dell’ex Foro Boario), latore di un progetto di ripubblicizzazione dei Beni Comuni cittadini, abbiamo presentato all’Ufficio Protocollo di Palazzo Moroni, a Padova, più di 900 firme a sostegno di una Proposta di Delibera consiliare di iniziativa popolare affinché il diritto all’acqua, l’accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero siano effettivamente goduti da ogni essere umano di questo territorio. Perché il reddito cessi di essere misura dell’accesso, conditio dell’effettiva disponibilità della risorsa idrica.

Presto la nostra Proposta di delibera, unitamente a quella presentata dal comitato Cattedrale D’Avanzo, passerà al vaglio della commissione consiliare competente. Contiamo sulla partecipazione di tutt@ affinché le due Proposte possano completare il loro iter e giungere al voto dell’aula (vi terremo informati).

Insomma, si apre una nuova pagina nella storia dei Beni Comuni cittadini. Contiamo, come sempre, di scriverla insieme a VOI tutt@.

Intanto, un abbraccio e un grazie, di cuore.

Perché si scrive acqua, si legge democrazia!

alessandro

L’acqua non si taglia! A Padova una Proposta di delibera consiliare

Preceduta da una conferenza stampa davanti alla sede del Comune di Padova, sabato 1° ottobre 2016 è iniziata in città la raccolta firme per una Proposta di delibera consiliare di iniziativa popolare, perché, in caso di morosità, agli utenti del servizio idrico integrato non venga interrotto il flusso dell’acqua.

 E’ una misura di civiltà -affermano gli attivisti del Comitato Provinciale Acqua BeneComune di Padova- perché il diritto all’acqua, che vuol dire innanzitutto accesso a un quantitativo minimo vitale giornaliero, non può poi dipendere dal reddito di cui si dispone. Così,  ci è sembrato urgente, anche alla luce del generale quadro di crisi economica, proporre al Consiglio comunale (e poi all’organo di Bacino) una modifica della vigente Carta del Servizio Idrico Integrato del gestore cittadino AcegasApsAmga-gruppo HERA, affinché misure quali l’interruzione della fornitura idrica e la risoluzione del contratto (che, di fatto, vanificherebbero quel diritto) non abbiano più efficacia”.

Completano la Proposta la rimodulazione degli scaglioni tariffari sul numero  dei componenti il nucleo familiare e, infine, la creazione di un fondo a sostegno delle famiglie disagiate alimentato dagli utili incassati dai gestori (c.d. tariffazione sociale).

Già, gli utili.

Perché a cinque anni dai vittoriosi ma inapplicati referendum sull’acqua del 2011, quegli utili -benchè cancellati dal 2° quesito referendario- figurano ancora illegittimamente (e scandalosamente) in bolletta. E vi figurano -come noto- grazie a un metodo tariffario-truffa prontamente scodellato dal governo Monti all’indomani della consultazione referendaria (2012), contro il quale, da più di un anno, pende ricorso davanti al Consiglio di Stato (la sentenza dovrebbe arrivare nella primavera del 2017). Per non parlare degli abnormi incrementi tariffari fin qui registrati: in pochi anni le bollette dell’acqua sono lievitate ben oltre il 40% !!

Così, alla storica campagna di Obbedienza civile -e cioè l’autoriduzione della bolletta dell’acqua proprio di quella componente tariffaria di profitto (19,50% per la tariffa 2016!)- oggi gli attivisti affiancano questa nuova e civile impresa.

Le firme da raccogliere sono cinquecento ma, grazie alla disponibilità di (alcune) forze politiche e associazioni cittadine, l’obiettivo di andare ben oltre il numero fissato dalla norma statutaria (art. 16) dovrebbe essere agevolmente raggiunto. Dopodiché, la parola passerà ai Consiglieri… Qual è l’orientamento della maggioranza?

Recentemente, in sede di Assemblea di Consiglio di Bacino Bacchiglione, l’amministrazione patavina (insieme a quelle di Brugine e di Arzergrande) si è pronunciata contro l’ulteriore incremento del 6% della proposta tariffaria per gli anni 2016-2019. Un cadeau di Bitonci ai suoi concittadini per farsi perdonare la scelta della sua maggioranza di alienare tredici milioni di azioni Hera di proprietà del Comune? Nemmeno poi tanto, dal momento che a nulla è valso il “peso” (in termini di voto ponderato) dei tre comuni (Padova, in particolare) per bloccare l’incremento tariffario in questione. Perché in tempi di spending review e di tagli dei trasferimenti agli enti locali, è cosa dura rinunciare al surplus di dividendi che la nuova tariffa avrebbe portato nelle casse degli altri 40 e passa sindaci presenti in Assemblea (che, al completo, è composta da 140 sindaci-soci di quattro gestori, tre a totale capitale pubblico o in house -Centro Veneto Servizi, Alto Vicentino Servizi e Acque Vicentine- e uno a capitale misto e quotato in borsa, AcegasApsAmga-gruppo HERA).  I quali, non vi hanno punto rinunciato.

Intanto, notizia dell’ultima ora, nel popolare quartiere Paltana (di Padova), AcegasAps-HERA piomba il contatore dell’acqua a una famiglia con prole per una morosità di (soli, tanti?) 480 €!

Alessandro Punzo

L’ACQUA NON SI STACCA: martedì 9 febbraio PRESIDIO in PREFETTURA

Abbiamo chiesto un  incontro col Prefetto per informarlo della situazione che si è venuta a creare e gli eventuali rischi igienico-sanitari che possono derivare dalla minacciata sospensione del servizio idrico  alle centinaia e centinaia di famiglie che stanno praticando l’Obbedienza civile contestando le bollette e praticando l’autoriduzione.

Perchè non siamo morosi ma obbedienti civili e cioè applichiamo la vittoria referendaria sull’acqua del 2011.

Paghiamo la bolletta dell’acqua diminuendola dell’importo del profitto eliminato dal referendum e che AcegasApsAmga continua a farci pagare in bolletta.

I gestori sono gia’ stati condannati una prima volta dal Consiglio di Stato a rimborsare la remunerazione del capitale proprio investito  e AcegasApsAmga ha rimborsato €. 6,99, unicamente per il secondo semestre del 2011, uguali per tutti indipendentemente dal  consumo, oltretutto detraendo dal dovuto le loro imposte.

Non solo. Presso il Consiglio di Stato e’ pendente il nostro ricorso contro la tariffa dell’acqua con il quale chiediamo  l’annullamento della delibera dell’Aeegsi che prevede la remunerazione del capitale proprio investito abrogato dal referendum, e altre parti non rispettose del referendum. Il Consiglio di Stato attende il parere del collegio peritale nominato in merito ed entro settembre 2016 emettera’ il suo giudizio.

FINO A QUEL MOMENTO CONTINUEREMO AD AUTORIDURCI LA NOSTRA BOLLETTA DELLA PERCENTUALE RELATIVA ALLE VOCI CONTESTATE DAL RICORSO E NON RISPETTOSE DEL REFERENDUM

Chiediamo che in attesa del giudizio del Consiglio di Stato AcegasApsAmga Gruppo Hera sospenda l’invio di solleciti di pagamento e costituzione in mora con l’intimidazione della sospensione del servizio.

La stampa è invitata a partecipare per conoscere l’esito dell’incontro con il Prefetto e le prossime mobilitazioni del Comitato che intende presentare sui temi del rispetto dell’esito referendario una delibera consiliare di iniziativa popolare da portare al Consiglio Comunale di Padova.

L’APPUNTAMENTO PER TUTTE/i  E’   MARTEDI’ 9 FEBBRAIO  ALLE ORE 11  IN P.ZZA  ANTENORE di fronte alla PREFETTURA.

NON MANCARE!!!!!!!!!!!!!!

NO allo SGOMBERO di AltragricolturaNordEst. La solidarietà degli autoriduttori

foto Altragricoltura
AltragricolturaNordEst 
è, da più di tre anni, uno dei nostri Sportelli Acqua Bene Comune, oltre ad essere la sede storica del nostro Comitato.

Ma, soprattutto, è una delle più importanti e vitali esperienze, attive sul nostro territorio, di un modo altro e diverso di produzione e consumo; perché opera al di fuori delle logiche delle multinazionali e della grande distribuzione; perché il cibo, esattamente come l’acqua, non è una merce!

Contro l’annuncio dello sgombero della sede di C.so Australia da parte delle autorità comunali sentiamo il dovere di opporci con tutte le nostre forze.

Di seguito l’appello di  Rossella e Luciano di AltrAgricoltura:

Care e cari amic*,
contro lo sgombero organizzato dall’amministrazione comunale per AltrAgricoltura Nord est abbiamo programmato per DOMENICA 10 GENNAIO 2016 dalle ORE 12:00 un momento conviviale aperto a tutti, un pranzo veloce con contorno di tante altre iniziative.
Lo scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti comunali, vi invitiamo quindi a portare tutti i fogli firme che avete raccolto!
Oltre alla raccolta firme è importante che trascorriamo delle ore in compagnia e condividiamo dei momenti di confronto per la situazione di Altragricoltura odierna e futura.
Inizio ore 12:00 con brunch condiviso in cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). Seguiranno poi altre attività, tra le quali laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze…
Vi invieremo volantino dettagliato, pubblicizzate e seguiteci su fb www.facebook.com/GasAltragricoltura/
Saluti
Rossana e Luciano

AperiCena natalizio di autofinanziamento

strenna 2Sabato 12 dic.bre dalle 18 alle 21

 

AperiCena natalizio di autofinanziamento

 

Circolo HUB (Piazza Gasparotto, angolo via D.Valeri n.9)

 

i fondi serviranno per sostenere la campagna di obbedienza civile (contributo minimo euro 10,00)

 

Aspettiamo vostra conferma entro mercoledì 9 dicembre

ai numeri di telefono 334/7515209 – 366/3788373

                                                      o inviando mail a acquabenecomune.pd@gmail.com

 

Il Comitato Provinciale 2SI Acqua Bene Comune Padova

 

REPORT dell’incontro Comitato – AcegasAps e ATO Bacchiglione del 27 novembre 2015

“Immediata cessazione dell’invio dei SOLLECITI DI PAGAMENTO, delle MINACCE di sospensione del servizio; immediata LIQUIDAZIONE dei crediti agli utenti-autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura. Il rimborso remunerazione post referendum di 6,99 € è solo un ACCONTO su quanto di nostra spettanza…”        

In data 27-11-2015, con inizio alle ore 9:00, presso la sede del Consiglio di Bacino Bacchiglione, C.so Stati Uniti 14/D,  si è svolto l’incontro del Comitato (presenti Francesco, Alessandro) con i rappresentanti di Acegas ApsAmga (tra cui il dott. Berti, la dott. Carlini, il dott. Bertoncello etc.) e rappresentanti del cit. Consiglio di Bacino (tra cui il dott. Manenti).

L’incontro, della durata di circa 1 ora e 30 min., ha avuto ad oggetto, come da noi richiesto, i segg.  argomenti:

– campagna di Obbedienza Civile e solleciti di pagamento;

– problematiche legate ai rimborsi depurazione e/o fognatura.

1– OBBEDIENZA CIVILE / SOLLECITI DI PAGAMENTO

Abbiamo  innanzitutto deplorato l’avvenuto recapito (fin da agosto 2015) agli utenti-autoriduttori di solleciti di pagamento, anche multipli, delle bollette dell’acqua autoridotte fino a concorrenza dell’importo fatturato e, poi, denunciato le reiterate minacce di recupero coattivo del credito e di sospensione del servizio idrico (che hanno incredibilmente coinvolto anche utenze che vantano, nei confronti del gestore crediti per migliaia di euro!).  Infine, ricordato che, ai solleciti, i destinatari-obbedienti hanno opposto, mediante apposita lettera di contestazione, le ragioni dell’Obbedienza Civile, vale a dire la campagna di autoriduzione delle bollette dell’acqua della componente tariffaria remunerazione del capitale investito abrogata dal secondo quesito referendario del 2011 ma mai applicato dai gestori e, in particolare, le ragioni per cui  l’MTT -poi MTI-  emanato dall’AEEG -poi AEEGSI- risulti viziato da gravissimi profili di incostituzionalità.

Ciò premesso, abbiamo sollecitato l’attenzione dei nostri interlocutori sulla recentissima lettera inviataci dal gestore (in risposta a quelle di contestazione dei solleciti) che, in buona sostanza, compendia il seguente ragionamento:

Gentili Utenti del s.i.i., AcegasApsAmga  vi ha rimborsato quanto vi doveva (come da delibere AEEGSI), e cioè la remunerazione post referendum relativa al periodo 21 luglio -31 dic. 2011. Poiché null’altro deve,  Illegittime sono le vostre autoriduzioni e fondata la nostra richiesta di recupero delle stesse, come riscontra la fattura acclusa in copia dell’ottobre 2014.

A ciò abbiamo obiettato che:

– l’immotivato invio (oltre alla fattura) del relativo bollettino di pagamento, potrebbe indurre l’utente in errore, talché, utilizzandolo, pagherebbe di bel nuovo una bolletta già a suo tempo oggetto di autoriduzione, sì da configurarsi gli estremi della truffa;

– la lettera in parola risulta, a nostro avviso, reticenteimprecisa.

1.1  Perché, nel dar conto del rimborso remunerazione post-referendum, cela, agli utenti,  le ragioni dello stesso. Infatti – abbiamo continuato- quel rimborso origina dal Parere 267/2013 del Consiglio di Stato, al quale si rivolse la neo-incaricata AEEG per sciogliere i dubbi sulla tariffazione dei cinque mesi post-referendum. Ebbene, il quesito posto dall’Authority al C.d.S. ricalcò, in buona sostanza, le argomentazioni (pretestuose e giuridicamente infondate) che gestore e ATO ci opposero nei mesi immediatamente successivi ai referendum, per resistere alla nostra legittima pretesa di “immediata applicabilità” (Corte Cost., sent. 26/2011) del risultato referendario,  come del resto puntualmente segnalammo (e continuiamo a segnalare) nelle nostre “LETTERE-DIFFIDA”  [vale a dire, che i quesiti referendari non avevano intaccato il  D.M. 1° agosto ’96 (base di calcolo del precedente metodo tariffario normalizzato) per cui, visto il 2°c. dell’art.154 del d.lgs. 152/2006 (che affidava  ad una  Authority l’emanazione di un nuovo metodo tariffario), e stante la vigenza dell’art. 170 dello stesso decreto, il D.M. del ‘96 avrebbe continuato ad essere applicato nella sua formulazione pre-referendum fino a nuovo metodo!].

Argomentazioni, queste,  che furono clamorosamente smentite dal cit.  Parere 267/2013 del Consiglio di Stato che affermò:  “gli effetti propri del referendum del 2011 non possono non essere estesi al D.M. 1° agosto ’96, nella parte in cui lo stesso richiamava ed applicava il criterio della adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Questo perché “…al referendum abrogativo è stata riconosciuta una sorta di valenza espansiva rispetto alle disposizioni legislative non coinvolte in maniera espressa dal quesito referendario, ma comunque incompatibili con la volontà manifestata dagli elettori “.

Insomma, è chiaro, continuare a trattenere la quota di profitto dei gestori sulle bollette dopo il 21 luglio 2011 si pone in conflitto con l’esito referendario!

Per questo motivo l’AEEG fu costretta a deliberare, per i cinque mesi post-referendum, la restituzione agli utenti della illegittima componente tariffaria remunerazione del capitale che, applicando il truffaldino metodo di calcolo elaborato dalla stessa AEEG, l’ATO quantificò, per il gestore Acegas, in  6,99 €.

 Ma di tutto ciò  – abbiamo ribadito-  nell’ultima lettera recapitata agli utenti non c’è traccia; non emerge, cioè, l’illegittima posizione pregressa del gestore (e dell’Ato) il quale non ha sentito nemmeno il dovere (morale) di chiedere scusa agli utenti per aver disobbedito a una legge dello Stato!

Peggio, il rimborso -abbiamo aggiunto- fu decurtato della quota parte delle relative imposte, calcolate sull’utile lordo  (dei 2.700.000 € ci furono restituiti solo 800 mila € e in forma forfetaria). Per queste ragioni, abbiamo concluso, consideriamo quel rimborso solo un acconto su quanto ci spetta per legge!

1.2  Dunque, il gestore si è già sbagliato una volta e, allo stesso modo, abbiamo rilevato, potrebbe ancora sbagliarsi. Questa, in sintesi, l’argomentazione conclusiva:

“L’affermazione La tariffa in vigore non contempla la componente tariffaria abrogata… -contenuta nella citata lettera-  è, a nostro avviso, infondata (lo provano l’analisi dello stesso metodo tariffario, gli utili realizzati, i dividendi distribuiti…) e, comunque, opinabile, dal momento che presso il Consiglio di Stato pende ancora il ricorso promosso da Acqua bene comune Onlus  (Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua)  e Federconsumatori, di cui  non si dà informazione all’utenza, come non la si informa dell’ordinanza con la quale il C.d.S. ha sospeso il giudizio per incaricare tre  docenti universitari di approfondire gli aspetti più controversi (del metodo tariffario vigente) legati alla remunerazione del capitale che noi contestiamo”.

“Per queste ragioni -abbiamo concluso- continueremo l’Obbedienza Civile,  riteniamo illegittima  la richiesta delle quote di autoriduzioni pregresse e, pertanto, chiediamo  l’immediata  cessazione dell’invio dei solleciti di pagamento, delle minacce di sospensione del servizio e  simili…”

  Dopo essersi informato sulla possibile data di conclusione del procedimento in corso e la puntualizzazione del dott. Manenti (che si è dichiarato sul punto in sintonia col sig. Sbrogiò del comitato, e cioè che non sembra essere la remunerazione in sé oggetto di approfondimento da parte del C.d.S…), il dott. Berti ha preliminarmente ringraziato per la chiarezza e puntualità dell’excursus e ha preso nota delle nostre richieste.  Sollecitato  a dare una risposta immediata, ha promesso, una volta consultatosi con i colleghi, riscontro in tempi brevi.

Vedremo.

2- DEPURAZIONE-FOGNATURA.

Abbiamo contestato:

– preliminarmente la situazione di utenze che dopo il rimborso, si vedono addebitare ancora il canone depurazione. La risposta è stata che molte utenze sono state intanto allacciate alla rete e che non sempre ciò risulta noto agli interessati. In ogni caso, l’azienda si è dichiarata disponibile a prendere prontamente in esame i casi particolari che eventualmente fossero a noi noti.

– la situazione di utenze che si vedono addebitare il canone fognatura in mancanza di allaccio, sia che sia presente o meno in zona la rete fognaria.

La risposta è stata che se la rete esiste (per ultimazione lavori) Acegas riscuote il canone sulla base della presunzione che l’utente sia allacciato, in quanto vige l’obbligo di allacciarsi in un tempo congruo. Abbiamo ribadito che la presunzione non è certezza e che l’utente deve pagare il relativo canone solo dal momento in cui effettivamente risulti allacciato alla rete. Fino a quel momento dovrà essere rimborsato (su istanza), a prescindere dalle reali motivazioni circa il mancato adempimento. Su questo tutti si sono dichiarati d’accordo.

Comunque, a loro dire, i rimborsi sono avvenuti su verifica individuale e tutti gli aventi diritto sono stati informati.

– la situazione comune a molti autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura ma risultano ancora in attesa della concreta liquidazione del credito.

In prima battuta, i rappresentanti dell’azienda hanno negato l’esistenza di casi simili. Quando abbiamo mostrato loro le fatture comprovanti quanto denunciato, solo allora ci hanno informato che “il principio della tesoreria del gruppo Hera è che non si erogano rimborsi in presenza di posizioni debitorie aperte”. Vale a dire, l’azienda non mette in discussione il credito (risultante dall’estratto conto) che rimane certo ed esigibile ma la liquidazione materiale non viene eseguita. Abbiamo osservato che la questione dei rimborsi non ha niente a che vedere con l’Obbedienza Civile (fatto tutto politico), sebbene mancata depurazione come autoriduzione abbiano un comune denominatore. E che risulta inoltre palese la sproporzione tra crediti (migliaia di euro) e presunto debito (poche decine di euro).

La questione è stata comunque presa in esame dal direttore Berti che, anche su questo, si ripromette di darci risposta.

Intanto, ci ha chiesto di segnalare i casi in parola di cui siamo a conoscenza, poichè, a loro dire, questi rappresentano comunque una minoranza rispetto a quanti -autoriduttori-  sono stati effettivamente rimborsati.

-la mancanza di una informazione complessiva sulla effettiva mappatura della rete fognaria e del servizio depurazione, su cui non c’è stata, però, una risposta specifica.

Inoltre, ci sono state segnalate le segg. cifre:

-entro il 31 /12/2014 sono stati rimborsati per la mancata depurazione circa 1500 utenze, per un esborso di 1.134.000 €;

-gli aventi diritto al rimborso fognatura individuati sono circa 1300, di cui 300 utenze risultano attualmente ancora non godere del servizio.

Poichè il rimborso fognatura avviene su istanza, sono attualmente pervenute 978 domande, di cui 960 sono state liquidate (per un tot. di 1.950.000 €),  mentre 288 non sono pervenute.

Infine, il dott. Berti ci ha invitato formalmente, come già emerso nel corso dell’incontro, a contattare direttamente il dott. Bertoncello per segnalare situazioni pendenti o irrisolte di nostra conoscenza. Ha auspicato, insomma, l’attivazione di un canale  di comunicazione diretta tra gestore e comitato.

Per il Comitato:   Alessandro – Francesco

ACEGAS STAI SERENA… La conferenza stampa del Comitato di sabato 24 ottobre

Si è svolta in Prato della Valle la partecipata conferenza stampa del Comitato Due Sì per l’Acqua Bene Comune di Padova .

Al centro degli interventi le novità riferite alla Campagna di Obbedienza Civile, che vede numerosi cittadini, autoridursi la bolletta dell’acqua per affermare il risultato del referendum e la mobilitazione per ottenere la restituzione dei rimborsi delle quote riferite alla depurazione e all’allacciamento fognario illegittimamente fatte pagare a più di 4000 utenze che non usufruiscono del servizio.

Primo intervento: l’inaccettabile modalità con cui AcegasApsAmga – Hera sta cercando di intimorire gli autoriduttori, chiedendo di pagare le quote autoridotte, mentre non sta dando i rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

Secondo intervento: la vergognosa situazione riferita ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario. Solo 900 rimborsati su 4000, senza contare chi rimborsato si vede rimettere in fattura depurazione e fognature, un servizio di cui non usufruisce. Gli utenti, appoggiati dal Comitato, adiranno vie legali.

Vedi il video

Terzo intervento: aggiornamento giuridico, riferito al fatto che il Consiglio di Stato, investito della questione delle tariffe idriche, ha nominato un gruppo di esperti per affrontare il quesito, a dimostrazione di quanto la materia sia controversa.

Vedi video

Quarto intervento: la proposta di costruire insieme alla cittadinanza, a forze sociali, sindacali e partiti una campagna per lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Vedi il video

Alla Conferenza stampa ha portato il proprio contributo anche la “Marcia del riscatto delle comunità rurali” , che sta attraversando l’Italia, per publicizzare le mobilitazioni all’abrogazione della legge dell’IMU sui terreni agricoli che vede coinvolti 3500 comuni con una forte economia rurale. Agricoltura Nord Est che ha ricevuto la Marcia ha inoltre publicizzato le campagne contro il TTIP (trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Comunità Europea e Stati Uniti, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”) e l’introduzione degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sui piatti delle nostre tavole. Info https://www.altragricolturanordest.it/dettaglio.asp?Id=3011

Vedi video https://www.youtube.com/watch?v=rvukjE2qF0M

Alla conclusione le richieste del Comitato:

– Rispetto al Comune di Padova: il Comitato chiede a tutte le forze politiche che condividono la battaglia per la difesa dei risultati del referendum di presentare una mozione in Consiglio Comunale per chiedere cosa intende fare il Comune di Padova di fronte alle intimidazioni attuate da AcegasApsAmga – Hera nei confronti degli autoriduttori e al mancato rimborso per gli utenti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto al Consiglio di bacino e a AcegasApsAmga – Hera: il Comitato chiederà un incontro perchè smettano le intimidazioni agli utenti e vengano immediatamente risolte tutte le pratiche riferite ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto alla cittadinanza, alle forze sindacali, politiche, associative: il Comitato fa appello perchè si dia avvio ad una campagna generale volta a far tornare la gestione dell’acqua nelle mani dei cittadini padovani attraverso lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime scadenze.

In particolare siete tutt@ invitati:

  • LUNEDI’ 16 NOVEMBRE 2015 il nostro Comitato sarà tra gli ospiti della serata di Oblò – Rassegna di docufilm e fumetti alla Multisala Astra, Via T. Aspetti a Padova, nella serata “Difendiamo la Terra”

https://www.yabasta.it/spip.php?article2079

  • SABATO 12 DICEMBRE 2015 dalle ore 18.30 alle 21.30 presso Circolo Sportivo Hub piazza Gasparotto a Padova all’APERI/CENA  NATALIZIA con un ricco buffet, musica e teatro. Per far il punto sulla nostra mobilitazione … e soprattutto per passare un piacevole momento insieme.

I fondi raccolti sono a sostegno delle iniziative del Comitato. Per organizzare tutto al meglio fateci sapere la vostra partecipazione o scrivendo una mail o telefonandoci oppure passando ai nostri banchetti e sportelli.

NON MANCARE! INSIEME ABBIAMO FATTO TANTO E TANTO POSSIAMO FARE!

Comitato Prov. 2 SI Acqua Bene Comune di Padova

Rispondiamo uniti alle intimidazioni del gestore – SABATO 24 OTTOBRE conferenza stampa

Cari/e tutti/e,

come vi abbiamo informato nelle precedenti mail, da agosto AcegasApsAmga-HERA sta inviando agli autoriduttori un sollecito con l’invito a pagare gli importi autoridotti. Nel sollecito non mancano le solite frasi più o meno intimidatorie con lo scopo, evidente, di farci desistere dalla nostra battaglia.

Quello che dobbiamo fare è RISPONDERE CON L’INVIO DELLA NOSTRA LETTERA (vedi allegato) E NON PAGARE, CONTINUANDO L’AUTORIDUZIONE:

  1. prima di tutto controllate che il riepilogo in seconda pagina del sollecito corrisponda agli importi autoridotti, per vedere che non ci siano errori.
  2. poi inserite il numero (mettete il codice bolletta che trovate sopra il bollettino postale a destra), la data del sollecito, l’importo totale richiesto, codice cliente e conto contrattuale (li trovate in prima pagina del sollecito)
  3. infine: data, firma, nominativo e indirizzo
  4. dopo di che inviate la lettera al n. di fax 040 2424561o se, dopo vari tentativi, trovate il fax occupato o non funzionante, spedite la lettera alla mail pagamenti@acegas-aps.it

Tenete presente che tra noi autoriduttori ci sono utenti che hanno diritto a migliaia di euro di rimborso per fognatura e depurazione pagate ingiustamente; ora il gestore sollecita da loro un centinaio di euro di autoriduzione, che di solito si trattiene quando rimborsa il maltolto. Gli utenti che hanno diritto al rimborso e non l’hanno ancora ottenuto ce lo facciano sapere: interpelleremo il nostro avvocato per costringere AcegasApsAmga a rimborsare.

Il gestore, dopo l’invio della lettera, a volte telefona continuando a intimidire. NON PRENDETE PAURA MA SCRIVETE ad acquabenecomunepd@gmail.com le vostre impressioni sulla telefonata. Fra tutte le cose che il gestore vi dirà, non citerà certo il nostro ricorso al Consiglio di Stato riguardo al quale il collegio giudicante ha chiesto, proprio in questi giorni, una perizia da parte di tre esperti su quella parte della tariffa che è oggetto della nostra autoriduzione. La speranza di avere una magistratura indipendente è minima, ma questo può essere un segno positivo.

SABATO prossimo 24 OTTOBRE, al nostro banchetto di Prato della Valle, angolo C.so Umberto I, alle ore 12, organizziamo una conferenza stampa per comunicare ai giornalisti quello che sta succedendo e per avanzare la richiesta di un incontro con AcegasApsAmga e il Consiglio di Bacino Bacchiglione.

CHIEDIAMO LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI/E PERCHÉ DOBBIAMO FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E DIMOSTRARE CHE SIAMO UNITI E INTENZIONATI A CONTINUARE LA NOSTRA LOTTA.

Inviteremo anche tutti i comitati e le forze politiche interessate ad essere presenti, perché la lotta non riguarda solo la difesa del bene comune ACQUA, ma tutti i servizi pubblici locali come i trasporti (vedi le ultime vicende) e i rifiuti.

Padova, 18/10/2015

COMITATO PROVINCIALE 2 SI ACQUA BENE COMUNE DI PADOVA