Dalla CGIL nazionale il sostegno alla manifestazione di sabato. Il segretario nazionale Susanna Camusso ha gentilmente fatto recapitare il seguente breve ma significativo messaggio alla segreteria nazionale del Forum:

Cari tutti,
vi confermo il sostegno della CGIL, come già avvenuto per le precedenti manifestazioni per l’Acqua pubblica, sulla base della nostre autonome posizioni che guardano alla gestione pubblica del servizio idrico e il rispetto della volontà referendaria sancita il 12/13 giugno da oltre 27 milioni di cittadini italiani.
Sarà nostra cura invitare le strutture nazionali e territoriali a dare un contributo attivo alla riuscita della manifestazione in oggetto.
Cordiali saluti

Susanna Camusso

Tale messaggio non arriva certo inaspettato, visto il contributo importante della CGIL in tutte le fasi di organizzazione e promozione del Referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Tuttavia, in un momento come questo di manovre politiche e proclami che si affannano a parlare di liberalizzazione e privatizzazione, non possiamo non registrare con soddisfazione che c’è una spinta anche della CGIL a chiedere un distinguo tra liberare l’Italia da caste e corporazioni di privilegi, e spogliare invece i cittadini di ogni bene pubblica perché “i mercati ce lo impongono” oppure “l’europa ce lo impone” oppure “la bce ce lo impone”.

Spazi per la riduzione dei costi degli apparati pubblici ce ne sono, a partire dai privilegi degli eletti-nominati (non invece dal loro numero che ridurrebbe solo la rappreesentanza popolare), per finire con le spese militari e le nomine arbitrarie di dirigenti superpagati ma spesso inadeguati (per non dire incompetenti) delle società controllate dallo stato, o per meglio dire dai partiti. Proprio nella crisi deve emergere cosa è vitale per la popolazione, e va mantenuto stretto e saldo nelle mani del pubblico, e cosa è superfluo, o inessenziale, e può essere ceduto per fare la cassa che è ormai diventata inevitabile. Forse si possono costruire meno autostrade, si può stendere meno asfalto e colare meno cemento, o comprare meno caccia bombardieri e spendere meno soldi in armamenti, e tenerci l’acqua, i trasporti, la scuola, il servizio sanitario. L’opposto sarebbe controproducente, perché è difficile bere il catrame, o mangiare la polvere da sparo. In questo la CGIL è compagna di strada, e lo dimostra ancora una volta.

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