I REGALI DI NATALE DI ACEGASAPSAMGA Spa

 Il 15/12/2020 si è svolta l’assemblea dei sindaci del Consiglio di Bacino Bacchiglione per discutere sulle tariffe del Servizio Idrico Integrato per il 2020 e 2021

Come si sia svolta questa assemblea e come abbiano votato i sindaci o i loro delegati non è dato di sapere, visto che nel sito del Consiglio di Bacino Bacchiglione non è stato ancora pubblicato il verbale delle votazioni, mentre si trovano le relazioni, redatte dal Consiglio di Bacino, del Piano degli investimenti, del Piano tariffario e le Tariffe del 2020 e del 2021 dei gestori Acquevenete, Viacqua e di AcegasApsAmga Spa.

Come Comitato 2SI Acqua Bene Comune siamo andati a leggere questi documenti e ci siamo imbattuti nei “regali di Natale” che AcegasApsAmga Spa farà ai suoi utenti, cioè ai 302.786 (dati Istat 1/1/2020) cittadini di Padova, Abano e altri 10 comuni del Piovese.

1° regalo

AcegasApsAmga Spa chiede la proroga dell’affidamento per il SII fino al 2036. Ora l’affidamento arriva fino al 2028 per Padova e Abano e fino al 2030 per i comuni del Piovese. È veramente strano che AcegasApsAmga Spa voglia la proroga dell’affidamento e contemporaneamente affermi che dalla gestione del SII non fa utili. Ancora più strano è che nel suo sito non pubblichi il bilancio del settore e non lo faccia avere ai veri proprietari del SII che sono i sindaci nonostante le innumerevoli richieste in tal senso.  E infine è Inconcepibile che la delibera sull’acqua approvata dal consiglio comunale di Padova il 28/1/2019 non sia stata ancora recepita.

Il Comitato è dell’opinione che l’affidamento alla sua scadenza naturale venga revocato ad AcegasApsAmga Spa e che finalmente i 12 comuni gestiscano il Servizio Idrico Integrato, in house e attraverso un’Azienda Speciale con una tariffa senza profitto, come stabilito dal Referendum del 2011. Facciamo appello a tutte le forze politiche e a tutti i movimenti che erano a favore del referendum affinché insieme a noi mettano in pratica questa alternativa.

2° regalo

AcegasApsAmga Spa aumenta la tariffa dell’acqua. Nella prossima bolletta ci troveremo il conguaglio per tutto l’anno 2020 dovuto all’aumento della tariffa 2020 del 3,70% e, dal 1° gennaio 2021, di un altro 3,70%; con il cambiamento di calcolo della componente di costo UI3 e l’inserimento di un’altra componente (UI4) arriveremo ad avere rispetto al 2019, (per una famiglia di 3 persone con un consumo di 150 mc. di acqua all’anno), un aumento della bolletta per il 2020 del 4,91% e nel 2021 del 8,62%.

Acquevenete, tenendo presente la situazione economica di decine di migliaia di utenti in conseguenza della pandemia, ha deciso di tenere bloccata la tariffa sia per il 2020 che per il 2021.

Il Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

Abbiamo voluto ricordare

alla giunta che sono passati due anni dal voto e che noi non ci stancheremo di ricordare:

 i 4 semplici punti della delibera stabiliscono che:

1. la fornitura d’acqua non venga sospesa nel caso di morosità e il quantitativo minimo vitale sia sempre erogato.
2. la tariffa sia resa più equa, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi, senza aumenti per altre utenze.
3. venga creato un fondo per le utenze disagiate attingendo dall’utile dell’ente gestore.
4. il Comune impieghi una parte della propria quota di dividendi Hera per completare la copertura delle bollette delle utenze disagiate.

Il Comitato 2SI Acqua Bene Comune Padova

L’ACQUA NON SI STACCA: martedì 9 febbraio PRESIDIO in PREFETTURA

Abbiamo chiesto un  incontro col Prefetto per informarlo della situazione che si è venuta a creare e gli eventuali rischi igienico-sanitari che possono derivare dalla minacciata sospensione del servizio idrico  alle centinaia e centinaia di famiglie che stanno praticando l’Obbedienza civile contestando le bollette e praticando l’autoriduzione.

Perchè non siamo morosi ma obbedienti civili e cioè applichiamo la vittoria referendaria sull’acqua del 2011.

Paghiamo la bolletta dell’acqua diminuendola dell’importo del profitto eliminato dal referendum e che AcegasApsAmga continua a farci pagare in bolletta.

I gestori sono gia’ stati condannati una prima volta dal Consiglio di Stato a rimborsare la remunerazione del capitale proprio investito  e AcegasApsAmga ha rimborsato €. 6,99, unicamente per il secondo semestre del 2011, uguali per tutti indipendentemente dal  consumo, oltretutto detraendo dal dovuto le loro imposte.

Non solo. Presso il Consiglio di Stato e’ pendente il nostro ricorso contro la tariffa dell’acqua con il quale chiediamo  l’annullamento della delibera dell’Aeegsi che prevede la remunerazione del capitale proprio investito abrogato dal referendum, e altre parti non rispettose del referendum. Il Consiglio di Stato attende il parere del collegio peritale nominato in merito ed entro settembre 2016 emettera’ il suo giudizio.

FINO A QUEL MOMENTO CONTINUEREMO AD AUTORIDURCI LA NOSTRA BOLLETTA DELLA PERCENTUALE RELATIVA ALLE VOCI CONTESTATE DAL RICORSO E NON RISPETTOSE DEL REFERENDUM

Chiediamo che in attesa del giudizio del Consiglio di Stato AcegasApsAmga Gruppo Hera sospenda l’invio di solleciti di pagamento e costituzione in mora con l’intimidazione della sospensione del servizio.

La stampa è invitata a partecipare per conoscere l’esito dell’incontro con il Prefetto e le prossime mobilitazioni del Comitato che intende presentare sui temi del rispetto dell’esito referendario una delibera consiliare di iniziativa popolare da portare al Consiglio Comunale di Padova.

L’APPUNTAMENTO PER TUTTE/i  E’   MARTEDI’ 9 FEBBRAIO  ALLE ORE 11  IN P.ZZA  ANTENORE di fronte alla PREFETTURA.

NON MANCARE!!!!!!!!!!!!!!

NO allo SGOMBERO di AltragricolturaNordEst. La solidarietà degli autoriduttori

foto Altragricoltura
AltragricolturaNordEst 
è, da più di tre anni, uno dei nostri Sportelli Acqua Bene Comune, oltre ad essere la sede storica del nostro Comitato.

Ma, soprattutto, è una delle più importanti e vitali esperienze, attive sul nostro territorio, di un modo altro e diverso di produzione e consumo; perché opera al di fuori delle logiche delle multinazionali e della grande distribuzione; perché il cibo, esattamente come l’acqua, non è una merce!

Contro l’annuncio dello sgombero della sede di C.so Australia da parte delle autorità comunali sentiamo il dovere di opporci con tutte le nostre forze.

Di seguito l’appello di  Rossella e Luciano di AltrAgricoltura:

Care e cari amic*,
contro lo sgombero organizzato dall’amministrazione comunale per AltrAgricoltura Nord est abbiamo programmato per DOMENICA 10 GENNAIO 2016 dalle ORE 12:00 un momento conviviale aperto a tutti, un pranzo veloce con contorno di tante altre iniziative.
Lo scopo della giornata è fare un primo punto sulla raccolta firme che verrà presentata il 14 gennaio all’incontro con i dirigenti comunali, vi invitiamo quindi a portare tutti i fogli firme che avete raccolto!
Oltre alla raccolta firme è importante che trascorriamo delle ore in compagnia e condividiamo dei momenti di confronto per la situazione di Altragricoltura odierna e futura.
Inizio ore 12:00 con brunch condiviso in cui ogni partecipante prepara e porta qualcosa (piatti pronti di qualsiasi genere esclusivamente da riscaldare). Seguiranno poi altre attività, tra le quali laboratorio e giocoleria per i bambini, musica, danze…
Vi invieremo volantino dettagliato, pubblicizzate e seguiteci su fb www.facebook.com/GasAltragricoltura/
Saluti
Rossana e Luciano

AperiCena natalizio di autofinanziamento

strenna 2Sabato 12 dic.bre dalle 18 alle 21

 

AperiCena natalizio di autofinanziamento

 

Circolo HUB (Piazza Gasparotto, angolo via D.Valeri n.9)

 

i fondi serviranno per sostenere la campagna di obbedienza civile (contributo minimo euro 10,00)

 

Aspettiamo vostra conferma entro mercoledì 9 dicembre

ai numeri di telefono 334/7515209 – 366/3788373

                                                      o inviando mail a acquabenecomune.pd@gmail.com

 

Il Comitato Provinciale 2SI Acqua Bene Comune Padova

 

REPORT dell’incontro Comitato – AcegasAps e ATO Bacchiglione del 27 novembre 2015

“Immediata cessazione dell’invio dei SOLLECITI DI PAGAMENTO, delle MINACCE di sospensione del servizio; immediata LIQUIDAZIONE dei crediti agli utenti-autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura. Il rimborso remunerazione post referendum di 6,99 € è solo un ACCONTO su quanto di nostra spettanza…”        

In data 27-11-2015, con inizio alle ore 9:00, presso la sede del Consiglio di Bacino Bacchiglione, C.so Stati Uniti 14/D,  si è svolto l’incontro del Comitato (presenti Francesco, Alessandro) con i rappresentanti di Acegas ApsAmga (tra cui il dott. Berti, la dott. Carlini, il dott. Bertoncello etc.) e rappresentanti del cit. Consiglio di Bacino (tra cui il dott. Manenti).

L’incontro, della durata di circa 1 ora e 30 min., ha avuto ad oggetto, come da noi richiesto, i segg.  argomenti:

– campagna di Obbedienza Civile e solleciti di pagamento;

– problematiche legate ai rimborsi depurazione e/o fognatura.

1– OBBEDIENZA CIVILE / SOLLECITI DI PAGAMENTO

Abbiamo  innanzitutto deplorato l’avvenuto recapito (fin da agosto 2015) agli utenti-autoriduttori di solleciti di pagamento, anche multipli, delle bollette dell’acqua autoridotte fino a concorrenza dell’importo fatturato e, poi, denunciato le reiterate minacce di recupero coattivo del credito e di sospensione del servizio idrico (che hanno incredibilmente coinvolto anche utenze che vantano, nei confronti del gestore crediti per migliaia di euro!).  Infine, ricordato che, ai solleciti, i destinatari-obbedienti hanno opposto, mediante apposita lettera di contestazione, le ragioni dell’Obbedienza Civile, vale a dire la campagna di autoriduzione delle bollette dell’acqua della componente tariffaria remunerazione del capitale investito abrogata dal secondo quesito referendario del 2011 ma mai applicato dai gestori e, in particolare, le ragioni per cui  l’MTT -poi MTI-  emanato dall’AEEG -poi AEEGSI- risulti viziato da gravissimi profili di incostituzionalità.

Ciò premesso, abbiamo sollecitato l’attenzione dei nostri interlocutori sulla recentissima lettera inviataci dal gestore (in risposta a quelle di contestazione dei solleciti) che, in buona sostanza, compendia il seguente ragionamento:

Gentili Utenti del s.i.i., AcegasApsAmga  vi ha rimborsato quanto vi doveva (come da delibere AEEGSI), e cioè la remunerazione post referendum relativa al periodo 21 luglio -31 dic. 2011. Poiché null’altro deve,  Illegittime sono le vostre autoriduzioni e fondata la nostra richiesta di recupero delle stesse, come riscontra la fattura acclusa in copia dell’ottobre 2014.

A ciò abbiamo obiettato che:

– l’immotivato invio (oltre alla fattura) del relativo bollettino di pagamento, potrebbe indurre l’utente in errore, talché, utilizzandolo, pagherebbe di bel nuovo una bolletta già a suo tempo oggetto di autoriduzione, sì da configurarsi gli estremi della truffa;

– la lettera in parola risulta, a nostro avviso, reticenteimprecisa.

1.1  Perché, nel dar conto del rimborso remunerazione post-referendum, cela, agli utenti,  le ragioni dello stesso. Infatti – abbiamo continuato- quel rimborso origina dal Parere 267/2013 del Consiglio di Stato, al quale si rivolse la neo-incaricata AEEG per sciogliere i dubbi sulla tariffazione dei cinque mesi post-referendum. Ebbene, il quesito posto dall’Authority al C.d.S. ricalcò, in buona sostanza, le argomentazioni (pretestuose e giuridicamente infondate) che gestore e ATO ci opposero nei mesi immediatamente successivi ai referendum, per resistere alla nostra legittima pretesa di “immediata applicabilità” (Corte Cost., sent. 26/2011) del risultato referendario,  come del resto puntualmente segnalammo (e continuiamo a segnalare) nelle nostre “LETTERE-DIFFIDA”  [vale a dire, che i quesiti referendari non avevano intaccato il  D.M. 1° agosto ’96 (base di calcolo del precedente metodo tariffario normalizzato) per cui, visto il 2°c. dell’art.154 del d.lgs. 152/2006 (che affidava  ad una  Authority l’emanazione di un nuovo metodo tariffario), e stante la vigenza dell’art. 170 dello stesso decreto, il D.M. del ‘96 avrebbe continuato ad essere applicato nella sua formulazione pre-referendum fino a nuovo metodo!].

Argomentazioni, queste,  che furono clamorosamente smentite dal cit.  Parere 267/2013 del Consiglio di Stato che affermò:  “gli effetti propri del referendum del 2011 non possono non essere estesi al D.M. 1° agosto ’96, nella parte in cui lo stesso richiamava ed applicava il criterio della adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. Questo perché “…al referendum abrogativo è stata riconosciuta una sorta di valenza espansiva rispetto alle disposizioni legislative non coinvolte in maniera espressa dal quesito referendario, ma comunque incompatibili con la volontà manifestata dagli elettori “.

Insomma, è chiaro, continuare a trattenere la quota di profitto dei gestori sulle bollette dopo il 21 luglio 2011 si pone in conflitto con l’esito referendario!

Per questo motivo l’AEEG fu costretta a deliberare, per i cinque mesi post-referendum, la restituzione agli utenti della illegittima componente tariffaria remunerazione del capitale che, applicando il truffaldino metodo di calcolo elaborato dalla stessa AEEG, l’ATO quantificò, per il gestore Acegas, in  6,99 €.

 Ma di tutto ciò  – abbiamo ribadito-  nell’ultima lettera recapitata agli utenti non c’è traccia; non emerge, cioè, l’illegittima posizione pregressa del gestore (e dell’Ato) il quale non ha sentito nemmeno il dovere (morale) di chiedere scusa agli utenti per aver disobbedito a una legge dello Stato!

Peggio, il rimborso -abbiamo aggiunto- fu decurtato della quota parte delle relative imposte, calcolate sull’utile lordo  (dei 2.700.000 € ci furono restituiti solo 800 mila € e in forma forfetaria). Per queste ragioni, abbiamo concluso, consideriamo quel rimborso solo un acconto su quanto ci spetta per legge!

1.2  Dunque, il gestore si è già sbagliato una volta e, allo stesso modo, abbiamo rilevato, potrebbe ancora sbagliarsi. Questa, in sintesi, l’argomentazione conclusiva:

“L’affermazione La tariffa in vigore non contempla la componente tariffaria abrogata… -contenuta nella citata lettera-  è, a nostro avviso, infondata (lo provano l’analisi dello stesso metodo tariffario, gli utili realizzati, i dividendi distribuiti…) e, comunque, opinabile, dal momento che presso il Consiglio di Stato pende ancora il ricorso promosso da Acqua bene comune Onlus  (Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua)  e Federconsumatori, di cui  non si dà informazione all’utenza, come non la si informa dell’ordinanza con la quale il C.d.S. ha sospeso il giudizio per incaricare tre  docenti universitari di approfondire gli aspetti più controversi (del metodo tariffario vigente) legati alla remunerazione del capitale che noi contestiamo”.

“Per queste ragioni -abbiamo concluso- continueremo l’Obbedienza Civile,  riteniamo illegittima  la richiesta delle quote di autoriduzioni pregresse e, pertanto, chiediamo  l’immediata  cessazione dell’invio dei solleciti di pagamento, delle minacce di sospensione del servizio e  simili…”

  Dopo essersi informato sulla possibile data di conclusione del procedimento in corso e la puntualizzazione del dott. Manenti (che si è dichiarato sul punto in sintonia col sig. Sbrogiò del comitato, e cioè che non sembra essere la remunerazione in sé oggetto di approfondimento da parte del C.d.S…), il dott. Berti ha preliminarmente ringraziato per la chiarezza e puntualità dell’excursus e ha preso nota delle nostre richieste.  Sollecitato  a dare una risposta immediata, ha promesso, una volta consultatosi con i colleghi, riscontro in tempi brevi.

Vedremo.

2- DEPURAZIONE-FOGNATURA.

Abbiamo contestato:

– preliminarmente la situazione di utenze che dopo il rimborso, si vedono addebitare ancora il canone depurazione. La risposta è stata che molte utenze sono state intanto allacciate alla rete e che non sempre ciò risulta noto agli interessati. In ogni caso, l’azienda si è dichiarata disponibile a prendere prontamente in esame i casi particolari che eventualmente fossero a noi noti.

– la situazione di utenze che si vedono addebitare il canone fognatura in mancanza di allaccio, sia che sia presente o meno in zona la rete fognaria.

La risposta è stata che se la rete esiste (per ultimazione lavori) Acegas riscuote il canone sulla base della presunzione che l’utente sia allacciato, in quanto vige l’obbligo di allacciarsi in un tempo congruo. Abbiamo ribadito che la presunzione non è certezza e che l’utente deve pagare il relativo canone solo dal momento in cui effettivamente risulti allacciato alla rete. Fino a quel momento dovrà essere rimborsato (su istanza), a prescindere dalle reali motivazioni circa il mancato adempimento. Su questo tutti si sono dichiarati d’accordo.

Comunque, a loro dire, i rimborsi sono avvenuti su verifica individuale e tutti gli aventi diritto sono stati informati.

– la situazione comune a molti autoriduttori a cui è stato riconosciuto il rimborso depurazione e/o fognatura ma risultano ancora in attesa della concreta liquidazione del credito.

In prima battuta, i rappresentanti dell’azienda hanno negato l’esistenza di casi simili. Quando abbiamo mostrato loro le fatture comprovanti quanto denunciato, solo allora ci hanno informato che “il principio della tesoreria del gruppo Hera è che non si erogano rimborsi in presenza di posizioni debitorie aperte”. Vale a dire, l’azienda non mette in discussione il credito (risultante dall’estratto conto) che rimane certo ed esigibile ma la liquidazione materiale non viene eseguita. Abbiamo osservato che la questione dei rimborsi non ha niente a che vedere con l’Obbedienza Civile (fatto tutto politico), sebbene mancata depurazione come autoriduzione abbiano un comune denominatore. E che risulta inoltre palese la sproporzione tra crediti (migliaia di euro) e presunto debito (poche decine di euro).

La questione è stata comunque presa in esame dal direttore Berti che, anche su questo, si ripromette di darci risposta.

Intanto, ci ha chiesto di segnalare i casi in parola di cui siamo a conoscenza, poichè, a loro dire, questi rappresentano comunque una minoranza rispetto a quanti -autoriduttori-  sono stati effettivamente rimborsati.

-la mancanza di una informazione complessiva sulla effettiva mappatura della rete fognaria e del servizio depurazione, su cui non c’è stata, però, una risposta specifica.

Inoltre, ci sono state segnalate le segg. cifre:

-entro il 31 /12/2014 sono stati rimborsati per la mancata depurazione circa 1500 utenze, per un esborso di 1.134.000 €;

-gli aventi diritto al rimborso fognatura individuati sono circa 1300, di cui 300 utenze risultano attualmente ancora non godere del servizio.

Poichè il rimborso fognatura avviene su istanza, sono attualmente pervenute 978 domande, di cui 960 sono state liquidate (per un tot. di 1.950.000 €),  mentre 288 non sono pervenute.

Infine, il dott. Berti ci ha invitato formalmente, come già emerso nel corso dell’incontro, a contattare direttamente il dott. Bertoncello per segnalare situazioni pendenti o irrisolte di nostra conoscenza. Ha auspicato, insomma, l’attivazione di un canale  di comunicazione diretta tra gestore e comitato.

Per il Comitato:   Alessandro – Francesco

ACEGAS STAI SERENA… La conferenza stampa del Comitato di sabato 24 ottobre

Si è svolta in Prato della Valle la partecipata conferenza stampa del Comitato Due Sì per l’Acqua Bene Comune di Padova .

Al centro degli interventi le novità riferite alla Campagna di Obbedienza Civile, che vede numerosi cittadini, autoridursi la bolletta dell’acqua per affermare il risultato del referendum e la mobilitazione per ottenere la restituzione dei rimborsi delle quote riferite alla depurazione e all’allacciamento fognario illegittimamente fatte pagare a più di 4000 utenze che non usufruiscono del servizio.

Primo intervento: l’inaccettabile modalità con cui AcegasApsAmga – Hera sta cercando di intimorire gli autoriduttori, chiedendo di pagare le quote autoridotte, mentre non sta dando i rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

Secondo intervento: la vergognosa situazione riferita ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario. Solo 900 rimborsati su 4000, senza contare chi rimborsato si vede rimettere in fattura depurazione e fognature, un servizio di cui non usufruisce. Gli utenti, appoggiati dal Comitato, adiranno vie legali.

Vedi il video

Terzo intervento: aggiornamento giuridico, riferito al fatto che il Consiglio di Stato, investito della questione delle tariffe idriche, ha nominato un gruppo di esperti per affrontare il quesito, a dimostrazione di quanto la materia sia controversa.

Vedi video

Quarto intervento: la proposta di costruire insieme alla cittadinanza, a forze sociali, sindacali e partiti una campagna per lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Vedi il video

Alla Conferenza stampa ha portato il proprio contributo anche la “Marcia del riscatto delle comunità rurali” , che sta attraversando l’Italia, per publicizzare le mobilitazioni all’abrogazione della legge dell’IMU sui terreni agricoli che vede coinvolti 3500 comuni con una forte economia rurale. Agricoltura Nord Est che ha ricevuto la Marcia ha inoltre publicizzato le campagne contro il TTIP (trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Comunità Europea e Stati Uniti, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”) e l’introduzione degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) sui piatti delle nostre tavole. Info https://www.altragricolturanordest.it/dettaglio.asp?Id=3011

Vedi video https://www.youtube.com/watch?v=rvukjE2qF0M

Alla conclusione le richieste del Comitato:

– Rispetto al Comune di Padova: il Comitato chiede a tutte le forze politiche che condividono la battaglia per la difesa dei risultati del referendum di presentare una mozione in Consiglio Comunale per chiedere cosa intende fare il Comune di Padova di fronte alle intimidazioni attuate da AcegasApsAmga – Hera nei confronti degli autoriduttori e al mancato rimborso per gli utenti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto al Consiglio di bacino e a AcegasApsAmga – Hera: il Comitato chiederà un incontro perchè smettano le intimidazioni agli utenti e vengano immediatamente risolte tutte le pratiche riferite ai rimborsi dovuti per la mancata depurazione e allacciamento fognario.

– Rispetto alla cittadinanza, alle forze sindacali, politiche, associative: il Comitato fa appello perchè si dia avvio ad una campagna generale volta a far tornare la gestione dell’acqua nelle mani dei cittadini padovani attraverso lo scorporo della gestione del servizio idrico da AcegasApsAmga – Hera per darlo in gestione ad una Azienda Speciale che operi fuori dalla logica di considerare l’acqua una merce.

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime scadenze.

In particolare siete tutt@ invitati:

  • LUNEDI’ 16 NOVEMBRE 2015 il nostro Comitato sarà tra gli ospiti della serata di Oblò – Rassegna di docufilm e fumetti alla Multisala Astra, Via T. Aspetti a Padova, nella serata “Difendiamo la Terra”

https://www.yabasta.it/spip.php?article2079

  • SABATO 12 DICEMBRE 2015 dalle ore 18.30 alle 21.30 presso Circolo Sportivo Hub piazza Gasparotto a Padova all’APERI/CENA  NATALIZIA con un ricco buffet, musica e teatro. Per far il punto sulla nostra mobilitazione … e soprattutto per passare un piacevole momento insieme.

I fondi raccolti sono a sostegno delle iniziative del Comitato. Per organizzare tutto al meglio fateci sapere la vostra partecipazione o scrivendo una mail o telefonandoci oppure passando ai nostri banchetti e sportelli.

NON MANCARE! INSIEME ABBIAMO FATTO TANTO E TANTO POSSIAMO FARE!

Comitato Prov. 2 SI Acqua Bene Comune di Padova

Decisioni assemblea del 14/09/15 sul problema rimborsi depurazione e fognatura

Le risposte che AgegasApsAmga ci ha fatto pervenire, evidenziano alcune contraddizioni.

  1. Nella premessa – a proposito delle procedure di allacciamento alla pubblica fognatura – si scrive che: “…Quando il cliente comunica la conclusione delle opere di allacciamento… l’azienda procede all’attivazione dello scarico e all’inserimento  a ruolo del cliente per la tariffa di fognatura e depurazione”, ma poi si dice che: in via Decorati al Valor Civile i lavori della nuova fognatura sono stati completati il 06/05/13 e che gli utenti interessati, a partire da quella data “Sono assoggettati al canone di fognatura e depurazione” 

il canone di fognatura e depurazione lo fanno pagare dalla fine lavori o da quando l’utente si è effettivamente allacciato? Da quanto riportano gli utenti, il canone è stato applicato, e il rimborso si ferma al 6/5/13 mentre dovrebbe arrivare fino al momento dell’allacciamento.

  1. Si scrive che gli utenti di via Pisani, via Caena e via Doria  “Sono serviti da una rete fognaria mista recapitante al depuratore di Ca’ Nordio” e poi che nel 2016  “Verrà realizzato l’adeguamento degli sfioratori della rete fognaria di Voltabarozzo, che permetterà di estendere il servizio di depurazione a tutta l’area a ovest della Piovese”

l’area di Voltabarozzo a ovest della Piovese è servita o no da depurazione? Ricordiamo che la via Pisani era inserita nei primi elenchi degli aventi diritto al rimborso della depurazione pubblicati da Acegas e poi la via Vecchia, la via Venier, le vie Flabanico, Bosco Rignano, Foscari, Pesaro, Piovene, Ubaldini. Acuto, Voltabarozzo, Tribuno e Tron sono tutte servite o no?.

  1. Da notare infine la dichiarazione da parte di Acegas che “Eventuali posizioni particolari …saranno oggetto di verifica puntuale su istanza del cliente, con adozione eventuale di procedure correttive, ove dovute”, è quindi di fondamentale importanza l’azione di informazione svolta fin qui dal Comitato, azione che va estesa il più possibile, perché AcegasApsAmga se ne guarderà bene dal farlo

Le decisioni prese sono:

  1. Solo dopo l’avvenuto allacciamento l’AcegasApsAmga deve addebitare in bolletta la FOGNATURA ed eventualmente anche LA DEPURAZIONE se il collettore centrale è allacciato al depuratore. Fino a quel momento l’utente non deve pagare né FOGNATURA né DEPURAZIONE e perciò ha diritto all’eventuale rimborso, a partire dai 10 anni precedenti.
  2. Alla lettera “Invito allacciamenti obbligatori alla rete fognaria acque nere”, inviata ad alcuni utenti di via Falcone, è allegata l’istanza per la restituzione della quota di depurazione, mentre deve comprendere anche la tariffa di fognatura se è stata pagata e non si è ancora allacciati
  3. Gli utenti che sono in queste situazioni, in qualsiasi via abitino, cerchino di organizzarsi collettivamente, per strada e/o per condominio, e prendano contatto con il Comitato. Assieme prenderemo le decisioni più appropriate per risolvere finalmente le irregolarità, es. chiedere un incontro col gestore e il Consiglio di Bacino e altre ancora.
  4. Alla domanda sulla mappa delle fognature di Padova non è stata data risposta; sappiamo che il gestore sta fornendo delle  mappe parziali al Consiglio di Bacino:  le vogliamo avere anche noi
  5. Invitiamo tutti gli interessati a continuare l’autoriduzione e di iniziarla se non l’hanno ancora fatta
  6. Invitiamo tutti coloro che abbiano ricevuto rimborsi a “ricordarsi” del Comitato con un contributo libero che servirà a sostenere le spese per continuare la lotta (banchetti, sportelli, volantini, ecc. ecc.)

il Comitato Provinciale 2SI Acqua Bene Comune Padova

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA 2015 Un’ampia delegazione del Forum dei Movimenti per l’acqua sarà a Bruxelles per manifestare per il Diritto all’acqua

In occasione della giornata mondiale dell’acqua un’ampia delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua sarà a Bruxelles per manifestare, insieme alla Rete Europea, per il diritto all’acqua. Dal 23 al 24 marzo si svolgerà infatti la 4° Conferenza Europea dell’Acqua dalla quale saranno escluse le realtà sociali e gli stessi promotori dell’ICE (European Citizens Initiative) che, nel 2013, ha raccolto oltre 1 milione e ottocentomila firme per proporre alla Commissione Europea un provvedimento legislativo che escluda l’acqua e i servizi igienici dalle “norme del mercato interno” e dalla liberalizzazione.
Ma la “ricorrenza” della Giornata dell’acqua è anche l’occasione per fare il punto sull’acqua in Italia dopo che, a giugno 2011, oltre 26 milioni di italiani hanno votato per portare l’acqua fuori da logiche di profitto e di mercato.
A distanza di quasi 4 anni si può affermare che quella straordinaria vittoria ha segnato un passaggio epocale di rifiuto dei processi di mercificazione dell’acqua e dei beni comuni, oltre ad aver messo un freno alle privatizzazioni, anche grazie all’attenzione dei comitati per l’acqua che non si è mai smorzata. L’attuale Governo, in continuità con quelli precendenti, sta però rilanciando un piano che prevede la messa sul mercato della gestione dell’acqua e degli altri servizi pubblici locali, incentivando aggregazioni e dismissioni delle aziende partecipate dagli Enti Locali.
Con il decreto “Sblocca Italia” e con la legge di stabilità si incentivano infatti processi di aggregazione, fusione e dismissione delle partecipate dagli Enti Locali, a vantaggio dei quattro colossi multiutilities attuali – A2A, Iren, Hera e Acea – già collocati in Borsa. Il DDL Madia, inoltre, discussione in questi giorni al Senato, se approvato nell’attuale versione, rappresenta un’ulteriore delega al Governo con indicazioni precise volte al rilancio dei processi di privatizzazione.
A queste direttive politiche si è affiancato in questi anni l’operato dell’AEEGSI, che ha formulato un nuovo metodo tariffario tramite il quale, oltre a reinserire sotto mentite spoglie la remunerazione del capitale investito, consente ai gestori ampi margini di profitto, e che sta comportando ingenti aumenti tariffari.
Solo nel 2013 le tariffe sono infatti cresciute del 7,4% e negli ultimi 10 anni dell’85 %, senza contare l’operazione che ha permesso ai gestori d’inserire nella bolletta idrica conguagli retroattivi fino al 2006. Tutto ciò nonostante che annualmente si registrino utili ingenti che non vengono reinvestiti nel servizio ma in larga parte prelevati dagli azionisti come dividendi: i famosi investimenti quindi non aumentano affatto con la partecipazione dei privati!
In questo quadro l’azione dei comitati per l’acqua non si è affatto fermata: in decine di territori sono in corso vertenze per la ripubblicizzazione, con successi come quello di ABC Napoli, della legge regionale del Lazio, e del percorso avviato a Reggio Emilia. Altrettante vertenze si stanno purtroppo aprendo contro nuovi tentativi di privatizzazione: dalla Sardegna a Bologna, passando per il processo di fusione con il quale si intende consegnare ad Acea la gestione dell’acqua di gran parte del Centro Italia.
A partire dal 2012 il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ha inoltre messo in atto la campagna di obbedienza civile per l’eliminazione dalla bolletta idrica della quota di profitto abrogata dai referendum di giugno 2011 a cui hanno aderito migliaia di cittadini ed è tutt’ora in corso in diversi territori. Sullo stesso tema è stato promosso anche un ricorso al TAR della Lombardia, che ha già emesso una sentenza sulla quale il Forum ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato.
A livello europeo, nel 2012/2013, il Forum ha partecipato all’ECI (European Citizens Initiative) “L’acqua è un diritto umano”, promosso dalla Rete Europea per l’Acqua.
Dall’autunno 2014 il FIMA ha inoltre dovuto fronteggiare un inasprimento nella pratica sui distacchi idrici per morosità, che ha dato origine a campagne di pressione nei confronti di sindaci, gestori e parlamentari ma, soprattutto, ha visto diffondersi in tutta Italia esperienze di resistenza autorganizzata.
Dopo la vittoria referendaria si è anche arricchito il rapporto con altri movimenti e realtà in lotta per i beni comuni e la giustizia ambientale: dalla rete contro lo Sblocca Italia al percorso verso la COP 2015, nella consapevolezza di quanto i temi ambientali e sociali siano profondamente legati.
Infine, in una situazione che vede i movimenti sociali in generale sempre più sotto attacco, anche il Forum dell’acqua si scontra con una logica che intende mettere tutto a profitto: la sede nazionale del Forum, che è stato ed è continuamente attraversato da tantissimi attivisti, è infatti attualmente sotto minaccia di sgombero.
Per difendere questo spazio di democrazia il FIMA ha lanciato un appello: https://www.acquabenecomune.org/petizione-sgombero

Il cammino per il diritto all’acqua pubblica e di qualità è ancora lungo, ma non si arresta!

 

Roma, 21 Marzo 2015.

 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

 

 

 

Il sindaco di Padova fa cassa coi beni comuni. A due anni dalla fusione con HERA s.p.a. avanza il processo di privatizzazione del servizio idrico cittadino

HERA l'acqua del sindaco!

Novembre 2014: BITONCI-ZANONATO, SINTONIA PERFETTA

La pratica è ormai oliata, addirittura incoraggiata, meglio imposta dai vertici istituzionali. Il primo cittadino di Padova, Massimo Bitonci, annuncia l’intenzione di mettere sul mercato il 18,82% (vale a dire 13 e passa milioni di azioni, quelle escluse dal sindacato di blocco) del pacchetto azionario Hera di proprietà del Comune  (cioè nostra, di tutti i cittadini), dal quale spera di incassare intorno ai 25-26 milioni di euro, sempreché la quotazione di borsa del  titolo della chiacchieratissima Hera s.p.a. resti invariato (2,024 €). Esito, come si diceva, scontato, da quando il governo in carica con il d.d.l. Stabilità 2015 (art.43) ha esonerato dal patto di stabilità interno le spese per investimenti degli Enti locali finanziate coi proventi delle dismissioni  totali o parziali delle proprie partecipate.  E visto il taglio inferto ai trasferimenti statali agli Enti locali c’è da giurarci che l’operazione Bitonci andrà in porto.

Di cosa stiamo parlando? Di una ulteriore mazzata alla possibilità di noi cittadini utenti dei servizi pubblici locali (acqua, in primis) di esercitare un controllo reale su beni così essenziali alla vita della nostra comunità, i quali, nonostante i vittoriosi referendum del 2011, risponderanno sempre di più a logiche di mercato e di profitto.

Esito che il Comitato Prov. 2 Si Acqua Bene Comune di Padova, aveva largamente previsto fin dall’estate del 2012, quando, inascoltato, lanciò in città l’allarme contro l’operazione di fusione per incorporazione di Acegas Aps Holding s.r.l. (la finanziaria che consentiva ai Comuni di Padova e Trieste di controllare Acegas Aps s.p.a.) in Hera s.p.a. (la multiutility emiliana con solidi interessi nel settore dell’incenerimento dei rifiuti),  fortemente voluta dall’ex sindaco Flavio Zanonato e dalla sua giunta. Un’operazione che si consumò nell’arco di tre mesi secondo la tempistica dettata dai C.d.a. delle due società e costruita sulla più completa disinformazione dei cittadini-utenti, al punto che anche la mozione di sospensione della delibera consiliare pro-fusione avanzata dalla consigliera Ruffini (PRC) la sera del 24 settembre 2012 venne incredibilmente respinta!

Cosa si voleva nascondere?

Che quella operazione equivaleva, appunto, a una privatizzazione strisciante di acqua e servizi pubblici locali, vale a dire un trucco per aggirare l’esito referendario, consentendo l’ingresso in massa dei privati nella costituenda super-multiutility, formalmente ancora in mano pubblica. Big player del c.d. risiko delle municipalizzate (secondo la road map del duo Passera-Monti), doveva essere Fondo strategico italiano (Fsi), controllato da Cassa depositi e prestiti (Cdp) -a sua volta in mano per il 70% al Ministero del Tesoro e per il restante 30 alle Fondazioni bancarie- pronto a buttare sul piatto di Grande Hera 80-100 mln (di aumento di capitale), ricevendo in cambio una quota di circa il 4%. La sua mission? Agevolare la dismissione delle aziende di proprietà dei Comuni che svolgono servizi pubblici locali e/o acquisire le quote di partecipazione dei più piccoli sempre affamati di liquidità. D’altra parte, scavando solo un po’, troviamo nella newyorkese McKinsey (ossia il colosso che ha orientato la finanza mondiale negli ultimi 100 anni), nelle sue consulenze a sei zeri (Cdp ne è praticamente dominata), lo stratega occulto di questa come di tante altre operazioni analoghe.

Così, a smentire le ricorrenti, rassicuranti dichiarazioni degli immancabili corifei delle fusioni (“rafforzerà la società e la renderà più grande e competitiva senza per questo lasciarla in mani private…”) c’è la continua erosione delle quote di partecipazione dei soci pubblici: ad es. il comune di Bologna è passato dal 19% del 2005 al 12,11 post-fusione Acegas, per sprofondare al 9,73% attuale.  E l’emorragia continua.

E Padova? Il concambio azionario (vale a dire il numero di azioni che l’incorporante riconosce all’incorporata in cambio delle vecchie azioni possedute) le attribuì 71.546.945 azioni della nuova Hera, vale a dire, il 4,8% (più un premio di 1,7 mil. di euro). Un bel tonfo per chi, prima della fusione, insieme al Comune di Trieste, deteneva, tramite la finanziaria di famiglia (l’incorporata Holding), esattamente il 62,69% del capitale sociale di Acegas Aps s.p.a.!! E oggi Bitonci completa l’opera: con l’alienazione di 13.468.642 azioni, quelle fuori vincolo, la partecipazione del Comune calerà al 3,89%. Come a dire, quando si tratta di far cassa non c’è colore politico che tenga… e il tanto agito slogan  “padroni a casa nostra” si invera nel suo contrario: se prima già poco contavano, di questo passo i padroni conteranno in Hera (e, di riflesso, in  Acegas) meno dei maggiordomi! Tant’è che il Partito Democratico, ora all’opposizione, non è (ovviamente) contrario alla vendita ma lamenta solo il riserbo dell’amministrazione in carica nell’esplicitare chiaramente il destino dei proventi dell’operazione.  E il patto di sindacato scade a fine anno (31/12/2014). Cosa accadrà dopo possiamo immaginarlo. Ferrara e Forlì hanno già annunciato di volersi sfilare mentre in ambienti bene informati si parla di un probabile abbassamento della soglia al 35%. !!

Ma, al di là di cifre, percentuali e concambi (a saperli leggere sempre istruttivi), è evidente che quando il servizio idrico è gestito da società per azioni (s.p.a.), per di più quotate in borsa come Hera o la stessa AcegasAps (già prima della fusione), parlare di maggioranza pubblica del capitale sociale (o di sindacato di blocco che vincola il 51% del capitale sociale) per sottintendere indirizzi gestionali coerenti con gli interessi delle comunità cui quel servizio è rivolto è pura falsità. Perché la mission di queste società (pubbliche, private o miste che siano) non è l’equità del servizio, la riduzione degli sprechi di acqua e della produzione dei rifiuti, la salvaguardia della salute dei cittadini e dell’ambiente etc. ma, viceversa, l’appetibilità del proprio titolo sul mercato azionario (di rischio) garantita dalla distribuzione puntuale dell’immancabile utile, costi quel che costi (e talvolta questi possono essere davvero mostruosi, come ci rivela la scandalosa inchiesta di Report del 16 novembre u.s. su Rai Tre). Utili ai quali i soci pubblici non sono meno sensibili dei privati. Così, i veri padroni della società non sono i piccoli o grandi Comuni azionisti, in perenne conflitto di interesse, ma gli strapagati manager che la dirigono, sempre pronti a dare ai soci quel che i soci chiedono… e per fare questo si indebitano sempre di più, tanto paghiamo noi non loro. Il debito miliardario che affligge Hera non è purtroppo un caso isolato: la presenza del pubblico in queste multiutility serve per privatizzare gli utili e pubblicizzare le perdite.

Ecco perché ricondurre in mano pubblica, vale a dire ad una gestione realmente democratica e partecipata acqua e s.p.l. (come trasporti e rifiuti) vuol dire innanzitutto eliminare il profitto dalla tariffa -come sancito dal 2° quesito referendario- e prefigurare per questi beni una forma gestionale come l’azienda speciale consortile di diritto pubblico. Si tratta di due condizioni inscindibili e imprescindibili, chiaramente enucleate nella legge di iniziativa popolare (Lip) del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

Se il sindaco Bitonci volesse davvero rispettare la volontà che i suoi cittadini espressero il 13 giugno 2011 (quando, a stragrande maggioranza, si pronunciarono per la ripubblicizzazione di acqua e s.p.l.) dovrebbe riconsiderare la sua scelta e valutare, seriamente, l’ipotesi di scorporare il servizio idrico da Hera per ricondurlo sotto la piena sovranità della sua comunità (non quella “farsa concessa” da Zanonato per avere il voto di SEL al momento della citata fusione). Opponga in seno all’assemblea di Bacino Bacchiglione  -insieme agli altri 11 sindaci dei comuni serviti da AcegasAps-  il fermo no dell’amministrazione al truffaldino Metodo tariffario idrico (MTI) dell’Authority dell’energia il gas e il servizio idrico (AEEGSI) che, in barba ai referendum, ha reinserito il profitto nella bolletta dell’acqua, sì da far lievitare la stessa dal 2012 a oggi del 20,7% con un incremento annuo del 6,5%.  Perché truffe come quella dei rimborsi della mancata depurazione delle acque reflue, portata alla luce dal Comitato padovano, non abbiano più a verificarsi; perché gli utenti del s.i.i. non debbano continuare all’infinito ad autoridursi  la bolletta dell’acqua della componente di profitto (21% ) eliminata dai referendum (campagna di Obbedienza Civile) in risposta all’insipiente e arrogante atteggiamento del gestore (AcegasApsAmga) e di tanta parte della classe politica, nazionale e locale, incapace di rispettare la loro volontà.

Perché… si scrive acqua, si legge democrazia.

a. p. – g. s.