Care amiche e cari amici del popolo dell’acqua,
come tutte e tutti saprete è notizia delle ultime ore la possibile scelta del nostro Governo di agire nei confronti del Referendum per l’Acqua come già ha fatto con il Nucleare e di aggirare così la volontà popolare, a cui tante volte si è richiamato lo stesso Presidente Berlusconi.
Che vuol dire? Che probabilmente si proverà a fare una “leggina” sull’acqua e il servizio idrico.
Ma quale differenza c’è con il nucleare? La differenza sta nel fatto che per l’acqua è molto più difficile “venire incontro” alle nostre richieste del Comitato Promotore, visto che chiediamo la fuoriuscita dell’acqua dal mercato.

Per questo la strategia sarà quella di creare una cortina fumogena, di confondere le acque e i cittadini e poter dire che non c’è più bisogno dei referendum. Ovvero non c’è più bisogno che gli italiani dicano la loro rispetto a questioni vitali. Si calpesta la richiesta di esprimersi in prima persona e partecipare al di là dell’urna. Si concretizza quello che andiamo dicendo da tempo: si scrive Acqua, si legge DEMOCRAZIA (il potere appartiene al popolo…).

E’ necessario essere all’altezza dell’attacco in atto e, per questo, chiammiamo alla mobilitazione democratica tutta la cittadinanza che, al di là di facili retoriche, possa affermare l’importanza di questa battaglia battaglia ma, ancor di più, l’importanza capitale della difesa degli spazi di agibilità democratica e politica, sempre più ridotti e umiliati.
A questo punto, raccolti pareri tra telefonate e mail che ci stanno arrivando ininterrotte da giorni, facciamo una serie di proposte per l’attivazione e la comunicazione:

– attiviamoci presso tutti i nostri referenti e contatti politici, a qualunque livello, perché esercitino ogni pressione possibile sui vertici della piramide;

– attiviamo un azione di pressione tramite l’invio di mail a tutti i parlamentari dal titolo “Non provate a toccare i referendum”; gli indirizzi sono su internet sul sito della camera dei deputati e del senato;
–  Venerdì 29 aprile, di fronte alle prefetture di tutta Italia, partecipiamo a manifestazioni comunicative e includenti per l’acqua bene comune, in difesa dello svolgimento dei referendum e la libertà dei cittadini di partecipare alla vita pubblica di questo paese.
– In ultimo, dopo il 1° Maggio, diamo vita ad azioni di visibilità con le bandiere dell’acqua presso i monumenti storici delle nostre città.
I Comitati per il Referendum, il Forum, e tutti i movimenti per l’acqua danno voce alle istanze dei cittadini sul secondo più importante bene comune dopo l’aria: c’è bisogno però della forza e dell’impegno di ciascun Italiano perché la Democrazia è riempita della sorveglianza e dei significati che vi ripone ognuno.

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